cos'è casa mia?

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Visualizzazione post con etichetta Senza uova. Mostra tutti i post
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venerdì 16 gennaio 2015

Tartufi al cioccolato, gusti vari!


Ci sono così tante piccole cose che rendono la vita piacevole! 
Tra queste si possono annoverare: 
1 - la cioccolata - che meraviglia averla incontrata! 
2 - le amiche care - che fortuna averne! 
La cioccolata ti può cambiare le giornate da così a così; 
è una gioia per gli occhi e per le papille gustative. 
Così come le amiche care: 
quelle di vecchia data, 
le compagne di classe, 
quelle conosciute di recente,
quelle che conoscerai. 
Tutte importanti 
nel percorso della nostra vita. 
Tutte hanno un loro valore. 
Quelle con cui puoi parlare di libri;
altre con cui andare al cinema;
altre che comprendono i tuoi alti e bassi;
altre che sono sempre lì a gioire con te e condividere i dolori;
altre con cui è un vero piacere condividere la tavola! 


E se un'amica celiaca - e food blogger - ti invita a partecipare al Gluten Free Friday? 
Ecco, sappi cara che se non riusciamo a trovarci per cenare una sera insieme non è perchè mi mancano le idee Gluten Free, ma perché ci manca solo il tempo, ad entrambe! Mizzica quanto siamo impegnate... ma il giorno lo troveremo, dai! 


Con grande piacere ho ricominciato a scrivere sul mio blog! E con grande piacere proverò tutti i venerdì a pubblicare ricette senza glutine.


Per chi volesse aggiungere o trovare altre ricette Gluten Free basta cliccare qui. 

Ingredienti per circa 45-50 tartufi:

150 gr di nocciole tostate
500 gr di cioccolato fondente di buona qualità
330 di panna fresca da montare
2 cucchiai di cacao amaro
2 cucchiai di zucchero a velo
amarene per decorazione

Ricetta liberamente tratta dal libro base del Bimby TM5. Procedo quindi col Bimby. 
In alternativa utilizzate un tritatutto e fate cuocere a bagnomaria.
Mettere nel boccale 50gr di nocciole e tritare 4 sec./ vel. 6. 
Tenere da parte. 
Spezzare grossolanamente il cioccolato e metterlo nel boccale: 
tritare 20 sec. / vel. 7. Tenere da parte.
Senza pulire il boccale mettere la panna e scaldare: 4'/ 70°C/ vel. 2.
Aggiungere il cioccolato e mescolare: 20'', vel. 3.
Trasferire il composto in una ciotola, coprire con pellicola trasparente, facendola aderire alla superficie e far raffreddare in frigorifero per almeno 3h. 
Prelevare una pallina di composto, inserire una nocciola all'interno, rotolarla velocemente sotto il palmo della mano, formando una pallina. Disporre i tartufi su un vassoio e tenere in frigo almeno altri 30'. 
Ripassare i tartufi a piacere nello zucchero a velo, nel cacao o nella granella di nocciole. 
Posizionare quindi in singoli pirottini e lasciare in frigo. 
Servirli avendo cura di tirarli fuori dal frigo almeno 30' prima. 

Consigli:
  • formate le palline con le mani appena umide
  • invece della nocciola all'interno potete decorare qualche tartufo con amarene sotto spirito;
  • dopo aver ripassato nella granella alcuni tartufi ho preferito aggiungere la granella rimanente al composto e aggiunta la nocciola sopra per differenziarle da quelle che la contenevano all'interno: il sapore era simile a quelli dei Baci.
  • Quando li ho preparati faceva molto caldo e lo zucchero a velo si è sciolto velocemente. In questo periodo dovrebbe essere più semplice. 
   

Siete pronti a confezionare i vostri dolcetti per il pranzo della domenica?
Buon week end a tutti, soprattutto alle amiche GF!


Alla prossima! 
Maria Luisa :-)

lunedì 9 dicembre 2013

Pan carrè con metodo Tang Zhong.



Quando da ragazzina scoprii i "toast" da fare nel tostapane - una cosa fighissima che vedevi nei film americani - me ne innamorai! 
Compravi il pane già affettato, mettevi dentro salumi, formaggi, verdure, scaldavi e la merenda era pronta... 
Poi nel tempo scoprii che dentro c'era l'alcool etilico e smisi di acquistarlo! 
In effetti era quello l'odore che usciva dal sacchetto appena aperto! 
Un pane in cassetta buonissimo lo acquistavo quando vivevo a Bologna in un forno che solo l'odore ti mandava in estasi... 
ma mai, mai avrei pensato di riuscire a realizzarne uno così buono in casa! 
Vi chiederete se bisogna parlare cinese per riuscirci! 
No, solo usare questo metodo sperimentato in Cina da alcuni anni, e che mi sembra dia ottimi risultati. Per questo vi invito a provarlo: 
semplicissimo da preparare, rimane soffice anche una settimana -
 sempre che riusciate a resistere a non finirlo!!! 

