cos'è casa mia?

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mercoledì 21 gennaio 2015

Pan bauletto ai cereali e orzo tostato/ grano saraceno


Può un numero renderti felice? 
Può lo '0' come risposta farti sentire orgogliosa e allo stesso tempo fuori tempo, fuori moda, fuori come un balcone? 
Già, si, è così! 
Stamattina una signora ha detto ad Alessandro 
"... dai vieni a Roma sabato mattina e poi potete andare al Mac!..." 
Lui, che la timidezza non è il suo forte, per tutta risposta: 
"Ma tu lo sai quante volte siamo andati al MacDonalds?" 
Lei "NO!" Lui: "Zero! Mia mamma dice non vuole spendere soldi per la spazzatura da mangiare!" Lei: "Beh, si...!"  
Ecco, senza mezzi termini, ha rivelato il mio pensiero! 
E io, sorridente:"Se andiamo a Roma li porto a mangiare la pizza da Bonci, o da Eataly, una cacio e pepe a Testaccio, a Trastevere!"
Perchè far passare il messaggio che andare al Mac fa figo? 
Non è figo per niente!
Sisssi, già vi sento... lo so, lo so che i miei figli, come tutti, come me medesima, avranno periodi della loro vita in cui faranno man bassa di schifezzerie varie, ma che io ce li accompagni con la manina... no! 
C'è un detto inglese che amo molto: 
"Ci sono due regali che puoi fare ai tuoi figli: le radici e le ali!" 
Ecco: provo a dare le radici, poi quando voleranno via decideranno da soli cosa è meglio per loro. 
E le mie radici sono queste. 
Ho provato anch'io i Fast Food, soprattutto ai tempi dell'università, e ho deciso, da tempo, che posso farne a meno, posso ignorarli! 


E perchè le radici attecchiscano bene... 
bisogna piantare bene, innaffiare, concimare... 
Sapete che profumo c'è dentro casa quando preparate questo pan bauletto? Provare per credere!
La ricetta base la trovate qui. 
Ma potevo fermarmi? 
E allora ho provato e riprovato. 
In Friuli ho trovato queste farine macinate a pietra, favolose. 
Al Mercato Contadino di Ariccia (Roma) 
ho trovato la farina d'orzo tostata.  
Quando preparo questi pan bauletti la dose più semplice è farne due. Preferite farine macinate a pietra se potete. Le mie, a parte la manitoba, sono tutte dell'Antico Molino F.lli Persello. 

Ingredienti per 2 
pan bauletto all'orzo 

water roux
350 gr di acqua
70 farina bianca

1° impasto:
150 gr di latte (anche di soia) 
50 gr di acqua
4 gr di lievito di birra
1 cucchiaio abbondante di zucchero
150 gr di water roux
200 gr di Manitoba (io Lo Conte)
100 gr di farina Tipo 1
200 gr di farina ai cereali
50 gr di olio EVO (io Grossa di Cassano di Az. Agr. Doria)
7 gr di sale fino

2° impasto
150 gr di latte (anche di soia) 
50 gr di acqua
4 gr di lievito di birra
1 cucchiaio abbondante di zucchero
150 gr di water roux
200 gr di Manitoba (io Lo Conte)
100 gr di farina di orzo tostata 
(io Farina del tuo sacco, 
solo al Mercato Contadino)
200 gr di farina ai Tipo 1.
50 gr di olio EVO (io Grossa di Cassano di Az. Agr. Doria)
7 gr di sale fino

Per preparare quello con grano saraceno, sostituire nel secondo impasto le farine come di seguito: 
100 gr di farina Tipo 1
200 gr di Grano saraceno

Io procedo col Bimby, ma a parte la water roux va bene anche un'impastatrice qualsiasi. 
Mettere nel boccale l'acqua e la farina: 65/70°, 4', vel 3. Quando raggiunge la temperatura potete spegnere e tenere da parte. 
Senza lavare il boccale aggiungere il latte e l'acqua del primo impasto. Se il latte è freddo di frigo, stemperare a 37° per max 1'. Aggiungere il lievito e lo zucchero. Miscelare a vel. 3 per qualche secondo. Aggiungere quindi la manitoba, 150 gr di water roux, e le altre due farine miscelate. Lavorare l'impasto per 4', vel. spiga. Dopo qualche minuto aggiungere il sale, e dopo 2' aggiungere l'olio poco per volta, aspettando tutte le volte che venga assorbito dall'impasto (qualche secondo). Tirare fuori l'impasto, farne una palletta, mettere in un contenitore e lasciar riposare in una dispensa o dentro al forno per 1 ora.
Procedere allo stesso modo con il secondo impasto. 
Dopo 1 h, riprendere gli impasti, pesarli e dividerli a metà. Tirarli uno per volta formando un rettangolo e procedere come nelle foto - passo-passo - sotto. 
Mettere il rotolino in un contenitore da plum cake imburrato o semplicemente oliato. Lasciar lievitare per 1h e mezza. 


Accendere il forno a 220°. Quando avrà raggiunto la temperatura infornare e mantenere la temperatura per 10'. Quindi abbassare a 200° e continuare a cuocere per altri 15-20' (dipende dal forno). Per non sbagliare, dopo 15' fate la prova stecchino. Quando pronto, sfornate, togliete dal contenitore e mettetelo a raffreddare su una gratella. Pennellare la crosta con poco olio di oliva per mantenerla morbida. 
Lasciarlo raffreddare completamente prima di metterlo in un sacchetto per alimenti. 

Ottimo tostato e spalmato con la marmellata; ottimo con l'olio e l'origano; fantastico per preparare la merenda per la scuola. Si mantiene morbido anche una settimana - se ci arriva! 



Buona colazione, buona merenda... 
Alla prossima!
Maria Luisa :-) 

martedì 14 gennaio 2014

PIZZA: quanti modi per farla... ogni volta una scoperta!



Bentrovati! Ogni tanto torno... 

