cos'è casa mia?

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venerdì 30 gennaio 2015

Sfizi di polenta: waffel e pandorini


... ed è di nuovo venerdì! 
E ormai sono al terzo appuntamento del 


Fa freddo... piove e minaccia neve! 
magari... dico io! 
ma non la fa... 
E quando fa freddo cosa c'è di meglio 
di una bella polenta? 


Ma stavolta ve la presento in versione sfiziona:
waffel di polenta e mini pandorini.
L'avevo preparata per la cena di Capodanno. 
E ora trovo il tempo e l'occasione giusta per condividere con voi le foto. 


Preparare la polenta (io nel Bimby), utilizzando farina finissima - nel mio caso ho utilizzato quella dell'Az. Agr. Poggi. Quando sarà cotta versarla in stampini di waffel e lasciarla raffreddare. 
Cuocere a parte la cicoria stufandola in padella con olio evo (io Cipressino dell'Az. Agr. Doria) e aglio. 
Insaporire e finire di far cuocere. 
Poco prima di portare in tavola accendete il forno a 200°. 
Nel frattempo sformare i waffel di polenta su una teglia da forno ricoperta con apposita carta. Farcirne alcune con cicoria e poco pecorino; altre con formaggio tipo stracchino e pomodori secchi sott'olio; i pandorini invece hanno del taleggio e pepe rosa come decorazione. Infornare finchè non si sarà sciolto il formaggio e servire calda. 



Buonissimo week end senza glutine a tutti! 

Alla prossima! 
Maria Luisa :-) 

venerdì 23 gennaio 2015

Cous cous finto, con ortaggi invernali e pesce azzurro


Sputo fuori il rospo? 
Ma si sputiamolo... 
Tutti questi programmi in TV che fanno vedere cuochi che fanno ricette e ricette e ricette... non mi vanno tanto a genio! 
Giustamente si potrebbe ribattere: 
anche i food blogger però non scherzano! 
Già, ma non ti entrano in casa a tutte le ore del giorno e della notte! 
Te le vai a cercare.
Meglio scegliere un post diverso per spiegare 
i risvolti socio-culturali di certo tipo di Televisione.
Al momento l'ho detto! 
Ma non posso esimermi dal confessarvi però che
 Antony Bourdain mi piace da morire! 
E' l'unico modo di intendere la cultura del cibo che amo... e lui... vabbè! Se non vi è mai capitato, vedetelo su LaEffe.
... detto questo... 
... ammetto che qualche volta li ho guardati e 
qualche volta ho messo anche in pratica qualche consiglio... 


E in una di quelle domeniche in cui la TV si accende e si spegne quando finisce tutto - come il camino - mi sono trovata davanti un tizio - 
non so proprio chi fosse, sonnecchiavo in realtà! :-) 
Stava preparando un sugo mettendoci dentro questo e quest'altro... ma quando è arrivato alla preparazione del cous cous che fa? ... 
un cous cous finto, con il cavolfiore!!!!! 
Mizzica! - mi sono detta - che figata! 
Uno: perchè amo tutti i tipi di cavoli! 
Due: perchè, vuoi mettere, per chi è celiaco, che bella trovata! 
Tre: perchè cavolo (che in questo caso ci sta tutto! :-) non sono stata attenta a come preparava il sugo??! Sembrava una cosa un po' troppo particolare, ma per una volta avrei potuto provare... invece nulla... 
E allora provo da me. 
Dopo la prima versione che vi proporro a breve, sono passata alla versione che propongo oggi per... 
tatatata... il GFFD! 


Per un giorno liberiamoci dal glutine! 
Andiamo alla scoperta di nuovi sapori... 
Le altre ricette le trovate qui.
Ed ecco qui la mia ricetta per 2 persone: 

1 cavolo romano
1/4 di cavolo rosso
1 pezzetto di porro
2 dita di vino bianco 
(io ho usato lo spumante rimasto delle feste :-) )
sale grosso integrale
semi di sesamo
curcuma
pesce azzurro (io Sauri o Sugherelli)

Tagliare a cimette il cavolo romano, tenendo anche le foglie (la parte più tenera). Lavare, far sgocciolare, asciugare. Tenete da parte una manciata di cimette, quelle più piccole e mettere il resto (non le foglie) nel Bimby - o in un mixer. Pochi secondi a vel. 5 e otterrete il vostro cous cous Gluten Free.
Mettere la metà del 'cous cous' nel contenitore del varoma del Bimby. L'altra metà lasciatela nel boccale, aggiungete una parte delle foglie e acqua fino a coprire il contenuto. 
Nel vassoio del boccale sistemare il pesce e cuocere a varoma, per 20', vel. 1-2. 



Nel frattempo preparate il condimento. 
Affettate finemente il cavolo viola e tenetelo a bagno. 
Nel wok mettete il vino - si, avete capito bene - e aggiungete il porro tagliato a rondelle. Lasciate ammorbidire a fiamma medio-bassa. 
Quindi aggiungete le cimette di cavolo romano insieme alle foglie più tenere e fate insaporire per 5'. Sgocciolate il cavolo rosso e aggiungete al condimento. Fate stufare col coperchio per una decina di minuti. A questo punto salate - meglio sale grosso integrale - e aggiungete l'olio. Fate insaporire, spegnete e tenete al caldo.  


Nel frattempo il cous cous sarà pronto, insieme al pesce. 
Spinate il pesce e ricavatene dei filetti. 
Prendete un padellino antiaderente e fate tostare i semi di sesamo per poco tempo, a fiamma media. Tenete da parte. 
Quindi mettete un filo d'olio evo e ripassate velocemente i filetti di pesce: tenete al caldo. 
Senza lavare il padellino versate il cous cous, aggiungete un filo d'olio fate insaporire a fiamma media, aggiungete la curcuma, tanto quanto necessaria per far 'ingiallire' il cavolo. 
Componete quindi il piatto:
cous cous
cavoli stufati 
una macinata di pepe nero
filetti di pesce
semi di sesamo

Et voilà! 