La ricetta l'ho presa pari pari dal sito di Ammodomio, che riporto qui per comodità: 


200 gr di Manitoba
300 gr di Farina 00
200 gr di latte
50 gr di burro (o strutto o olio) 
due cucchiai di zucchero (circa 30 gr)
4 gr di lievito di birra
5 gr di sale
150 gr di water roux (200 gr di acqua + 40 gr di farina)

Se avete il Bimby sarà ancora più semplice. 

Preparate prima di tutto il water roux. Mettere nel boccale l'acqua e la farina: 2', 70°, vel. 2-3. Tenere da parte. 
Senza lavare il boccale inserire il latte e, se freddo, portare a temperatura ambiente: 1', 37°, vel. soft. 
Aggiungere il lievito, lo zucchero, 150 gr di water roux tenuto da parte, e le farine. Lavorare 5' vel. Spiga. 
Dopo un paio di minuti inserire dal foro il burro a pezzetti e morbido, poco per volta. Quando tutto il burro si sarà assorbito, inserire il sale. 
Tirare fuori l'impasto, farne una palletta e lasciarlo riposare per circa 1h dentro al forno spento. 
Dopo un'ora mettere l'impasto su una spianatoia, lavorarlo col mattarello creando un rettangolo della larghezza del vostro stampo da plum cake - il mio misura 30x11 cm, interno - e alto qualche cm. Avvolgere l'impasto abbastanza stretto e mettere il "rotolino" dentro lo stampo imburrato. Coprire con pellicola e porre in forno spento per 1h e mezza. L'impasto è pronto da infornare quando supera il bordo dello stampo. 


Cuocere nella parte centrale del forno statico, a 220° per 25-30'. Il pan carrè è pronto quando è colorato sopra, ma se il vostro forno cuoce troppo sopra fate la prova stecchino e se si sta colorando troppo, mettete un foglio d'alluminio sopra. 
Quando sarà cotto sfornare, appena tiepido posizionarlo su una gratella e lasciarlo raffreddare. Ungere con dell'olio la crosta superiore per mantenerla morbida. Conservare in un sacchetto tipo cuki, chiuso.


Usatelo a colazione con la marmellata o crema di nocciole; per fare panini morbidi da portare a scuola; o semplicemente per fare delle tartine togliendo la crosta. Sarà un successo e non smetterete più di farlo.... a me è successo!!!!  :-)

Ho voluto provarlo anche in una teglia con decoro in rilievo che mi sono voluta regalare in anticipo per Natale, e mi sembra molto bello anche da portare in tavola per le feste, per un pasto a buffet o anche solo per l'aperitivo!


Alla prossima! 
Maria Luisa:-)  





sabato 25 maggio 2013

Thieddra: falla come vuoi, sempre buona è!


Altro giro, altra sfida per l'MTChallange!:-)
Non mi vorrei ripetere, ma quanto mi diverte partecipare a questa carrellata di rivisitazioni di ricette classiche. E, mi dico, quanto siamo fortunati a vivere in un paese che ci offre così tanti sapori, profumi e una tradizione gastronomica meravigliosa, che ha radici nel passato, e che non è fatta solo da grandi chef delle cucine dei ricchi, ma soprattutto dalle cucine di donne che si ingegnavano a mettere in tavola piatti poveri, ma ricchi di amore, perchè solo un sentimento così grandi poteva creare con pochi ingredienti piatti indimenticabili e che continuano ad essere amati ancora oggi! Se ne riscopre, in tutte le varianti, la bontà. 
Non ho mai assaggiato questo piatto, ma mi ha ispirato da subito. Non amo particolarmente le cozze, quindi l'ho rifatto con altro tipo di pesce. E questa è la mia versione, in nero Thailandese! 


