cos'è casa mia?

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venerdì 23 gennaio 2015

Cous cous finto, con ortaggi invernali e pesce azzurro


Sputo fuori il rospo? 
Ma si sputiamolo... 
Tutti questi programmi in TV che fanno vedere cuochi che fanno ricette e ricette e ricette... non mi vanno tanto a genio! 
Giustamente si potrebbe ribattere: 
anche i food blogger però non scherzano! 
Già, ma non ti entrano in casa a tutte le ore del giorno e della notte! 
Te le vai a cercare.
Meglio scegliere un post diverso per spiegare 
i risvolti socio-culturali di certo tipo di Televisione.
Al momento l'ho detto! 
Ma non posso esimermi dal confessarvi però che
 Antony Bourdain mi piace da morire! 
E' l'unico modo di intendere la cultura del cibo che amo... e lui... vabbè! Se non vi è mai capitato, vedetelo su LaEffe.
... detto questo... 
... ammetto che qualche volta li ho guardati e 
qualche volta ho messo anche in pratica qualche consiglio... 


E in una di quelle domeniche in cui la TV si accende e si spegne quando finisce tutto - come il camino - mi sono trovata davanti un tizio - 
non so proprio chi fosse, sonnecchiavo in realtà! :-) 
Stava preparando un sugo mettendoci dentro questo e quest'altro... ma quando è arrivato alla preparazione del cous cous che fa? ... 
un cous cous finto, con il cavolfiore!!!!! 
Mizzica! - mi sono detta - che figata! 
Uno: perchè amo tutti i tipi di cavoli! 
Due: perchè, vuoi mettere, per chi è celiaco, che bella trovata! 
Tre: perchè cavolo (che in questo caso ci sta tutto! :-) non sono stata attenta a come preparava il sugo??! Sembrava una cosa un po' troppo particolare, ma per una volta avrei potuto provare... invece nulla... 
E allora provo da me. 
Dopo la prima versione che vi proporro a breve, sono passata alla versione che propongo oggi per... 
tatatata... il GFFD! 


Per un giorno liberiamoci dal glutine! 
Andiamo alla scoperta di nuovi sapori... 
Le altre ricette le trovate qui.
Ed ecco qui la mia ricetta per 2 persone: 

1 cavolo romano
1/4 di cavolo rosso
1 pezzetto di porro
2 dita di vino bianco 
(io ho usato lo spumante rimasto delle feste :-) )
sale grosso integrale
semi di sesamo
curcuma
pesce azzurro (io Sauri o Sugherelli)

Tagliare a cimette il cavolo romano, tenendo anche le foglie (la parte più tenera). Lavare, far sgocciolare, asciugare. Tenete da parte una manciata di cimette, quelle più piccole e mettere il resto (non le foglie) nel Bimby - o in un mixer. Pochi secondi a vel. 5 e otterrete il vostro cous cous Gluten Free.
Mettere la metà del 'cous cous' nel contenitore del varoma del Bimby. L'altra metà lasciatela nel boccale, aggiungete una parte delle foglie e acqua fino a coprire il contenuto. 
Nel vassoio del boccale sistemare il pesce e cuocere a varoma, per 20', vel. 1-2. 



Nel frattempo preparate il condimento. 
Affettate finemente il cavolo viola e tenetelo a bagno. 
Nel wok mettete il vino - si, avete capito bene - e aggiungete il porro tagliato a rondelle. Lasciate ammorbidire a fiamma medio-bassa. 
Quindi aggiungete le cimette di cavolo romano insieme alle foglie più tenere e fate insaporire per 5'. Sgocciolate il cavolo rosso e aggiungete al condimento. Fate stufare col coperchio per una decina di minuti. A questo punto salate - meglio sale grosso integrale - e aggiungete l'olio. Fate insaporire, spegnete e tenete al caldo.  


Nel frattempo il cous cous sarà pronto, insieme al pesce. 
Spinate il pesce e ricavatene dei filetti. 
Prendete un padellino antiaderente e fate tostare i semi di sesamo per poco tempo, a fiamma media. Tenete da parte. 
Quindi mettete un filo d'olio evo e ripassate velocemente i filetti di pesce: tenete al caldo. 
Senza lavare il padellino versate il cous cous, aggiungete un filo d'olio fate insaporire a fiamma media, aggiungete la curcuma, tanto quanto necessaria per far 'ingiallire' il cavolo. 
Componete quindi il piatto:
cous cous
cavoli stufati 
una macinata di pepe nero
filetti di pesce
semi di sesamo

Et voilà! 


E di quello che era rimasto nel boccale che ne ho fatto? 
Una calda e morbida zuppa di cavolo romano!
 Basta omogeneizzare a fine cottura, 30'' vel. 9-10 e aggiungere olio Cipressino a crudo. 

