cos'è casa mia?

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venerdì 1 dicembre 2017

Torta della nonna, con tocco esotico

Si riparte da qui, da una torta... quella della nonna...




Non potrebbe che essere proprio quella di una nonna un torta così. 
La prepari pensando già al sorriso che provocherà sulla faccetta dei piú golosi, 
portandola in tavola a colazione o a merenda.
Il freddo fuori, la prima neve, il calore del forno acceso...



Sedurrà di certo anche voi questa deliziosa crostata con la crema. 
E il tocco esotico, delicato e poco invadente del cocco disidradato in scaglie, la rende delicata. 
Senza nulla togliere al sapore dei pinoli tostati 
che sono normalmente indicati nella ricetta tradizionale.

Ingredienti:

per la frolla:

330 di farina 00
200 gr di burro di buona qualità 
(preferisco quello irlandese)
150 gr di zucchero di canna
1 uovo
3 gr di lievito per dolci
zeste di limone
scaglie di cocco disidratato o pinoli
zucchero a velo

per la crema:

1 uovo
1 tuorlo
80 gr di zucchero di canna
20 gr di farina 00
25 gr di fecola di patate
500 gr di latte
scorza di limone

Normalmente procedo col Bimby. 
Ma potete fare sia la frolla che la crema a mano o utilizzando una planetaria. 
  • Preparare lo zucchero a velo - 15'' vel 10 - e tenere da parte
  • Mettere nel boccale lo zucchero e le zeste di limone: 10'' vel 10: tenete da parte.
  • Mettere nel boccale il burro freddo e la farina: 20'' vel 5, o fino a quando si trasforma in 'briciole'. 
  • Aggiungere lo zucchero con limone e lievito: amalgamare qualche secondo a vel. 5.
  • Aggiungere l'uovo: 10'' vel. 5. 
  • Tenere la frolla in frigo almeno per qualche ora.

Nel frattempo preparate la crema. 

  • Mettere in un pentolino il latte con la scorza di limone e farlo scaldare.
  • Nel frattempo nel boccale del Bimby sbattete le uova con lo zucchero: 4', vel 5.
  • Aggiungete le farine: 2' vel. 5.
  • Programmate quindi 7' vel. 4, a 90° e, con le lame in movimento, aggiungete a filo il latte, facendolo scivolare a filo dal coperchio, lasciando il misurino. La crema deve risulatare consistente. Se non lo fosse, aggiungete ancora qualche cucchiaino di fecola e continuate la cottura per qualche minuto. Tenete conto che la crema raffreddandosi si rapprende un po'. 
  • Coprite con pellicola e lasciate raffreddare. 

Composizione della crostata.
  • Prendete la frolla, prendetene una parte che sia un po' più della metà, stendetela e foderate uno stampo da crostata. Bucherellate sul fondo con una forchetta e riponete la teglia in frigo, insieme all'altra parte ed eventuali ritagli. Lasciate riposare 10'
  • Accendete il forno a 160° statico, o 150° ventilato. 
  • Trascorsi i 10' di riposo infornate la crostata a secco per 10'.
  • Nel frattempo stendete il resto della frolla che vi servirà per coprire la crema. 
  • Sfornate la crostata. Riempite il fondo con la crema , e coprite con la frolla rimasta, avendo cura di chiudere i bordi per non far seccare la crema durante la cottura. 
  • Coprite con scaglie di cocco disidratato (o pinoli, a piacere) e infornate ancora 30' o finchè la frolla non assume un bel colorito bruno. 
  • Sfornate a attendete che si intiepidisca prima di trasferirla su un piano per permettere alla crostata di raffreddarsi e non trattenere troppo l'umidità.  


Si mantiene molto bene per almeno 2 giorni.
Insieme a una tazza di buon té mette tutti di buonumore! 

Alla prossima! 
Maria Luisa

martedì 27 ottobre 2015

Cacio e pepe di una siciliana a Roma!


