cos'è casa mia?

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domenica 7 aprile 2013

Cuddura cu' l'ova, la ricetta "mitica" della zia... e non solo!


Le avevo rifatte le cuddure quest'anno, con la stessa ricetta che vi avevo fornito qui! Poi, qualche giorno prima di partire mia sorella riesce a recuperarmi la ricetta "mitica" di zia Teresa. E allora non potevo esimermi dal provarle. E le ho rifatte. Non avevo abbastanza strutto - l'ho preso fatto in casa e la signora no ne aveva tanto e dovevo tenerne un po' da parte per fare la pizza al formaggio!:-) 
E vi dirò di più: le ho anche impastate a mano, perchè volevo seguire non solo la ricetta, ma anche il metodo. Pasqua è passata, giuro che questo è l'ultimo post di ricette Pasquali in ritardo - ma in anticipo per il prossimo anno!:-) - ma ve la lascio perchè secondo me questa ricetta è ottima anche per preparare i biscotti per la colazione, quelli cosiddetti "da inzuppo". 


Ingredienti per 10-12 cuddure (dipende dalla grandezza) 

1kg di farina 00
300 gr di zucchero
250 gr di strutto (fatto sciogliere e raffreddato)
6 uova
1 tazzina da caffè di latte caldo
20 gr di ammoniaca
vaniglia
1 limone - la scorza

per decorare
1 uovo per spennellare
caramelline
uova sode

Disporre la farina a fontana. Aggiungere al centro della fontana lo zucchero. Se avete il Bimby potete utilizzarlo per polverizzare la scorza di limone, mettendola dentro al boccale insieme a 100 gr del totale di zucchero e 1 cucchiaio di farina dal totale: 20'' vel. 9. In alternativa grattugiatela sopra lo zucchero. Quindi sgusciate al centro le uova e aggiungete la vaniglia e un pizzico di sale. Con una forchetta cominciate a sbattere le uova e man mano cominciate ad amalgamare lo zucchero e la farina fino a creare una cremina tipo ciambellone. A questo punto cominciate ad aggiungere poco per volta lo strutto e continuate ad amalgamare la farina. Quindi sciogliete l'ammoniaca nella tazzina (meglio usare la tazzina da caffè come "misura" ma sciogliere l'ammoniaca mettendo il latte in una tazza più grande perchè schiuma parecchio). Aggiungere all'impasto, quindi finite di lavorare l'impasto con le mani molto velocemente: l'impasto va lavorato meno possibile. Lasciate riposare almeno 30' in frigo.


Stendete l'impasto ad un'altezza massima di 5mm, ritagliate della forma che preferite, posizionate le uova sode, con ritagli di pasta decorate a piacere le cuddure. Per gli occhi degli animali ho usato i chiodi di garofano, ma si possono utilizzare - come da tradizione - i chicchi di caffè, che io non avevo. 
Spennellate con l'uovo sbattuto e coprite a piacere con le caramelline colorate. Infornate a 190°per 10-15' (dipende dal forno). Sono pronte quando prendono un bel colore dorato. 
Lasciate raffreddare completamente prima di confezionarle per regalarle:-) 
Quelle della zia erano cotte nel forno a legna e ce le ricordiamo tutti particolarmente buone! Non so' se la cottura in forno migliora la bontà del prodotto. Se avete la fortuna di poterne utilizzare uno, fatelo!:-) 


La Pasqua come le altre feste, si caratterizza da preparazioni gastronomiche legate al ciclo della natura, a tradizioni contadine che continuiamo a mantenere vive. 
Tuttavia la Pasqua ha un'altra caratteristica che con la cucina non ha molto a che fare: le cosiddette "pulizie di Pasqua"! Quelle che qualcuno abitudinario fa proprio in coincidenza della Pasqua o con il primo tepore della primavera e chi invece come me, che non sono per niente abitudinaria, fa perchè gli viene lo "schiribizzo" e tira giù tutto, smonta stanza per stanza e pulisce, dal soffitto in giù! 
Il primo sole, il primo tepore ti invita a stare con le finestre aperte ed è più "piacevole" fare le pulizie. Non so' le altre food blogger o appassionate di cucina, ma io potrei stare tutto il tempo in cucina, ma quanto a pulizie farei a meno di farle. Solo che ho un problema: mi piace vedere pulito, quindi di tanto in tanto faccio non le pulizie, ma proprio le "pulizie di Pasqua", anche se è Natale. E poi sono contenta da una parte di vedere tutto pulito e dall'altra penso che tanto l'indomani si ricomincia e mi sembra di aver perso tempo. E quando una volta ho "comunicato" questa mia visione delle cose a mio figlio Riccardo (7 anni), la sua risposta, dopo "qualche ciucciata di dito",  è stata: 

"E PRENDITI UNA BIDELLA!" 