Buon GFFD! 
Alla prossima!  
Maria Luisa :-)



giovedì 28 febbraio 2013

Pizza di polenta con ragù di stoccafisso


Chi l'avrebbe mai detto che sarei diventata un'amante della polenta? Eppure è così:-) Io sicula, terrona, adoro la polenta... vabbé forse non faccio testo, io amo il cibo, il cibo buono! Non i surrogati per intenderci! Quindi qualsiasi cosa di buono mi si piazza davanti io lo mangio! E come rinunciare alla pizza di polenta con il ragù? 
La polenta cominciavamo a mangiarla anche in Sicilia una ventina d'anni fa, complice la pubblicità della Valsugana che si cuoceva in 5'. Scusate, come dire, ve la faccio avere precotta così la mangiate pure voi al sud.... Insomma solite cose che ti fanno perdere la rotta, che ti fanno pensare che la polenta sia quella... e noi la mangiavamo, una volta l'anno, per sfizio. 
Poi incontrai il mio attuale marito, marchigiano. E quando un volta  andammo da lui per la festa di San Martino, che si festeggiava con tutte le persone del paese che aprivano a tutti le loro cantine, attrezzandole con tavoli e sedie, tutti a preparare polenta, fagioli, tagliatelle... e bere vino... tutto in grande allegria, scroprii questa polenta. Potevi averla con tre tipi di condimenti: con ragù di papera (un classico); salsiccia e funghi; con ragù di baccalà. Il ragù di papera, potete immaginare, manco a parlarne: si fa da loro perchè molti oltre all'orto tengono ancora qualche animale da cortile.... Salsiccia e funghi, si, ma io amo il giusto il sapore dei funghi. Con il baccalà invece trovo sia la trovata più geniale. Ed è quella che preparo più spesso. Ma più che il baccalà, preferisco lo stoccafisso. 
La farina deve essere quella fina, del mulino. Ma ci sono ottime qualità sul mercato, basta cercarle e non accontentarsi:-) 


Vi racconto come la preparo.

Ingredienti per 2 persone:

per il ragù 1/4 di filetto di stoccafisso di buona qualità 
100 gr di polpa di pomodoro (io fatta in casa) 
una manciata di capperi sotto sale(io quelli di Filicudi)
una manciata di olive in salamoia (io sempre fatte in casa) 
1/2 bicchiere di vino bianco
prezzemolo
1 cipolla grande 
olio evo (io Grossa di Cassano dell'Soc. Agr. Doria)
sale q.b.

per la polenta 750 gr di acqua
150 gr di farina di mais (io Farina di mais nostrano dell'Az. Agr. Poggi
1 cucchiaio di olio evo
sale q.b. 


Preparate il ragù. Considerate che se non trovate lo stoccafisso già ammollato, bisognerà tenerlo a bagno per almeno due giorni, cambiando l'acqua almeno 2 volte al giorno. Naturalmente potete utilizzare anche il baccalà in sostituzione. 

Affettare la cipolla non troppo sottile e mettere ad appassire nell'olio a fuoco medio. Il suggerimento di mia nonna era di essere generosi in questa preparazione sia con l'olio che con le cipolle. Ma lascio a voi il grado di generosità. Diciamo: non esagerate, ma non tenetevi nemmeno stretti, come foste a dieta ferrea..... 
Quando la cipolla sarà un po' appassita, aggiungete lo stoccafisso tagliato a tocchetti non molto piccoli, fate insaporire qualche minuto da entrambi i lati, quindi sfumate col vino. 
Aggiungete a questo punto la polpa di pomodoro, i capperi, aggiustate di sale e lasciate cuocere per circa 1h, coperto, avendo cura di aggiungere qualche mestolo d'acqua di tanto in tanto, se necessario. Il sugo alla fine non deve essere asciutto. 
A questo punto preparate la polenta. Fino a 4 piatti di questo tipo la preparo nel Bimby, oltre non è possibile, quindi dovrete organizzarvi manualmente. Vi avevo già dato indicazioni in questa versione vegetariana di polenta, ma per comodità la riporto anche qui. 
Per due persone: mettere 750 gr di acqua e portare ad ebollizione: 5-6', 100°, vel. 1. 
Aggiungere il cucchiaio d'olio extra vergine. Pesate la farina in un contenitore, quindi con le lame in movimento vel. 2, versate lentamente la farina e fatela assorbire completamente. Può dipendere dal tipo di farina che usate, ma la consistenza deve essere morbida e tale rimarrà fino alla fine. Quindi, per intenderci, deve essere quella che desiderate praticamente da subito. Aggiustate di sale e fate cuocere per 45', vel. 2, 100°, con la spatola inserita nel foro del coperchio, avendo cura a metà cottura di verificare che non si attacchi sul fondo. Se la proporzione acqua e farina è giusta, non si attacca. Quindi nel caso aggiungete qualche cucchiaio d'acqua. 
Nel frattempo finite di preparare il ragù. Una volta cotto, togliete le spine dai tocchi di pesce e sbriciolatelo. Lasciatelo cuocere ancora qualche minuto, se necessario aggiungete ancora qualche mestolo d'acqua e/o a piacimento, qualche cucchiaio in più di polpa di pomodoro. Aggiungete le olive e il prezzemolo. 
A fine cottura della polenta versate in piatti grandi piani, formando una base tipo pizza, e condite con il ragù di stoccafisso. 
Un piatto ricco che vi riempirà la pancia, accompagnato da un buon bicchier di vino. Ottimo anche se avete amici intolleranti al glutine a cena con voi. In ogni caso, non ve ne dimenticherete............:-))))  