Da quante angolazioni possiamo osservare il mondo?
tantissime! 
per facilitarci il compito è rotondo e gira... :-)
ad ogni angolazione 
rimaniamo affascinati e colpiti da ciò
 che più ci interessa, 
che tocca la nostra sensibilità, 
che ci appartiene...  
e rimaniamo indifferenti a tutto il  resto!

Col passare degli anni esperienze nuove 
si mescolano a esperienze del passato più o meno recente; 
altre le troviamo così interessanti che ce li cuciamo subito addosso,
e rimangono lì, come figurine Panini attaccate su un album;
tutto il resto lo dimentichiamo... 


L'esperienza del gusto ce la portiamo sempre 'in tasca'. 
E a conoscere sapori e profumi, 
basta leggere una ricetta, ascoltare come si prepara un piatto, 
che già ne posso sentire l'odore e il sapore. 

Così, a naso, senza averlo mai incontrato, 
so che Filippo La Mantia è uno dei cuochi tra i miei preferiti in assoluto, 
almeno tra quelli sotto i riflettori. 
Un cuoco che sa reinventarsi piatti tradizionali siciliani senza mai perdere la bussola, 
senza impoverirli, senza snaturarli, anzi raccontandone l'origine. 
Piatti semplici o elaborati con il tocco del cuoco! 
Sulla sua pagina fb spesso pubblica foto dei suoi piatti.
Ad ogni foto la storia del piatto e indicazioni sugli ingredienti - non proporzionati. 


Sono ormai 15 anni - mizzica come passa il tempo! - che abito a Roma. 
La cucina romana mi piace, anche se ammetto che non è tra le mie preferite. 
Ma alcuni piatti così semplici, così veloci da cucinare, 
che richiedono ugualmente una certa 'arte culinaria' per essere preparati al meglio 
- perchè sono le cose semplici che hanno bisogno di più cura - 
ogni tanto finiscono sulla nostra tavola. 
E quando La Mantia ha postato questo piatto... 
non ho potuto fare a meno di provare a imitarlo: 
un piatto tipico romano con influenze e profumi siculi! 
Mi piace. Penso che sarà un bel piatto! 

Le mie proporzioni per 4: 

350 gr di spaghetti (io Pasta Garofalo)
35 gr di parmigiano reggiano
35 gr di pecorino romano - 
che avrei sostituito anche con il Maiorchino
40 gr di olio buono evo 
(io Nocellara Etnea di Az. Agr. Doria
menta
scorzetta di limone
pepe nero
pomodorini confit - vedi qui preparazione
peperoncino - io quello Soverato

lui aggiungeva: 
zenzero, finocchietto fresco, ricotta salata 
(che ho omesso perchè non l'avevo in casa, ma se volete provare... )

Preparate per tempo i pomodorini confit. 
I miei sono andati poco oltre - ho lasciato il maritino di guardia...
Ma non hanno perso la loro bontà. 
I rimanenti li ho poi messi in un barattolo e coperti di olio evo.

trito per confit 
Mettere a bollire l'acqua per la pasta. 
In un mixer - io nel Bimby - tritare insieme i due formaggi, la scorza di limone e la menta: 
pochi secondi a vel. 8. 
Aggiungere l'olio e amalgamare: pochi secondi a vel. 2-3.
Nel frattempo buttate la pasta. 
Utilizzate qualche mestolo dell'acqua di cottura per allungare la 'crema di formaggio' amalgamando a vel. 3, in modo che non scaldi troppo il formaggio. Quindi versate in un saltapasta o una padella capiente, aggiungete gli spaghetti cotti al dente e amalgamate. Allungate con qualche cucchiaio di acqua di cottura in base alle esigenze. 
Servite con pomodorini confit, foglie di menta e una spolverata di pepe nero. 
A piacere aggiungere il peperoncino. 

