cos'è casa mia?

cos'è casa mia?
Visualizzazione post con etichetta Fritti salati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fritti salati. Mostra tutti i post

venerdì 10 maggio 2013

Frittelle di fiori di sambuco e una passeggiata con vista sul Lago di Albano L.


Stamattina, dopo ormai quasi 6 anni che vivo ai Castelli Romani, e avendo solo girovagato per i paesi, mi sono ritrovata lungo un sentiero che da Albano porta fino a Nemi, con vista sul Lago di Albano e Castel Gandolfo. 
In compagnia di un amica che, al contrario di me, conosce bene questi sentieri, abbiamo fatto una passeggiata di due ore, andata e ritorno. La giornata è nuvolosa e per niente calda, ma il lago di Albano - su cui si affaccia anche Castel Gandolfo - è veramente uno spettacolo in qualsiasi condizione meteorologica. 
Purtroppo non mi ero accorta che la batteria della macchina fotografica era quasi del tutto finita e mi ha lasciata sul più bello... Nel frattempo vi lascio un assaggio di quel che si può godere lungo il sentiero che abbiamo fatto, dopo aver lasciato l'auto vicino alla fraschetta "Le fratte ignoranti" e proseguito fino al Convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Ho intenzione di tornarci presto e di godere più spesso delle bellezze di questo ambiente meraviglioso, percorrendo tutti i sentieri in tutte le direzioni. Rimanete collegati!:-) 






Lungo il percorso piante di Sambuco fiorite ci invitavano a raccoglierle e fare frittelle a pranzo. Ne abbiamo raccolti una decina e li ho preparati subito. E condivido subito con voi!:-) 

piatto "Terre Solari"

Ingredienti
Fiori di sambuco 
farina
acqua
sale
olio per friggere

Lavate i fiori velocemente ed asciugateli delicatamente con uno strofinaccio pulito. Preparate la pastella con acqua, sale q.b. e farina, mescolando fino ad ottenere la consistenza di una crema morbida. Utilizzate una parte del gambo per intingere i fiori nella pastella, fare ricadere la pastella in eccesso e friggete in olio già caldo. Servite caldi o freddi. 

Colgo l'occasione per ringraziare Sara di Idee del Gusto e Drilli di I pi@ttini di Drilli per avermi donato il medesimo premio, che ho gradito tantissimo e che giro a tutte voi che mi leggete... 



Con questo post partecipo al contest di Luna, de "I pasticci di Luna", "Le ricette della carestia



Alla prossima!
Maria Luisa:-) 

giovedì 21 febbraio 2013

Arancini vegetariani con pesto di finocchietto e zucca al forno


Sicula io? ... ehmmm, si, sono sicula:-) 
Gli arancini io? ... ci sono cresciuta!:-)  
E lo sappiamo, gli arancini sono come la pizza, come la pasta ripiena. Ci sono i condimenti che diventano un classico, perchè mai è stato fatto abbinamento migliore, ma la tentazione di provare condimenti nuovi è sempre in agguato per chi come noi ama sperimentare in cucina! 
Avete mai visto una pizzeria senza pizza margherita? O quattro stagioni o capricciosa? Poi magari vai in una pizzeria dove la fantasia del pizzaiolo ti offre alternative validissime, ma che trovi solo lì. Un es. che mi viene in mente è la pizzeria dove abbiamo mangiato la pizza l'estate scorsa, a Filicudi. Le pizze avevano il nome delle isole, ed erano condite in maniera più o meno semplice, con capperi, pesce di vario tipo, piuttosto che pomodoro fresco... ne abbiamo prese 4 diverse per assaggiarle tutte, ed erano tutte buone! 
Ma quel mix non lo troverò mai al centro di Roma, o a Bolzano. Ne troverò altre, tutte validissime, soprattutto se sono buoni gli ingredienti di base. 
E così la pasta ripiena, dove si va anche oltre, bisogna abbinare anche il condimento. 