Le dosi sono come da ricetta della Taieddhra riso patate e cozze proposta da Christian, ma la riporto qui di seguito con le varianti che ho apportato:

400 gr di patate
1 cipolla 
1 mazzetto di asparagi
200 gr di riso nero Thai 
5 pomodorini
30 gr di pecorino romano
20 gr di parmigiano reggiano
300 gr di acciughe 
rana pescatrice, la testa
sale per il brodo di pesce

Ho proceduto così: ho grattugiato il formaggio nel Bimby e messo da parte. Ho quindi cotto la testa di rana pescatrice a vapore (io nel Bimby), ponendo il pesce tagliato a pezzi nel vassoio del varoma, e mettendo nel boccale 1lt di acqua con sale q.b. e una scorza di limone: 20', temperatura Varoma, vel. 1. 
Nel frattempo ho tagliato le patate con la mandolina e lasciate in acqua a perdere l'amido; puliti gli asparagi e lavati; affettata la cipolla; lavato il riso; lavati i pomodorini. Le acciughe le avevo fatte diliscare in pescheria!:-) 
Appena pronto il pesce, tenete il brodo da parte e recuperato la parte di polpa del pesce - non tantissima per la verità! 


In una teglia fare una base con le patate, distribuire una parte degli asparagi e la metà della cipolla. Coprire in maniera uniforme con uno strato di riso, quindi coprire con le acciughe e la polpa di rana pescatrice, i pomodorini tagliati in spicchi e metà del formaggio. 
Ricoprire quindi con la cipolla, le patate e gli asparagi. Al centro ho fatto un "nido" di pomodorini e spolverato con il rimanente formaggio. Coprire con il brodo di pesce. Il brodo deve coprire  tutto il contenuto. Cuocere 1 ora e mezza in forno già caldo, a 160°. 
Non avevo assolutamente previsto che si colorassero anche le patate, e anche gli asparagi sono stati "inglobati" nel coloro intenso del riso. Posso garantire però sulla bontà del prodotto finito! 

A parte la comodità di mettere tutto a crudo, la cosa bella di questo piatto è che è veramente eccezionale anche per il fatto che può essere preparato per tempo. Anzi è più buono se lasciato riposare una mezzoretta. 

Qualche accenno al proprietà del riso thai nero. 
Deve il suo nome al colore del suo pericarpo. E' in grado di crescere anche in terreni semiaridi e con pochissima acqua. E' molto ricco di ferro e vitamine e per questo motivo viene selezionato dalle donne thailandesi come alimento fondamentale per gli anziani, i bambini, i malati. Da sempre considerato un riso pregiato, in passato il consumo era riservato ai soli imperatori, in quanto era considerato "elisir di lunga vita". Durante la sbramatura viene eliminato solo lo strato superiore della pellicola che lo ricopre, lasciandone così inalterate le proprietà nutritive: per questo può essere considerato un riso "integrale". Ottimo per accompagnare piatti di pesce e frutti di mare, può essere assaporato anche "liscio" o condito con qualche spezia. 

Con questa versione di Taieddhra partecipo all'MTChallange di Maggio: 



Alla prossima!
Maria Luisa:-) 





mercoledì 15 maggio 2013

Maionese, siiiii! Ma senza uova!


Ieri in auto, io e i bambini. Mi fermo in un autogrill fuori Anzio con annesso un famoso fast food. Alessandro mi chiede quand'è che li porto a mangiare al... bip...???? Risposta: "Mai!" "Perchè?" "Perchè sono soldi buttati". 
Poi da lì fino a casa - circa 40' - hanno voluto sapere il perchè e il per come sono arrivata a questa conclusione. 
Non sto' qui a dirvi tutto quello che ho raccontato, ma basti sapere che anch'io mi ero fatta coinvolgere dalla moda del "paninazzo" con hamburger durante la mia adolescenza. Le salse, a cui non ero minimamente abituata - noi abbiamo l'olio, l'aceto, il limone - non le amavo particolarmente. Ho realizzato che no ne potevo più quando mi sono trasferita a Bologna all'Università. I primi tempi a pranzo mangiavo fuori e sceglievo un fast food piuttosto che un altro anche perchè 25 anni fa a Bologna un panino poteva costarti anche 5000Lire, mentre nel fast food prendevi con la stessa cifra il panino, la coca e non so' cos'altro. Ma non mi saziavo mai. Avevo sempre bisogno di mangiare altro. 
Ho capito che era proprio l'assenza di gusto, di bontà di quel pasto che mi lasciava a pancia vuota. 
Alla fine ho smesso e definitivamente. O meglio, forse ogni tanto ci sono andata, ma non era il mio posto preferito. Ultima volta in cui sono entrata in un fast food è stato a Rimini, gennaio del 2000, su insistenza dei miei nipoti - allora di 5 e 11 anni. Ho digerito le patatine 2 gg dopo e questo mi è bastato per non entrarci più. Piuttosto digiuno. Stessa cosa vale per i panini dell'autogrill. 
Non solo sto male e digerisco il giorno dopo, ma mi mettono addosso una tristezza oltre al fatto di dover pagare "tutta questa fantasia" - uguali da Bolzano ad Agrigento - come fosse oro colato. 