Ho testato e testato ultimamente... e i lievitati si prestano molto bene per fare test su test, finché la ricetta arriva vicino alla perfezione! Finché no ne conosci tutti i dettagli, tempi, risultati, errori da non fare! Finché non ci prendi la mano! Finché non diventa la ricetta che desideri! 
I lievitati sono un po' come la vita che nasce, che cresce, che si trasforma... un po' ci somigliano. 
Ci vuole cura, tempo, amore, impegno; ma anche essere rilassati e sereni, aiuta molto, soprattutto nella prima fase. Fatta bene quella tutto il resto viene da se.  
Un po' come crescere i figli... se non li accudisci al meglio durante l'infanzia, difficilmente recupererai in fase di "cottura" ... cioè da grandi. Oppure puoi metterci tutto l'impegno e vengono male uguale... troppo variabili: il tuo umore, l'umore del tempo, il tempo che ci dedichi, il forno... 
Si può quindi affermare che i lievitati sono come i figli? si, no, ni... a metterci impegno possono diventare grandi soddisfazioni! Basta non dimenticare che i figli hanno una loro personalità e la cottura la devono far da se.... a noi non rimane altro che osservare se abbiamo impastato bene, o accorgerci che abbiamo sbagliato qualche passaggio, più o meno recuperabile. Poi li diamo in pasto al mondo! 


E tra gestire figli e impastare lievitati... non potrei più fare a meno di nessuna delle due... 

Questa pizza è semplicemente strepitosa e l'impietosa attesa di vederla cotta, e poi la gara a chi ne mangiava di più ... Insomma, mi ha dato grande soddisfazione, come sempre, ma stavolta anche di più!!! 
L'impasto per questa pizza, semplicissimo, l'ho presa dal blog di Adriano Contisio, Profumo di lievito. A lui vi rimando per dettagli più tecnici - lui è il maestro! 
Qui mi limiterò a raccontarvi come l'ho preparata io, utilizzando la sua ricetta, ma impastando col Bimby.  


Ingredienti:


600 gr di farina 0 (io Coop) 

480 di acqua
3 gr di lievito di birra fresco
30 gr di olio evo
12 gr di sale
semola rimacinata

condimento a piacere, ma consiglio di buona qualità :-) 

Procedo col Bimby. 

Mettere nel boccale 240 gr di acqua e portarla a temperatura ambiente: 1'30'' vel. 1, 37°. 
Aggiungere il lievito: qualche secondo a vel. 2, finchè non si scioglie. 
Aggiungere 240 gr di farina: 1' vel. spiga. Lasciare nel boccale a lievitare per circa 3h. 
Apriamo il boccale e versiamo il resto dell'acqua, facendola scivolare lungo le pareti. Chiudere e avviare 7' vel. Spiga.
Aggiungere la farina a cucchiai dal foro del coperchio. Quando si sarà assorbita tutta, aggiungere il sale e lasciamo incordare. Vi accorgerete che l'impasto è incordato dal fatto che si stacca dalle pareti. 
A quel punto aggiungere l'olio, poco per volta, e aspettare tutte le volte che venga completamente assorbito prima di aggiungerne dell'altro per non perdere l'incordatura. I 7' dovrebbero bastare per fare tutta questa operazione, altrimenti aumentate il tempo. 
Mettere l'impasto in un contenitore e sistemare in forno spento per circa 3-4 h. 
Trascorso questo tempo riprendere l'impasto e versarlo su una spianatoia infarinata con semola rimacinata. L'impasto risulterà piuttosto "morbido", ma se spolverate anche sopra con poca semola, riuscirete a maneggiarlo tranquillamente. Dividete l'impasto in 2 parti, quindi piegate a libro in tre, come qui, senza premere troppo.  
Ungiamo bene con dell'olio due teglie grandi da forno e disponiamo sopra l'impasto, con l'ultima piega sulla base. Rimettere nel forno spento per una mezzoretta, quindi riprendere le teglie e sempre aiutandosi spolverando leggermente con la semola stendete più uniformemente possibile la pizza nella teglia con le mani, evitando di schiacchiare troppo, ma utilizzando soprattutto i polpastrelli per allargare l'impasto. Anche l'olio sulla base vi aiuterà. Se notate che torna indietro o non si stende bene, lasciate riposare ancora una mezzoretta e ripetete l'operazione. 

A questo punto accendiamo il forno a 250° e mentre aspettiamo che scaldi imporporiamo la nostra pizza. Questa volta ho usato passata di pomodoro già pronta e siccome è più densa di quella fatta in casa o aggiunto qualche cucchiaio d'acqua sparso altrimenti ho notato che secca troppo. Inforniamo quindi nella parte bassa - io al secondo livello - per 10' - quindi aggiungiamo la mozzarella, condiamo con un filo d'olio e poniamo al penultimo ripiano del forno badando a non far bruciare la mozzarella. 
Naturalmente regolatevi col vostro forno. Io ho aggiunto la mozzarella solo quando la base era cotta quindi ho fatto finire di cuocere sopra. Può essere necessario aumentare o diminuire i suddetti tempi.  A questa punto la pizza è pronta. Se avete unto bene le vostre teglie si staccherà velocemente, pronta per essere tagliata e servita. Sulla mia non manca mai l'origano, quello selvatico, siciliano. 

Questa pizza è semplicemente favolosa! 
Adriano propone lo stesso impasto, ma con un procedimento diverso in fase di lievitazione - cioè, non direttamente in teglia - per cui la pizza verrebbe più croccante. Friabile se si ungono le teglie. A me piace moltissimo così sofficiosa e croccante sui bordi... Ma l'altra la proverò di certo.... e vi farò sapere!:-) 


Alla prossima! 
Maria Luisa :-) 

lunedì 9 dicembre 2013

Pan carrè con metodo Tang Zhong.