Quando le soluzioni sono così semplici che solo i bambini sono in grado di vederle!:-) 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 



venerdì 5 aprile 2013

Pizza al formaggio di Pasqua...con lievito madre degno di Mary Shelley!


Vi chiederete: "perchè scomodare Mary Shelley per descrivere una pizza al formaggio?". "Thanks for the question" (Grazie per la domanda) risponderebbero gli americani!:-) 
E la disturbo si, perchè a Frankenstein ho pensato quando ho visto il mio lievito madre riprendere vita.... 
Da qualche anno, l'avevo raccontato qui, utilizzo il lievito madre in moltissime preparazioni dolci e salate. Lo spaccio anche! Ma.... ma nell'ultimo mese, gira che ti rigira, l'ho usato pochissimo e ad un certo punto mi sono decisa a rinfrescarlo. Metto nel barattolo la sera, la mattina dopo non da segni di vita!:-( Eccolo, è morto! Butto tutto il lievito che avevo nei vari barattoli e lascio il barattolo dove ne avevo messo meno così, per vedere se aveva bisogno di più tempo. 
Piuttosto delusa.... mannaggia... volevo preparare la colomba, la pizza di Pasqua.... 
vabbè, lo recupererò da qualcuno...
 Passa ancora qualche giorno e mi trovo con il lievito che dà qualche cenno di ripresa... 
ahhhhh, ma allora forse era solo in rianimazione! 
Riparto: ne rinfresco 20 gr! Gli è servito 1 giorno intero, ma è cresciuto! 
Allora lo rinfresco di nuovo, utilizzando farina integrale, alternando con manitoba. 
E finalmente dopo 4-5 rinfreschi finalmente vedevo che riempiva il barattolo in poche ore! 
Non dico che sia un miracolo, ma solo la speranza che è sempre l'ultima a morire: bisogna sempre tentare e non arrendersi mai! Non è in fondo questo il messaggio della Pasqua e, al di la della fede, non lo è comunque la primavera - quando arriva!:-)?

Ceramiche Terre Solari
Troppo tardi per la Colomba, ho preferito utilizzare il mio lievito madre a disposizione per fare la Pizza al formaggio. Perchè si, ormai le nostre tavole pasquali sono il simbolo dell'Italia a tavola: oltre alla pizza al formaggio, tipico prodotto preparato per la colazione di Pasqua in Umbria come nelle Marche, non manca mai la Pastiera Napoletana, e i Cunnura cu' l'ova - biscotti tipici siciliani. Nel tempo, sono certa, si aggiungeranno altre cose... 
Malgrado il marito marchigiano, è la prima volta che mi cimento nella preparazione di questa pizza - per certe cose bisogna "sentirsi pronti!" - e sono realmente soddisfatta, anche se già penso a qualche variante. Ma la base è ottima. 
E' veramente una gran bella soddisfazione vedere questa torta lievitare, sentirne il profumo mentre cuoce in forno. E poi c'è l'attesa - perchè sarebbe meglio prepararla 3-4 gg prima di consumarla, perchè i profumi hanno tempo di amalgamarsi e dare il meglio già al primo taglio.
E la pubblico anche se fuori tempo massimo per la Pasqua, ma trovo che questa Pizza sia ottima per un buffet in piedi, per un pic-nic primaverile o semplicemente da portare in dono per un invito a cena o a pranzo.  Più o meno saporita in base al tipo di formaggio utilizzato, questa torta è ottima accompagnata da frittate - con la menta, con gli asparagi, con i carciofi; col pesto - classico o al finocchietto (la mia ricetta qui e qui); con salumi - lonza, ciauscolo, salame casareccio; con le uova sode, meglio se accompagnate da salsette varie.  

