cos'è casa mia?

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mercoledì 14 gennaio 2015

Riso alla cantonese... quello vero!


Ricomincio dalla Cina... 
...perché riconoscersi fortunati di essere nati in un Paese ricco di storia gastronomica vuol dire anche poter riconoscere e apprezzare le cose buone di altri Paesi, di altre storie gastronomiche... 
...perché saper apprezzare la cucina degli altri vuol dire 
ritrovarci dentro il rispetto per le altre tradizioni, culture, religioni. 
Un piatto ben curato e preparato con amore mette sempre tutti d'accordo. 
Non sono necessari piatti ricchi, ma solo buoni, 
rispettosi del territorio, delle stagioni, della nostra salute. 
Dentro ai piatti non ci sono inferni né paradisi.
Qualcuno ha provato a fermare le guerre mettendo dei fiori nei cannoni... 
e se si potessero fermare andando a pranzo tutti insieme?
O si fanno le guerre perchè qualcuno vuole accaparrarsi la fetta di torta più grossa? Mah.... 

Intanto io ricomincio dal riso, dal senza glutine. 
Ricomincio da un piatto che tutti abbiamo mangiato nei ristoranti cinesi e apparentemente talmente semplice da fare che ci abbiamo provato almeno una volta a rifarlo a casa.
Io me ne ricordo almeno ai tempi dell'università... 
una ricetta che riproponevano spesso sulle riviste di cucina! 


Cucinare pare semplice... 
il difficile è fare ricette indimenticabili! Quali? 
Ognuno di noi ha replicato ricette della mamma, dell'amica, della nonna o della zia... 
replicate e anche migliorate o personalizzate! 
Ma se non sono ricette di famiglia?
Allora ci si affida alla rete... 
ma la rete, rete è... è una trappola! 
Ho imparato nel tempo a spaziare e alla fine a fidarmi solo di alcuni blogger, quelli che... 
non c'è ricetta che non sia descritta dettagliatamente; 
... quelli che non c'è ricetta che non riesca...
Tra queste posso di certo annoverare Martina di Trattoria da Martina
da cui ho preso la ricetta che vi propongo oggi, con qualche piccola variante. 

Non so, a me sembra di non avere mai mangiato un riso alla cantonese così buono! 
Ve lo consiglio vivamente...


Ingredienti per 4 porzioni

300 gr di riso Jasmine (io Coop Fior Fiore)
500 gr di acqua
120 gr di cotto di buona qualità
(io Prosciutto cotto affumicato tagliato a mano)
130 gr di piselli fini (surgelati)
1 uovo grande (di galline felici!) 
olio di arachidi
sale e pepe

Martina propone di aggiungere olio di sesamo alla fine, ma io non l'avevo. 

Iniziare la sera prima preparando il riso. 
Normalmente, avendo il Bimby, preparo questo tipo di riso a vapore. Se non avete il Bimby o la vaporiera seguite le indicazioni sulla confezione. Se invece avete il Bimby mettete il riso nel cestello, sciacquate il riso velocemente sotto l'acqua. Mettete nel boccale 500 gr di acqua, inserite il cestello con il riso e cuocete a vapore: 15', temperatura Varoma, vel. 2. 
A fine cottura sgranate un po' il riso e lasciatelo al caldo nel cestello. 
Una volta freddo, trasferitelo in frigo. 
Il giorno dopo prepariamo il condimento. 
Sciacquate i piselli e metteteli ad asciugare in uno strofinaccio. 
Affettate a listarelle il prosciutto: tenere da parte.
Fare scaldare nel wok un paio di cucchiai di olio di arachidi. 
Nel frattempo sbattete in una ciotolina l'uovo. 
Testate che l'olio sia molto caldo e versate l'uovo girando molto velocemente, strapazzandolo. 
Sarà cotto in pochi minuti. Salate e pepate. 
A questo punto, tenendo la fiamma piuttosto alta, aggiungete i piselli e il prosciutto, facendo bene attenzione che siano bene asciutti e fateli rosolare.
Tenere da parte. 
Rimettere 2 cucchiai d'olio d'arachidi nel wok e quando molto caldo 
- provate con qualche chicco di riso e vedete se sfrigola - versate il riso. 
La quantità indicata in questa ricetta è al limite del consentito - credo - per farlo tutto insieme. 
Il riso deve infatti 'friggere', quindi l'olio non deve abbassarsi troppo di temperatura. 
Non essendo pochissimo ho prima insaporito a fiamma alta nell'olio e poi sparso nel wok in modo da non ammassarlo. Girate di tanto in tanto. Vi ci vorranno almeno 5-7'. 
Il sale va aggiunto a questo punto. 
Quando vedete che il riso è ben rosolato aggiungete il condimento, insaporite per qualche minuto e servite - se lo avete - con qualche cucchiaio di olio di semi di sesamo. 
La prova del 9 - come dice Martina - è che rimanga dell'olio sul fondo del piatto: 
ciò vuol dire che il riso non si è 'inzuppato d'olio' ma solo adeguatamente insaporito. 
Il riso è fantastico con queste proporzioni e con questi ingredienti. 
Per le cose da 'NON FARE' - sostituzioni e/o altro - vi rimando alla fine del post di Martina.