Quando da ragazzina scoprii i "toast" da fare nel tostapane - una cosa fighissima che vedevi nei film americani - me ne innamorai! 
Compravi il pane già affettato, mettevi dentro salumi, formaggi, verdure, scaldavi e la merenda era pronta... 
Poi nel tempo scoprii che dentro c'era l'alcool etilico e smisi di acquistarlo! 
In effetti era quello l'odore che usciva dal sacchetto appena aperto! 
Un pane in cassetta buonissimo lo acquistavo quando vivevo a Bologna in un forno che solo l'odore ti mandava in estasi... 
ma mai, mai avrei pensato di riuscire a realizzarne uno così buono in casa! 
Vi chiederete se bisogna parlare cinese per riuscirci! 
No, solo usare questo metodo sperimentato in Cina da alcuni anni, e che mi sembra dia ottimi risultati. Per questo vi invito a provarlo: 
semplicissimo da preparare, rimane soffice anche una settimana -
 sempre che riusciate a resistere a non finirlo!!! 

La ricetta l'ho presa pari pari dal sito di Ammodomio, che riporto qui per comodità: 


200 gr di Manitoba
300 gr di Farina 00
200 gr di latte
50 gr di burro (o strutto o olio) 
due cucchiai di zucchero (circa 30 gr)
4 gr di lievito di birra
5 gr di sale
150 gr di water roux (200 gr di acqua + 40 gr di farina)

Se avete il Bimby sarà ancora più semplice. 

Preparate prima di tutto il water roux. Mettere nel boccale l'acqua e la farina: 2', 70°, vel. 2-3. Tenere da parte. 
Senza lavare il boccale inserire il latte e, se freddo, portare a temperatura ambiente: 1', 37°, vel. soft. 
Aggiungere il lievito, lo zucchero, 150 gr di water roux tenuto da parte, e le farine. Lavorare 5' vel. Spiga. 
Dopo un paio di minuti inserire dal foro il burro a pezzetti e morbido, poco per volta. Quando tutto il burro si sarà assorbito, inserire il sale. 
Tirare fuori l'impasto, farne una palletta e lasciarlo riposare per circa 1h dentro al forno spento. 
Dopo un'ora mettere l'impasto su una spianatoia, lavorarlo col mattarello creando un rettangolo della larghezza del vostro stampo da plum cake - il mio misura 30x11 cm, interno - e alto qualche cm. Avvolgere l'impasto abbastanza stretto e mettere il "rotolino" dentro lo stampo imburrato. Coprire con pellicola e porre in forno spento per 1h e mezza. L'impasto è pronto da infornare quando supera il bordo dello stampo. 


Cuocere nella parte centrale del forno statico, a 220° per 25-30'. Il pan carrè è pronto quando è colorato sopra, ma se il vostro forno cuoce troppo sopra fate la prova stecchino e se si sta colorando troppo, mettete un foglio d'alluminio sopra. 
Quando sarà cotto sfornare, appena tiepido posizionarlo su una gratella e lasciarlo raffreddare. Ungere con dell'olio la crosta superiore per mantenerla morbida. Conservare in un sacchetto tipo cuki, chiuso.


Usatelo a colazione con la marmellata o crema di nocciole; per fare panini morbidi da portare a scuola; o semplicemente per fare delle tartine togliendo la crosta. Sarà un successo e non smetterete più di farlo.... a me è successo!!!!  :-)

Ho voluto provarlo anche in una teglia con decoro in rilievo che mi sono voluta regalare in anticipo per Natale, e mi sembra molto bello anche da portare in tavola per le feste, per un pasto a buffet o anche solo per l'aperitivo!


Alla prossima! 
Maria Luisa:-)  





martedì 7 maggio 2013

Mini timballi di orzo con polpo e funghi champignon


Va bene, abbiamo scherzato, il cambio di stagione è ancora a metà ma faccio rewind, "riavvolgo" il tempo e torno indietro! Rimettiamo le cose estive via che è arrivato l'autunno. E l'estate... vedremo, forse dopo l'autunno.... 
Ehiiiiiii, ma vi sembrano scherzi da fare questi? 
Qui a Roma e dintorni piove che piove; qualche giorno fa ha anche grandinato bei sassoni di ghiaccio... non solo le lucertole, anche le mamme addette al cambio di stagione non sanno che fare... esco non esco, cambio o non cambio? 
Io cambio... e tengo qualche felpa di scorta... l'estate prima o poi arriva!:-) 


E visto che accendere il forno è ancora permesso ho ripreparato questi grissini - la ricetta l'avevo già postata qui - ottimi per accompagnare questi mini timballi di orzo. 

Ingredienti per 4 timballi: 

300 gr di orzo (io Az. Agr. Poggi) 
400 gr di polpo, preparato come qui
10 pomodorini pachino
un pugnetto di capperi
500 gr di funghi champingnon 
prezzemolo
olio evo (io Nocellara Etnea di Soc. Agr. Doria) 
sale q.b. 

Lessate l'orzo in acqua salata, scolatelo, condite con un filo d'olio e tenete da parte. 
Nel frattempo cuocete il polpo come da ricetta indicata qui - per la parte della bollitura del polpo. 
Pelate i funghi, tagliate non troppo sottili e mettete in una padella antiaderente a fuoco medio-alto a perdere l'acqua. Quando si sarà quasi del tutto asciugata aggiungete l'olio, salate a piacere e profumate con prezzemolo fresco tritato. Fate insaporire qualche minuto, spegnete e tenete da parte. 
Quando il polpo sarà pronto mettetelo in un contenitore insieme alla sua acqua di cottura e lasciate intiepidire. Quindi tagliatelo a tocchetti. Aggiungete il polpo all'orzo, unite anche i capperi e i pomodorini. Amalgamate, assaggiate e, se necessario, aggiustate di sale e di olio. Utilizzate dei coppa pasta per creare i vostri timballetti. Coprite il fondo con i funghi e versate sopra l'orzo condito. Fatene 4 o fino esaurimento degli ingredienti. 
Capovolgete sul piatto e servire con prezzemolo tritato e grissini al kamut e olive nere. 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 