E' finita che siamo arrivati a casa e scendendo dall'auto Riccardo ha detto:"Ti prego non mi portare mai al fast food!" Alessandro, che manco mi ha ascoltata.... "Io ci voglio andare! quando ci andiamo? Lunedì?" E vabbé sono tutti e due figli miei, e dello stesso padre, ma i figli non si fanno con lo stampino... per fortuna!!!! 


Per chi è intollerante alle uova e anche per chi no, provate questa maionese: squisita, leggera, delicata. Usatela per l'insalata di riso, per i panini, per le uova sode. E' veramente deliziosa. 

Ingredienti:
300 gr di olio di girasole (io quello bio Coop)
10 gr di erbe aromatiche (rosmarino, timo, salvia, menta, maggiorana) 
150 gr di latte
1 cucchiaio di aceto di vino bianco o di mele
1/2 cucchiaino di curcuma
un pizzico di sale

Preparazione col Bimby. 
Lavare le erbe, asciugarle delicatamente in uno strofinaccio pulito. 
Avviare il Bimby a vel. 7 e far cadere dal foro le erbette. Quando saranno tritate, togliere e mettere da parte. 
La quantità di olio è pari a due bicchieri colmi monouso. 
Versare nel boccale il latte, la curcuma, l'aceto e il sale. Posizionare il misurino sottosopra - con il contenitore verso l'alto. Avviare a vel. 7 e versare sul coperchio l'olio che andrà così giù a filo: 1 minuto e la vostra maionese senza uova è pronta! Aggiungere le erbette e conservare in frigo. 

Vi ricordo anche la ricetta del Ketchup, che tanto è piaciuta a Ghunter di Papille Vagabonde.

Alla prossima!
Maria Luisa:-)



venerdì 10 maggio 2013

Frittelle di fiori di sambuco e una passeggiata con vista sul Lago di Albano L.


Stamattina, dopo ormai quasi 6 anni che vivo ai Castelli Romani, e avendo solo girovagato per i paesi, mi sono ritrovata lungo un sentiero che da Albano porta fino a Nemi, con vista sul Lago di Albano e Castel Gandolfo. 
In compagnia di un amica che, al contrario di me, conosce bene questi sentieri, abbiamo fatto una passeggiata di due ore, andata e ritorno. La giornata è nuvolosa e per niente calda, ma il lago di Albano - su cui si affaccia anche Castel Gandolfo - è veramente uno spettacolo in qualsiasi condizione meteorologica. 
Purtroppo non mi ero accorta che la batteria della macchina fotografica era quasi del tutto finita e mi ha lasciata sul più bello... Nel frattempo vi lascio un assaggio di quel che si può godere lungo il sentiero che abbiamo fatto, dopo aver lasciato l'auto vicino alla fraschetta "Le fratte ignoranti" e proseguito fino al Convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Ho intenzione di tornarci presto e di godere più spesso delle bellezze di questo ambiente meraviglioso, percorrendo tutti i sentieri in tutte le direzioni. Rimanete collegati!:-) 






Lungo il percorso piante di Sambuco fiorite ci invitavano a raccoglierle e fare frittelle a pranzo. Ne abbiamo raccolti una decina e li ho preparati subito. E condivido subito con voi!:-) 

piatto "Terre Solari"

Ingredienti
Fiori di sambuco 
farina
acqua
sale
olio per friggere

Lavate i fiori velocemente ed asciugateli delicatamente con uno strofinaccio pulito. Preparate la pastella con acqua, sale q.b. e farina, mescolando fino ad ottenere la consistenza di una crema morbida. Utilizzate una parte del gambo per intingere i fiori nella pastella, fare ricadere la pastella in eccesso e friggete in olio già caldo. Servite caldi o freddi. 

Colgo l'occasione per ringraziare Sara di Idee del Gusto e Drilli di I pi@ttini di Drilli per avermi donato il medesimo premio, che ho gradito tantissimo e che giro a tutte voi che mi leggete... 



Con questo post partecipo al contest di Luna, de "I pasticci di Luna", "Le ricette della carestia" 



Alla prossima!
Maria Luisa:-) 

martedì 7 maggio 2013

Mini timballi di orzo con polpo e funghi champignon


Va bene, abbiamo scherzato, il cambio di stagione è ancora a metà ma faccio rewind, "riavvolgo" il tempo e torno indietro! Rimettiamo le cose estive via che è arrivato l'autunno. E l'estate... vedremo, forse dopo l'autunno.... 
Ehiiiiiii, ma vi sembrano scherzi da fare questi? 
Qui a Roma e dintorni piove che piove; qualche giorno fa ha anche grandinato bei sassoni di ghiaccio... non solo le lucertole, anche le mamme addette al cambio di stagione non sanno che fare... esco non esco, cambio o non cambio? 
Io cambio... e tengo qualche felpa di scorta... l'estate prima o poi arriva!:-) 


E visto che accendere il forno è ancora permesso ho ripreparato questi grissini - la ricetta l'avevo già postata qui - ottimi per accompagnare questi mini timballi di orzo. 