Alla prossima!
Maria Luisa:-)

lunedì 28 gennaio 2013

Pici al ragù bianco di palamita, borragine e pomodorini confit

Piatto Terre Solari

Ed eccoci alla nuova sfida di MTChallange! 
Da quando ho iniziato a partecipare non riesco proprio a rinunciarci. Così quando ho visto i pici di Patty mi sono detta: assolutamente devo provarli! 
Per quanto non sia mia abitudine fare la pasta fatta in casa, ma quando il risultato sembra allettante, mi entra in testa il pensiero fisso, aspetto il momento giusto e lo faccio. 
Ho pensato molto al condimento da preparare per questi pici. Un condimento povero, legato al territorio. Per quanto povero, i pici con la carne dovevano essere un piatto per i giorni di festa. 


Così nel mio ultimo ordine fatto a Rosa, dell'Az. Agr. Biologica di Rosa Pacioni di Aprilia (Roma) - per info scrivete qui - che mi fornisce frutta e verdura a domicilio tutte le settimane, butto l'occhio sulla borragine e le chiedo di portarmene 300 gr. Non di più. Vivo nel Lazio da più di 10 anni e la borragine, così diffusa da queste parti, non l'ho mai assaggiata. Si tratta di erba di campo, raccolta insieme alla cicoria e altre erbe spontanee. 
Quando arriva Rosa le chiedo consigli su come cucinarla e mi suggerisce di friggerla in pastella o di prepararci il sugo con il pesce, tipo aricciola. Detto fatto! L'idea mi sembra quella giusta. 
Così finalmente stamattina metto mano alla preparazione dell'impasto dei pici - ho seguito alla lettera le indicazioni di Patty - alla preparazione del sugo con palamita e.... ecco cosa ho preparato!

Ingredienti per 4 persone:

per i pici:

200 gr di farina 00 
100 gr di farina di semola 
2 cucchiai abbondanti di olio evo
pizzico di sale
acqua q.b. (circa 1 bicchiere e mezzo)

per il sugo:

300 gr di palamita (2 fettine)
300 gr di borragine
10-12 pomodorini pachino
una manciata di capperi (io quelli di Filicudi)
100 ml di vino bianco
2 spicchi d'aglio
1 limone non trattato
pangrattato
origano
menta
zucchero
olio evo
sale q.b.

Preparate i pici. Nel post di Patty le indicazioni dettagliatissime. Grazie Patty. Per me che non sono così brava sono state utilissime. 
Unite le due farine e disponetele a fontana. Aggiungete quindi l'olio e un pizzico di sale. Cominciate ad amalgamare aiutandovi con una forchetta aggiungendo poco per volta l'acqua, quanto basta per avere un impasto elastico e continuate poi a lavorarlo con le mani per circa 10 minuti. Lasciate riposare. 

Nel frattempo preparate il sugo.
  • Accendete il forno a 120°. Lavate e dividete a metà i pomodorini. Disponeteli in una teglia da forno. Distribuite sopra 1 spicchio d'aglio tritato, origano, menta fresca tritata, una spolverata di zucchero, sale q.b., un filo di olio evo e mettere in forno 1 ora, o almeno fino a che non vi serviranno. Nel caso preparateli prima. 
  • Pulite la borragine togliendo i pochi filamenti partendo dal gambo. Lavate, tenete da parte qualche foglia più grande per decorare il piatto da portata e tagliate a listarelle il resto delle foglie. Prendete una padella che potrà contenere il ragù e poi anche i pici. Mettete una quantità di acqua sufficiente appena a coprire il fondo e a fuoco medio mettete dentro le listarelle ricavate dalle foglie della borragine. Tenete da parte quelle intere. Fate appassire con coperchio chiuso per circa 10'. Tenete da parte. 
  • Nel frattempo riducete in tocchetti piuttosto piccoli le due fette di palamita. Nella stessa padella, mettete l'olio evo q.b., l'altro spicchio d'aglio intero e una scorzetta di limone. Lasciate insaporire senza far bruciare l'aglio, quindi aggiungete la palamita. Insaporite per circa 5', aggiustate di sale, evaporate quindi con il vino. Aggiungete i capperi e qualche mestolo di acqua e continuate la cottura per circa 10', con coperchio. 
  • Aggiungete quindi la borragine tenuta da parte e insaporite per altri 5'.

Nel frattempo date forma ai pici. Confesso: mi è piaciuto tantissimo "piciare"! Oso dire che è quasi rilassante preparare i pici. Non richiedono nessuna perfezione, se non il fatto di prepararli piuttosto sottili, perchè durante la cottura crescono. 
Consiglio di non superare la lunghezza di un classico spaghetto. Tenerli da parte. 
Mettere a bollire l'acqua per la pasta e ponete nel forno ancora acceso (con i pomodorini) o ancora caldo, un po' di pangrattato in modo che si abbrustolisca un po'. 
Quando bolle buttate dentro le foglie intere di borragine tenute da parte e farle cuocere per qualche minuto. Tirarle fuori aiutandosi con una schiumaiola e tenere da parte. L'acqua prenderà un colore viola. 
Buttate i pici, aggiungete il sale all'acqua e fate cuocere per 5'. Assaggiate e sempre aiutandosi con una schiumaiola aggiungere i pici al ragù preparato. Insaporire per qualche minuto. 