E di quello che era rimasto nel boccale che ne ho fatto? 
Una calda e morbida zuppa di cavolo romano!
 Basta omogeneizzare a fine cottura, 30'' vel. 9-10 e aggiungere olio Cipressino a crudo. 

Buon GFFD! 
Alla prossima!  
Maria Luisa :-)



giovedì 22 gennaio 2015

Muffin salati: con zucchine o alla parmigiana


Cosa sarà? 
Cosa sarà, che cominci a preparare muffin e non ti fermi più? 
Cosa sarà, che ti prendono con la loro sofficità, quella bontà che puoi degustare senza coltello e forchetta eppure dentro, nella giusta proporzione, puoi metterci tutto? 
Non sò! 
C'è qualcosa, immagino, di magico! 


Talmente al di là, che mi impedisce di attendere a pubblicare questi muffin quando gli ingredienti sarebbero di stagione... 
Ma vi dirò la verità... 
... è che mi capita di congelare le cose che mi avanzano! 
E avevo congelato zucchine fritte, melanzane fritte, 
gli ultimi pomodorini di Settembre. 
Quelli freschi messi sopra invece, quelli no! 
Quelli ho sforato... 
ogni tanto con i pomodorini non resisto! 


Ingredienti per 12 muffin 
alle zucchine e pomodorini

200 gr di farina 00
1 bustina di lievito istantaneo
80 gr di formaggio Montasio
100 gr di latte 
100 ml di olio di semi di girasole
2 uova grandi
2 zucchine
12 pomodorini
sale e pepe

Prima di tutto cuociamo le zucchine. Tagliamole a dadini e facciamole insaporire insieme all'aglio nell'olio EVO. Io li faccio insaporire nel Bimby a 70°, per 8', vel. soft antiorario. In questo modo rimangono croccanti e finiscono di cuocersi in forno. Tenere da parte.
Accendiamo il forno a 200°. 
Preparare i pirottini dentro gli appositi contenitori.
Laviamo i pomodorini e teniamoli da parte.
In una ciotola mettere la farina e il lievito. 
Senza lavare il boccale del Bimby, mettere il formaggio e tritare grossolanamente. Tenere da parte. 
Quindi mettiamo dentro tutti gli ingredienti liquidi - olio di girasole, latte, uova - insieme al sale e pepe: 30'', vel 3.
Aggiungere la parte liquida alla farina, amalgamare brevemente, aggiungere quindi le zucchine e il montasio. 
Finire di amalgamare. 
Distribuire il composto nei pirottini, decoriamo con un pomodoro ciascuno e inforniamo a 200° per 20', o fino a doratura. Sfornare, lasciare raffreddare su una gratella e servire tiepidi o freddi. 
Si mantengono morbidi per qualche giorno, ma potete prepararli in anticipo, congelarli e scaldarli al momento di servirli. 


Ingredienti per 12 muffin
alla parmigiana

200 gr di farina 00
1 bustina di lievito istantaneo
100 gr di Parmigiano grattugiato
100 gr di latte 
100 ml di olio di semi di girasole
2 cucchiai di olio EVO (io 'Lei' dell'Az. Agr. Doria
2 uova grandi
2 melanzane
6 pomodorini
1 spicchio d'aglio
basilico
sale e pepe

Tagliamo a dadini le melanzane e mettiamole a perdere un po' d'acqua in un colino, coprendole con un po' di sale grosso per una mezzoretta. 
Nel frattempo laviamo i pomodorini, togliamo i semi e tagliamo a tocchetti. Teniamo da parte. Sciacquiamo quindi le melanzane, asciughiamole, e facciamole insaporire insieme all'aglio nell'olio EVO. Nel Bimby: a 100°, per 10', vel. soft antiorario. Tenere da parte.
Accendiamo il forno a 200°. 
Preparare i pirottini dentro gli appositi contenitori.
In una ciotola mettere la farina e il lievito. 
Senza lavare il boccale del Bimby mettiamo dentro tutti gli ingredienti liquidi - olio di girasole, latte, uova - insieme al sale e pepe: 30'', vel 3.
Aggiungere la parte liquida alla farina, amalgamare brevemente, aggiungere quindi le melanzane, i pomodorini, il basilico e il parmigiano. Finire di amalgamare. 
Distribuire il composto nei pirottini e inforniamo a 200° per 20', o fino a doratura. Sfornare, lasciare raffreddare su una gratella e servire tiepidi o freddi. 
Si mantengono morbidi per qualche giorno, ma potete prepararli in anticipo, congelarli e scaldarli al momento di servirli. 

E se anche voi non smetterete più di farne... 
... benvenuti nel circolo dei 'Pazzi per i muffin!'

Alla prossima! 
Maria Luisa :-)

lunedì 9 dicembre 2013

Pan carrè con metodo Tang Zhong.