Girovagando su internet ho visto diverse ricette che mi ispiravano, ma su quella di Anice&Cannella è alla fine approdata la mia scelta! 
Unica cosa che ho modificato è aver utilizzato il lievito madre invece del lievito di birra.
Difficile resistere... 
Riporto qui la ricetta per comodità. 
Ingredienti per una pizza da circa 1kg
5 uova da 60 gr freschissime
(o l'equivalente in peso)
300 gr. di farina 0 (io Coop)
200 gr di manitoba (io Lo Conte)
100 ml di acqua
20 gr di lievito di birra 
(io l'ho sostituito con 90 gr di lievito madre 
rinfrescato 3 volte in tre gg.)
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pepe 
(meglio se macinato fresco)
5 cucchiai di olio evo 
50 gr di strutto (no sostitutivi) 
250 gr di formaggio grattugiato 
(io ho optato per 150 gr di formaggio pecorino semistagionato del Caseificio De Juliis e 100 gr di parmigiano reggiano, ma le proporzioni possono variare in base ai gusti) 

Ho impastato col Bimby. 
Ho messo il lievito insieme allo zucchero e all'acqua tiepida nel boccale: 30'' vel. 2-3, o finché non si scioglie il lievito. Lasciare fermentare per circa 30'. 
Aggiungere 50 gr del totale previsto di manitoba e fare un'impastino: 1' a spiga. Dovreste avere alla fine un'impasto morbido, tipo ciambellone. Buttare sopra ancora un po' di manitoba quanto basta per coprire l'impasto e lasciare fermentare. Io l'ho lasciato per circa 3h, ma potrebbe bastare anche meno tempo. L'impastino è pronto quando comincia a screpolarsi. 
Nel frattempo sbattere le uova, unire il sale, il pepe, i formaggi grattugiati e infine l'olio: lasciare amalgamare. Pesate e miscelate le due farine. 
Quando l'impastino è pronto, con le lame in movimento - 5' vel. Spiga - aggiungere all'impasto le uova alternando con la farina. Quindi reimpostare altri 3' vel. Spiga e aggiungere dal foro lo strutto poco per volta, in modo che possa assorbirlo piano piano. L'impasto risulterà morbido e un po' appiccicoso. 
Con le marche di farine che ho utilizzato l'impasto era perfetto. 
Ho messo il panetto in una forma di carta da panettone gastronomico da 1kg e lasciato lievitare 5-6h: ha lievitato fino ad arrivare al bordo della formina. 

A questo punto accendere il forno a 190-200°. Dopo 5', quando il forno comincia a scaldarsi, versare 1 bicchiere di acqua sul fondo del forno per creare vapore e inserire la torta. Questo permette di non far formare una crosticina sopra. 
Cuocere 1h, ma può dipendere dal forno, quindi dopo 45' fare la prova stecco. La torta deve essere asciutta. 
Spegnere il forno e lasciare dentro la torta per 5'. 
Quindi aprire a fessura e lasciare ancora 5'. 
Quindi sfornare e lasciare raffreddare completamente. 
Chiudere in un sacchetto di plastica per alimenti e consumare preferibilmente dopo 2-3gg. 

Quale migliore occasione, visto che stavo in Sicilia, di utilizzare le ceramiche le ceramiche di mia sorella per fare le foto... 
tutto il resto ci aspettava in tavola la mattina dopo.......... 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 










giovedì 4 aprile 2013

Torta-Uovo di Pasqua... ad ognuno la sua!

Scritta con cioccolato bianco. Piatto Terre Solari
Ho trascorso la Pasqua in Sicilia, e contro ogni previsione è stato bel tempo. 
Avevo sperato di riuscire a collegarmi qualche ora per farvi gli auguri, ma non s'è stato modo.... niente internet, qualche passeggiata sulla spiaggia, il tempo di incontrare amici carissimi ed era già tempo di ripreparare le borse per rientrare.  
Tuttavia mi fa piacere condividere con voi queste versioni della medesima ricetta, che avevo pubblicato qui, che ho regalato - a parte una che è rimasta da mia mamma per la colazione di Pasqua. 

Torta con copertura di nocciole. Piatto Terre Solari

Con macaron (ricetta qui). Piatto Terre Solari



Preparata per la festa di compleanno di Anastasia
Quale avreste preferito ricevere in dono?:-)
Sotto la copertura di cioccolata la torta rimane soffice per giorni. 
Immagino che molti come noi siano invasi da cioccolata delle uova di Pasqua... quale miglior utilizzo che fare una torta per la colazione e decorarla come più vi suggerisce la fantasia? 