Così gli arancini... 
Conditi in vario modo, ma il classico è sempre il classico e la ricetta la trovate qui. Ma l'ultima volta che li ho preparati ho voluto provare una versione che legasse tradizioni del sud con quelle del nord Italia, del tutto vegetariano. 
E sono venuti fuori questi deliziosi arancini delicatamente colorati, ma gustosissimi. 
Il ripieno? Pesto di finocchietto selvatico e zucca 
Il pesto per la verità l'avevo preparato l'estate scorsa quando ho potuto acquistare il finocchietto e preparare il pesto, che ho congelato - lo sapete, questo è un blog in cui sono ammesse solo stoviglie di "coccio" e frutta, verdura e pesce rigorosamente di stagione. 



Ma eccovi la ricetta:

Ingredienti per 18 arancini:

la ricetta base per il riso la trovate qui;

600 gr di zucca gialla dolce
200 gr di finocchietto selvatico
30 gr di pinoli
50 gr di parmigiano
10 gr di pecorino (io Maiorchino di Az. Agr. Isgrò)
qualche foglia di basilico
1 spicchio d'aglio
50 gr di olio evo

Togliete la scorza alla zucca, tagliatela a fette grandi e spesse, ponetela in una teglia antiaderente, copritela con carta alluminio e mettetela in forno già caldo a 200° per mezzora o finchè non diventa morbida. 
Mettete dell'acqua a bollire dove cuocerete il finocchietto.
Pulite il finocchietto togliendo i filamenti dai gambi. Lavatelo e quando l'acqua bolle mettete a cuocere per 10-15'. Togliete dall'acqua utilizzando una schiumarola. 
In un mixer (io nel Bimby) mettete il parmigiano, il pecorino, l'aglio, i pinoli, il basilico e tritate. Aggiungete il finocchietto e omogeneizzate (nel Bimby 40'' vel. 7-8). Aggiungete l'olio e amalgamate. 

Se dovete preparare il riso per gli arancini utilizzate l'acqua di cottura del finocchietto; in alternativa conservatela in frigo o in freezer e utilizzatela per cuocere preparazioni da condire con il pesto di finocchietto. 

Procedete come nella ricetta degli arancini di base, utilizzando come condimento un cucchiaino abbondante di pesto e un po' di zucca cotta, che avrete pestato delicatamente con una forchetta, aggiustato di sale e un filo d'olio. 

E siccome, come al solito 18 sono troppi per due adulti e due bambini, è sempre comodo prepararli e congelarli... e come stasera, tirare fuori quelli che servono almeno 2 ore prima, friggere e mangiarli! 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 







mercoledì 23 gennaio 2013

Bastoncini di pollo o meglio... di gallina bollita!


Immagino che il freddo che ci accompagna da qualche settimana in tutti Italia, vi avrà di certo fatto propendere almeno un giorno di preparare un bel brodo di pollo - o di gallina vecchia, chi ha la possibilità di averne un pezzetto, magari ruspante. Era da un po' che volevo postarvi questa ricetta, perchè il brodo io l'avevo preparato per Natale. Approfittando di un pezzetto di gallina da brodo e di qualche zampa che insaporisce - mi sento sadica quando faccio queste descrizioni, ma così è - ho preparato il brodo per cuocere dentro i cappelletti di cui mia suocera ci aveva omaggiati. 


Consumati i cappelletti in brodo, della carne e delle verdure bollite che si fa? Buttarli, giammai! Normalmente ci piace mangiarla anche con poco limone spremuto sopra. Ma stavolta ho fatto la "moltiplicazione dei beni"! 
No, no, nessun miracolo! Mi sono sentita proiettata indietro nel tempo, a quei racconti di contadini che facevano il sugo con due polpette e molte patate. 
Per fortuna non siamo a quei livelli, ma trovo una particolare soddisfazione quando con poco, pochissimo, riesco a tirar su una cenetta niente male! Come posso chiamarli... bastoncini di pollo, cibo di strada... chiamateli voi, e provateli se vi va, ne vale la pena!:-)


Per il brodo:

1/4 di gallina da brodo
1 patata media
1/2 cipolla rossa
2 carote
chiodi di garofano
2 cucchiaini di dado vegetale

per i bastoncini

200 gr di carne (cioè la polpa della gallina bollita)
120 tra carote e patate bollite nel brodo
80 gr pane raffermo
40 gr di parmigiano
20 gr pecorino (io maiorchino)
1 scorza di limone
prezzemolo ( o basilico)
1 foglia di salvia

uovo
pan grattato
olio per friggere


Preparate il brodo mettendo la carne, le verdure e il dado contemporaneamente in acqua. Fissate sulla cipolla i chiodi di garofano. Cuocere per un paio d'ore. Lasciare quindi raffreddare. 