mercoledì 24 aprile 2013

Pizza bianca, tipo romana


Quando nel '97 mio marito - allora findanzato!:-) - ebbe notizia di aver vinto il concorso all'Istat e doveva trasferirsi da Milano - dove stava lavorando - a Roma, non ho potuto fare a meno di tirare un sospiro di sollievo. A Milano non volevo proprio andare a vivere.... Sicuramente ha i suoi vantaggi vivere a Milano, ma nella vita ho altre priorità! La verità è che saremmo rimasti volentieri a Bologna, dove avevamo studiato, ma alla fine il destino ci ha portati a Roma. 
Ero preoccupata di ciò. Ho sempre pensato a Roma come una città caotica, dove i servizi non sono eccellenti, chissà chissà.... ma a Roma basta venirci una volta per sentirsi a casa propria! E tutte le volte che mi capita di tornare al centro, tra il Colosseo, i Fori Imperiali, P.zza di Spagna, Piazza Navona, Fontana di Trevi... me ne innamoro! Tutte le volte! 
Roma è come una donna meravigliosa, bella, piena di pregi e di difetti! E' proprio umana! Ti fa arrabbiare e ti fa innamorare ad ogni passo..... 
E quando è ora di mangiare qualcosa, cosa c'è di meglio di una pizza bianca romana? Nessuno può resistere! Non sarà salutare, ma se passo al forno un pezzetto la devo sempre prendere e mangiarla subito! Vabbè, poi magari faccio il giro largo per tornare a casa e anche le scale, per smaltire!!!:-) 
Ci avevo provato altre volte a prepararla. Ma stavolta è stata quella giusta! Ho avuto lo spunto da una cena in cui un papà ha preparato un impasto di pizza che mi è piaciuto molto, l'ho riadattato e questo è quello che è venuto fuori! 
Sono veramente soddisfatta. L'ho preparata una domenica mattina in vista di un pic-nic al Parco della Caffarella e la passo anche a voi, così in vista del lungo ponte e sperando che il tempo ci assista, potete, se volete, prepararla anche voi! 
Ho scritto "tipo romana" perchè non posso assicurare che questa sia la ricetta originale visto che l'ho riadattata alle mie conoscenze. Ma vi assicuro che gli assomiglia moltissimo per sofficità e sapore. Esistono però molte varianti in base alle zone e al forno: bassa, alta, croccante o soffice. 


Ingredienti per 1 teglia da forno

400 gr di manitoba (io Lo Conte) 
200 gr di farina di grano duro (io Conad) 
90 gr di lievito madre rinfrescato almeno 2 volte
420 gr di acqua 
1 cucchiaino di zucchero
10 gr di sale
20 gr di olio evo + quello per la teglia e per condire

rosmarino
sale grosso

Ho impastato il sabato pomeriggio. 
Impasto col Bimby. 
Mettere nel boccale l'acqua tiepida, il lievito madre e lo zucchero: far sciogliere 1 minuto a vel. 3. 
Aggiungere le farine e impastare: 10' vel. Spiga. Passati i primi 5' aggiungere l'olio e lasciarlo assorbire. Aggiungere il sale negli ultimi 2'. Tirare fuori l'impasto, formare una palletta e metterlo a lievitare. Dopo circa 8h fare le pieghe - come qui. Lasciare riprendere la lievitazione per qualche ora, poi coprire con pellicola e riporre in frigo nel ripiano basso. 
La mattina tirare fuori dal frigo l'impasto e lasciare che riprenda la temperatura ambiente per qualche ora. Stendere in una teglia unta con olio e fare in modo che lo spessore sia omogeneo. 
Lasciar rilievitare ancora qualche ora. Quindi scaldare il forno al massimo della temperatura, ventilato. Nel frattempo sprofondate le punta delle dita nell'impasto per creare delle fossette e spargete sulla superficie poco sale grosso. In una ciotola mettete due cucchiai di olio evo e allungate con acqua - circa il doppio o di più. Quindi versate sull'impasto più omogeneamente possibile. Se vi piacciono mettete anche qualche aghetto di rosmarino. 
Infornate appena il forno ha raggiunto la temperatura, abbassandola a 220° per i primi 10'. Quindi a 200° finché la pizza non assume un bel colore dorato. 


Mangiatela bianca o farcitela a piacere. La mortadella è "la morte sua", ma questa pizza si adatta ad essere farcita con ciò che vi piace di più. Una variante, a tempo debito, è quella di prepararla con prosciutto crudo e fichi. A Nemi la preparano anche con la confettura di fragoline di bosco; alle feste dei bambini anche con una famosa crema di cioccolata e nocciole: indovinate cos'é? 

Preparate la base, usate la fantasia e buone gite fuori porta a tutti! 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 







lunedì 15 aprile 2013

Rifatte senza glutine: lo sfincione palermitano


Eccola la mia ultima sfida "senza glutine"! 
Come ho già detto anche in altre occasioni, non sono celiaca, ma colgo sempre l'occasione per nuove sfide e perchè no, per testare ricette che mi permettano di essere preparata per invitare a cena un celiaco. E poi diciamolo: non è che se ogni tanto mangiamo cose senza glutine ci fa male. 