Ingredienti per 4 timballi: 

300 gr di orzo (io Az. Agr. Poggi) 
400 gr di polpo, preparato come qui
10 pomodorini pachino
un pugnetto di capperi
500 gr di funghi champingnon 
prezzemolo
olio evo (io Nocellara Etnea di Soc. Agr. Doria) 
sale q.b. 

Lessate l'orzo in acqua salata, scolatelo, condite con un filo d'olio e tenete da parte. 
Nel frattempo cuocete il polpo come da ricetta indicata qui - per la parte della bollitura del polpo. 
Pelate i funghi, tagliate non troppo sottili e mettete in una padella antiaderente a fuoco medio-alto a perdere l'acqua. Quando si sarà quasi del tutto asciugata aggiungete l'olio, salate a piacere e profumate con prezzemolo fresco tritato. Fate insaporire qualche minuto, spegnete e tenete da parte. 
Quando il polpo sarà pronto mettetelo in un contenitore insieme alla sua acqua di cottura e lasciate intiepidire. Quindi tagliatelo a tocchetti. Aggiungete il polpo all'orzo, unite anche i capperi e i pomodorini. Amalgamate, assaggiate e, se necessario, aggiustate di sale e di olio. Utilizzate dei coppa pasta per creare i vostri timballetti. Coprite il fondo con i funghi e versate sopra l'orzo condito. Fatene 4 o fino esaurimento degli ingredienti. 
Capovolgete sul piatto e servire con prezzemolo tritato e grissini al kamut e olive nere. 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 





venerdì 8 marzo 2013

Tigelle modenesi e un omaggio alle donne.


Niente mimosa oggi, ma solo un omaggio alle donne. 
Premetto: non mi piacerebbe un mondo senza uomini!  
E con chi me la prenderei tutti i giorni altrimenti???? 
Sogno, certo, un mondo meno maschilista. 
E un mondo in cui le donne avessero più autostima. 
E ancora di più: un mondo in cui le bambine non fossero cresciute come se nella vita dovessero fare tutte le "veline" o in alternativa le serve degli uomini! 

Niente mimosa, ma un omaggio a tutte le donne che non rinunciano ad essere donne, con le loro sensibilità, il loro coraggio, la loro voglia di mettersi in gioco, di far parte del mondo. Perchè le donne da sempre hanno dovuto aprirsi un varco in mezzo agli uomini per essere scrittrici, artiste, musiciste, ricercatrici, premi Nobel, politici; hanno dovuto scegliere tra fare carriera o avere dei figli; un omaggio a chi vuole essere donna, oltre che mamme, mogli, amanti. Che riescono a ritagliarsi un po' di spazio in mezzo a tanti diritti e doveri familiari che volenti o nolenti si accollano. Che pensano alla difesa di altre donne, bambini, uomini. Che pensano alla salvaguardia dell'ambiente, quello in cui vivranno i figli che hanno generato. 
Nonché un omaggio a tutte quelle donne (posso azzardare piuttosto tranquillamente che siano il 90%) che per passione o solo per dovere, si mettono ai fornelli della propria cucina tutti i giorni per portare in tavola piatti più o meno elaborati. 
Senza nulla togliere agli uomini, che per passione si mettono a spadellare, ma non so' perché, loro possono farlo se gli piace e quando gli va, noi anche se non ci piace e anche se non ci va, perchè è un compito che ci viene dato incluso nel nostro DNA femminile! Quello di pensare alla spesa, a cosa e come cucinare.
E se oggi chi non ha voglia, non ha tempo, o semplicemente preferisce così, può decidere di andare a comprare al supermercato piatti già pronti, così non era fino a 40-50 anni fa. Nelle case della maggior parte delle persone ci si arrangiava con quello che si aveva, ci si doveva inventare tutti i giorni qualcosa che bastasse per tutti. 
L'omaggio va' quindi soprattutto a quelle donne, di tradizione contadina, che con poco a disposizione hanno creato piatti che hanno lasciato un segno nella gastronomia italiana, con un netto distinguo tra i piatti poveri e piatti della festa; piatti a cui ti leghi non solo per la bontà, ma per la dedizione e l'amore, la pazienza, con cui viene preparato.  
Il medesimo omaggio che faccio anche a chi, oggi, in difficoltà spesso ad arrivare alla fine del mese, non butta via niente e si fa bastare pochi € per fare la spesa per tutto il mese. E anche a chi non buttava via nulla neanche quando con uno stipendio viveva due mesi! 
Credo però profondamente in una ricompensa anche se lontana nel tempo: anche se i nostri pargoli vivranno in giro per il mondo, anche se sposeranno un eschimese o diventassero  astronauti... quando si fermeranno a pensare al passato non si ricorderanno del vestito di Armani che mettevamo per andare a fare la passeggiata, né se la casa era in ordine. Si ricorderanno delle emozioni che abbiamo trasmesso, dei profumi che invadono casa tutte le volte che elaboriamo un alimento e che placa la loro fame e la loro anima. E non ci dimenticheranno!:-) Non servono uova di caviale, né ostriche, né aragoste cubane. E non serve neanche essere cuoche da Masterchef: noi siamo noi, e nei nostri piatti c'è anche la nostra personalità, la nostra fantasia, il nostro carattere, i nostri gusti, la nostra voglia di sperimentare che a casa nostra siamo liberi di esprimere liberamente e al meglio. 
Ma c'è un ingrediente che fa si che anche la pastina in brodo sia buona e indimenticabile: 
l'AMORE che mettiamo nel prepararla:-)  
A me questo basta per fare di queste donne il centro della vita.  E ricordarle in un giorno in cui ci si ricorda anche di tutto ciò che le donne subiscono a opera degli uomini - sul lavoro, in famiglia, in politica, nella Chiesa. 
Ma dobbiamo essere noi a guardare diversamente il mondo, farci riconoscere come persone, e fare in modo che i nostri figli siano educati a vedere le donne come esseri alla pari, con cui confrontarsi, con cui condividere il percorso della vita, in amore, ma anche nell'amicizia, sul lavoro. 
Ma questo lo dobbiamo volere noi, prima di tutto! 
Questo è l'augurio che rinnovo oggi alle donne di tutto il mondo. 