Disossare e tenere da parte la carne insieme alle verdure - tranne la cipolla. 
Nel caso ne aveste bisogno, preparate prima il pan grattato che vi servirà per impanare i bastoncini. Io lo preparo col Bimby: pochi secondi a vel. 8-9. Tenere da parte.  
Mettere quindi nel boccale il pane raffermo, i formaggi, una scorzetta di limone, prezzemolo e/o basilico, qualche foglia di salvia. Tritare, pochi secondi, vel. 8-9. 
Aggiungere quindi la carne e le verdure bollite. Aggiustare di sale e pepe se preferite, quindi tritare: pochi secondi a vel. 5, fino a che tutti gli ingredienti non saranno amalgamati. 

L'impasto risulterà consistente, tipo polpettone. 
Fate dei filoncini, provate a renderli squadrati e tagliateli della misura che preferite. Passate i bastoncini nell'uovo e nel pangrattato e quando saranno tutti pronti, friggeteli a fuoco moderato finché non saranno dorati. 
Serviti con una insalatina mista. 

Con questa post partecipo al contest "La cucina del riciclo" ideato da Dauly di "Cucchiaio e Pentolone"



Alla prossima!
Maria Luisa:-) 




lunedì 10 dicembre 2012

Bastoncini di pesce e i diritti dei bambini



Gli ormai famosi bastoncini di pesce - che anch'io al tempo "dell'innovazione" mangiai (anni '80) - non stanno più nella lista della mia spesa da almeno due decenni. E non finiscono dentro al carrello neanche per caso. 
I miei figli li hanno mangiati per la prima volta alla mensa scolastica! Prima di allora ne ignoravano l'esistenza. 
E, per quanto comprare bastoncini di pesce sia molto più semplice che prepararli, accadono poi delle cose che ti ripagano. 
Come quella volta che andai a riprendere Riccardo al nido - aveva 22 mesi e al nido per una cosa o per l'altra era andato pochissimo - e la maestra, che si preoccupava di dirmi sempre se e cosa aveva mangiato, mi disse: "La pasta l'ha mangiata, per secondo c'erano i bastoncini, li ha assaggiati e li ha lasciati lì! Strano perchè mangia tutto e i bastoncini ai bambini piacciono!" "Ehmmmm, veramente Riccardo ha sempre mangiato solo pesce fresco, i bastoncini non sa cosa siano!" Mi ha guardata un po' meravigliata! 



Mi sono sempre chiesta quanto la pubblicità ci condiziona? E la risposta è: troppo! Ci annienta il cervello! 
Certo che vedere gente che fa colazione dentro al mulino bianco o tutti 'sti ragazzini col capitano su una bella barca... ma dico, se stai al mulino e mangi 'sti biscotti stai messo male!!! 
E anche se sei in mezzo al mare e ti rifilano i bastoncini (scarti di pesce assemblati per fare rettangoli precisi, panati....che delizia!). Se state sulla barca col capitano, potreste anche imparare a pescare e mangiare il pesce fresco. 
Tra i diritti dei bambini - argomento già trattato qui - ci metterei anche il "diritto ad avere pasti dignitosi" e non surrogati di alimenti in genere.  