Disponete le foglie intere bollite su un piatto da portata. Versate sopra i pici conditi, decorate con qualche altra fogliolina di borragine, i pomodorini confit caldi, una spolverata di mollica abbrustolita e scorzetta di limone grattugiata fresca.   


A tavola silenzio assoluto!!! Quel silenzio che scende quando tutti tacitamente concordano sulla bontà di ciò che stanno degustando. Un'esperienza da rifare presto, magari riprovando la versione originale di Patty, ma anche molte versioni postate che mi fanno gola.  A posteriori penso che il risultato di questo piatto sia in primis caratterizzato dalla voglia continua di sperimentare sapori e preparazioni - la pasta fatta in casa che non è mia abitudine preparare e le erbe nuove da assaggiare; ma l'influenza, penso inevitabile per tutti, di mantenere il legame alla terra d'origine, di sapori e profumi con cui siamo cresciuti - la palamita, i capperi delle Isole Eolie, i pomodorini confit, il profumo di limone. 
Meravigliosa esperienza degna di un pranzo domenicale coi fiocchi! 

Se non fosse ancora chiaro, con questo post partecipo al contest di MTChallange, che per il mese di Gennaio è dedicato ai "Pici di Patty" di Andante con gusto


Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 

giovedì 20 dicembre 2012

Polpette di palamita e il 2° Art. della Costituzione Italiana


Eccomi qui anche oggi a lasciarvi una nuova idea da preparare per le prossime festività. 
Ma anche un giorno qualsiasi. Queste polpette sono facili, veloci, economiche e, soprattutto, buonissime!:-) 

Non mi dilungherò molto in questo post. Sotto Natale si accavallano talmente tante cose da fare - non so' perchè! Recite, impegni prima delle feste, consegne regali rincorrendo chi ha altrettante cose da fare, prima che parta, prima che arrivino i parenti a casa.... basta! 
Il Natale deve essere un giorno di serenità, un giorno per fare un dono, un oggetto, qualsiasi cosa che ci ha fatto pensare a quell'amica, al nipote... sarebbe meglio evitare di farsi condizionare dalle pubblicità! Ma tant'è... 


Vorrei invece per questo Natale consigliarvi di utilizzare per lo più prodotti artigianali da portare in tavola: formaggi, farine, prodotti finiti. Magari con lo stesso budget acquisterete meno in quantità, ma tanto in gusto! Ci sarà pure un motivo se hanno una differenza di costo... !:-) E mangiando meno avremo anche meno kg da smaltire dopo le feste!:-) 

Scegliete di comprare solo verdure di stagione, preferibilmente da produttori locali; e di acquistare carne e pesce in maniera consapevole; scegliete soprattutto solo pesce azzurro e di stagione - si anche il pesce ha le sue stagioni, perchè anche i pesci hanno bisogno di tempo per riprodursi e crescere. 
Della palamita vi avevo già parlato qui e qui.



E come promesso qui, copio il 
2° Art. della Costituzione Italiana

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. 


E ora gli ingredienti per queste polpette favolose:

per 12-14 polpette

400 gr di palamita a fette
60 gr di pane raffermo
100 gr di latte tiepido
30 gr di parmigiano
30 gr di pecorino stagionato (io Maiorchino)
una manciata di capperi (io quelli di Filicudi)
un ciuffo di prezzemolo
sale
pepe

per il condimento: 
una decina di pomodori piccoli, 
olio evo (io Nocellara Etnea)
sale qb

Tagliare il pane a tocchetti e lasciarlo ammorbidire nel latte tiepido. Nel frattempo pulite il pesce dalla lische - poche per la verità - e tenete da parte. Nel boccale del Bimby tritate il formaggio: 10'' vel.8-9. Tenete da parte. Mettete il pane ammorbidito e tritate leggermente: 10'' vel. 5-6. Aggiungete la palamita, il formaggio, il prezzemolo e i capperi lavati dal sale.sale e pepe: 10'' vel. 5-6 antiorario. 




Formate delle polpettine e tenete da parte. In una padella mettete dell'olio insieme ad uno spicchio d'aglio, aggiungete i pomodorini tagliati grossolanamente, fate appassire per qualche minuto e disponete le polpette. Cuocete 20' avendo cura di girarli dall'altra parte a metà cottura. 


Servite caldi, accompagnati da insalatina di stagione e qualche goccia di buon aceto balsamico. 

Il calendario dell'avvento è quasi alla fine.... 