Mi piace essere la "padrona" della cucina... ma vi confesso che quando non ho voglia, o voglio uscire per svariati motivi, lascio il maritino ad arrangiarsi... perchè se non provano, non possono apprezzare!:-) 


E oggi torno in Emilia, ad un piatto tipico del modenese: le tigelle.
Se non le avete mai assaggiate, bisogna assolutamente rimediare. 
Se vi capitasse di passare per l'Emilia, cercate nei negozi di casalinghi il ferro per preparare le tigelle. Se invece passate lungo l'autostrada all'ora di pranzo o di cena, vi consiglio di abbandonare per una volta l'idea dell'autogrill, uscire a Campogalliano, e andare ad assaggiare le tigelle al Ristorante "I Laghi", a Campogalliano appunto. Tigelle e gnocco fritto - che prometto di pubblicare - accompagnati da ottimi salumi e formaggi molli, il battuto di lardo (classico accompagnamento alle tigelle) e il pinzimonio di verdure crude. Il ristorante punta molto sulla qualità e potete assaggiare anche altri piatti della cucina emiliana, preparati con molta cura dal proprietario-chef. Tra gli ingredienti anche qualche presidio Slow Food. Il ristorante è stato segnalato nelle ultime guide delle Osterie Slow Food, e ne consiglio vivamente la prova. La prima volta che vi andai fu nel 1989, e ci torno sempre molto volentieri. 

Qui la mia ricetta, fornitami sempre dalla stessa cugina che mi aveva fornito questa ricetta che a sua volta l'ha avuta da un'amica modenese. E mi scuso in anticipo con i modenesi e gli emiliani in genere se abbiamo farcito le tigelle in maniera meno ortodossa... ma vi assicuro che erano buonissime! 

Ingredienti per 3-4 persone: 

500 gr di farina 0
1/2 cubetto di lievito di birra 
1/2 bicchiere di acqua tiepida
180 di latte
1 cucchiaio di olio
1 presa di sale 

Preparare 4-5 ore prima.
Sciogliete il lievito di birra nell'acqua. 
Portare il latte a temperatura ambiente (io nel Bimby, 1', 37°, vel. soft). Impastare tutti gli ingredienti - aggiungendo il sale per ultimo - su una spianatoia (io nel Bimby: 2' a spiga). 
Lasciare lievitare per 3-4h. Stendere l'impasto con mattarello, lasciandolo alto circa 1 cm. Fare i cerchietti con un bicchiere - io con il taglia ravioli da 8 cm. Lasciare lievitare ancora 1 h. coperti. Cuocere e servire con salumi di buona qualità - prosciutto crudo, prosciutto cotto, mortadella, coppa, pancetta - e formaggi morbidi di buona qualità - squacquerore, certosa, stracchino - verdure grigliate e condite - melanzane, peperoni, zucchine. 
L'ideale è accompagnare le tigelle anche un un pinzimonio di verdure di stagione: finocchi, carote, sedano, insalata belga etc. 
Noi abbiamo anche utilizzato funghi sottolio e peperoni in agrodolce - le conserve dell'estate - la cui ricetta potete trovare qui. Potete provarle anche dolci con la marmellata o la crema gianduia. 
Le tigelle si conservano morbide in un sacchetto per alimenti per qualche giorno. In alternativa, se ne rimangono (e sottolineo SE) potete congelarle. 