Questo è un punto di vista che mi piace assai!
Il piatto è stato un successo: non potevo non condividerlo! 

Alla prossima! 
Maria Luisa :-)   




giovedì 8 ottobre 2015

Torta alle fragole: i 18 anni di Fabiola!


Sono tornata... in punta di piedi!



Non era mia intenzione abbandonare questo blog.
Ho continuato a produrre e a fotografare,
ma ho dovuto recuperare energie positive... 
... per poterle condividere con tutti voi, 
con chi per questo blog ci passa una volta e poi più, 
e con chi questo blog continua ad averlo come riferimento!


Così, torno in 'dolcezza',
la medesima che caratterizza Fabiola, 
giunta ad un traguardo così importante nella vita di ognuno: 
18 anni! Tanti, attesi... 


Non so voi, ma io li ho attesi... 
e quanto l'ho fatta valere quella maggiore età :-) 
La disperazione di mia mamma! 


Adesso mi volto indietro... e sono lontanissimi!

Restano comunque una meravigliosa età, 
in cui pensi e hai l'energia di avere il mondo in mano,
puoi sognare una vita meravigliosa, hai tempo per leggere, passeggiare, 
startene sdraiata ore e ore sulla spiaggia, 
chiacchierare con gli amici, fare tardi la sera... 

...tutto pian piano cambia, non sempre fila tutto liscio... 
ma auguro a tutti di non smettere mai di SOGNARE! 

Ancora auguri a Fabiola! 

PS: la torta all'interno è stata farcita con due strati di crema bianca e fragole messe a macerare nello zucchero per qualche ora. Sparita in un bip - mi hanno riferito! :-)

A prestissimo! 
Maria Luisa:-) 




sabato 21 febbraio 2015

Cenci di P. Artusi


E' stato Carnevale...!!!???  
già passato, già... 
passato, volato... Peccato! 
Adoro il carnevale:
una volta l'anno 
togli la maschera pirandelliana 
che ci siamo cuciti addosso 
per metterne una vera, 
quella che ci va,  
fa sempre bene! 


Tra impegni vari e influenze 
quest'anno il carnevale non l'abbiamo neanche visto! 
Ma potevano mancare i dolcetti di carnevale? 
Eh no, almeno quelli!  
Un po' per noi, un po' per portarne a scuola, 
un po' le amiche... più ne facevo e più non bastavano... 
I bambini mi giravano intorno e, detto in siculo, 
'io facendo e loro mangiando'... 
ho fatto giusto in tempo a sottrarne un po' 
da immortalare con la macchina fotografica........ 


E allora Artusi ha sempre ragione... 
questi Cenci si sciolgono in bocca, 
vien voglia di farli e rifarli.... 
Il carnevale è passato, ma un'anziana signora ha sentenziato che si possono fare fino a metà Quaresima. 
In qualunque modo la pensiate... 
'La vida es un carnaval'!

Ingredienti
240 gr di farina
(io Solina dell'Az. Agr. Poggi)
20 gr di burro
20 gr di zucchero a velo
2 uova
1 cucchiaio di Acquavite - io un liquore alle mele fatto in casa
1 pizzico di sale
scorza d'arancia (mia aggiunta) 

zucchero a velo per spolverare
olio di arachidi per friggere

L'Artusi consiglia di fare una pasta piuttosto soda con questi ingredienti, lavorandola a lungo e lasciarla riposare infarinata e coperta da un canovaccio. Se dovesse essere troppo morbida aggiungere farina. Io l'ho preparata nel Bimby. 
Ho preparato prima lo zucchero a velo per spolverare e l'ho tenuto da parte. Poi ho preparato lo zucchero a velo per l'impasto polverizzando con la scorza d'arancia e un cucchiaio di farina dal totale. 
Aggiunti tutti gli altri ingredienti: 
50'' vel. 4 + 2' vel. spiga. 
Quindi ho lasciato riposare. 
Continua l'Artusi di tirare in una sfoglia della grossezza di uno scudo e col coltello o con rotellina a smerli tagliarla a strisce lunghe un palmo circa e larghe 2-3 dita. Io l'ho tirata con la macchinetta fino al terzultimo foro. Fare qualche incisione per ripiegarle o intrecciarle e friggere in olio o lardo galleggiante - io in olio d'arachidi. 
Spolverizzare con zucchero a velo quando si saranno freddati. 
Sbrigatevi ad assaggiarle... finiscono in un bip... 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 