Alla prossima! 
Maria luisa:-) 









  


lunedì 10 dicembre 2012

Bastoncini di pesce e i diritti dei bambini



Gli ormai famosi bastoncini di pesce - che anch'io al tempo "dell'innovazione" mangiai (anni '80) - non stanno più nella lista della mia spesa da almeno due decenni. E non finiscono dentro al carrello neanche per caso. 
I miei figli li hanno mangiati per la prima volta alla mensa scolastica! Prima di allora ne ignoravano l'esistenza. 
E, per quanto comprare bastoncini di pesce sia molto più semplice che prepararli, accadono poi delle cose che ti ripagano. 
Come quella volta che andai a riprendere Riccardo al nido - aveva 22 mesi e al nido per una cosa o per l'altra era andato pochissimo - e la maestra, che si preoccupava di dirmi sempre se e cosa aveva mangiato, mi disse: "La pasta l'ha mangiata, per secondo c'erano i bastoncini, li ha assaggiati e li ha lasciati lì! Strano perchè mangia tutto e i bastoncini ai bambini piacciono!" "Ehmmmm, veramente Riccardo ha sempre mangiato solo pesce fresco, i bastoncini non sa cosa siano!" Mi ha guardata un po' meravigliata! 



Mi sono sempre chiesta quanto la pubblicità ci condiziona? E la risposta è: troppo! Ci annienta il cervello! 
Certo che vedere gente che fa colazione dentro al mulino bianco o tutti 'sti ragazzini col capitano su una bella barca... ma dico, se stai al mulino e mangi 'sti biscotti stai messo male!!! 
E anche se sei in mezzo al mare e ti rifilano i bastoncini (scarti di pesce assemblati per fare rettangoli precisi, panati....che delizia!). Se state sulla barca col capitano, potreste anche imparare a pescare e mangiare il pesce fresco. 
Tra i diritti dei bambini - argomento già trattato qui - ci metterei anche il "diritto ad avere pasti dignitosi" e non surrogati di alimenti in genere.  

Sarà che sono cresciuta a 100 mt dal mare; sarà che mio nonno faceva il pescatore, ma considero i bastoncini non solo uno spreco di denaro, ma anche un "imbroglio" gratuito perpetrato ai danni dei nostri bambini... Tant'è che, sempre Riccardo, quando aveva 5 anni, un giorno torna a casa e mi dice: "Mamma ho detto ad un compagnetto che a me del pesce mi piace mangiare anche la testa e lui dice che i pesci la testa non ce l'hanno, che il pesce è a forma di bastoncino! Ma se zio Peppe i bastoncini in pescheria non li vende, vuol dire che quello non è pesce!" Appunto, basta farli vivere nel mondo e capiscono da soli gli imbrogli. Lui ci è arrivato da solo! 

Novembre 2010, Alessandro 3 anni e mezzo - Riccardo 5 anni
Ci piace molto il pesce con le spine e loro hanno imparato a verificare, quando mettono il boccone in bocca, se è sfuggita qualche spina all'occhio. 
Tuttavia i bastoncini sono sfiziosi, e quindi perchè non rifarli a casa? Sono irregolari perchè seguono la forma del filetto, ma sono di certo più buoni e soprattutto sanno di pesce! E siccome non si butta via niente, con tutto il resto preparate un bel brodo di pesce da usare per es. quando preparate il risotto al pesce. 

Ingredienti:
pesce a carne soda (sgombro, suri)
uovo
pangrattato aromatizzato (circa 60 gr. di pane vecchio, 1 pezzetto di scorza di limone, un ciuffo di prezzemolo, 20 gr di pecorino (io Maiorchino dell'Az. Agr. Isgrò) o parmigiano.
olio per friggere (io Olio Bio di semi di girasole Coop)
olio evo per condire l'insalata (io 1315 della Soc. Agr. Doria)
sale q.b. 


Gli sgombri e i suri (in Sicilia Sauri, nel Lazio Sugheri) sono pesce azzurro. Sono ottimi alla griglia, cotti al vapore o al cartoccio, se piccoli sono ottimi anche fritti.

Questa volta ho deciso di farli a bastoncini visto che dopo averli mangiati a scuola Alessandro me li chiedeva anche a casa. 
Sfilettate i pesci e nel caso togliete delicatemente le lische. Non ne hanno tante e sono anche piuttosto grandi, quindi facilmente identificabili.  
Preparate il pane aromatizzato. Il lo faccio nel Bimby mettendo tutti gli ingredienti insieme: pochi secondi a velocità da 6 a 9. 
Sbattete l'uovo con un pizzico di sale, quindi passate i filetti nell'uovo e poi nel pangrattato. 
Dopo averli preparati tutti, procedete alla cottura. 
Utilizzate una padella che tenga bene la temperatura e mettete olio, ma non tantissimo. Friggete quindi a fiamma media, fino a doratura della panatura. 

Volendo potete cuocerli in forno, adagiandoli su carta forno, e irrorando con poco olio di semi. 

Le foto di questo piatto sono state fatte a Settembre. E' stato un pranzetto dei primi giorni di scuola dei miei bimbi. Potete naturalmente sostituire i pomodori con verdura di stagione - finocchi, carote o insalata.  