Approfitto di questo post per ringraziare "Una luna per..." che mi ha donato questo graditissimo premio: 


PS: durante il week end avrò tempo di passare a visitare i miei blog preferiti e coglierò l'occasione per donarlo a 10 di voi!:-) 


Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 


giovedì 14 febbraio 2013

Torte per il 6° compleanno di Alessandro. E la ricetta della crema senza uova


E come vi ho già detto nel post precedente, il piccolo di casa ha compiuto 6 anni. Non ci si crede come passa in fretta il tempo! 


Va già a scuola - eh si, è un anticipatario - e gli piace tantissimo! Si incaponisce a leggere leggere leggere tutto. Ed è felice quando sa che il giorno dopo faranno qualcosa di nuovo - una lettera, una lettura...

Tutto bene, a parte la cocciutaggine, la voglia di fare sempre il bastian contrario! Preparare le torte per lui è sempre un terno al lotto. Fino a 3 settimane fa dovevamo fare i pokemon (aiutooo!). Poi quando ha visto la torta del mio compleanno, gli è piaciuta talmente tanto che non voleva che la tagliassimo, voleva che la tenessi per il suo... cioè dai Pokemon alla cioccolatiera e tazza con biscotti ce ne passa. Ma lui è così, bisogna prenderlo per quello che è:-)  
Poi gli è piaciuto anche il tiramisù, quindi voleva che la sua torta fosse quella......... oddio, 'sto bambino mi manderà al manicomio!!:-)



Vabbè, facciamo il tiramisù, ma uno non basta... quindi facciamo anche un'altra torta. Nella confusione che mi propina alla fine si deve accontentare della decorazione che penso all'ultimo momento!!! Perchè oltre alla torta avevamo a colazione e a pranzo 15 bambini... 




Però, meno male, gli è piaciuta... chissà, forse i bambini in fondo in fondo preferiscono le decorazioni semplici piuttosto che pokemon mostriciattoli, dettati solo dalla pubblicità in TV. 

Il ricetta del tiramisù all'arancia lo trovate qui. 
La base della torta la trovate qui (ma questa è la dose con 5 uova). 
La ricetta dei biscotti la trovate qui. Per colorare la frolla utilizzate coloranti in polvere, gli stessi che si utilizzano per la pasta di zucchero.

Ma la novità è che ho farcito la torta con la crema senza uova. Ottima per chi è intollerante alle uova, ma deliziosa anche per chi non ha questi problemi.  
Mi era tornata in mente qualche mese fa, quando un giorno mi sono ritrovata senza uova e con la necessità di fare la crema per i bignè. 
Mi è tornata in mente la crema che facevo da piccola - la facevo già quando avevo 10-11 anni. Era la ricetta di mamma e noi la preparavamo per fare merenda!:-)  
Dosata a cucchiai, ho deciso di verificarne il peso per essere più precisa nell'indicarvi le dosi. 
Provatela. E' molto delicata. Per i bignè l'ho utilizzata semplice, mentre per la torta ho utilizzato questa dose + 250 gr di panna montata, miscelata quando la crema è ormai fredda e molto delicatamente in modo da non smontare la panna. 



piatto "Terre Solari"


Crema senza uova:

60 gr di zucchero
60 gr di farina 00 
500 gr di latte
scorzetta di limone

Se volete prepararla al cioccolato, sostituite 1 cucchiaio di farina con 1-2 cucchiai di cacao amaro. 

Se procedete con un pentolino, sciogliete in una ciotola prima lo zucchero con il latte. Aggiungete un cucchiaio per volta di farina e amalgamate finchè non rimangono grumi. Aiutatevi con un passino per versare il tutto nel pentolino evitando così di avere grumi che diventano poi incontrollabili. Mettere sul fuoco a fiamma moderata, aggiungete la scorza del limone e cuocete finchè non si addensa, girando continuamente con un cucchiaio di legno, aggiungendo il latte poco per volta. 