Sarà che sono cresciuta a 100 mt dal mare; sarà che mio nonno faceva il pescatore, ma considero i bastoncini non solo uno spreco di denaro, ma anche un "imbroglio" gratuito perpetrato ai danni dei nostri bambini... Tant'è che, sempre Riccardo, quando aveva 5 anni, un giorno torna a casa e mi dice: "Mamma ho detto ad un compagnetto che a me del pesce mi piace mangiare anche la testa e lui dice che i pesci la testa non ce l'hanno, che il pesce è a forma di bastoncino! Ma se zio Peppe i bastoncini in pescheria non li vende, vuol dire che quello non è pesce!" Appunto, basta farli vivere nel mondo e capiscono da soli gli imbrogli. Lui ci è arrivato da solo! 

Novembre 2010, Alessandro 3 anni e mezzo - Riccardo 5 anni
Ci piace molto il pesce con le spine e loro hanno imparato a verificare, quando mettono il boccone in bocca, se è sfuggita qualche spina all'occhio. 
Tuttavia i bastoncini sono sfiziosi, e quindi perchè non rifarli a casa? Sono irregolari perchè seguono la forma del filetto, ma sono di certo più buoni e soprattutto sanno di pesce! E siccome non si butta via niente, con tutto il resto preparate un bel brodo di pesce da usare per es. quando preparate il risotto al pesce. 

Ingredienti:
pesce a carne soda (sgombro, suri)
uovo
pangrattato aromatizzato (circa 60 gr. di pane vecchio, 1 pezzetto di scorza di limone, un ciuffo di prezzemolo, 20 gr di pecorino (io Maiorchino dell'Az. Agr. Isgrò) o parmigiano.
olio per friggere (io Olio Bio di semi di girasole Coop)
olio evo per condire l'insalata (io 1315 della Soc. Agr. Doria)
sale q.b. 


Gli sgombri e i suri (in Sicilia Sauri, nel Lazio Sugheri) sono pesce azzurro. Sono ottimi alla griglia, cotti al vapore o al cartoccio, se piccoli sono ottimi anche fritti.

Questa volta ho deciso di farli a bastoncini visto che dopo averli mangiati a scuola Alessandro me li chiedeva anche a casa. 
Sfilettate i pesci e nel caso togliete delicatemente le lische. Non ne hanno tante e sono anche piuttosto grandi, quindi facilmente identificabili.  
Preparate il pane aromatizzato. Il lo faccio nel Bimby mettendo tutti gli ingredienti insieme: pochi secondi a velocità da 6 a 9. 
Sbattete l'uovo con un pizzico di sale, quindi passate i filetti nell'uovo e poi nel pangrattato. 
Dopo averli preparati tutti, procedete alla cottura. 
Utilizzate una padella che tenga bene la temperatura e mettete olio, ma non tantissimo. Friggete quindi a fiamma media, fino a doratura della panatura. 

Volendo potete cuocerli in forno, adagiandoli su carta forno, e irrorando con poco olio di semi. 

Le foto di questo piatto sono state fatte a Settembre. E' stato un pranzetto dei primi giorni di scuola dei miei bimbi. Potete naturalmente sostituire i pomodori con verdura di stagione - finocchi, carote o insalata.  

Con questo piatto partecipo al contest "a tasche vuote e pancia piena" ideato da Alessandra di "La ginestra e il mare"



Alla prossima!
Maria Luisa:-) 





  

mercoledì 14 novembre 2012

Arancine palermitane - fantasmagoriche!!!!!


Paese che vai, profumi che trovi! 
E chi è stato in Sicilia si ricorderà sicuramente il profumo degli arancini.... 

Il nostro cervello percepisce bene i profumi, li associa ad emozioni, situazioni, sentimenti. Rimangono impressi lì per sempre e quando meno ce l'aspettiamo ecco che ti torna in mente tutto! 
L'olfatto è importante per noi quanto per gli animali che fiutano il cibo, le prede, i pericoli. Eppure non gli diamo più tanta importanza, catapultati ormai in un mondo che mette la "vista" al centro delle nostre attenzioni: tutto è apparenza, colpo d'occhio, guardare e spesso non vedere. 