venerdì 13 febbraio 2015

Coniglio ripieno con caponata di zucca

Il mio sogno nel cassetto? 
Mettere in piedi un agriturismo insieme agli amici
con cui condivido la passione per il buon cibo. 
E' ancora lì quel sogno... 
lo aprirò quel cassetto prima o poi!!?
Sono così accoglienti gli agriturismi, quelli ben curati, ben tenuti, 
quelli gestiti con professionalità, passione, 
quelli che trasmettono tradizione, amore per il proprio lavoro. 
Non so voi, ma io in queste giornate di freddo freddo, 
così come in quelle di caldo caldo, 
un po' alla gente che lavora sotto il sole o al freddo ci penso... 
E mi chiedo se ce la farei! 
Questo pensiero mi impone grande rispetto per loro e per i prodotti che il loro lavoro porta nelle nostre dispense e sulle nostre tavole! 
Medesimo rispetto per chi lo fa come lavoro quanto per chi lo fa solo per passatempo, per abitudine... vecchie abitudini, di vecchie generazioni, a cui un pezzo di terra per fare l'orto e allevare qualche gallina per avere le uova fresche, non doveva mai mancare e continuano a coltivare ciò che serve per sostentarsi. Che per me è meraviglioso!
E in questa ricetta ci sono diversi ingredienti
provenienti da questo lavoro: 
il coniglio e la zucca regalati da un amico (Antonio) 
frutto del lavoro dei suoi genitori che vivono in campagna in Molise; 
le olive 'ntaccate (sott'olio, ma con un forte retrogusto di aceto) preparate dalla mamma calabrese di un amico (Rosario); 
il Formaggio di fossa regalatoci da una coppia di amici che ne fanno scorta tutte le volte che vanno nel maceratese (Franco e Alessandra). 
Il rosmarino raccolto da un amico (Marco) nel giardino dei genitori. 
I limoni dell'albero della mia amica Cetty.
Ecco cosa c'è in questo piatto: 
il contributo di tanti amici... 
sappiate che qui non si spreca nulla!  
Insomma, si può dire che la mia al momento 
è la cucina di un agriturismo diffuso... si può dire?


E con questi prodotti ho voluto riprodurre e condividere con voi la ricetta del coniglio ripieno che faceva una zia di mio marito, 
che ci ha lasciati l'estate scorsa... 
di quei piatti che dici... come lo fa lei, nessuno! 
Era ciò che ci preparava sempre quando andavamo a pranzo da lei. 
Di quei piatti che a chiedere la ricetta ti rispondeva 'faccio a occhio, un po' di questo, un po' di quest'altro...' Appuntavo tutto...  
e un po' a occhio bisognerà andare fino a cercare di ottenere il sapore più vicino a quello che preparava lei... 
Lei era marchigiana e lo preparava con le patate al forno; 
io al posto delle patate ho preferito aggiungere un tocco di sicilianità: 
la caponata di zucca. 
Non potete immaginare che connubio perfetto!  