Quando da ragazzina scoprii i "toast" da fare nel tostapane - una cosa fighissima che vedevi nei film americani - me ne innamorai! 
Compravi il pane già affettato, mettevi dentro salumi, formaggi, verdure, scaldavi e la merenda era pronta... 
Poi nel tempo scoprii che dentro c'era l'alcool etilico e smisi di acquistarlo! 
In effetti era quello l'odore che usciva dal sacchetto appena aperto! 
Un pane in cassetta buonissimo lo acquistavo quando vivevo a Bologna in un forno che solo l'odore ti mandava in estasi... 
ma mai, mai avrei pensato di riuscire a realizzarne uno così buono in casa! 
Vi chiederete se bisogna parlare cinese per riuscirci! 
No, solo usare questo metodo sperimentato in Cina da alcuni anni, e che mi sembra dia ottimi risultati. Per questo vi invito a provarlo: 
semplicissimo da preparare, rimane soffice anche una settimana -
 sempre che riusciate a resistere a non finirlo!!! 

La ricetta l'ho presa pari pari dal sito di Ammodomio, che riporto qui per comodità: 


200 gr di Manitoba
300 gr di Farina 00
200 gr di latte
50 gr di burro (o strutto o olio) 
due cucchiai di zucchero (circa 30 gr)
4 gr di lievito di birra
5 gr di sale
150 gr di water roux (200 gr di acqua + 40 gr di farina)

Se avete il Bimby sarà ancora più semplice. 

Preparate prima di tutto il water roux. Mettere nel boccale l'acqua e la farina: 2', 70°, vel. 2-3. Tenere da parte. 
Senza lavare il boccale inserire il latte e, se freddo, portare a temperatura ambiente: 1', 37°, vel. soft. 
Aggiungere il lievito, lo zucchero, 150 gr di water roux tenuto da parte, e le farine. Lavorare 5' vel. Spiga. 
Dopo un paio di minuti inserire dal foro il burro a pezzetti e morbido, poco per volta. Quando tutto il burro si sarà assorbito, inserire il sale. 
Tirare fuori l'impasto, farne una palletta e lasciarlo riposare per circa 1h dentro al forno spento. 
Dopo un'ora mettere l'impasto su una spianatoia, lavorarlo col mattarello creando un rettangolo della larghezza del vostro stampo da plum cake - il mio misura 30x11 cm, interno - e alto qualche cm. Avvolgere l'impasto abbastanza stretto e mettere il "rotolino" dentro lo stampo imburrato. Coprire con pellicola e porre in forno spento per 1h e mezza. L'impasto è pronto da infornare quando supera il bordo dello stampo. 


Cuocere nella parte centrale del forno statico, a 220° per 25-30'. Il pan carrè è pronto quando è colorato sopra, ma se il vostro forno cuoce troppo sopra fate la prova stecchino e se si sta colorando troppo, mettete un foglio d'alluminio sopra. 
Quando sarà cotto sfornare, appena tiepido posizionarlo su una gratella e lasciarlo raffreddare. Ungere con dell'olio la crosta superiore per mantenerla morbida. Conservare in un sacchetto tipo cuki, chiuso.


Usatelo a colazione con la marmellata o crema di nocciole; per fare panini morbidi da portare a scuola; o semplicemente per fare delle tartine togliendo la crosta. Sarà un successo e non smetterete più di farlo.... a me è successo!!!!  :-)

Ho voluto provarlo anche in una teglia con decoro in rilievo che mi sono voluta regalare in anticipo per Natale, e mi sembra molto bello anche da portare in tavola per le feste, per un pasto a buffet o anche solo per l'aperitivo!


Alla prossima! 
Maria Luisa:-)  





martedì 7 maggio 2013

Mini timballi di orzo con polpo e funghi champignon


Va bene, abbiamo scherzato, il cambio di stagione è ancora a metà ma faccio rewind, "riavvolgo" il tempo e torno indietro! Rimettiamo le cose estive via che è arrivato l'autunno. E l'estate... vedremo, forse dopo l'autunno.... 
Ehiiiiiii, ma vi sembrano scherzi da fare questi? 
Qui a Roma e dintorni piove che piove; qualche giorno fa ha anche grandinato bei sassoni di ghiaccio... non solo le lucertole, anche le mamme addette al cambio di stagione non sanno che fare... esco non esco, cambio o non cambio? 
Io cambio... e tengo qualche felpa di scorta... l'estate prima o poi arriva!:-) 


E visto che accendere il forno è ancora permesso ho ripreparato questi grissini - la ricetta l'avevo già postata qui - ottimi per accompagnare questi mini timballi di orzo. 

Ingredienti per 4 timballi

300 gr di orzo (io Az. Agr. Poggi
400 gr di polpo, preparato come qui
10 pomodorini pachino
un pugnetto di capperi
500 gr di funghi champingnon 
prezzemolo
olio evo (io Nocellara Etnea di Soc. Agr. Doria
sale q.b. 

Lessate l'orzo in acqua salata, scolatelo, condite con un filo d'olio e tenete da parte. 
Nel frattempo cuocete il polpo come da ricetta indicata qui - per la parte della bollitura del polpo. 
Pelate i funghi, tagliate non troppo sottili e mettete in una padella antiaderente a fuoco medio-alto a perdere l'acqua. Quando si sarà quasi del tutto asciugata aggiungete l'olio, salate a piacere e profumate con prezzemolo fresco tritato. Fate insaporire qualche minuto, spegnete e tenete da parte. 
Quando il polpo sarà pronto mettetelo in un contenitore insieme alla sua acqua di cottura e lasciate intiepidire. Quindi tagliatelo a tocchetti. Aggiungete il polpo all'orzo, unite anche i capperi e i pomodorini. Amalgamate, assaggiate e, se necessario, aggiustate di sale e di olio. Utilizzate dei coppa pasta per creare i vostri timballetti. Coprite il fondo con i funghi e versate sopra l'orzo condito. Fatene 4 o fino esaurimento degli ingredienti. 
Capovolgete sul piatto e servire con prezzemolo tritato e grissini al kamut e olive nere. 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 