Buon riso! 

Alla prossima! 
Maria Luisa :-)





lunedì 23 giugno 2014

Involtini di tacchino con riso, patate e zucchine novelle... cotti a vapore!


Un po' per caso, un po' anche no, 
mi sono imbattuta in questo sito: http://www.kousmine.net/.
L'ho letto attentamente e... 
e sto ripensando alla mia alimentazione e a quella della mia famiglia. 
Certo, se mi guardo intorno quando vado a fare la spesa, penso di essere già un passo avanti rispetto a chi riempie i carrelli di cibo pronto o comunque di produzione industriale 
- nel mio carrello prevalentemente prodotti di base;
sono rigidissima nella scelta di frutta e verdura, che acquisto solo quand'è stagione - anche perché sono più buone!: ecco perché parlo di zucchine novelle; 
acquisto solo dal produttore, dove possibile; 
per 'educazione' tendo ad avere un'alimentazione piuttosto varia, etc etc... 
scopro però che posso migliorare e che c'è molto ancora da imparare... 
che solo il "buon senso" non basta! 
C'è sempre da imparare... e da testare, da gustare! 
Così, anche foste scettici su come la nostra alimentazione possa incidere sulla nostra salute 
- e anche sul nostro umore - 
anche se dubitate che "siamo quello che mangiamo", 
qualche alternativa sfiziosa ve la propongo. 
Togliere alcune cose dalla nostra tavola non è semplice: 
un po' per golosità, un po' per abitudine, 
un po' perché i cambiamenti sono sempre un po' pesanti da affrontare, 
ma avere la voglia di provarci è già qualcosa! 
E' come sollevarsi dalla poltrona 
- dove si sta comodi e da dove guardiamo il mondo attraverso la TV o il giornale - 
e andare per il mondo... più 'faticoso', certo, ma che meraviglia! 
Quante cose da scoprire ci sono là fuori!


Questo piatto vuole essere un primo passo per iniziare un percorso, ma anche semplicemente una valida alternativa per chi durante i mesi estivi vuole preparare un piatto unico gustoso, senza accendere i fornelli - perchè cotto a vapore - e in pochissimo tempo! 
Non fa parte delle mie abitudini, ma ci diventerà... 
troppo buono! Spero piaccia anche a voi! :-)  

Ingredienti per 4 persone:

12 fettine di fesa di tacchino
12 fettine di Stracchino Stagionato 
(io Stracchino Stagionato Biologico di Casale Nibbi)
200 gr di Riso Jasmin 
(io Riso Solidal Coop
1 carota
1 cipollotto fresco
1 costola di sedano
5 patate novelle piccole 
2 zucchine novelle
500 gr di latte di soia
40 gr di olio evo 
(io Nocellara Messinese di Az. Agr. Doria)
pesto genovese
1 cucchiaino di curcuma
semi di sesamo

Esecuzione (cottura a vapore, col Bimby): 
Con un batticarne appiattire le fette di tacchino, spalmarle leggermente di pesto, mettere una fetta di stracchino. Ungere il contenitore del Varoma del Bimby e posizionare gli involtini. 
Mettere nel boccale del Bimby il sedano, la carota e il cipollotto: tritare qualche secondo a vel. 5. Aggiungere l'olio e insaporire: 5', 100°, vel. Soft. Nel frattempo pelare e tagliare a tocchetti le patate e le zucchine e metterle nel cestello del Bimby. Quando gli odori avranno finito di insaporirsi, aggiungere nel boccale il latte e la curcuma. Quindi il cestello. Chiudere, posizionare il contenitore del varoma e avviare la cottura: 20', temp. Varoma, vel. 1. 
Quindi togliere dal cestello patate e zucchine e tenerle in un contenitore al caldo - per es. un contenitore d'acciaio, con coperchio - e aggiungere nel cestello il riso. Riposizionare il Varoma e procedere con la cottura: 15', temp. Varoma, vel.1. 
A questo punto distribuite gli ingredienti nei piatti - riso, involtini e verdure - irrorate con la salsa rimasta sul fondo del boccale, qualche cucchiaino di pesto e spolverate con semi di sesamo. 


Veramente ottimo! 

Alla prossima! 
Maria Luisa :-)

sabato 25 maggio 2013

Thieddra: falla come vuoi, sempre buona è!


Altro giro, altra sfida per l'MTChallange!:-)
Non mi vorrei ripetere, ma quanto mi diverte partecipare a questa carrellata di rivisitazioni di ricette classiche. E, mi dico, quanto siamo fortunati a vivere in un paese che ci offre così tanti sapori, profumi e una tradizione gastronomica meravigliosa, che ha radici nel passato, e che non è fatta solo da grandi chef delle cucine dei ricchi, ma soprattutto dalle cucine di donne che si ingegnavano a mettere in tavola piatti poveri, ma ricchi di amore, perchè solo un sentimento così grandi poteva creare con pochi ingredienti piatti indimenticabili e che continuano ad essere amati ancora oggi! Se ne riscopre, in tutte le varianti, la bontà. 
Non ho mai assaggiato questo piatto, ma mi ha ispirato da subito. Non amo particolarmente le cozze, quindi l'ho rifatto con altro tipo di pesce. E questa è la mia versione, in nero Thailandese! 