Tra voi che state leggendo adesso questo post, mi piacerebbe sapere se c'è qualcuno che potrebbe dire che solo con l'olfatto, anche ad occhi chiusi, non riconoscerebbe certi ambienti o posti familiari. L'odore delle chiese, l'odore del gesso a scuola, dell'alcool e medicine in ospedale, il profumo che ti investe quando entri dal fornaio, in pasticceria, in un ristorante cinese, in un fast food o in una pizzeria. Poi ci sono odori che ci riportano alla mente la casa della nonna, di mamma, dell'amica, della soffitta o della cantina. 
I profumi sono quindi legati ad un evento, a ricordi, emozioni, sentimenti piacevoli o meno piacevoli! 

I profumi rimangono nella nostra mente più di qualsiasi figura, scena, che normalmente svaniscono col tempo. 



Così, quando ho visto le arancine di Roberta - mi scusino i miei conterranei, ma la ricetta è di una palermitana e da loro sono femmine, ma per me rimangono "maschi"!:-) - ne ho risentito il profumo, mi sono ritrovata nel bar dove da ragazzina si concludevano le nostre domeniche con un arancino o un pezzo di focaccia. 
Che profumo appena entravi. Appena sfornati, lo sapevano che arrivavamo!!! 

Le avevo provate fino a questo momento, ma non sono mai stata soddisfatta di quello che mi ero "inventata"! Non male, ma neanche benissimo. 
Questa ricetta invece è semplicemente fantastica. Grazie Roberta! Hai reso la mia famiglia felice, perchè adesso non ci fermeremo più!!! Speriamo quindi di rendere felici amici e parenti - se ci aiutano a prepararli!!! Perchè va bene tutto, ma ci vuole tempo, come nella migliore tradizione meridionale.... 
Ma alla fine... che soddisfazione! 

Riporto qui la ricetta di Roberta per comodità e aggiungo qualche dettaglio che ho variato durante la mia preparazione. Per questa giro ho fatto solo quelle al ragù. 


Per il riso 
1 kg di riso originario (alcuni usano il Roma) - io Riso originario Coop
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano) - io ho aggiunto il dado vegetale fatto in casa
una bustina di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.

Per il ripieno "alla carne" con ragù e piselli (per circa 9 arancine)
100 g di macinato di vitello (2° taglio) - io 150 gr
100 g di macinato di maiale - io 150 gr
100 g piselli freschi o surgelati, ma al netto delle bucce - io 150 gr
180 g di polpa di pomodoro
un cucchiaio scarso di concentrato di pomodoro + tre dita d'acqua in un bicchiere - io 60 gr di passata di pomodoro.
una cipolla piccola, una carota, un gambetto di sedano, una foglia d'alloro
1/2 bicchiere circa di vino bianco per sfumare
olio evo q.b.
sale q.b.

io aggiungo anche la scamorza 


Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale

Per la panatura (ne resterà molto anche qui) 
700-800 g di pangrattato

Per la frittura 
3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)

Per i dettagli di consigli e raccomandazioni vi rimando al post originario di Roberta. 
Io mi limiterò a dirvi come ho proceduto personalmente, seguendo i suoi consigli, naturalmente. 
Ho preparato il riso. 
Far bollire l'acqua.
Ho tritato finemente la cipolla e fatta appassire in un tegame abbastanza grande da poter contenere 1 kg di riso cotto. 
Quindi ho aggiunto il riso, tostato per qualche minuto e aggiunto gran parte dell'acqua calda, un cucchiaino abbondante di dado vegetale e la bustina di zafferano.
Far cuocere circa 10' e aggiungere l'acqua a bisogna. Io ne ho utilizzato circa 2 lt. Il riso deve rimanere al dente perchè finisce di cuocersi con il calore, e non deve essere troppo asciutto, perchè continua ad assorbire liquido raffreddandosi. 
Quindi ho versato il riso in una teglia dai bordi alti, aggiunto burro e  parmigiano e lasciato a raffreddare, sgranandolo di tanto in tanto. 


Il riso impiega circa 1 ora per raffreddarsi. Se fa freddo, mettetelo fuori dalla finestra per accelerare i tempi!:-) 


Nel frattempo ho preparato col Bimby il pangrattato, grattugiando pane secco tenuto da parte (qui non si butta via niente!:-): 10'' vel. 8-9. Se non bastasse continuate ancora qualche secondo fino ad avere un pangrattato piuttosto fine. 