mercoledì 24 aprile 2013

Pizza bianca, tipo romana


Quando nel '97 mio marito - allora findanzato!:-) - ebbe notizia di aver vinto il concorso all'Istat e doveva trasferirsi da Milano - dove stava lavorando - a Roma, non ho potuto fare a meno di tirare un sospiro di sollievo. A Milano non volevo proprio andare a vivere.... Sicuramente ha i suoi vantaggi vivere a Milano, ma nella vita ho altre priorità! La verità è che saremmo rimasti volentieri a Bologna, dove avevamo studiato, ma alla fine il destino ci ha portati a Roma. 
Ero preoccupata di ciò. Ho sempre pensato a Roma come una città caotica, dove i servizi non sono eccellenti, chissà chissà.... ma a Roma basta venirci una volta per sentirsi a casa propria! E tutte le volte che mi capita di tornare al centro, tra il Colosseo, i Fori Imperiali, P.zza di Spagna, Piazza Navona, Fontana di Trevi... me ne innamoro! Tutte le volte! 
Roma è come una donna meravigliosa, bella, piena di pregi e di difetti! E' proprio umana! Ti fa arrabbiare e ti fa innamorare ad ogni passo..... 
E quando è ora di mangiare qualcosa, cosa c'è di meglio di una pizza bianca romana? Nessuno può resistere! Non sarà salutare, ma se passo al forno un pezzetto la devo sempre prendere e mangiarla subito! Vabbè, poi magari faccio il giro largo per tornare a casa e anche le scale, per smaltire!!!:-) 
Ci avevo provato altre volte a prepararla. Ma stavolta è stata quella giusta! Ho avuto lo spunto da una cena in cui un papà ha preparato un impasto di pizza che mi è piaciuto molto, l'ho riadattato e questo è quello che è venuto fuori! 
Sono veramente soddisfatta. L'ho preparata una domenica mattina in vista di un pic-nic al Parco della Caffarella e la passo anche a voi, così in vista del lungo ponte e sperando che il tempo ci assista, potete, se volete, prepararla anche voi! 
Ho scritto "tipo romana" perchè non posso assicurare che questa sia la ricetta originale visto che l'ho riadattata alle mie conoscenze. Ma vi assicuro che gli assomiglia moltissimo per sofficità e sapore. Esistono però molte varianti in base alle zone e al forno: bassa, alta, croccante o soffice. 


Ingredienti per 1 teglia da forno

400 gr di manitoba (io Lo Conte) 
200 gr di farina di grano duro (io Conad) 
90 gr di lievito madre rinfrescato almeno 2 volte
420 gr di acqua 
1 cucchiaino di zucchero
10 gr di sale
20 gr di olio evo + quello per la teglia e per condire

rosmarino
sale grosso

Ho impastato il sabato pomeriggio. 
Impasto col Bimby. 
Mettere nel boccale l'acqua tiepida, il lievito madre e lo zucchero: far sciogliere 1 minuto a vel. 3. 
Aggiungere le farine e impastare: 10' vel. Spiga. Passati i primi 5' aggiungere l'olio e lasciarlo assorbire. Aggiungere il sale negli ultimi 2'. Tirare fuori l'impasto, formare una palletta e metterlo a lievitare. Dopo circa 8h fare le pieghe - come qui. Lasciare riprendere la lievitazione per qualche ora, poi coprire con pellicola e riporre in frigo nel ripiano basso. 
La mattina tirare fuori dal frigo l'impasto e lasciare che riprenda la temperatura ambiente per qualche ora. Stendere in una teglia unta con olio e fare in modo che lo spessore sia omogeneo. 
Lasciar rilievitare ancora qualche ora. Quindi scaldare il forno al massimo della temperatura, ventilato. Nel frattempo sprofondate le punta delle dita nell'impasto per creare delle fossette e spargete sulla superficie poco sale grosso. In una ciotola mettete due cucchiai di olio evo e allungate con acqua - circa il doppio o di più. Quindi versate sull'impasto più omogeneamente possibile. Se vi piacciono mettete anche qualche aghetto di rosmarino. 
Infornate appena il forno ha raggiunto la temperatura, abbassandola a 220° per i primi 10'. Quindi a 200° finché la pizza non assume un bel colore dorato. 


Mangiatela bianca o farcitela a piacere. La mortadella è "la morte sua", ma questa pizza si adatta ad essere farcita con ciò che vi piace di più. Una variante, a tempo debito, è quella di prepararla con prosciutto crudo e fichi. A Nemi la preparano anche con la confettura di fragoline di bosco; alle feste dei bambini anche con una famosa crema di cioccolata e nocciole: indovinate cos'é? 

Preparate la base, usate la fantasia e buone gite fuori porta a tutti! 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 







lunedì 15 aprile 2013

Rifatte senza glutine: lo sfincione palermitano


Eccola la mia ultima sfida "senza glutine"! 
Come ho già detto anche in altre occasioni, non sono celiaca, ma colgo sempre l'occasione per nuove sfide e perchè no, per testare ricette che mi permettano di essere preparata per invitare a cena un celiaco. E poi diciamolo: non è che se ogni tanto mangiamo cose senza glutine ci fa male. 