Il tavolo del soggiorno di mia mamma prima della distribuzione. 
Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 

domenica 24 marzo 2013

Uovo di cioccolata... ma sotto c'è una soffice torta...


Sarete sicuramente d'accordo con me nel considerare l'uovo di Pasqua un gran bel business! 
I bambini non vogliono rinunciarci; io sfoglio le offerte, le nonne delegano per evitare di sbagliare soggetto... IL SOGGETTO DELLA SORPRESA... ma che sorpresa è se già ti hanno fatto vedere che cosa puoi trovarci dentro?  
La sorpresa è per chi, ad un certo punto decide di guardare anche il prezzo al kg dell'uovo di cioccolata che sta acquistando: dai 30 ai 50 €. Sarà, ma per 50€ al kg preferisco andare in una cioccolateria artigianale e far mettere dentro la sorpresa che mi pare - che così è realmente una sorpresa!:-) - e non ritrovarmi a tutte le Pasque con kg di cioccolata più o meno decente, che non voglio buttare e quindi mangiamo finché non finisce!:-( 


Voglio però ora abbandonare questa visione meramente razionale intorno all'uovo di cioccolata e osservarne la parte più romantica!
Mi è capitato infatti, mentre scattavo la foto appena sopra, di associare l'uovo alla primavera della vita: la pancia di una futura mamma! Ma com'è che non ci avevo mai fatto caso che le forme erano così simili? Così come lo sono spesso i semi delle piante.  
Custoditi nella pancia di un mammifero, nella membrana di un uovo, o al calduccio sotto terra, ogni seme prende forma per poi essere accudito, nutrito, amato. Ogni essere vegetale, animale, umano condividono il destino della vita. 
Le femmine sono essenziali per la riproduzione della vita. Non per questo i maschi non sono altrettanto importanti nell'accudire la prole. 
La primavera è quindi donna - o femmina, volendo utilizzare un termine più tecnico - come nel famoso quadro di Botticelli? 
Penso di sì, non solo perchè in grado di custodire e generare una vita, ma come nella leggenda di Adamo ed Eva, può diventare la "primavera" nella vita di un qualsiasi uomo, perchè anche l'amore in sé è espressione di vita!:-) 
Condivido allora con voi il quadro e la poesia di un amico, artista poliedrico, di origine cubana, la cui fonte di ispirazione è la vita che gli gira intorno. Farmacista - e ricercatore farmaceutico fino a qualche anno fa - è stato recentemente insignito di vari riconoscimenti per i suoi quadri, nonché con grande soddisfazione, qualche anno fa, ha visto pubblicato il suo libro di poesie "Labile soffio di parole". 
Naturalmente, anche per lui vale la regola che "dietro ad ogni grande uomo c'è sempre una grande donna!":-) 

NOMADI DUNE DI DONNE NUDE
(Olio su Tela 50x70cm)
Julio Padron

Nomadi dune di donne nude
avvolgono il tempio del silenzio
dove l'uomo non sente altro che il rombo sordo del  desiderio

Nomadi dune di donne nude
custodiscono in segreto il valor del volar  del tempo
quando l'uomo non fa altro che lottare inutilmente per essere eterno

Nomadi dune di donne nude
come la sabbia che porta via il vento
sono la lattea via dove germina dalla materia l'intelletto
... mentre l'uomo resta dall'utero,
come un satellite in orbita
nell'ombra del mistero.

Nomadi dune di donne nude
come miraggio dell'oasi nel deserto
mi sono apparse sognando sveglio
la profumata essenza profonda dell'universo.

E dopo questo alternarsi di osservazioni razionali, romantiche, artistiche e poetiche, non resta che passare alla parte pratica:-) 
Ho trovato per caso un contenitore ovale di quelli monouso - che non butto finché non si rompono. Si, proprio quelle che pensi che ti serviranno e rimangono per mesi, anni, in fondo, dentro ad uno sportello della dispensa e che poi... toh, guarda che bella forma! 