Con questo piatto partecipo al contest "a tasche vuote e pancia piena" ideato da Alessandra di "La ginestra e il mare"



Alla prossima!
Maria Luisa:-) 





  

mercoledì 8 agosto 2012

Polpettone di tonno con peperoni in agrodolce, cotolette di melanzane e una settimana dai nonni nelle Marche



Cosa c'è di bello nel vivere lontano dalle famiglie? Che quando si sta in vacanza c'è sempre un motivo per partire. O anche un week end. I bambini danno per scontato che di tanto in tanto o in vacanza si vada nelle Marche o in Sicilia e di tanto in tanto chiedono ai loro compagnetti: "dove vai per Natale?" "e in estate?" dando per scontato che così debba essere per tutti.

Quest'anno abbiamo deciso di fare una settimana dai nonni nelle Marche. Anche per stare con le tanto amate cuginette. Ed è stata un'esperienza nuova per loro. Tante cose che quando andiamo in Sicilia non possono fare. L'orto della nonna, con le oche e le galline con cui giocare a "mira e colpisci" con le mele cadute a terra (per fortuna senza mai riuscirci!), andare a recuperare le uova, innaffiare le piante di finocchio appena interrate, mangiare le pere e le pesche appena raccolte dall'albero, arrampicarsi sulla scala per raccoglierle, il fiume dove costruire una diga.... e tanto tempo da trascorrere con due cuginette (femmine), l'altra metà del mondo rispetto a loro: giocare a carte fino a sfinimento guardando le olimpiadi, scambiarsi "conoscenze", baciarsi e abbracciarsi continuamente, mangiare un gelato insieme, litigare e divertirsi solo a rincorrersi, crollare sfiniti sul pavimento durante il pomeriggio.... 



E mamma? E mamma che poteva fare? Un po' di conserva di pomodori (ma di questo vi parlerò in un altro post) e poi mi sono presa la briga di cucinare tutti i giorni. 

I tempi di casa mia non sono quelli degli altri e di conseguenza le foto sono quelle che sono, fatte di fretta, ma rendono l'idea! 
Visto il caldo che ci ha dato tregua solo qualche notte, quello che ci andava di più di mangiare a pranzo era qualcosa che poteva essere consumato anche tiepido o freddo. 

Ho preparato un polpettone di tonno, con peperoni in agrodolce e cotolette di melanzane (altrimenti chiamate dai miei figli "cotolette siciliane" perchè la prima volta che le hanno assaggiate hanno detto che non avevano lo stesso sapore delle cotolette - che amano molto - e mia mamma gli ha detto che erano diverse perchè erano siciliane! Sono piaciute!) 

Vi lascio la ricetta di queste tre piatti, di cui i primi due preparati contemporaneamente. 


Polpettone di tonno

3 scatolette di tonno sott'olio da 160gr 
1 cucchiaio di capperi
70 gr di parmigiano 
50 gr di pane raffermo
mezzo pomodoro tipo san marzano
la scorza di 1 limone
2 uova

Olive nere e l'altra metà del pomodoro per decorare

Peperoni in agrodolce

2 spicchi d'aglio
50 gr di olio evo
700 gr di peperoni (già puliti) gialli, rossi, verdi
10 gr di sale
30 gr di zucchero
40 gr di aceto balsamico
40 gr di vino bianco

Cotolette di melanzane

melanzane viola
uova
pane aromatizzato 
olio per friggere

La ricetta del polpettone è tratta dal libro base "Io e il mio Bimby" con la variante dell'aggiunta del pomodoro, così come quella dei peperoni in agrodolce, mentre la ricetta delle cotolette è quella di famiglia.

Esecuzione, col Bimby:

preparate il pane aromatizzato per fare le cotolette, in base a quante ne dovete preparare. Potete però abbondare e tenerlo poi in freezer in un barattolo di vetro. 
Mettere nel boccale pane raffermo, parmigiano (circa 1/3 rispetto al peso del pane), basilico e prezzemolo. Tenere da parte. 

Mettere nel boccale il pane raffermo, il parmigiano, la scorza del limone i capperi previsti negli ingredienti del polpettone e tritare: 10" vel. 7-8. Aggiungere il tonno sgocciolato, il pomodoro e le uova, amalgamare: 30'' vel. 4-5. 

Ricoprire il vassoio del Varoma con carta da forno bagnata e strizzata. Adagiate sopra l'impasto, cercando di pulire il più possibile il boccale e, con le mani inumidite date all'impasto la forma di un pesciolino. 

Senza lavare il boccale, mettete l'olio e l'aglio previsti negli ingredienti dei peperoni in agrodolce. Rosolare: 4', 100°, vel. 1. 
Aggiungere i peperoni tagliate a pezzi, il sale, lo zucchero, l'aceto e il vino. Posizionate sopra il varoma (se volete nel vassoio potete cuocere qualche altra cosa, io ho messo delle zucchine, ma anche delle patate vanno bene, in venti minuti sono già cotte) e cuocete: 20', a Varoma, vel. soft, antiorario. 

I peperoni, che chiaramente potete preparare allo stesso modo anche se non avete nulla da cuocere nel varoma, sono ottimi da preparare e conservare nei vasetti anche per l'inverno. 

Il polpettone cotto a vapore rimane morbido e compatto. 
A fine cottura adagiate il polpettone su un piatto da portata e decorate a piacere.  