"Esclusivi ed Esclusi" di Julio Padron
E' possibile tradurre in arte quello che oggi "subisce" chi scopre di essere intollerante al glutine? Perchè anche a loro ho pensato quando ho visto questo quadro del mio amico Julio Padron, di cui vi avevo già parlato anche qui
Il titolo del quadro è "Esclusivi ed Esclusi". 
Ho avuto la fortuna di avere la descrizione del pensiero che ha dato vita a questo quadro direttamente da Julio. Un pensiero molto articolato, che cercherò di riassumere qui. 
Ognuno di noi ha un destino, che inizia nel momento della fecondazione. Perchè proprio in quel momento esiste una selezione: lo spermatozoo più veloce che raggiunge l'ovulo da fecondare dà vita ad un essere unico, con un DNA che dice tutto. Ma la vita è fatta anche di situazioni ambientali e di circostanze in cui ci troviamo a vivere e che ci permettono di stare dalla parte degli "Esclusivi o degli Esclusi". 
Questo è proprio quello che potremmo dire di noi stessi o di personaggi storici, perchè col senno di poi realizziamo che alcune cose accadono perchè una persona si è trovata al posto giusto nel momento giusto o al posto sbagliato nel momento sbagliato. Così, per una caratteristica probabilmente già prevista nel DNA, i celiaci che oggi vivono nel nostro paese fanno parte degli "Esclusi". "Esclusi" perchè vivono in un paese dove il glutine è presente nella maggior parte dei prodotti più consumati nella nostra dieta: pasta, pane, pizza, e vari derivati, compresi i dolci. Magari a vivere in Oriente non avrebbero avuto questi problemi... E chi non ha questo problema sono, dal loro punto di vista, "gli esclusivi", quelli che non devono preoccuparsi se anche nello zucchero a velo ci sta la "spiga barrata". E non possono neanche pensare di mangiare fuori ovunque! Nè tanto meno di andare a fare un giro in una rosticceria palermitana e addentare uno sfiziosissimo sfincione. 


Tuttavia, in barba a tutte le congiunture astrali che portano un celiaco a vivere in un paese glutinoso e famoso per le meraviglie che riesce a portare in tavola, i celiaci non si arrendono e provano e riprovano a riproporre stesse pietanze, della medesima bontà, senza glutine. Perchè questo sfincione preparato con la ricetta di Stefania, è stata non solo una sfida per me, ma una scoperta eccezionale. Sparito nel giro di un "click". 
Non ho fotografato il passo passo perchè io stessa cominciavo a pensare che non sarei riuscita a farci nulla. Mi ero anche un po' demoralizzata. Ma quando l'ho sfornato.... che soddisfazione! Mai arrendersi.... 

Ingredienti per la base:

350 gr di maizena
400 gr di farina di riso finissima (io Lo Conte)
40 gr di lievito di birra fresco (io ho usato 100 gr di lievito madre + 5 gr di lievito di birra)
60 gr di burro (o strutto)
15 di sale 
450 gr di latte

olio per ungere la teglia

per il condimento:
600 gr circa di pomodoro pelato (io polpa fatta in casa)
300 gr di cipolla
olio evo
caciocavallo o pecorino
origano
4 filetti di acciuga
pane grattugiato tostato (io semi di sesamo) 

Ho seguito un procedimento diverso rispetto a Stefania. 
Ho impastato nel Bimby. Ho messo a scaldare il latte per qualche minuto, portandolo a temperatura di 37°. 
Ho aggiunto il lievito madre e fatto sciogliere: qualche secondo a vel. 3. Ho miscelato le due farine e le ho aggiunte al latte: 4', vel. spiga. Dopo due minuti ho aggiunto dal foro del coperchio il burro morbido a pezzetti, e infine il sale. L'impasto è venuto morbido, ma compatto e visto che non utilizzo queste farine tutti i giorni mi sono lasciata convincere che andava bene. Dico così perchè avevo pensato di impastare venerdì sera per farlo sabato sera. Ma la mattina dopo era più o meno come l'avevo lasciato. E intorno a mezzogiorno, quando erano passate più di 12 ore, ho deciso di mettere ancora nel Bimby poco latte a scaldare - circa 40gr - in cui ho fatto sciogliere 10 gr di lievito di birra, aggiunto l'impasto e l'ho fatto lavorare per 2' sempre a vel. spiga. A quel punto l'impasto era piuttosto morbido, tipo frolla montata. Lì per lì mi convinco di non aggiungere altra farina e riprovare con questa consistenza. Dopo qualche ora cominciava a crescere. Non è esattamente raddoppiato, ma siccome dovevo uscire e volevo lasciare già pronto, ho deciso di cuocerlo. Quindi ho proceduto come da indicazioni di Stefania. Ho utilizzato due teglie da forno, prendo l'impasto che si rompe nelle mani... andiamo bene! Mi sa che stavolta non partecipo alle "Rifatte senza glutine"! Vabbè, procedo! Come dicevo: metto dell'olio nella teglia, lo spalmo con le mani partendo dal centro, così allo stesso tempo mi ungo le mani io stessa, metto l'impasto che come per magia si compatta e scivola sull'olio e si "accomoda" nella teglia come fosse stata sempre casa sua!:-) Uhmmm.... Vabbè, procediamo, non sono tanto convinta. Avvolgo la teglia nella pellicola e nel frattempo preparo il sugo. 
Metto in una padella l'olio e la cipolla affettata. Faccio appassire e aggiungo il pomodoro. Aggiungo anche poca acqua e il sale e lascio cuocere 20'. Il sugo secondo me è meglio un po' più acquoso così durante la cottura in forno non si secca troppo. Quindi condisco l'impasto che nel frattempo era diventato soffice soffice, aggiungo l'origano e il caciocavallo palermitano, e siccome non avevo pangrattato senza glutine ho optato per i semi di sesamo. Ho infornato nel forno caldo a 200° per 20' (qualche minuto meno o più può dipendere dal forno!). A rifarlo - anzi lo rifarò di certo - aggiungerei il caciocavallo a metà cottura in modo da non farlo cuocere troppo. 
E alla fine il risultato, su cui sono rimasta perplessa passo dopo passo, è stato fantastico! Grazie ancora a Stefania per aver suggerito questa meraviglia per le "rifatte senza glutine"! Ho avuto modo di sperimentare una nuova fantastica ricetta e scoprire che anche senza glutine... SI PUO'!