E allora ho voluto fare il mio dolce per la colazione di Pasqua - lo ammetto, noi abbiamo fatto un prova per la colazione delle Palme e replicheremo - che sembra un classico uovo di cioccolata di una famosissima marca svizzera... invece non è frutta secca, e non è vuoto! 
La base è la ricetta di una torta da colazione o da tè, sofficissima, senza burro, semplice da preparare. La ricetta è della mamma di un ex collega, che ogni tanto preparava per deliziare i colleghi del figlio a colazione o per la pausa del pomeriggio: non si riusciva a resistere! Grazie Marco, ti penso tutte le volte che la preparo!:-) Così ho chiesto la ricetta, che custodisco nel mio storico ricettario in cui vengono trascritte solo ricette buone, e che passano di mano in mano. 


Ingredienti

3 uova
180 zucchero
90 gr di olio di semi (io semi di girasole, Bio, Coop)
90 gr di latte (o se preferite panna fresca)
150 gr di farina 00 
90 gr di fecola di patate
un pizzico di vaniglia in polvere - o gocce se liquida
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

per la decorazione:

150 gr di cioccolato fondente (io Coop) 
70 gr di cioccolato al latte (io Coop)
3-4 cucchiai di farro soffiato (io Farro soffiato dell'Az. Agr. Poggi

Attrezzatura:
teglia ovale - la mia è Cuki
carta forno

Procedo col Bimby. Naturalmente se non l'avete potete procedere con uno sbattitore. Mettere nel boccale le uova insieme allo zucchero e il sale: 4' vel. 3-4. Le uova alla fine saranno molto chiare e sono pronte solo quando, smettendo di montarle, si formeranno delle bollicine che si gonfiano fino a rompersi. 
Aggiungere l'olio e il latte (o panna). 
Pesare la farina e la fecola e mescolarle insieme al lievito e alla vaniglia. Azionare il Bimby ancora per 5' e con le lame in movimento aggiungere il mix di farine dal foro a cucchiaiate. 
Rivestire con carta forno bagnata e strizzata la teglia d'alluminio, versare l'impasto e cuocere a 180° per 40', sul ripiano medio basso. A fine cottura - sempre prova stecchino - sfornare e lasciare intiepidire prima di togliere dalla teglia. Quindi lasciar finire di raffreddare, preferibilmente su una griglia. 
Per la copertura. Nel boccale del Bimby pulito e asciutto inserire la cioccolata e tritare: 10'' vel. 9-10. Sciogliere la cioccolata: 3', 50°, vel. 3. Recuperare la cioccolata rimasta ai bordi del boccale e continuare altri 3', 50°, vel. 3. Versare sulla torta e spalamare con una spatola d'acciaio, avendo cura di lasciare un po' di cioccolata nel boccale a cui aggiungerete il farro soffiato. Amalgamare: 1', 50°, vel. 1 antiorario. Versare sulla torta e spalmare più omogeneamente possibile. Lasciare quindi risolidificare la cioccolata all'aria. Quindi conservare come un ciambellone qualsiasi. 
La torta può essere naturalmente preparata anche senza copertura al cioccolato. 
Buona colazione di Pasqua!:-) 

Con questo dolce partecipo al contest Keep Calm And Drink Tea } di Valy Cake and


 nonché al contest "Il tempo in cucina. Una dolce Pasqua" ideato da Dana di "Il tempo in cucina"




nonché alla Raccolta di Marzo "Voglia di torte" ideata da Sonia di "Oggi pane e salame, domani...




 Alla prossima!
Maria Luisa:-) 



venerdì 1 marzo 2013

Ravioli con ricotta a spinaci, a righe


Mi guardo intorno in questi giorni, dopo le elezioni, e tanta gente ci vede un momento storico indimenticabile! Io trovo tutto così triste... che questo momento storico penso di non dimenticarlo per la tristezza che mi invade... sarà, ma ho fiuto per le sole... e chiudo qui, e torno al mio blog, dove posso rifugiarmi da tutto, entrare in una nuova dimensione, pensare a quanto di buono il momento storico mi offre.... 
E trovo conforto non tanto nel comfort food, ma semplicemente cucinando qualcosa di buono, deliziando il palato di maritino e pargoletti... anche il piccoletto, che sapete, non è uno che ama particolarmente mangiare... 



E così oggi vi propongo questa pasta ripiena che vi consiglio di preparare appena avete tempo, magari una domenica, e usarla come carta anche per il giorno di Pasqua: 
non vi sembra un'idea carina? 