La foto sopra è relativa al polpettone fatto appunto la settimana scorsa. Vi lascio sotto una foto con la variante per la decorazione, per la quale avevo utilizzato i carciofini sott'olio per creare l'effetto "squame". 



Nel frattempo preparate le cotolette di melanzane.
Sbattete le uova in un piatto con un pizzico di sale. Dipende da quanto sono grandi le uova e da quante melanzane volete preparare. Io ho utilizzato 3 uova non molto grandi per 3 melanzane medie. 
Affettate le melanzane alte circa mezzo cm. Passatele nell'uovo, quindi nel pangrattato. Continuate fino ad esaurimento degli ingredienti. Friggete a fiamma media - le melanzane hanno bisogno di cuocere senza bruciare il pangrattato esterno - e man mano mettete a sgocciolare l'olio in eccesso. 
Servite con insalata di pomodori e cetrioli. 

Vi confido una cosa: mio suocero - che come tutti gli anziani di una certa età, vissuto tra casa e orto, non gradisce cose che vanno fuori dalla normalità - si è accodato al gioco dei voti che ormai fanno i miei figli a tutti i pasti e indovinate.... mi ha dato 11/10! 



alla prossima!:-)  






  













venerdì 13 luglio 2012

Caponata - la mia ricetta - con palamita

Quanto più l'orto comincia a produrre prodotti che hanno il sapore del sole, quanto più mi torna la voglia di preparare piatti della mia tradizione. Sarà, ma quando mi trovo davanti melanzane, peperoni, zucchine... "ritorno a casa"! Quelle meraviglie della natura che noi trasformiamo cucinandoli in mille modi, che emanano profumi e sapori inebrianti mi fanno venire il prurito alle mani! Me li immagino già nel mio piatto, a tentarmi, come sempre! 

No, no, non ho l'orto, anche se mi piacerebbe avere tipo 20mq di terra da coltivare. Tuttavia quando parlo dell'orto lo faccio perchè è come se ce l'avessi e cucino come se non fosse immaginabile avere le melanzane o le fragole a Dicembre. Aspetto sempre il tempo giusto e mi fornisco da piccoli produttori o persone che lo fanno per passare il tempo. Potrà sembrare che voglia assolutamente andare controccorrente, contro la modernità incalzante... invece per me è proprio un altro punto di vista: voglio solo andare avanti come natura detta e non farmi trascinare in vortici infiniti che ti fanno mangiare zucchine e fagiolini tutto l'anno. Ogni cosa a suo tempo! E a suo tempo sono anche più buoni! 
E dire che sono un anticonformista nata, ma sulla stagionalità dei prodotti non transigo, così come sulla stagionalità della pesca! 

E allora, che cosa potevo preparare visto che avevo per le mani melanzane, peperoni e pomodori freschi?


Non ci pensate molto: la mente è andata alla caponata! E siccome, per quanto sostanziosa non puoi mangiare solo caponata, ieri sera ho deciso di accompagnarla con fettine di palamita cotte al vapore. Mi scuso in anticipo per le foto, fatte di frettissima, ma ci è piaciuto così tanto questo connubio che non potevo non postare questa ricetta. 

Ricetta Caponata

melanzane viola
peperoni verdi
pomodori da sugo
cipolla
sedano
una manciata di capperi
aceto 
zucchero
basilico, abbondante
olio evo
TANTA PAZIENZA

La caponata è deliziosa, ma siccome si prepara d'estate quando fa caldo, siccome ti piacerebbe essere al mare a fare un bel bagno e trovarla già pronta quando torni... insomma un po' di pazienza ci vuole! 
Avrete notato che non ho messo quantità. La mia misura sono le padelle. Di solito quando la faccio ne faccio tanta e quella che non mangiamo la congelo - quanto meno qualche volta la trovo già pronta... 
Normalmente utilizzo una padella da 26-28 cm, ma visto che la dose è in base alla padella, va bene anche quella da 18. 

Cosa vuol dire a padella, cioè una "padellata" (tradotto direttamente dal siculo "padiddata"): una padella piena, cioè coprendo il fondo.
Tagliate a tocchetti non troppo piccoli le melanzane e mettetele a scolare l'acqua per una mezzoretta utilizzando preferibilmente sale grosso. 


Quindi affettate la cipolla non troppo sottile e mettete a soffriggere in padella insieme all'olio evo, a fiamma medio-bassa.
Quando la cipolla è appassita - non bruciata - mettete da parte utilizzando una paletta per fritti. 
Lasciate l'olio - o nel caso aggiungetene - e mettete i peperoni a listarelle (la padella deve essere completamente coperta sul fondo): friggeteli e appena pronti toglieteli e teneteli da parte insieme alla cipolla. 
Quindi ripetete l'operazione con le melanzane, che normalmente richiedono più tempo. 
Lasciate le melanzane in padella, aggiungete peperoni e cipolla e cominciate ad amalgamare con una paletta di legno, mantenendo la fiamma medio-bassa. Quindi aggiungete, tenendo sempre la fiamma bassa, i pomodori (devono essere sufficienti ad amalgamare il tutto), privandoli della buccia se preferite, il sedano, i capperi e lasciate cuocere almeno 5'. 
Alzate quindi la fiamma e innaffiate con mezzo bicchiere di aceto bianco in cui avrete fatto sciogliere 1 cucchiaio di zucchero. Fate sfumare qualche minuto. Aggiungete parecchio basilico e il gioco è fatto! 