"Esclusivi ed Esclusi" di Julio Padron
E' possibile tradurre in arte quello che oggi "subisce" chi scopre di essere intollerante al glutine? Perchè anche a loro ho pensato quando ho visto questo quadro del mio amico Julio Padron, di cui vi avevo già parlato anche qui. 
Il titolo del quadro è "Esclusivi ed Esclusi". 
Ho avuto la fortuna di avere la descrizione del pensiero che ha dato vita a questo quadro direttamente da Julio. Un pensiero molto articolato, che cercherò di riassumere qui. 
Ognuno di noi ha un destino, che inizia nel momento della fecondazione. Perchè proprio in quel momento esiste una selezione: lo spermatozoo più veloce che raggiunge l'ovulo da fecondare dà vita ad un essere unico, con un DNA che dice tutto. Ma la vita è fatta anche di situazioni ambientali e di circostanze in cui ci troviamo a vivere e che ci permettono di stare dalla parte degli "Esclusivi o degli Esclusi". 
Questo è proprio quello che potremmo dire di noi stessi o di personaggi storici, perchè col senno di poi realizziamo che alcune cose accadono perchè una persona si è trovata al posto giusto nel momento giusto o al posto sbagliato nel momento sbagliato. Così, per una caratteristica probabilmente già prevista nel DNA, i celiaci che oggi vivono nel nostro paese fanno parte degli "Esclusi". "Esclusi" perchè vivono in un paese dove il glutine è presente nella maggior parte dei prodotti più consumati nella nostra dieta: pasta, pane, pizza, e vari derivati, compresi i dolci. Magari a vivere in Oriente non avrebbero avuto questi problemi... E chi non ha questo problema sono, dal loro punto di vista, "gli esclusivi", quelli che non devono preoccuparsi se anche nello zucchero a velo ci sta la "spiga barrata". E non possono neanche pensare di mangiare fuori ovunque! Nè tanto meno di andare a fare un giro in una rosticceria palermitana e addentare uno sfiziosissimo sfincione. 


Tuttavia, in barba a tutte le congiunture astrali che portano un celiaco a vivere in un paese glutinoso e famoso per le meraviglie che riesce a portare in tavola, i celiaci non si arrendono e provano e riprovano a riproporre stesse pietanze, della medesima bontà, senza glutine. Perchè questo sfincione preparato con la ricetta di Stefania, è stata non solo una sfida per me, ma una scoperta eccezionale. Sparito nel giro di un "click". 
Non ho fotografato il passo passo perchè io stessa cominciavo a pensare che non sarei riuscita a farci nulla. Mi ero anche un po' demoralizzata. Ma quando l'ho sfornato.... che soddisfazione! Mai arrendersi.... 

Ingredienti per la base:

350 gr di maizena
400 gr di farina di riso finissima (io Lo Conte)
40 gr di lievito di birra fresco (io ho usato 100 gr di lievito madre + 5 gr di lievito di birra)
60 gr di burro (o strutto)
15 di sale 
450 gr di latte

olio per ungere la teglia

per il condimento:
600 gr circa di pomodoro pelato (io polpa fatta in casa)
300 gr di cipolla
olio evo
caciocavallo o pecorino
origano
4 filetti di acciuga
pane grattugiato tostato (io semi di sesamo) 

Ho seguito un procedimento diverso rispetto a Stefania. 
Ho impastato nel Bimby. Ho messo a scaldare il latte per qualche minuto, portandolo a temperatura di 37°. 
Ho aggiunto il lievito madre e fatto sciogliere: qualche secondo a vel. 3. Ho miscelato le due farine e le ho aggiunte al latte: 4', vel. spiga. Dopo due minuti ho aggiunto dal foro del coperchio il burro morbido a pezzetti, e infine il sale. L'impasto è venuto morbido, ma compatto e visto che non utilizzo queste farine tutti i giorni mi sono lasciata convincere che andava bene. Dico così perchè avevo pensato di impastare venerdì sera per farlo sabato sera. Ma la mattina dopo era più o meno come l'avevo lasciato. E intorno a mezzogiorno, quando erano passate più di 12 ore, ho deciso di mettere ancora nel Bimby poco latte a scaldare - circa 40gr - in cui ho fatto sciogliere 10 gr di lievito di birra, aggiunto l'impasto e l'ho fatto lavorare per 2' sempre a vel. spiga. A quel punto l'impasto era piuttosto morbido, tipo frolla montata. Lì per lì mi convinco di non aggiungere altra farina e riprovare con questa consistenza. Dopo qualche ora cominciava a crescere. Non è esattamente raddoppiato, ma siccome dovevo uscire e volevo lasciare già pronto, ho deciso di cuocerlo. Quindi ho proceduto come da indicazioni di Stefania. Ho utilizzato due teglie da forno, prendo l'impasto che si rompe nelle mani... andiamo bene! Mi sa che stavolta non partecipo alle "Rifatte senza glutine"! Vabbè, procedo! Come dicevo: metto dell'olio nella teglia, lo spalmo con le mani partendo dal centro, così allo stesso tempo mi ungo le mani io stessa, metto l'impasto che come per magia si compatta e scivola sull'olio e si "accomoda" nella teglia come fosse stata sempre casa sua!:-) Uhmmm.... Vabbè, procediamo, non sono tanto convinta. Avvolgo la teglia nella pellicola e nel frattempo preparo il sugo. 
Metto in una padella l'olio e la cipolla affettata. Faccio appassire e aggiungo il pomodoro. Aggiungo anche poca acqua e il sale e lascio cuocere 20'. Il sugo secondo me è meglio un po' più acquoso così durante la cottura in forno non si secca troppo. Quindi condisco l'impasto che nel frattempo era diventato soffice soffice, aggiungo l'origano e il caciocavallo palermitano, e siccome non avevo pangrattato senza glutine ho optato per i semi di sesamo. Ho infornato nel forno caldo a 200° per 20' (qualche minuto meno o più può dipendere dal forno!). A rifarlo - anzi lo rifarò di certo - aggiungerei il caciocavallo a metà cottura in modo da non farlo cuocere troppo. 
E alla fine il risultato, su cui sono rimasta perplessa passo dopo passo, è stato fantastico! Grazie ancora a Stefania per aver suggerito questa meraviglia per le "rifatte senza glutine"! Ho avuto modo di sperimentare una nuova fantastica ricetta e scoprire che anche senza glutine... SI PUO'!