Ingredienti

un coniglio disossato + cosce e ritagli
qualche cucchiaio di parmigiano
1 cucchiaio di pecorino (io Formaggio di Fossa)
30 gr di pane raffermo 
(senza glutine se siete celiaci)
1 uovo
1 scalogno
un ciuffo di prezzemolo
scorza di mezzo limone non trattato
sale
olio EVO (io Carolea di Az. Agr. Doria)
50 gr di vino bianco
300 gr di acqua

per la caponata:
3 cipolle rosse
1 kg di zucca gialla
rosmarino
il cuore di un sedano
olive nere
uvetta sultanina (meglio se Bio)
due dita di aceto rosso
1 cucchiaino di zucchero
1 spicchio d'aglio
rosmarino
sale
pistacchi da tritare

Prepariamo il coniglio: stendere il coniglio disossato. 
Salare e oliare, massaggiando per condire omogeneamente. 
Preparare il ripieno. Trito nel Bimby il pane raffermo insieme ai formaggi, il prezzemolo e la scorza del limone. Pochi secondi a vel. 8. Tenere da parte. 
Mettere nel boccale il resto della carne che otterremo dalle cosce e/o da altri ritagli del coniglio. Tritare a vel. 6. 
Aggiungere il pane aromatizzato preparato prima e l'uovo: 
amalgamare pochi secondi, antiorario, vel. 3. 
Distribuire il composto sul coniglio. 
Chiudere e legare con spago da cucina. 
Senza lavare il boccale, mettere lo scalogno e tritare: qualche secondo a vel. 5. Riunire sul fondo e aggiungere 20 gr di olio e far appassire: 4', 100°, vel. soft. Aggiungere quindi 300 gr di acqua, 100 gr di vino bianco e se l'avete un cucchiaino da caffè di dado home made (la ricetta la trovate qui). In alternativa poco sale grosso. Volendo potete aggiungere anche qualche osso che non siete riusciti a ripulire bene dalla carne: insaporiranno la salsetta. Posizionare il coniglio nel contenitore del varoma e cuocere 40' a vel. 1, antiorario. 

Nel frattempo prepariamo la caponata. 
Per avere una giusta proporzione degli ingredienti principali, prendete come riferimento il tegame o padella che state usando. Le proporzioni sono: un fondo abbondante di cipolla e due di zucca.
Tagliamo a tocchetti la zucca. Quindi affettiamo le cipolle e mettiamole in una larga padella dove avremo messo un fondo di olio - per fare la caponata buona non bisogna lesinare con l'olio, ma neanche esagerare. Soffriggere la cipolla a fuoco medio. Appena pronta toglierla con una schiumarola e tenere da parte - meglio in un contenitore con i fori per perdere l'olio in eccesso. 
Friggere quindi la zucca, aggiungendo anche lo spicchio d'aglio tagliato a metà. Quando sarà quasi pronta salare con poco sale grosso e con rosmarino tritato. 
Ricordate: 1 padellata di cipolle e due di zucca, quindi la zucca in due round. Tenere da parte. 
Togliete l'olio in eccesso scolandolo in un contenitore per riciclarlo e pulite grossolanamente la padella con un tovagliolo - bisogna che rimanga un po' unta. Rimettete dentro la zucca e la cipolla, e fate insaporire a fiamma medio-bassa. Nel frattempo lavate il sedano e aggiungetelo alla caponata. Aggiungete anche un pugno di uvetta - non necessita di ammollo in questo caso - le olive nere e quando tutto è ben amalgamato alzate la fiamma, miscelate lo zucchero con l'aceto e versate sulla caponata, facendo evaporare a fiamma vivace per qualche minuto. 
Spegnere e spolverare con i pistacchi tritati grossolanamente. 

A questo punto anche il coniglio sarà pronto. 
Poggiarlo ancora caldo su un tagliere, affettarlo - il vapore lo cuoce compattandolo, quindi niente paura, non si rompe. Disporlo su un piatto da portata e insaporire con la salsetta che si sarà formata sul fondo del boccale. Se decidete di prepararlo per tempo, disponete il coniglio su un piatto che possa andare anche in forno in modo da poterlo scaldare prima di servirlo in tavola. 
Impiattare servendo con la caponata tiepida o anche fredda (non da frigo). Si presta molto bene anche in queste giornate fredde perchè i profumi e i sapori emergono molto più che mangiarla calda.