Per la palamita al vapore

per 4 persone:
8 fette di palamita alte non più di 1 cm. 
400 gr di pomodori da sugo
sale
olio evo
una manciata di capperi (a piacere) 
1 spicchio d'aglio
150 gr di acqua 

Questa l'ho preparata col Bimby.
Lavate i pomodori, togliete il torsolo e divideteli in quattro. Mettete nel boccale e riducete in polpa: 5'' vel. 5. 


Aggiungete il sale, l'olio (a piacere), i capperi e l'aglio e cuocete: 5', 100°, vel. 1, antiorario. Nel frattempo preparate nel varoma la palamita. Coprite il fondo del varoma con carta da forno bagnata e strizzata e poggiate sopra le fette di palamita. 
Trascorsi i 5' della cottura del pomodoro, aggiungete 150 gr di acqua, posizionate il varoma e cuocete: 20', Varoma, vel. 1, antiorario. 

Appena pronto il sugo ho creato i miei tortini. Aiutandomi con un coppapasta, ho posizionato sulla base un po' di caponata alternando con fettine di palamita - le ho divise a metà togliendo la lisca centrale - quindi un po' di sugo di pomodoro, ancora caponata, ancora palamita e finite con qualche cucchiaio di pomodoro, guarnendo con un ciuffo di basilico. Servite con fette di pane casareccio tostato. 


Se riuscite a controllare la tentazione di farlo fuori immediatamente, oppure se volete prepararlo per tempo e consumarlo freddo è ancora più buono! Anzi, DIVINO! 

Vi ricordo la mia promessa di postare la ricetta della Fiesta al raggiungimento dei 100 iscritti sul mio blog! Quindi non perdete l'occasione per farlo, se siete giunti fin qui! I vostri commenti sono sempre graditi oltre al fatto che "alimentano" il mio blog!:-)

Con la ricetta della caponata partecipo al contest di Danita, Geografia in Tavola: Ricette d'Italia




e al al contest "L'idea del mese te la do' io" ideato da "La cucina di Laura",









martedì 19 giugno 2012

Fresca insalata di farro e polpo

Ragazzi, che caldo! Abbiamo già tirato giù il ventilatore, che solitamente, vista l'esposizione ombreggiata dell'appartamento, ne abbiamo bisogno qualche giorno ad Agosto! Ma oggi.... aiutooooooo! Solo se fai due passi sudi! voglia di fare qualsiasi cosa saltami addosso!
Tuttavia quando arriva l'ora dei pasti, 
qualcuno si deve pur prendere la briga di portare in tavola qualcosa...
E allora prepariamo per tempo, senza tanta fretta, qualcosa che può essere consumata anche tiepida o fredda e che sia, comunque buona. 
Non mi dilungherò in chiacchiere: anche il cervello è ingrippato...


L'occasione è ghiotta per presentarvi la mia prima collaborazione con l'azienda Poggi, di cui mi ero fornita negli ultimi mesi e che trovo abbiano prodotti veramente ottimi.


Per questo ho apprezzato subito questa collaborazione e sono certa che faremo dei grandi piatti insieme!:-) Per grandi piatti non intendo piatti da chef - ho ancora moltissimo da imparare - ma piatti buoni e fruibili da tutti, anche da chi appena entra in cucina vorrebbe uscirne immediatamente. 
Eppure, un po' di buona volontà e buoni prodotti fanno l'80% del lavoro... 
il resto viene da se, con grande soddisfazione di tutti! 

Ingredienti per 4 porzioni:

300 gr di farro
600 gr di polpo fresco
6 pomodorini
6 olive greche
un pugnetto di capperi
olio evo
prezzemolo

Mettete a bagno il farro per almeno 6 ore. Mettetelo poi a bollire in acqua e sale o dado vegetale fino a completa cottura. A me piace cotto al dente, quindi normalmente in 40' è cotto. 
Cuocete nel frattempo il polpo come qui.
Quando il farro sarà pronto, scolatelo e lasciatelo intipidire.
 Aggiungete qualche cucchiaio di olio per tenere i chicchi sgranati. 
Nel frattempo tagliate il polpo, conditelo e aggiungetelo al farro. 
Unite i pomodorini privati dei semi e tagliati a tocchetti, le olive nere, i capperi e il prezzemolo tritato. 
Rivestite un contenitore preferibilmente a cupola - tipo piccola insalatiera - con pellicola e versare dentro l'insalata. Lasciare riposare circa 10' e poi capovolgerlo in un piatto da portata. Guarnite con qualche fogliolina di prezzemolo e qualche tentacolo tenuto da parte e portate in tavola.   


Anche con questo piatto partecipo al contest "Picnikiamo" ideato da Giovanni di Peccato di gola





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