Pulire velocemente il boccale con un tovagliolo di carta e procedere  alla preparazione dei piselli. 

Mettere un pezzetto di cipolla nel boccale - circa 1/4 di una cipolla piccola. Tritare: 5'' vel. 5. Aggiungere 10 gr di olio evo. Soffriggere: 2', 100°, vel. soft. Aggiungere i piselli, aggiustare di sale e cuocere 10', 100°, vel. 1, antiorario. Tenere da parte. 


Senza lavare il boccale procedere alla preparazione del ragù. 

Mettere cipolla, carota e sedano e tritare: 5 sec. vel. 5. 
Raccogliere sul fondo gli odori tritati, aggiungere 30 gr di olio evo: 4', 100°, vel. soft. Quindi aggiungere la carne tritata e la foglia d'alloro. Insaporire: 2', Varoma, vel. 1. Aggiungere il vino e farlo sfumare: 2', Varoma, vel. 1. Aggiungere la polpa di pomodoro e 50 gr di passata di pomodoro. Aggiustare di sale. Cuocere: 30', 100° vel. 1. 
Il ragù risulterà alla fine completamente sgranato. 

Farlo raffreddare, quindi aggiungere i piselli. 


Quando il riso è freddo, preparate delle pallette di riso da 100 gr - io le ho pesate!:-). Con 1kg di riso ne ho fatti 24. Riporre in frigo ancora per qualche ora, anche due, coperte con carta alluminio.


Preparate quindi tutti i vostri ingredienti su un piano da lavoro, compresa la lega, sbattendo brevemente, ma fino a farla amalgamare completamente l'acqua e la farina. Io ne ho preparata 400 gr di farina e il doppio di acqua, ma è veramente tanta. Si può prevedere anche 250 gr di farina e il doppio di acqua, l'importante è metterla in un contenitore profondo che permetta di far "sprofondare" l'arancina dentro. 

La mia versione delle arancine ha una variante, prevede anche della scamorza. 

Riprendere le pallette di riso, creare un buco al centro, spingendo sia lateralmente che verso il basso. Bisogna che sia un abbastanza grande da riuscire a mettere un cucchiaio di ragù e avere modo anche di richiudere l'arancina. Mettere anche qualche pezzetto di scamorza. Procedere facendo prima i buchi in tutte le pallette, poi riempiendole tutte e poi chiuderle. 


La foto sopra dimostra l'errore fatto e che vi consiglio di evitare, di non aver fatto riposare abbastanza il riso. Questo mi ha impedito di creare un buco con "pareti" più sottili e quindi avere più spazio per il condimento. Ne ho fatte metà e le altre le ho fatte riposare più a lungo e finite di fare successivamente. Di quelle non ho le foto, ma sono venute sicuramente meglio, anche per lavorarle. 
Fatte tutte le arancine, sbattere di nuovo la lega, passarle nella lega, quindi nel pangrattato. 



Friggere in olio caldo, poche per volta, finchè non saranno completamente dorati. 

Teneteli in caldo e assaporateli tiepidi. 

Non ve ne dimenticherete! 


Naturalmente non li abbiamo mangiati tutti. La metà sono in freezer che ci aspettano per il prossimo giro di arancine. 


Grazie ancora a Roberta per la fantastica ricetta e al contest meraviglioso a cui l'ha proposto, l'MTChallange di Novembre




Alla prossima!:-)  
Maria Luisa














venerdì 16 marzo 2012

Sofficini... a modo mio!