Le dosi sono come da ricetta della Taieddhra riso patate e cozze proposta da Christian, ma la riporto qui di seguito con le varianti che ho apportato:

400 gr di patate
1 cipolla 
1 mazzetto di asparagi
200 gr di riso nero Thai 
5 pomodorini
30 gr di pecorino romano
20 gr di parmigiano reggiano
300 gr di acciughe 
rana pescatrice, la testa
sale per il brodo di pesce

Ho proceduto così: ho grattugiato il formaggio nel Bimby e messo da parte. Ho quindi cotto la testa di rana pescatrice a vapore (io nel Bimby), ponendo il pesce tagliato a pezzi nel vassoio del varoma, e mettendo nel boccale 1lt di acqua con sale q.b. e una scorza di limone: 20', temperatura Varoma, vel. 1. 
Nel frattempo ho tagliato le patate con la mandolina e lasciate in acqua a perdere l'amido; puliti gli asparagi e lavati; affettata la cipolla; lavato il riso; lavati i pomodorini. Le acciughe le avevo fatte diliscare in pescheria!:-) 
Appena pronto il pesce, tenete il brodo da parte e recuperato la parte di polpa del pesce - non tantissima per la verità! 


In una teglia fare una base con le patate, distribuire una parte degli asparagi e la metà della cipolla. Coprire in maniera uniforme con uno strato di riso, quindi coprire con le acciughe e la polpa di rana pescatrice, i pomodorini tagliati in spicchi e metà del formaggio. 
Ricoprire quindi con la cipolla, le patate e gli asparagi. Al centro ho fatto un "nido" di pomodorini e spolverato con il rimanente formaggio. Coprire con il brodo di pesce. Il brodo deve coprire  tutto il contenuto. Cuocere 1 ora e mezza in forno già caldo, a 160°. 
Non avevo assolutamente previsto che si colorassero anche le patate, e anche gli asparagi sono stati "inglobati" nel coloro intenso del riso. Posso garantire però sulla bontà del prodotto finito! 

A parte la comodità di mettere tutto a crudo, la cosa bella di questo piatto è che è veramente eccezionale anche per il fatto che può essere preparato per tempo. Anzi è più buono se lasciato riposare una mezzoretta. 

Qualche accenno al proprietà del riso thai nero. 
Deve il suo nome al colore del suo pericarpo. E' in grado di crescere anche in terreni semiaridi e con pochissima acqua. E' molto ricco di ferro e vitamine e per questo motivo viene selezionato dalle donne thailandesi come alimento fondamentale per gli anziani, i bambini, i malati. Da sempre considerato un riso pregiato, in passato il consumo era riservato ai soli imperatori, in quanto era considerato "elisir di lunga vita". Durante la sbramatura viene eliminato solo lo strato superiore della pellicola che lo ricopre, lasciandone così inalterate le proprietà nutritive: per questo può essere considerato un riso "integrale". Ottimo per accompagnare piatti di pesce e frutti di mare, può essere assaporato anche "liscio" o condito con qualche spezia. 

Con questa versione di Taieddhra partecipo all'MTChallange di Maggio



Alla prossima!
Maria Luisa:-) 





giovedì 21 febbraio 2013

Arancini vegetariani con pesto di finocchietto e zucca al forno


Sicula io? ... ehmmm, si, sono sicula:-) 
Gli arancini io? ... ci sono cresciuta!:-)  
E lo sappiamo, gli arancini sono come la pizza, come la pasta ripiena. Ci sono i condimenti che diventano un classico, perchè mai è stato fatto abbinamento migliore, ma la tentazione di provare condimenti nuovi è sempre in agguato per chi come noi ama sperimentare in cucina! 
Avete mai visto una pizzeria senza pizza margherita? O quattro stagioni o capricciosa? Poi magari vai in una pizzeria dove la fantasia del pizzaiolo ti offre alternative validissime, ma che trovi solo lì. Un es. che mi viene in mente è la pizzeria dove abbiamo mangiato la pizza l'estate scorsa, a Filicudi. Le pizze avevano il nome delle isole, ed erano condite in maniera più o meno semplice, con capperi, pesce di vario tipo, piuttosto che pomodoro fresco... ne abbiamo prese 4 diverse per assaggiarle tutte, ed erano tutte buone! 
Ma quel mix non lo troverò mai al centro di Roma, o a Bolzano. Ne troverò altre, tutte validissime, soprattutto se sono buoni gli ingredienti di base. 
E così la pasta ripiena, dove si va anche oltre, bisogna abbinare anche il condimento. 