Manco a dirlo, con questa ricetta partecipo all'iniziativa "Rifatte senza glutine" 




Alla prossima!
Maria Luisa:-) 


martedì 9 aprile 2013

Pan brioche fiorito attendendo la primavera



Proviamoci dai a vedere la luce, il sole, dopo tanta pioggia. Che io adoro tra l'altro, ma adesso avrei voglia di un po' di calduccio, di sole, di uscire a fare passeggiate e mangiare un gelato. 
Questo ho pensato quando il giovedì prima di Pasqua dovevo decidere che forma dare al pan brioche da preparare per il compleanno della piccola Anastasia: alla voglia di primavera! 
Per chi mi segue da un po' sa quanto mi piace dare forma a questo impasto soffice, che si presta moltissimo ad essere modellato. 
Un po' di fantasia e il gioco è fatto! 
Mi sembra carino anche come centro tavola per il pranzo della domenica o, come spesso accade, utilissimo per feste di grandi e piccini e pranzi in piedi. 


La foto precottura vi da l'idea di come posizionare le varie parti. Per ottenere un buon effetto dovrete pesare le singole parti da comporre: i petali devono avere lo stesso peso - grammo più grammo meno - stessa cosa gli steli etc. Meglio fare in modo che le parti si tocchino in qualche modo tra loro: sarà più facile tagliarlo per farcirlo. 


Farcire a piacere. Per la ricetta vi rimando qui; altre preparazioni con il pan brioche qui, qui, qui e qui. 

Alla prossima!
Maria Luisa:)

venerdì 5 aprile 2013

Pizza al formaggio di Pasqua...con lievito madre degno di Mary Shelley!


Vi chiederete: "perchè scomodare Mary Shelley per descrivere una pizza al formaggio?". "Thanks for the question" (Grazie per la domanda) risponderebbero gli americani!:-) 
E la disturbo si, perchè a Frankenstein ho pensato quando ho visto il mio lievito madre riprendere vita.... 
Da qualche anno, l'avevo raccontato qui, utilizzo il lievito madre in moltissime preparazioni dolci e salate. Lo spaccio anche! Ma.... ma nell'ultimo mese, gira che ti rigira, l'ho usato pochissimo e ad un certo punto mi sono decisa a rinfrescarlo. Metto nel barattolo la sera, la mattina dopo non da segni di vita!:-( Eccolo, è morto! Butto tutto il lievito che avevo nei vari barattoli e lascio il barattolo dove ne avevo messo meno così, per vedere se aveva bisogno di più tempo. 
Piuttosto delusa.... mannaggia... volevo preparare la colomba, la pizza di Pasqua.... 
vabbè, lo recupererò da qualcuno...
 Passa ancora qualche giorno e mi trovo con il lievito che dà qualche cenno di ripresa... 
ahhhhh, ma allora forse era solo in rianimazione! 
Riparto: ne rinfresco 20 gr! Gli è servito 1 giorno intero, ma è cresciuto! 
Allora lo rinfresco di nuovo, utilizzando farina integrale, alternando con manitoba. 
E finalmente dopo 4-5 rinfreschi finalmente vedevo che riempiva il barattolo in poche ore! 
Non dico che sia un miracolo, ma solo la speranza che è sempre l'ultima a morire: bisogna sempre tentare e non arrendersi mai! Non è in fondo questo il messaggio della Pasqua e, al di la della fede, non lo è comunque la primavera - quando arriva!:-)?

Ceramiche Terre Solari
Troppo tardi per la Colomba, ho preferito utilizzare il mio lievito madre a disposizione per fare la Pizza al formaggio. Perchè si, ormai le nostre tavole pasquali sono il simbolo dell'Italia a tavola: oltre alla pizza al formaggio, tipico prodotto preparato per la colazione di Pasqua in Umbria come nelle Marche, non manca mai la Pastiera Napoletana, e i Cunnura cu' l'ova - biscotti tipici siciliani. Nel tempo, sono certa, si aggiungeranno altre cose... 
Malgrado il marito marchigiano, è la prima volta che mi cimento nella preparazione di questa pizza - per certe cose bisogna "sentirsi pronti!" - e sono realmente soddisfatta, anche se già penso a qualche variante. Ma la base è ottima. 
E' veramente una gran bella soddisfazione vedere questa torta lievitare, sentirne il profumo mentre cuoce in forno. E poi c'è l'attesa - perchè sarebbe meglio prepararla 3-4 gg prima di consumarla, perchè i profumi hanno tempo di amalgamarsi e dare il meglio già al primo taglio.
E la pubblico anche se fuori tempo massimo per la Pasqua, ma trovo che questa Pizza sia ottima per un buffet in piedi, per un pic-nic primaverile o semplicemente da portare in dono per un invito a cena o a pranzo.  Più o meno saporita in base al tipo di formaggio utilizzato, questa torta è ottima accompagnata da frittate - con la menta, con gli asparagi, con i carciofi; col pesto - classico o al finocchietto (la mia ricetta qui e qui); con salumi - lonza, ciauscolo, salame casareccio; con le uova sode, meglio se accompagnate da salsette varie.  

Girovagando su internet ho visto diverse ricette che mi ispiravano, ma su quella di Anice&Cannella è alla fine approdata la mia scelta! 
Unica cosa che ho modificato è aver utilizzato il lievito madre invece del lievito di birra.
Difficile resistere... 
Riporto qui la ricetta per comodità. 
Ingredienti per una pizza da circa 1kg
5 uova da 60 gr freschissime
(o l'equivalente in peso)
300 gr. di farina 0 (io Coop)
200 gr di manitoba (io Lo Conte)
100 ml di acqua
20 gr di lievito di birra 
(io l'ho sostituito con 90 gr di lievito madre 
rinfrescato 3 volte in tre gg.)
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pepe 
(meglio se macinato fresco)
5 cucchiai di olio evo 
50 gr di strutto (no sostitutivi) 
250 gr di formaggio grattugiato 
(io ho optato per 150 gr di formaggio pecorino semistagionato del Caseificio De Juliis e 100 gr di parmigiano reggiano, ma le proporzioni possono variare in base ai gusti) 