E buon GFFD


Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 
  



lunedì 9 febbraio 2015

Torta chitarra e tanto altro per l'8° compleanno del piccolo di casa!


  6 Febbraio 2015
come passa in fretta il tempo.... 
sembra ieri che mi svegliò alle 5 del mattino,
 all'inizio della 38° settimana... 
Alle 14.00 avevo già in braccio
un frugoletto di 2,680 kg.


Invece sono passati 8 anni! 
8 anni di genialità, 
di indomabile carattere, 
di dolcezza infinita,
di sorprendenti pensieri e dichiarazioni!

Due giorni di festa a casa: 
che fatica per mamma e papà... 
il parto, a confronto, una passeggiata!!! :-)  
      

     La prima con i compagnetti di scuola e l'immancabile maestra Paola! 
Il giorno dopo con tutti gli altri amichetti.
Unico filo conduttore:
i colori del Milan, la squadra del cuore, 
di cui si colora la torta a chitarra, 
la sua nuova passione! 


La base delle due torte era identica, 
al cioccolato, ve la racconterò a breve. 
La farcia: panna zuccherata con pochissimo miele. 


Di questi muffin (sopra) 
e di queste pizzette (sotto) 
vi metterò al corrente a breve! 


Potevo non fare il pan brioche a forma di chitarra?
 Se non conoscete ancora la mia passione per dare forma al pan brioche, 
cliccate qui per vedere altre creazioni. 


La ricetta delle graffe la trovate qui 


Quella dei muffin al cioccolato qui




E questi siamo noi, 
con tanti auguri alla peste di casa, 
che ha atteso che finisse la seconda festa 
e che tutti gli ospiti fossero già andati via 
per scoprire che aveva la febbre a 38.5! 
Ci sta, dopo due giorni di festa bisogna riposare,
 fosse anche forzatamente! 

Alla prossima!
Maria Luisa :-) 

mercoledì 4 febbraio 2015

Graffe irresistibili!


Il freddo stimola la fame e l'appetito! 
Ci fa venire voglia di cibo confortevole. 
Di cibi caldi, ma anche di cibi sfiziosi.... 
Non viene voglia di andare a fare una passeggiata,
 ma di inoltrarsi in cucina, 
accendere forno e fornelli e rimanere lì, al calduccio, 
a respirare i profumi dei piatti appena preparati! 


I miei figli quasi non mi sopportano... 
i bambini sono abitudinari - e spesso anche gli adulti - 
e sapere che ogni giorno al rientro da scuola 
si potrebbero trovare di fronte a un piatto nuovo.... uhmmm...
Ma ieri...., 
dopo la piscina di Ric e dopo l'ora di chitarra di Ale, 
la sorpresa è stata piacevole! 
Mai preparate le graffe! 
Quindi anche questa era una novità!
Mangiate si, al bar! 
Ale era titubante! 
Ric le aveva già assaggiate e quando gli ho detto di riferire al fratello che ne pensava dell'assaggio.... ha risposto a gesti

Ric
La ricetta l'avevo stampata diversi anni fa, 
rimasta lì, insieme a tante altre ricette da provare.... 
e finalmente ho deciso di farle... 
ne ho guardate un po' di ricette, poi ho scelto lei perchè ci stavo meglio con i tempi... o forse lei ha scelto me... difficilmente cambierò ricetta! 


Un morso dopo l'altro... 



Finite in un ... bip! 
Siete pronti per riprodurle? 