Se procedete col Bimby, nel boccale pulito inserite la scorza di limone, lo zucchero e 30 gr di farina. Polverizzate: 20'' vel. 9. 
Aggiungete il resto della farina e il latte. Cuocere 7', 90°, vel. 4. 
In questo caso vi consiglio di lasciare la crema a raffreddare dentro al Bimby e di tanto in tanto farlo andare a vel. 4. Questo vi permetterà, una volta fredda, di eliminare i grumi che si possono creare raffreddandosi. 

La ricetta dei bignè l'avevo già postata qui.

Alla prossima!
Maria Luisa:-) 


lunedì 14 gennaio 2013

Girandola di baci di dama


Ebbene si, ho mancato l'ultimo appuntamento con "Quanti modi di fare e rifare" con la ricetta dei Baci di dama di La Tavola di Artù. Ma avevo promesso di partecipare.

Sì, perchè quando ho visto quei baci di dama, che forse avrò fatto in tutto 1 o 2 volte nella vita, che non mi hanno entusiasmata, che qualche volta ho acquistato, ma forse non nel posto giusto... quando ho visto quelli di Michela mi sono incuriosita e mi sono detta che questa era la volta buona per rifarli. 


Così al rientro di queste vacanze, con ancora in dispensa le nocciole che avevo acquistato per prepararli, ho deciso di ricominciare da qui, dai baci di dama! 
Ammetto: lavoro laborioso, quasi certosino. 
Ma che bella soddisfazione vedere quelle palline che dentro al forno prendono la loro caratteristica forma arrotondata. Perfette! 
E alla fine mi sono divertita a farne di grandezze diverse. A farli piccoli capite bene che ci vuole veramente tanto tempo, ma realmente sono quelli più buoni da gustare! 


Vi lascio qui la ricetta di Michela che non mi sono permessa di variare, mi fidavo ciecamente del risultato e bene ho fatto!:-) 

Ingredienti:

250 gr di nocciole del Piemonte (io Giffoni, Fior Fiore Coop)
300 gr di farina 00
250 gr di zucchero semolato
200 di burro

150 gr di cioccolato fondente nero

Procedimento. 
Tostare le nocciole e pelarle. Io non le ho pelate completamente per farle completamente bianche per cui hanno assunto questo colore "abbronzato"! 
Mettere metà delle nocciole in un mixer - io nel Bimby - e polverizzare. Tenere da parte e polverizzare l'altra metà: pochi secondi vel. 9-10.
Aggiungere l'altra metà delle nocciole, il burro, lo zucchero e ultima la farina e lavorare l'impasto: 1' vel. spiga e 30' vel. 7.
Finire di lavorare l'impasto velocemente su una spianatoia e riporlo almeno 1 ora in frigo. 
Quindi fare delle palline della grandezza preferita e riporle su una teglia coperta da carta da forno un po' distanti perchè durante la cottura si gonfiano un po'. 
Per darvi un'idea i biscotti più grandi erano a crudo grandi più o meno come una biglia; quindi per farli molto piccoli dovete fare delle palline piuttosto piccole. 
Come al solito vi consiglio di fare teglie con biscotti della medesima grandezza che necessitano dello stesso tempo di cottura. 

Infornate a 170-180° per 15' - ma regolatevi con il vostro forno. 
Sfornate e lasciate raffreddare nella teglia: toccandoli ancora caldi tendono a rompersi, sbriciolandosi. 

Una volta freddi, fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente e trovate le coppie. Io ho ingaggiato due piccoli aiutanti, che erano concentratissimi, e soprattutto si sono divertiti a trovare le coppie "perfette"! 




Ed eccoli, pronti da assaporare, col tè o con il caffè. 
Con questa dose ne vengono veramente tanti! 
Grazie Michela, ho finalmente scoperto questa bontà piemontese. 


 Con questa ricetta partecipo al contest "Un dolce al mese" 
ideato da Morena di "Morena in cucina" 
che per Gennaio 2013 prevedel'utilizzo del Cioccolato Fondente. 


nonché al contest "Voglia di...cioccolato" di Sonia di "Oggi pane e salame, domani..." 


Ultimo e non ultimo, volevo pubblicamente complimentarmi con Francesco Gerbino, giovane fioraio con negozio sito a Spadafora (ME), che ha preparato dei deliziosi centrotavola a forma di pacco regalo per il 18° compleanno della mia nipotina che potete vedere nella terza foto di questo post, scattata ieri. Regge ancora dopo 10 gg e un viaggio in auto di 700 km! 
Qui un'altra composizione preparata sempre per l'occasione in dono alla festeggiata. 
Non sei un fioraio, sei un artista dei fiori! 


Alla prossima!
Maria Luisa:-) 

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