Ho impastato col Bimby. 
Ho messo il lievito insieme allo zucchero e all'acqua tiepida nel boccale: 30'' vel. 2-3, o finché non si scioglie il lievito. Lasciare fermentare per circa 30'. 
Aggiungere 50 gr del totale previsto di manitoba e fare un'impastino: 1' a spiga. Dovreste avere alla fine un'impasto morbido, tipo ciambellone. Buttare sopra ancora un po' di manitoba quanto basta per coprire l'impasto e lasciare fermentare. Io l'ho lasciato per circa 3h, ma potrebbe bastare anche meno tempo. L'impastino è pronto quando comincia a screpolarsi. 
Nel frattempo sbattere le uova, unire il sale, il pepe, i formaggi grattugiati e infine l'olio: lasciare amalgamare. Pesate e miscelate le due farine. 
Quando l'impastino è pronto, con le lame in movimento - 5' vel. Spiga - aggiungere all'impasto le uova alternando con la farina. Quindi reimpostare altri 3' vel. Spiga e aggiungere dal foro lo strutto poco per volta, in modo che possa assorbirlo piano piano. L'impasto risulterà morbido e un po' appiccicoso. 
Con le marche di farine che ho utilizzato l'impasto era perfetto. 
Ho messo il panetto in una forma di carta da panettone gastronomico da 1kg e lasciato lievitare 5-6h: ha lievitato fino ad arrivare al bordo della formina. 

A questo punto accendere il forno a 190-200°. Dopo 5', quando il forno comincia a scaldarsi, versare 1 bicchiere di acqua sul fondo del forno per creare vapore e inserire la torta. Questo permette di non far formare una crosticina sopra. 
Cuocere 1h, ma può dipendere dal forno, quindi dopo 45' fare la prova stecco. La torta deve essere asciutta. 
Spegnere il forno e lasciare dentro la torta per 5'. 
Quindi aprire a fessura e lasciare ancora 5'. 
Quindi sfornare e lasciare raffreddare completamente. 
Chiudere in un sacchetto di plastica per alimenti e consumare preferibilmente dopo 2-3gg. 

Quale migliore occasione, visto che stavo in Sicilia, di utilizzare le ceramiche le ceramiche di mia sorella per fare le foto... 
tutto il resto ci aspettava in tavola la mattina dopo.......... 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 










mercoledì 16 gennaio 2013

Filoncini di pane con lievito madre: che bontà! E il 4° Art. della Costituzione Italiana.


Piove da ieri sera, finalmente! 
Mi dispiace per chi non ama la pioggia, ma bisogna anche essere realisti: 
cosa faremmo se non piovesse? 
Ascoltatene il rumore: è la musica più rilassante che si possa sentire. 
Infatti stamattina non ho acceso neanche la radio!:-) 

Si lo so, quando esce il sole cantano gli uccellini... ma se non piove, chi da da bere alle piante? Vi immaginate un mondo senza pioggia? 
Quindi troviamo il lato positivo... 
Si sta al calduccio, anche dopo il lavoro si ha voglia di tornare a casa, 
mangiare qualcosa di buono, di caldo e rilassarsi davanti al camino - che non ho!:-( - 
o tutti sul divano sotto il plaid a leggere una storia ai bambini! 


E se proprio non vi va di uscire neanche per andare a comprare il pane, se avete il lievito madre che aspetta di essere utilizzato, avete la farina, il gioco è fatto! Impastate e gustatevi il pane appena sfornato. Io ho appena impastato. 
Tutto l'inverno scorso ho fatto esperimenti su esperimenti, appuntandomi su un agenda gli ingredienti utilizzati e i tempi di lievitazione e cottura. Poi tornavo per il giudizio finale. 
Giudicate da voi! 

Non sapete che soddisfazione quando ho tirato fuori questo pane!
 E soprattutto quando l'ho tagliato. Una meraviglia! Ecco, questo è stato il commento che ho appuntato su questo esperimento. 
Continuo a sperimentare, ma questo è quello che al momento mi soddisfa di più. 
Sarà anche il forno, che non gioca a mio favore, ma io ci provo sempre e primo poi lo mollo e ne compro un altro!!!:-) 


Non credo di essermi inventata nulla, ma vi lascio qui le porzioni utilizzate per questo pane. E se vi va di provare..... fatemi poi sapere. Per chi mi conosce e vive nei dintorni... io spaccio lievito madre, quindi se volete averne un po' contattatemi!:-) 

Ingredienti

400 gr di farina 0 (io uso Coop)
150 gr di farina di semola (Az. Agr. Poggi) 
150 gr di lievito madre
350 gr di acqua tiepida
15 gr di olio evo
1 pizzico i zucchero
10 gr di sale

Per l'impasto procedo col Bimby. 
Mettere nel boccale lievito madre, acqua, olio, zucchero, le farine e infine il sale. Impastare a Spiga per 5'. 

Fare una palletta e lasciarla lievitare in un contenitore - io di ceramica - dentro al forno. 
Ho lasciato lievitare 15h, poi l'ho ripreso e ho proceduto a fare le pieghe, che avevo spiegato già qui. 
Lascio nuovamente a riposare 2-3h, poi faccio i filoncini evitando di schiacciare l'impasto e quindi di sgonfiarlo. Fate i tagli preferibilmente con un bisturi o un coltello a lama affilata e lasciate a lievitare ancora qualche ora, coperto con uno strofinaccio. 
Accendete il forno a 250° ventilato. Mettete dentro anche la teglia in cui cuocerete il pane. Quando il forno raggiunge la temperatura tirate fuori la teglia, poggiate sopra il pane - se preferite mettete la carta da forno - e infornate avendo l'accortezza di mettere dentro anche un pentolino con l'acqua. Fate cuocere 10'. 
Quindi togliete il pentolino e abbassate la temperatura a 220° statico. Cuocete altri 10' e abbassate ancora a 190°. Cuocete ancora per 15'. Il pane a questo punto sarà dorato, ma siccome può dipendere dal forno, prevedete qualche minuto in più o in meno. Spegnete, mettete il pane in verticale e lasciate raffreddare dentro al forno lasciando aperto lo sportello di poco. 