Ecco la dose per 27 graffe:

250 gr di farina 00 bio (io Ecor)
250 gr di farina 0 (io Ecor) 
230 patate gialle a polpa farinosa
200 gr di latte parzialmente scremato
2 uova piccole (100 gr)
50 gr di zucchero semolato
50 gr di burro
10 gr di lievito di birra fresco
estratto di vaniglia
1 pizzico di sale fino

olio di arachidi per friggere
zucchero e cannella in polvere per ripassarle

Ho fatto bollire le patate per tempo e fatte raffreddare. Quindi ho portato a temperatura ambiente il latte (io col Bimby a 37° per 30''), aggiunge le patate sbriciolate e ho frullato: qualche secondo a vel. 4-5. Aggiunto il lievito e lo zucchero: miscelare per qualche secondo a vel. 3. 
Aggiungere le uova, le farine e il sale. 
Lavorare per 5' vel. spiga. 
Quando comincia ad incordare aggiungere dal foro il burro morbido un po' per volta. 
Trascorso il tempo fate riposare per qualche minuto senza coperchio e continuate altri 5' vel. spiga. 
Mettere a lievitare in un contenitore coperto con uno strofinaccio e far puntare per 30'. 
Riprendere l'impasto, sgonfiare su un piano leggermente infarinato e dividerle in porzioni da 40 gr circa l'una (la ricetta iniziale suggeriva 65 gr, ma volevo ottenere delle graffe più piccole).Quindi formare delle palline e quando avrete finito ricominciate dalla prima per formare le graffe. Io mi sono aiutata con il manico di un mestolo di legno per fare il foro e poi con le dita, facendo roteare. Mettere in teglie ricoperte da carta da forno e lasciare lievitare in luogo riparato (io nel forno spento) per circa 1h. 
Ritagliate la carta tra una graffe e l'altra, scaldate l'olio e fate friggere finchè non si colorano da entrambe le parti. Mettete le graffe nell'olio con la carta, si staccherà più in fretta e più facilmente (vedi foto sotto) 

 Lasciate sgocciolare dall'olio in eccesso e ancora calde ripassatele nello zucchero con aggiunta di cannella in polvere. 

Su un altro post di graffe di Paoletta, avevo letto che si possono far riposare in frigo a 4-5° dopo averle fatte lievitare - per 10-12h al massimo. 
Ne ho tenute 6 da parte, tirate fuori stamattina presto, lasciate a temperatura ambiente per 2 ore... poi fritte! Mooooolto più buone.... 

 

Gnam.... finita!  

Ahhhh... dimenticavo!!! 
La titubanza di Alessandro è finita appena assaggiate... 
le ha volute con la nutella! 
Continuava a saltellare per la felicità per tutta casa, 
chiedendone ancora e ancora.....

Ale
 Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 


venerdì 30 gennaio 2015

Sfizi di polenta: waffel e pandorini


... ed è di nuovo venerdì! 
E ormai sono al terzo appuntamento del 


Fa freddo... piove e minaccia neve! 
magari... dico io! 
ma non la fa... 
E quando fa freddo cosa c'è di meglio 
di una bella polenta? 


Ma stavolta ve la presento in versione sfiziona:
waffel di polenta e mini pandorini.
L'avevo preparata per la cena di Capodanno. 
E ora trovo il tempo e l'occasione giusta per condividere con voi le foto. 


Preparare la polenta (io nel Bimby), utilizzando farina finissima - nel mio caso ho utilizzato quella dell'Az. Agr. Poggi. Quando sarà cotta versarla in stampini di waffel e lasciarla raffreddare. 
Cuocere a parte la cicoria stufandola in padella con olio evo (io Cipressino dell'Az. Agr. Doria) e aglio. 
Insaporire e finire di far cuocere. 
Poco prima di portare in tavola accendete il forno a 200°. 
Nel frattempo sformare i waffel di polenta su una teglia da forno ricoperta con apposita carta. Farcirne alcune con cicoria e poco pecorino; altre con formaggio tipo stracchino e pomodori secchi sott'olio; i pandorini invece hanno del taleggio e pepe rosa come decorazione. Infornare finchè non si sarà sciolto il formaggio e servire calda. 



Buonissimo week end senza glutine a tutti! 

Alla prossima! 
Maria Luisa :-) 

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