Così gli arancini... 
Conditi in vario modo, ma il classico è sempre il classico e la ricetta la trovate qui. Ma l'ultima volta che li ho preparati ho voluto provare una versione che legasse tradizioni del sud con quelle del nord Italia, del tutto vegetariano. 
E sono venuti fuori questi deliziosi arancini delicatamente colorati, ma gustosissimi. 
Il ripieno? Pesto di finocchietto selvatico e zucca 
Il pesto per la verità l'avevo preparato l'estate scorsa quando ho potuto acquistare il finocchietto e preparare il pesto, che ho congelato - lo sapete, questo è un blog in cui sono ammesse solo stoviglie di "coccio" e frutta, verdura e pesce rigorosamente di stagione. 



Ma eccovi la ricetta:

Ingredienti per 18 arancini:

la ricetta base per il riso la trovate qui;

600 gr di zucca gialla dolce
200 gr di finocchietto selvatico
30 gr di pinoli
50 gr di parmigiano
10 gr di pecorino (io Maiorchino di Az. Agr. Isgrò)
qualche foglia di basilico
1 spicchio d'aglio
50 gr di olio evo

Togliete la scorza alla zucca, tagliatela a fette grandi e spesse, ponetela in una teglia antiaderente, copritela con carta alluminio e mettetela in forno già caldo a 200° per mezzora o finchè non diventa morbida. 
Mettete dell'acqua a bollire dove cuocerete il finocchietto.
Pulite il finocchietto togliendo i filamenti dai gambi. Lavatelo e quando l'acqua bolle mettete a cuocere per 10-15'. Togliete dall'acqua utilizzando una schiumarola. 
In un mixer (io nel Bimby) mettete il parmigiano, il pecorino, l'aglio, i pinoli, il basilico e tritate. Aggiungete il finocchietto e omogeneizzate (nel Bimby 40'' vel. 7-8). Aggiungete l'olio e amalgamate. 

Se dovete preparare il riso per gli arancini utilizzate l'acqua di cottura del finocchietto; in alternativa conservatela in frigo o in freezer e utilizzatela per cuocere preparazioni da condire con il pesto di finocchietto. 

Procedete come nella ricetta degli arancini di base, utilizzando come condimento un cucchiaino abbondante di pesto e un po' di zucca cotta, che avrete pestato delicatamente con una forchetta, aggiustato di sale e un filo d'olio. 

E siccome, come al solito 18 sono troppi per due adulti e due bambini, è sempre comodo prepararli e congelarli... e come stasera, tirare fuori quelli che servono almeno 2 ore prima, friggere e mangiarli! 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 







venerdì 25 gennaio 2013

Risotto al nero di seppia


Finalmente anch'io sono approdata a Eataly. Giusto domenica scorsa. Pioveva che pioveva. 
Ho mollato tutti e mi sono avviata, da sola, volevo proprio andare a zonzo e osservare tutto. 
Al banco del pesce mi si avvicinano per un intervista con microfono e telecamera, prendendomi in contropiede visto che ero intenta a vedere che pesce c'era e da dove arrivava, e mi dicono che Coldiretti comunica che gli italiani per  via della crisi rinunciano al pesce al venerdì come da tradizione. 
Non è una bella notizia. La crisi c'è, si vede, si sente. Ma com'è che l'Italia è un paese circondata da 3 mari e siamo costretti a rinunciare al pesce!??? 

Rispondo, senza pensarci molto, che forse sarebbe meglio comprare un po' di pesce fresco spendendo gli stessi soldi che spendi per i bastoncini di pesce confezionati, che in proporzione al pesce che trovi dentro paghi in realtà troppo! E che per pesce non si deve intendere sempre pesce spada, tonno, aricciola, totani e calamari, e aragoste o gamberi (che hanno poche spine) ma che ci sono moltissimi pesci azzurri, che non costano tanto e ci fai un pranzo o una cena spendendo il giusto!

Ok, vado via, non mi preoccupo di verificare chi sono, per che canale trasmettono. Magari fermano altri e figurati se pensano a mandare in onda, su un qualsiasi canale, giusto l'intervista a me!!! 

Il giorno dopo la mia vicina di casa mi suona al campanello per chiedermi un'informazione e poi mi dice:"Ma senti un po', ma ti hanno intervistata in un grande supermercato che parlavi del pesce, che dicevi che ci sono tanti pesci buoni a poco prezzo etc? Mi sembravi tu, non mi ricordo su che canale." Ecco, e io che non l'avevo detto a nessuno di accompagnarmi che volevo andarci da sola, e invece chi ha visto non so' quale trasmissione, mi hanno scoperta subito!!! 


Di Eataly Roma vi parlerò un'altra volta. Vi anticipo che non ho un'idea del tutto positiva. Ma ve ne spiegherò anche i motivi. 