Manco a dirlo, con questa ricetta partecipo all'iniziativa "Rifatte senza glutine




Alla prossima!
Maria Luisa:-) 


martedì 9 aprile 2013

Pan brioche fiorito attendendo la primavera



Proviamoci dai a vedere la luce, il sole, dopo tanta pioggia. Che io adoro tra l'altro, ma adesso avrei voglia di un po' di calduccio, di sole, di uscire a fare passeggiate e mangiare un gelato. 
Questo ho pensato quando il giovedì prima di Pasqua dovevo decidere che forma dare al pan brioche da preparare per il compleanno della piccola Anastasia: alla voglia di primavera! 
Per chi mi segue da un po' sa quanto mi piace dare forma a questo impasto soffice, che si presta moltissimo ad essere modellato. 
Un po' di fantasia e il gioco è fatto! 
Mi sembra carino anche come centro tavola per il pranzo della domenica o, come spesso accade, utilissimo per feste di grandi e piccini e pranzi in piedi. 


La foto precottura vi da l'idea di come posizionare le varie parti. Per ottenere un buon effetto dovrete pesare le singole parti da comporre: i petali devono avere lo stesso peso - grammo più grammo meno - stessa cosa gli steli etc. Meglio fare in modo che le parti si tocchino in qualche modo tra loro: sarà più facile tagliarlo per farcirlo. 


Farcire a piacere. Per la ricetta vi rimando qui; altre preparazioni con il pan brioche qui, qui, qui e qui

Alla prossima!
Maria Luisa:)

venerdì 5 aprile 2013

Pizza al formaggio di Pasqua...con lievito madre degno di Mary Shelley!


Vi chiederete: "perchè scomodare Mary Shelley per descrivere una pizza al formaggio?". "Thanks for the question" (Grazie per la domanda) risponderebbero gli americani!:-) 
E la disturbo si, perchè a Frankenstein ho pensato quando ho visto il mio lievito madre riprendere vita.... 
Da qualche anno, l'avevo raccontato qui, utilizzo il lievito madre in moltissime preparazioni dolci e salate. Lo spaccio anche! Ma.... ma nell'ultimo mese, gira che ti rigira, l'ho usato pochissimo e ad un certo punto mi sono decisa a rinfrescarlo. Metto nel barattolo la sera, la mattina dopo non da segni di vita!:-( Eccolo, è morto! Butto tutto il lievito che avevo nei vari barattoli e lascio il barattolo dove ne avevo messo meno così, per vedere se aveva bisogno di più tempo. 
Piuttosto delusa.... mannaggia... volevo preparare la colomba, la pizza di Pasqua.... 
vabbè, lo recupererò da qualcuno...
 Passa ancora qualche giorno e mi trovo con il lievito che dà qualche cenno di ripresa... 
ahhhhh, ma allora forse era solo in rianimazione! 
Riparto: ne rinfresco 20 gr! Gli è servito 1 giorno intero, ma è cresciuto! 
Allora lo rinfresco di nuovo, utilizzando farina integrale, alternando con manitoba. 
E finalmente dopo 4-5 rinfreschi finalmente vedevo che riempiva il barattolo in poche ore! 
Non dico che sia un miracolo, ma solo la speranza che è sempre l'ultima a morire: bisogna sempre tentare e non arrendersi mai! Non è in fondo questo il messaggio della Pasqua e, al di la della fede, non lo è comunque la primavera - quando arriva!:-)?

Ceramiche Terre Solari
Troppo tardi per la Colomba, ho preferito utilizzare il mio lievito madre a disposizione per fare la Pizza al formaggio. Perchè si, ormai le nostre tavole pasquali sono il simbolo dell'Italia a tavola: oltre alla pizza al formaggio, tipico prodotto preparato per la colazione di Pasqua in Umbria come nelle Marche, non manca mai la Pastiera Napoletana, e i Cunnura cu' l'ova - biscotti tipici siciliani. Nel tempo, sono certa, si aggiungeranno altre cose... 
Malgrado il marito marchigiano, è la prima volta che mi cimento nella preparazione di questa pizza - per certe cose bisogna "sentirsi pronti!" - e sono realmente soddisfatta, anche se già penso a qualche variante. Ma la base è ottima. 
E' veramente una gran bella soddisfazione vedere questa torta lievitare, sentirne il profumo mentre cuoce in forno. E poi c'è l'attesa - perchè sarebbe meglio prepararla 3-4 gg prima di consumarla, perchè i profumi hanno tempo di amalgamarsi e dare il meglio già al primo taglio.
E la pubblico anche se fuori tempo massimo per la Pasqua, ma trovo che questa Pizza sia ottima per un buffet in piedi, per un pic-nic primaverile o semplicemente da portare in dono per un invito a cena o a pranzo.  Più o meno saporita in base al tipo di formaggio utilizzato, questa torta è ottima accompagnata da frittate - con la menta, con gli asparagi, con i carciofi; col pesto - classico o al finocchietto (la mia ricetta qui e qui); con salumi - lonza, ciauscolo, salame casareccio; con le uova sode, meglio se accompagnate da salsette varie.  