Chi si ricorda la canzone di Raf, se non erro presentata a Sanremo ('89? '90?), quella che diceva: 
"cosa resterà di questi anni '80?" 
Non che mi facesse impazzire quella canzone, ma gli anni '80 sono stati decisivi per quelli successivi. 
E oggi, col senno di poi, rivedo quegli anni dentro a quella canzone. 
Senza entrare in questioni politiche, filosofiche o di pensiero, ma basta guardare l'evoluzione dei supermercati dagli anni '80 in poi. I piccoli sono spariti, con i loro sacchi di legumi, qualche bottiglia di gassosa, chinotto e coca-cola (rigorosamente in bottiglie di vetro che poi riportavi indietro), qualche saponetta e sapone di marsiglia ... per dare spazio a chi poteva ospitare scaffali sempre più lunghi pieni di  biscotti, merendine confezionate, succhi di frutta, salse pronte all'uso e soprattutto banchi frigo dove tenere prodotti surgelati. Dai semplici frigo dei gelati - degli anni '70 - cominciano sempre più in maniera preponderante a fare capolino filetti di merluzzo, bastoncini di pesce panato, vongole e non so che altro con annesso martellamento pubblicitario via etere.

Alla parola "sofficini" ancora oggi mi torna in mente quella pubblicità con i sofficini nel piatto, che ci appoggiavano sopra la forchetta e sembrava diventasse una bocca sorridente, con un caldo e filante ripieno. Anche a voi fa lo stesso effetto?
L'effetto novità ci portava a provare tutte queste cose. Certo a vederli - come spesso accadeva - non sembravano esattamente quelli della pubblicità... così man mano ci si disamorava! 

Qualche sera fa ero a corto di idee per la cena. 
Apro il frigo per farmi ispirare da qualcosa e trovo qualche resto qua e là... 
Mettere insieme tutto non andava bene, non legavano. 
E all'improvviso mi è tornata in mente una ricetta che avevo trovato per caso su Zenzero e Cannella qualche tempo fa. Proprio così: era la sera giusta per provare i sofficini. Ogni tanto fa bene anche il fritto!!!


Ed ecco a voi la ricetta bimbyzzata. 
Per il procedimento di base ho fatto riferimento alla ricetta postata qui.
Se non avete il Bimby potete seguire il passo passo qui 

Ingredienti

1 tazza di latte
1 tazza di farina 0
1 noce di burro
sale
1 uovo
pangrattato

Ripieno: a piacere. 
suggerimenti
pomodoro, mozzarella e origano
prosciutto e mozzarella
spinaci e mozzarella
ai funghi e scamorza

e/o tutto ciò che vi suggerisce la vostra fantasia - 
o come nel mio caso - il vostro frigo!

Per preparare la sfoglia col bimby ho seguito questo post che per comodità vi riporto su questa pagina. 
Mettere il latte, il burro e il sale nel boccale: 5', 100°, vel. 2.
Aggiungere quindi la farina: vel. 6 finché l'impasto non si stacca dalle pareti del boccale. 
Lasciar finire di cuocere con il calore interno per 10'. 
Ogni tanto fare andare a vel. 6. 
Quindi tirate fuori l'impasto e lasciate raffreddare completamente, avvolgendo l'impasto nella pellicola.
Quando sarà freddo stendete l'impasto alto 3mm e tagliate con una tazza o con il taglia ravioli, diametro di 10 cm.  
Ponete il vostro ripieno sulla metà del cerchio e chiudete, aiutandovi nel caso inumidendo il bordo con dell'acqua. 
Ripassate i sofficini nell'uovo, quindi nel pangrattato. 
Quando saranno tutti pronti cominciate a friggere o metteteli in forno con un filo d'olio, a 200° per 20-30' (dipende dal forno) o finchè non saranno dorati. A metà cottura girateli.
Si possono anche congelare già pronti: 
sono più facili da friggere, sia che li facciate fritti o al forno.

Il ripieno, come detto, questa volta è stato fatto con i resti del mio frigo. 


Quindi qualcuno è stato fatto con pomodoro e mozzarella, altri con pesto, altri con una salsa di melanzane e con peperoni in agrodolci, ultimi vasetti di conserve della scorsa estate.

La copertura è un pò scura perchè è proprio il pane con la crosta scura che a casa nostra solitamente rimane e quindi diventa pan grattato.


La prossima volta li proverò al forno e vi farò sapere. 

Anche con questa ricetta partecipo al contest "Come quelli comprati" ideato da Valentina di Ritroviamoci in cucina.



Potrebbe anche interessarti...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...