Oggi, voglio sono motivarvi a preparare ancora il pesce fresco, a comprare solo pesce di "stagione", poco ma buono. 
Ve ne avevo già parlato qui
Date anche un'occhiata a questo sito.
Questo è l'unico modo per affrontare la crisi senza rinunciare a tutto!:-) 

Ingredienti per 4 persone: 

una seppia fresca - 300/400 gr 
il sacchetto di nero tenuto a parte 
350 riso arborio
250 gr di passata di pomodoro (io quella autoprodotta) 
40 gr di olio (io 1315 della Soc. Agr. Doria
50 gr di vino bianco 
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
dado vegetale (o sale q.b.)
600 gr di acqua calda

Lavate la seppia e tagliatela a tocchetti non molto piccoli. 
Procedo col Bimby. 
Lavare e asciugare il prezzemolo. Con le lame avviate a vel. 7, far cadere il prezzemolo dal foro. Pochi secondi - 3,4 - il prezzemolo è tritato. Tenete da parte. 
Mettere nel boccale 40 gr di olio evo insieme all'aglio: 4', 100°, vel. soft antiorario. 
Aggiungere la seppia: 5', 100°, vel. 1, antiorario. 
Sfumare con il vino: 2', varoma, vel. 1, antiorario. 
Aggiungere la passata e far cuocere: 15', 100°, vel. 1, antiorario. 
Nel frattempo portate a bollore l'acqua in un pentolino o bollitore.
Passato il tempo, aggiungete il sacchetto con il nero e procedete ancora qualche minuto finchè non si sarà amalgamato. Non importa che diventi subito nero. Continuerà a sciogliersi e a colorare il sugo durante la cottura del riso. 
Aggiungete il riso. Insaporite: 2', 100°, vel. 1, antiorario. Quindi aggiungere l'acqua calda e il dado. 
Cuocere il tempo necessario indicato sul pacchetto del riso (meno i due minuti di tostatura). Se necessario, controllate qualche minuto prima della fine della cottura, e aggiungete ancora qualche mestolo di acqua. Può dipendere dalla densità della passata utilizzata. 
Servite il riso, spolverando con il prezzemolo tritato. 

In alternativa, preparate il sugo e condite gli spaghetti.

Utilizzando le indicazioni sopra, potete procedere allo stesso modo in una pentola in cui potrete poi aggiungere anche il riso. 


Quand'ero piccola mi piaceva un sacco mangiare la pasta con il nero di seppia - normalmente spaghetti o linguine - perchè si faceva a gara a chi diventava la bocca più nera. La prima volta che ho proposto questo piatto ai miei figli, vedendo questo contenuto tutto nero nel piatto.... vi lascio immaginare la reazione! 
Gli ho spiegato cosa succedeva a mangiarne un po' e per lo sfizio di vedersi bocca, denti e lingua neri, avanti e indietro per guardarsi allo specchio, hanno spazzolato tutto e adesso mi chiedono "quando la riprepari?" 

Alla prossima!
Maria Luisa:-) 





domenica 20 gennaio 2013

Sartù, il timballo di riso che adoro.


E non solo io, ma tutta la famiglia!
Anche Alessandro ha apprezzato, 
lui che "vorrei andare a vivere in un posto dove non si mangia" ! 
beato lui che resiste a tutte le tentazioni... salvo che non sia pizza, patatine, e poco altro... ma al Sartù neanche lui è riuscito a resistere. Si è seduto a tavola minacciando che ne avrebbe mangiato solo metà - per accontentarci - e alla fine l'ha mangiato tutto! 


Vabbè, non vi dico neanche la reazione di Riccardo alla vista di questo timballo di riso! 
Lui, il golosone di casa... 


A me piacciono molto i primi piatti al forno. 
Il timballo di anellini, la pasta 'ncasciata, le lasagne... si, in questo sono proprio sicula! 
E tutto quello che me li ricorda ha una corsia preferenziale 
nel mio cuore e nella mia cucina.
Grande stimolo a preparare la prima volta questo piatto è stato  l'incontro con napoletani buongustai, con cui lavoravo fino a pochi anni fa, con cui non mancava occasione di scambiarci ricette, segreti di ricette di famiglia, piatti della tradizione.... 
Perchè normalmente ci si scambiano ricette fatte in casa che sono impregnate di ricordi, profumi, affetti... 
Non saranno piatti da chef, ma hanno un fascino particolare, irresistibile....    


E così, in queste giornate fredde, in attesa della neve prevista, ma mai arrivata, 
ci consoliamo con un piatto caldo, che può essere preparato per tempo! 
Adatto anche a chi è intollerante al glutine. 

Ecco come l'ho preparato:

Ingredienti 

400 gr di riso carnaroli
500 gr di passata di pomodoro 
100 gr di piselli surgelati
300 gr di salsiccia (io quella sicula, come qui)
200 gr di macinato misto (maiale-vitello)
40 gr di pane raffermo
poco latte tiepido
150 gr di parmigiano
150 gr di scamorza
1 uovo
un ciuffo di prezzemolo
sedano, carota, cipolla
100 ml di vino
dado vegetale (la ricetta qui)
una noce di burro
olio evo
sale q.b. 
1 lt di acqua calda

Procedimento col Bimby: 
Scaldare il latte e mettere a bagno il pane raffermo;
grattugiare il parmigiano: pochi secondi vel.8-9 e tenere da parte;
lavare e asciugare il prezzemolo;
avviare il Bimby a vel. 7 e far cadere dal foro il prezzemolo per tritarlo; 
quando il pane sarà abbastanza morbido, strizzarlo e metterlo nel boccale e tritare grossolanamente: pochi secondi, vel. 5-6. 
Aggiungere quindi la carne tritata, l'uovo, 50 gr di parmigiano e un pizzico di sale. 
Amalgamare per qualche secondo, antiorario, vel. 3-4.
Tenere da parte questo impasto che servirà per le polpettine. 