Vedrete che soddisfazione!:-)))) 

Il pane era nella società contadina la base dell'alimentazione. Pane e companatico. In tempi di carestia il companatico non esisteva o se ne sentiva solo l'odore. Ho sentito tante volte persone nate prima della guerra dire che mangiavano pane e profumo di salame o mortadella. Con l'arrivo degli americani, anche la cioccolata!:-)  Il pane quotidiano è legato alla possibilità di poterlo avere - già fatto o di comprare la farina per farlo. Ed è quindi inequivocabilmente legato al fatto di avere un lavoro. Così colgo l'occasione per ricordare il 4° Art. della nostra Costituzione: 

"La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. 

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità, e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società." 

Trovo questo articolo bellissimo, dove tutti, chi produce reddito e chi produce progresso spirituale - come la cultura - concorrono parimenti. Non so' se ancora oggi ci si attiene a questo articolo... lo scrivo, in modo che noi, singoli cittadini, ce ne ricordiamo e lo difendiamo. 

Alla prossima!
Maria Luisa:-)




mercoledì 19 dicembre 2012

Purè tricolore e il 1° Art. della Costituzione Italiana


Come già accennato qui, non guardo molto la TV. Tra i pochi programmi che seguiamo c'è quello di Fabio Fazio. Seguo la TV talmente distrattamente che domenica sera avevo capito che Benigni sarebbe stato suo ospite lunedì per presentare il suo ultimo film! Nada, non avevo capito nulla! Infatti lunedì sera mi ritrovo seduta sul divano a guardare Benigni su Rai1. A fine spettacolo e anche ieri, ho letto molti commenti. A favore, contro questo tipo di interventi in TV. 
Il mio pensiero è: non importa molto chi, come. Quello che mi è capitato lunedì sera è di emozionarmi nel sentire i primi 12 Art. della nostra Costituzione, e a tratti a commuovermi, nel pensare a quali fossero i progetti di quegli uomini e quelle donne nel dopoguerra.  Come sognavano l'Italia. E come ci siamo ridotti!:-( 
Ho pensato che è stato come se, genitori con tanti buoni propositi, con buoni principi e culturalmente preparati, che avevano subito le atrocità della Seconda Guerra Mondiale, avessero voluto preparare il meglio per i loro figli e avessero anche pensato ai loro nipoti. E mi sono vista genitore, e mi sono vista figlia di un sistema che dovrebbe essere regolato da una Costituzione che ignoriamo. E' come se giocassimo senza sapere le regole del gioco, perchè chi fa il gioco ha nascosto le regole, le ha reinventate a proprio piacimento,  barando, ma facendoci credere che quelle sono!  
Avrei voluto che quella lezione mi fosse stata fatta alle scuole medie, al più tardi al 1° anno delle scuole superiori. Avrei voluto quei 12 Art. a mio sostegno ogni qualvolta mi sono battuta per un diritto o per quell'altro. E mi viene in mente che proprio la Costituzione difendeva quei diritti. Calpestati da molti, ignorati da molti, dai più. 
E mi piacerebbe che gli insegnanti, anche se non previsto dai programmi, spontaneamente dedicassero una lezione alla Costituzione, e che i primi 12 art. fossero affissi in classe insieme alla foto del Presidente della Repubblica, che dovrebbe esserne garante. Nel mio piccolo, ho deciso che dedicherò una parte dei prossimi post - poche righe per la verità, ma perle di saggezza - a questi articoli. Per chiudere bene l'anno e condividere con tutti voi che state leggendo la speranza per far ripartire questo paese. Le regole ci sono. La "sovranità è del popolo". Possiamo fare molto, tutto è nelle nostre mani. Lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli, alle generazioni che verranno. 

Art. 1 
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. 

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. 

Questo contorno è semplicissimo da preparare. 

per 8-10 torrette vi occorrono

1kg di patate già pelate
300 di latte
100 gr di spinaci
100 gr di carote
60 gr di parmigiano
1 uovo
burro
noce moscata
sale q.b

Cuocete a vapore carote e spinaci. 
Se li preparate nel vassoio del Bimby, cuocete 10', temperatura varoma, vel.1. Tenete da parte. 
Preparate il purè. Per chi ha il Bimby, inserire la farfalla sulle lame, mettere le patate tagliate a tocchetti nel boccale, aggiungere il latte e il sale, cuocere: 20', 100°, vel. 1. 
I tempi di cottura possono dipendere dal tipo di patate. 
E anche la quantità necessaria di latte, quindi verificate a fine cottura e nel caso aggiugente il latte necessario per ottenere un purè morbido.
A fine cottura, aggiungete il parmigiano, l'uovo, la noce moscata e montate il purè a vel. 3. 
Dividete il purè in tre parti, mettendo due parti in ciotoline separate e lasciate 1 parte nel boccale. Aggiungete alla parte rimasta nel boccale le carote e amalgamate: 20'' vel. 3-4. 
Mettete da parte, avendo cura di pulire al meglio il boccale con un leccapiatti.
Mettere quindi nel boccale un'altra parte da parte e aggiungere gli spinaci: 20" vel. 3-4.

Prendete quindi dei coppa pasta e inserite a cucchiaiate il purè alternando i colori. Disponete su una teglia da forno e infornate per 10' a 200°. Sformate e decorate con chicchi di melograno. 
Servite con cornetti di pan brioche - la ricetta e altre idee per Natale la trovate qui.  
Altre idee con il purè qui e qui.


Alla prossima! 
Maria luisa:-) 

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