Girovagando su internet ho visto diverse ricette che mi ispiravano, ma su quella di Anice&Cannella è alla fine approdata la mia scelta! 
Unica cosa che ho modificato è aver utilizzato il lievito madre invece del lievito di birra.
Difficile resistere... 
Riporto qui la ricetta per comodità. 
Ingredienti per una pizza da circa 1kg
5 uova da 60 gr freschissime
(o l'equivalente in peso)
300 gr. di farina 0 (io Coop)
200 gr di manitoba (io Lo Conte)
100 ml di acqua
20 gr di lievito di birra 
(io l'ho sostituito con 90 gr di lievito madre 
rinfrescato 3 volte in tre gg.)
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pepe 
(meglio se macinato fresco)
5 cucchiai di olio evo 
50 gr di strutto (no sostitutivi) 
250 gr di formaggio grattugiato 
(io ho optato per 150 gr di formaggio pecorino semistagionato del Caseificio De Juliis e 100 gr di parmigiano reggiano, ma le proporzioni possono variare in base ai gusti) 

Ho impastato col Bimby. 
Ho messo il lievito insieme allo zucchero e all'acqua tiepida nel boccale: 30'' vel. 2-3, o finché non si scioglie il lievito. Lasciare fermentare per circa 30'. 
Aggiungere 50 gr del totale previsto di manitoba e fare un'impastino: 1' a spiga. Dovreste avere alla fine un'impasto morbido, tipo ciambellone. Buttare sopra ancora un po' di manitoba quanto basta per coprire l'impasto e lasciare fermentare. Io l'ho lasciato per circa 3h, ma potrebbe bastare anche meno tempo. L'impastino è pronto quando comincia a screpolarsi. 
Nel frattempo sbattere le uova, unire il sale, il pepe, i formaggi grattugiati e infine l'olio: lasciare amalgamare. Pesate e miscelate le due farine. 
Quando l'impastino è pronto, con le lame in movimento - 5' vel. Spiga - aggiungere all'impasto le uova alternando con la farina. Quindi reimpostare altri 3' vel. Spiga e aggiungere dal foro lo strutto poco per volta, in modo che possa assorbirlo piano piano. L'impasto risulterà morbido e un po' appiccicoso. 
Con le marche di farine che ho utilizzato l'impasto era perfetto. 
Ho messo il panetto in una forma di carta da panettone gastronomico da 1kg e lasciato lievitare 5-6h: ha lievitato fino ad arrivare al bordo della formina. 

A questo punto accendere il forno a 190-200°. Dopo 5', quando il forno comincia a scaldarsi, versare 1 bicchiere di acqua sul fondo del forno per creare vapore e inserire la torta. Questo permette di non far formare una crosticina sopra. 
Cuocere 1h, ma può dipendere dal forno, quindi dopo 45' fare la prova stecco. La torta deve essere asciutta. 
Spegnere il forno e lasciare dentro la torta per 5'. 
Quindi aprire a fessura e lasciare ancora 5'. 
Quindi sfornare e lasciare raffreddare completamente. 
Chiudere in un sacchetto di plastica per alimenti e consumare preferibilmente dopo 2-3gg. 

Quale migliore occasione, visto che stavo in Sicilia, di utilizzare le ceramiche le ceramiche di mia sorella per fare le foto... 
tutto il resto ci aspettava in tavola la mattina dopo.......... 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 










venerdì 8 marzo 2013

Tigelle modenesi e un omaggio alle donne.


Niente mimosa oggi, ma solo un omaggio alle donne. 
Premetto: non mi piacerebbe un mondo senza uomini!  
E con chi me la prenderei tutti i giorni altrimenti???? 
Sogno, certo, un mondo meno maschilista. 
E un mondo in cui le donne avessero più autostima. 
E ancora di più: un mondo in cui le bambine non fossero cresciute come se nella vita dovessero fare tutte le "veline" o in alternativa le serve degli uomini! 

Niente mimosa, ma un omaggio a tutte le donne che non rinunciano ad essere donne, con le loro sensibilità, il loro coraggio, la loro voglia di mettersi in gioco, di far parte del mondo. Perchè le donne da sempre hanno dovuto aprirsi un varco in mezzo agli uomini per essere scrittrici, artiste, musiciste, ricercatrici, premi Nobel, politici; hanno dovuto scegliere tra fare carriera o avere dei figli; un omaggio a chi vuole essere donna, oltre che mamme, mogli, amanti. Che riescono a ritagliarsi un po' di spazio in mezzo a tanti diritti e doveri familiari che volenti o nolenti si accollano. Che pensano alla difesa di altre donne, bambini, uomini. Che pensano alla salvaguardia dell'ambiente, quello in cui vivranno i figli che hanno generato. 
Nonché un omaggio a tutte quelle donne (posso azzardare piuttosto tranquillamente che siano il 90%) che per passione o solo per dovere, si mettono ai fornelli della propria cucina tutti i giorni per portare in tavola piatti più o meno elaborati. 
Senza nulla togliere agli uomini, che per passione si mettono a spadellare, ma non so' perché, loro possono farlo se gli piace e quando gli va, noi anche se non ci piace e anche se non ci va, perchè è un compito che ci viene dato incluso nel nostro DNA femminile! Quello di pensare alla spesa, a cosa e come cucinare.
E se oggi chi non ha voglia, non ha tempo, o semplicemente preferisce così, può decidere di andare a comprare al supermercato piatti già pronti, così non era fino a 40-50 anni fa. Nelle case della maggior parte delle persone ci si arrangiava con quello che si aveva, ci si doveva inventare tutti i giorni qualcosa che bastasse per tutti. 
L'omaggio va' quindi soprattutto a quelle donne, di tradizione contadina, che con poco a disposizione hanno creato piatti che hanno lasciato un segno nella gastronomia italiana, con un netto distinguo tra i piatti poveri e piatti della festa; piatti a cui ti leghi non solo per la bontà, ma per la dedizione e l'amore, la pazienza, con cui viene preparato.  
Il medesimo omaggio che faccio anche a chi, oggi, in difficoltà spesso ad arrivare alla fine del mese, non butta via niente e si fa bastare pochi € per fare la spesa per tutto il mese. E anche a chi non buttava via nulla neanche quando con uno stipendio viveva due mesi! 
Credo però profondamente in una ricompensa anche se lontana nel tempo: anche se i nostri pargoli vivranno in giro per il mondo, anche se sposeranno un eschimese o diventassero  astronauti... quando si fermeranno a pensare al passato non si ricorderanno del vestito di Armani che mettevamo per andare a fare la passeggiata, né se la casa era in ordine. Si ricorderanno delle emozioni che abbiamo trasmesso, dei profumi che invadono casa tutte le volte che elaboriamo un alimento e che placa la loro fame e la loro anima. E non ci dimenticheranno!:-) Non servono uova di caviale, né ostriche, né aragoste cubane. E non serve neanche essere cuoche da Masterchef: noi siamo noi, e nei nostri piatti c'è anche la nostra personalità, la nostra fantasia, il nostro carattere, i nostri gusti, la nostra voglia di sperimentare che a casa nostra siamo liberi di esprimere liberamente e al meglio. 
Ma c'è un ingrediente che fa si che anche la pastina in brodo sia buona e indimenticabile: 
l'AMORE che mettiamo nel prepararla:-)  
A me questo basta per fare di queste donne il centro della vita.  E ricordarle in un giorno in cui ci si ricorda anche di tutto ciò che le donne subiscono a opera degli uomini - sul lavoro, in famiglia, in politica, nella Chiesa. 
Ma dobbiamo essere noi a guardare diversamente il mondo, farci riconoscere come persone, e fare in modo che i nostri figli siano educati a vedere le donne come esseri alla pari, con cui confrontarsi, con cui condividere il percorso della vita, in amore, ma anche nell'amicizia, sul lavoro. 
Ma questo lo dobbiamo volere noi, prima di tutto! 
Questo è l'augurio che rinnovo oggi alle donne di tutto il mondo. 