Mettere nel boccale la cipolla, la carota e il sedano, tritare: 5'' vel. 5. 
Aggiungere 40 gr di olio. Soffriggere: 4', 100°, vel. soft. 
Aggiungere la salsiccia tagliata a tocchetti di 5-6 cm. Insaporire: 5', 100°, vel. 1, antiorario. Quindi sfumare col vino: 2', varoma, vel. 1, antiorario. Aggiungere la passata di pomodoro e un cucchiaino abbondante di dado. Cuocere 40', 100°, vel. 1, antiorario. 

Nel frattempo mettete in un padellino non molto grande i piselli, poco olio e sale q.b. e cuocete con coperchio per una decina di minuti. Preparate le polpettine della grandezza di una biglia. Quando i piselli saranno pronti tenete da parte e nel medesimo padellino mettete un po' di olio evo, fino a coprire il fondo. Lasciate scaldare e friggete a fuoco moderato le polpettine. 
Tenete da parte. 

Quando il sugo ha finito di cuocere, tirate fuori le salsiccette che sono rimaste integre e tenete da parte. Aggiungete al sugo il riso e fate insaporire: 3', 100°, vel. 1 antiorario. 
Aggiungere 800 gr di acqua calda e continuate la cottura a 100°, vel. 1, antiorario. Fate in modo che il riso cuocia 4' meno rispetto al tempo previsto, considerando anche i 3 minuti utilizzati per insaporire. 
A fine cottura aggiungere i piselli tenuti da parte, il burro e il parmigiano rimasto: 1', vel. 1. 

Per chi procede senza Bimby:
preparate in una pentola che possa poi contenere anche il riso, il ragù con gli ingredienti come sopra. Procedere alla cottura del riso.

Finite di amalgamare bene a mano. Preparate una teglia da sartù o utilizzate uno stampo da ciambella. Imburrate e ricoprite con pan grattato. Versate metà del riso, ricoprite con metà della scamorza tagliata a tocchetti. Coprite con il resto del riso, ancora scamorza. 
Versate 100 gr di brodo caldo - acqua e dado -, spolverate con pan grattato e mettete in forno caldo a 220° per circa 30' - può dipendere dal forno. Il riso è pronto quando avrà fatto la crosticina sopra. Spegnete, lasciate intiepidire in forno. Mettete nel forno spento ma caldo anche le polpettine e le salsicce tenute a parte in modo che abbiano il tempo di intiepidirsi. 
Sformate quindi il sartù su un piatto da portata, riempite il foro centrale con le polpettine e con le rimanenti decorate a piacere. 


Comunque vada sarà un successo! Nessuno saprà resistere. E se pensate di prepararlo solo per le feste, solo per il pranzo della domenica.... vi suggerisco di prepararlo quando avete tempo, per un qualsiasi giorno della settimana: quando si mangia il sartù è sempre festa! 

Con questo timballo faccio un mondo di auguri a Marcella e partecipo al suo contest "Il tempo della festa" dedicato ai timballi senza glutine. 


Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 



mercoledì 14 novembre 2012

Arancine palermitane - fantasmagoriche!!!!!


Paese che vai, profumi che trovi! 
E chi è stato in Sicilia si ricorderà sicuramente il profumo degli arancini.... 

Il nostro cervello percepisce bene i profumi, li associa ad emozioni, situazioni, sentimenti. Rimangono impressi lì per sempre e quando meno ce l'aspettiamo ecco che ti torna in mente tutto! 
L'olfatto è importante per noi quanto per gli animali che fiutano il cibo, le prede, i pericoli. Eppure non gli diamo più tanta importanza, catapultati ormai in un mondo che mette la "vista" al centro delle nostre attenzioni: tutto è apparenza, colpo d'occhio, guardare e spesso non vedere. 

Tra voi che state leggendo adesso questo post, mi piacerebbe sapere se c'è qualcuno che potrebbe dire che solo con l'olfatto, anche ad occhi chiusi, non riconoscerebbe certi ambienti o posti familiari. L'odore delle chiese, l'odore del gesso a scuola, dell'alcool e medicine in ospedale, il profumo che ti investe quando entri dal fornaio, in pasticceria, in un ristorante cinese, in un fast food o in una pizzeria. Poi ci sono odori che ci riportano alla mente la casa della nonna, di mamma, dell'amica, della soffitta o della cantina. 
I profumi sono quindi legati ad un evento, a ricordi, emozioni, sentimenti piacevoli o meno piacevoli! 

I profumi rimangono nella nostra mente più di qualsiasi figura, scena, che normalmente svaniscono col tempo. 



Così, quando ho visto le arancine di Roberta - mi scusino i miei conterranei, ma la ricetta è di una palermitana e da loro sono femmine, ma per me rimangono "maschi"!:-) - ne ho risentito il profumo, mi sono ritrovata nel bar dove da ragazzina si concludevano le nostre domeniche con un arancino o un pezzo di focaccia. 
Che profumo appena entravi. Appena sfornati, lo sapevano che arrivavamo!!! 

Le avevo provate fino a questo momento, ma non sono mai stata soddisfatta di quello che mi ero "inventata"! Non male, ma neanche benissimo. 
Questa ricetta invece è semplicemente fantastica. Grazie Roberta! Hai reso la mia famiglia felice, perchè adesso non ci fermeremo più!!! Speriamo quindi di rendere felici amici e parenti - se ci aiutano a prepararli!!! Perchè va bene tutto, ma ci vuole tempo, come nella migliore tradizione meridionale.... 
Ma alla fine... che soddisfazione! 

Riporto qui la ricetta di Roberta per comodità e aggiungo qualche dettaglio che ho variato durante la mia preparazione. Per questa giro ho fatto solo quelle al ragù. 


Per il riso 
1 kg di riso originario (alcuni usano il Roma) - io Riso originario Coop
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano) - io ho aggiunto il dado vegetale fatto in casa
una bustina di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.

Per il ripieno "alla carne" con ragù e piselli (per circa 9 arancine)
100 g di macinato di vitello (2° taglio) - io 150 gr
100 g di macinato di maiale - io 150 gr
100 g piselli freschi o surgelati, ma al netto delle bucce - io 150 gr
180 g di polpa di pomodoro
un cucchiaio scarso di concentrato di pomodoro + tre dita d'acqua in un bicchiere - io 60 gr di passata di pomodoro.
una cipolla piccola, una carota, un gambetto di sedano, una foglia d'alloro
1/2 bicchiere circa di vino bianco per sfumare
olio evo q.b.
sale q.b.

io aggiungo anche la scamorza 


Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale

Per la panatura (ne resterà molto anche qui) 
700-800 g di pangrattato

Per la frittura 
3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)

Per i dettagli di consigli e raccomandazioni vi rimando al post originario di Roberta. 
Io mi limiterò a dirvi come ho proceduto personalmente, seguendo i suoi consigli, naturalmente. 
Ho preparato il riso. 
Far bollire l'acqua.
Ho tritato finemente la cipolla e fatta appassire in un tegame abbastanza grande da poter contenere 1 kg di riso cotto. 
Quindi ho aggiunto il riso, tostato per qualche minuto e aggiunto gran parte dell'acqua calda, un cucchiaino abbondante di dado vegetale e la bustina di zafferano.
Far cuocere circa 10' e aggiungere l'acqua a bisogna. Io ne ho utilizzato circa 2 lt. Il riso deve rimanere al dente perchè finisce di cuocersi con il calore, e non deve essere troppo asciutto, perchè continua ad assorbire liquido raffreddandosi. 
Quindi ho versato il riso in una teglia dai bordi alti, aggiunto burro e  parmigiano e lasciato a raffreddare, sgranandolo di tanto in tanto. 


Il riso impiega circa 1 ora per raffreddarsi. Se fa freddo, mettetelo fuori dalla finestra per accelerare i tempi!:-) 


Nel frattempo ho preparato col Bimby il pangrattato, grattugiando pane secco tenuto da parte (qui non si butta via niente!:-): 10'' vel. 8-9. Se non bastasse continuate ancora qualche secondo fino ad avere un pangrattato piuttosto fine. 


Pulire velocemente il boccale con un tovagliolo di carta e procedere  alla preparazione dei piselli. 

Mettere un pezzetto di cipolla nel boccale - circa 1/4 di una cipolla piccola. Tritare: 5'' vel. 5. Aggiungere 10 gr di olio evo. Soffriggere: 2', 100°, vel. soft. Aggiungere i piselli, aggiustare di sale e cuocere 10', 100°, vel. 1, antiorario. Tenere da parte. 


Senza lavare il boccale procedere alla preparazione del ragù. 

Mettere cipolla, carota e sedano e tritare: 5 sec. vel. 5. 
Raccogliere sul fondo gli odori tritati, aggiungere 30 gr di olio evo: 4', 100°, vel. soft. Quindi aggiungere la carne tritata e la foglia d'alloro. Insaporire: 2', Varoma, vel. 1. Aggiungere il vino e farlo sfumare: 2', Varoma, vel. 1. Aggiungere la polpa di pomodoro e 50 gr di passata di pomodoro. Aggiustare di sale. Cuocere: 30', 100° vel. 1. 
Il ragù risulterà alla fine completamente sgranato. 

Farlo raffreddare, quindi aggiungere i piselli. 


Quando il riso è freddo, preparate delle pallette di riso da 100 gr - io le ho pesate!:-). Con 1kg di riso ne ho fatti 24. Riporre in frigo ancora per qualche ora, anche due, coperte con carta alluminio.


Preparate quindi tutti i vostri ingredienti su un piano da lavoro, compresa la lega, sbattendo brevemente, ma fino a farla amalgamare completamente l'acqua e la farina. Io ne ho preparata 400 gr di farina e il doppio di acqua, ma è veramente tanta. Si può prevedere anche 250 gr di farina e il doppio di acqua, l'importante è metterla in un contenitore profondo che permetta di far "sprofondare" l'arancina dentro. 