Mi piace essere la "padrona" della cucina... ma vi confesso che quando non ho voglia, o voglio uscire per svariati motivi, lascio il maritino ad arrangiarsi... perchè se non provano, non possono apprezzare!:-) 


E oggi torno in Emilia, ad un piatto tipico del modenese: le tigelle.
Se non le avete mai assaggiate, bisogna assolutamente rimediare. 
Se vi capitasse di passare per l'Emilia, cercate nei negozi di casalinghi il ferro per preparare le tigelle. Se invece passate lungo l'autostrada all'ora di pranzo o di cena, vi consiglio di abbandonare per una volta l'idea dell'autogrill, uscire a Campogalliano, e andare ad assaggiare le tigelle al Ristorante "I Laghi", a Campogalliano appunto. Tigelle e gnocco fritto - che prometto di pubblicare - accompagnati da ottimi salumi e formaggi molli, il battuto di lardo (classico accompagnamento alle tigelle) e il pinzimonio di verdure crude. Il ristorante punta molto sulla qualità e potete assaggiare anche altri piatti della cucina emiliana, preparati con molta cura dal proprietario-chef. Tra gli ingredienti anche qualche presidio Slow Food. Il ristorante è stato segnalato nelle ultime guide delle Osterie Slow Food, e ne consiglio vivamente la prova. La prima volta che vi andai fu nel 1989, e ci torno sempre molto volentieri. 

Qui la mia ricetta, fornitami sempre dalla stessa cugina che mi aveva fornito questa ricetta che a sua volta l'ha avuta da un'amica modenese. E mi scuso in anticipo con i modenesi e gli emiliani in genere se abbiamo farcito le tigelle in maniera meno ortodossa... ma vi assicuro che erano buonissime! 

Ingredienti per 3-4 persone

500 gr di farina 0
1/2 cubetto di lievito di birra 
1/2 bicchiere di acqua tiepida
180 di latte
1 cucchiaio di olio
1 presa di sale 

Preparare 4-5 ore prima.
Sciogliete il lievito di birra nell'acqua. 
Portare il latte a temperatura ambiente (io nel Bimby, 1', 37°, vel. soft). Impastare tutti gli ingredienti - aggiungendo il sale per ultimo - su una spianatoia (io nel Bimby: 2' a spiga). 
Lasciare lievitare per 3-4h. Stendere l'impasto con mattarello, lasciandolo alto circa 1 cm. Fare i cerchietti con un bicchiere - io con il taglia ravioli da 8 cm. Lasciare lievitare ancora 1 h. coperti. Cuocere e servire con salumi di buona qualità - prosciutto crudo, prosciutto cotto, mortadella, coppa, pancetta - e formaggi morbidi di buona qualità - squacquerore, certosa, stracchino - verdure grigliate e condite - melanzane, peperoni, zucchine. 
L'ideale è accompagnare le tigelle anche un un pinzimonio di verdure di stagione: finocchi, carote, sedano, insalata belga etc. 
Noi abbiamo anche utilizzato funghi sottolio e peperoni in agrodolce - le conserve dell'estate - la cui ricetta potete trovare qui. Potete provarle anche dolci con la marmellata o la crema gianduia. 
Le tigelle si conservano morbide in un sacchetto per alimenti per qualche giorno. In alternativa, se ne rimangono (e sottolineo SE) potete congelarle. 


Approfitto di questo post per ringraziare "Una luna per..." che mi ha donato questo graditissimo premio: 


PS: durante il week end avrò tempo di passare a visitare i miei blog preferiti e coglierò l'occasione per donarlo a 10 di voi!:-) 


Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 


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