La mia versione delle arancine ha una variante, prevede anche della scamorza. 

Riprendere le pallette di riso, creare un buco al centro, spingendo sia lateralmente che verso il basso. Bisogna che sia un abbastanza grande da riuscire a mettere un cucchiaio di ragù e avere modo anche di richiudere l'arancina. Mettere anche qualche pezzetto di scamorza. Procedere facendo prima i buchi in tutte le pallette, poi riempiendole tutte e poi chiuderle. 


La foto sopra dimostra l'errore fatto e che vi consiglio di evitare, di non aver fatto riposare abbastanza il riso. Questo mi ha impedito di creare un buco con "pareti" più sottili e quindi avere più spazio per il condimento. Ne ho fatte metà e le altre le ho fatte riposare più a lungo e finite di fare successivamente. Di quelle non ho le foto, ma sono venute sicuramente meglio, anche per lavorarle. 
Fatte tutte le arancine, sbattere di nuovo la lega, passarle nella lega, quindi nel pangrattato. 



Friggere in olio caldo, poche per volta, finchè non saranno completamente dorati. 

Teneteli in caldo e assaporateli tiepidi. 

Non ve ne dimenticherete! 


Naturalmente non li abbiamo mangiati tutti. La metà sono in freezer che ci aspettano per il prossimo giro di arancine. 


Grazie ancora a Roberta per la fantastica ricetta e al contest meraviglioso a cui l'ha proposto, l'MTChallange di Novembre




Alla prossima!:-)  
Maria Luisa














martedì 28 febbraio 2012

Risotto al cavolo nero

L'inverno non è ancora finito!:-) A me piace l'inverno quanto le altre stagioni, sarà che sono nata a Gennaio... E mi piace tanto cucinare le verdure invernali. 
Da non molto ho scoperto un ortaggio che si trova facilmente nel Lazio e soprattutto se si va ad acquistare la verdura al mercato, dai contadini del posto. Un po' difficile reperirlo nei supermercati.
E' il cavolo nero! Che detto così.... non so, potrebbe quasi essere un'imprecazione!:-)

Invece è proprio ottimo. Scopro dal web che è particolarmente buono dopo le gelate... e infatti l'ho acquistato dopo la nevicata e vi assicuro... era veramente ottimo! Le foglie erano piccole, spesse, ma tenere. 
Normalmente mi piace prepararlo come contorno, ripassato con aglio, olio e peperoncino. Ma stavolta ho deciso di farci il risotto..... ed eccoci qui, a lasciarvi la ricettina. 

    
Ingredienti per 4 persone

250 gr di cavolo nero pulito 
280 gr di riso arborio
500 gr di acqua (meglio calda)
100 gr di latte
1 cucchiaino di dado Bimby
1 spicchio d'aglio
40 gr di olio evo

Io ho fatto tutto col Bimby, ma si può fare anche in pentola.
Ho messo nel boccale l'olio e l'aglio: 3', 100°, vel. soft, antiorario. 
Poi ho impostato: 20', 100° vel. 1, antiorario e mentre andava facevo cadere dal foro del coperchio il ciuffetti di cavolo, a poco a poco. 
Fate finire di cuocere. 
Aggiungere il riso: 3', 100°, vel. 1 antiorario. 
Aggiungere quindi l'acqua, il latte e il dado. Fate cuocere: 10', 100°, vel. 1, antiorario.
Controllate quindi la cottura del riso, aggiustate di sale se necessario, se preferite aggiungete un pezzetto di burro e mantecate per il resto del tempo necessario alla cottura. 
A piacere aggiungete del parmigiano! 

Un consiglio: assolutamente da provare!:-)
Con questa piatto partecipo al contest di Giancarla, di Cuoche a casa tua, dedicata al Riso: 


E siccome il "riso" fa buon sangue, alla ricettina è collegato anche il racconto di una gaffe che abbiamo fatto. Io ne faccio di gaffe.... ma quella che mi ha fatta sentire piccola piccola è stata quella che ho fatto  una decina di anni fa. 
Mi ero appena trasferita a Roma e stavo a casa di quello che poi è il mio attuale marito. Lui in quel periodo divideva la casa con altri ragazzi che lavoravano e in quei giorni eravamo ospiti sia io che la mamma di un altro ragazzo che viveva lì. 
Questo ragazzo ci aveva raccontato che la sorella, che già viveva con il fidanzato, aveva deciso di sposarsi da lì a qualche mese. Così una mattina, che in casa eravamo solo io e la mamma di questo ragazzo, squilla il telefono e rispondo io e mi chiedono della signora. Poi io e questa signora abbiamo pranzato insieme e ci siamo messe a parlare. E io ho detto: "Quindi la ragazza che ha telefonato stamattina è sua figlia, quella che si sposa a Giugno?" e lei: "Si". Scopro solo la sera, che avevo combinato un guaio: la figlia non l'aveva ancora comunicato alla madre, ma solo al fratello!!!!!! Si, non sembra normale che a due mesi dal matrimonio la mamma non fosse stata ancora informata, ma.... doveva essere una sorpresa! Che gaffe!!!!! 

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