Ingredienti per 6 persone:
per la pasta all'uovo
300 gr di farina 0
3 uova
1 cucchiaio d'olio evo
10 gr di spinaci già cotti (io al vapore) 

per il ripieno
320 gr di ricotta di pecora lasciata sgocciolare per qualche giorno
(io quella di De Juliis
60 gr di spinaci già cotti e sgocciolati (io cotti al vapore)
60 gr di parmigiano reggiano
un pizzico di sale
noce moscata
poco burro 
uno spicchio d'aglio

per condire
burro
foglie di salvia
parmigiano reggiano 

Preparare la pasta all'uovo. Se la preparate a mano, mettete la farina a fontana, sgusciate le uova, aggiungete un cucchiaio d'olio. Sbattete le uova con una forchetta e cominciate ad unire la farina. Continuate ad impastare a mano fino ad ottenere una pasta elastica e liscia - almeno 5'. Tritate gli spinaci e aggiungeteli ad una parte della pasta (diciamo 1/10). 
Sarà necessario aggiungere altra farina visto che gli spinaci risulteranno umidi. 
Fate riposare sotto uno strofinaccio inumidito per almeno una mezzoretta. 
Chi la prepara col Bimby (come faccio io, per comodità): 
mettere nel boccale le uova, l'olio e la farina e impastare 2' a vel. Spiga. 
Togliere l'impasto e mettere gli spinaci: tritare. 
Aggiungere la parte dell'impasto che vogliamo colorare e farina quanto basta per rendere l'impasto consistente quanto il primo, per compensare l'umidità degli spinaci e continuare per qualche minuto sempre a vel. spiga. Tenere da parte. 
Nel frattempo preparare il ripieno. 
Tagliare finemente gli spinaci e ripassarli in una padella antiaderente con una noce di burro, uno spicchio d'aglio e sale q.b. per qualche minuto. 
Lavorare la ricotta separatamente, con un cucchiaio di legno, aggiungere il parmigiano, gli spinaci e la noce moscata. 

Quindi procedere alla preparazione dei ravioli. Sotto il passo passo. 

Nella sequenza il 5 e il 6 sono invertiti evidentemente!:-) 
Stendere l'impasto. Io faccio con la macchinetta in questo caso. Stendere un po' per volta e passare l'impasto partendo dal livello più grande, fino a farlo diventare sottile: in questo caso è preferibile il penultimo foro per non avere uno spessore troppo sottile. 
Stendere l'impasto bianco. Quindi anche quello verde. Tagliare a strisce non molto large, circa 1/2 cm. l'impasto verde e posizionare le strisce su quello chiaro. Ripassare sempre al penultimo foro per fare aderire le strisce verdi. Quindi tagliare con un coppa pasta e l'apposito attrezzo per fare i ravioli, posizionarlo con il lato sotto sul chiudi ravioli, mettere un po' di impasto e chiudere. La parte più scura così rimane all'esterno. Non importa se ripassando l'impasto le strisce saranno storte. Anzi, prenderanno così forme diverse, anche in base a come le posizionerete per chiuderli. 
Cuocete in acqua bollente salata per 3-4 minuti dopo che hanno ripreso il bollore e nel frattempo fate sciogliere in una padella il burro, aromatizzandolo per qualche minuto con le foglie di salvia, a fiamma bassa in modo che il burro non si bruci. 
Saltate i ravioli nel burro per qualche minuto, aggiungete un po' di parmigiano e servite caldi! 

Delicati e deliziosi..... 
Buon week end!:-) 


Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 

lunedì 21 maggio 2012

Pastiera napoletana


A tutta pastiera!
C'era il sole sabato mattina che batteva sulla finestra del mio piccolo regno. 
La mia cucina ha una grande finestra che da su un parco (qui una foto scattata appunto da quella finestra durante le nevicate dell'inverno), ma gli alberi sono talmente alti che non lasciano passare i raggi del sole se non solo in questo periodo dell'anno e per qualche ora. 
Così ho approfittato per fare le foto alle pastiere che avevo preparato  il giorno prima. 
Quel sole che illumina per qualche ora la mia finestra mi rallegra sempre, insieme al vociare dei bambini che hanno sempre tanta energia - soprattutto la mattina - e spesso anche un tempismo perfetto: chiederti un bicchiere d'acqua quando sei concentrata a scattare la foto, o venire a litigare per una carta o una figurina sotto le tue gambe. Fa tutto parte del gioco!:-)
Ma quel sole ieri si è oscurato dopo qualche ora.... 
per quanto questo sia un blog che parla di cibo, consumato cotto o crudo, che per molti, compresa la sottoscritta, è uno dei piaceri della vita, non posso non rivolgere un pensiero, anche più di uno, a Melissa, morta ieri nell'esplosione a opera di vigliacchi davanti alla scuola che frequentava e alle altre ragazze rimaste più o meno gravemente ferite, sperando si riprendano in fretta e alle loro famiglie. E naturalmente agli amici dell'Emilia Romagna, che hanno avuto questa sorpresa di svegliarsi all'alba ieri mattina con un terremoto niente male e che stanno cercando di reagire. Che week end.... 
Così stamattina ho deciso appunto di ripartire con qualcosa di dolce. E' proprio necessario!
E se questo strano week end è stato all'insegna dell'amarezza, la vittoria in Coppa Italia del Napoli non poteva che suggerirmi di postare la ricetta appunto della pastiera napoletana appena sfornata - che dedico a tutti i napoletani sparsi in tutto il mondo. 
Le gare sono fatte così: c'è chi vince e c'è chi perde. Senza via di mezzo. Non tengo per nessuna squadra in particolare, ma quando vince una squadra che non ti aspetti, no so', ti da quella soddisfazione in più! Dai, gli juventini hanno vinto lo scudetto.... !:-)

E poi, avevo bisogno di dedicarmi ad una ricetta che mi da certezza della sua bontà essendo stata sperimentata e rifatta almeno una volta l'anno - normalmente per Pasqua - da almeno 15 anni e sempre con ottimi risultati.   
Quest'anno non ero riuscita a prepararla per Pasqua, 
per quanto avessi preparato per tempo gli ingredienti - a parte le cose fresche. 
Ma poteva trascorrere una primavera senza preparare la pastiera?

Quello che riuscite a fare con questa dose
Sono siciliana, ma la pastiera mi piace moltissimo. 
Ho avuto la fortuna di assaggiare quella fatta dalla mani d'oro della mamma di un mio amico in occasione della laurea del figlio. L'ho assaggiata e me ne sono innamorata. 
Ho chiesto la ricetta e mi hanno detto: "segui la ricetta che trovi sul barattolo del grano cotto" - che a Bologna di trovava solo in negozi specializzati, almeno allora era così.
Per quanto potesse sembrarmi strano, ho pensato che era comunque il caso di provarci. 
E così ho fatto. Il risultato è stato quello voluto e da allora preparo la pastiera anche quando trascorro le vacanze di Pasqua in Sicilia, dove tutti hanno apprezzato questa ricetta. E poi è un dolce che si può preparare per tempo perchè è ancora più buono dopo qualche settimana.

Ed ecco la ricetta, che per fortuna mi ero presa la briga di trascrivere sul mio quadernino delle ricette testate, visto che quel grano in barattolo ormai da diversi anni non lo trovo più e no ne ricordo neanche la marca. 

Per fare il quantitativo della foto sopra occorrono:

Ingredienti 

per il ripieno
420 gr di grano saraceno già cotto
100 gr di latte
30 gr di burro (o strutto)
la scorza di un limone
700 gr di ricotta di pecora 
(la ricotta deve essere di pecora, fresca, ma asciutta. 
Questa volta ho utilizzato la ricotta del Caseificio De Juliis)
600 gr di zucchero
5 uova + 2 tuorli
una bustina di vanillina (o vaniglia)
1 fialetta di aroma fiori d'arancio
1 pizzico di cannella, meglio in stecche
10 gr di cedro

per la pasta frolla
500 gr di farina
3 uova
200 zucchero
200 di burro o strutto

per decorare
zucchero a velo

Se avete il Bimby procedete in questo modo: polverizzate 100 gr di zucchero (del totale per il ripieno) con qualche scorzetta di limone e la cannella: 20'' vel. 9 e tenete da parte. 
Senza lavare il boccale procedete all'impasto della pasta frolla come da libro base: 
20" vel. 5 e tenete da parte. 
Senza lavare il boccale mettete alcune scorzette di limone e tritate: pochi secondi a vel. 5-6. Quindi aggiungete il grano saraceno, il latte, il burro: 10', 90° vel. 1, antiorario. 
Quando è pronto - deve essere quasi crema - mettetelo a freddare in un piatto.

Passino 
Nel frattempo preparate la ricotta. 
L'ideale sarebbe passare la ricotta in un passino con le maglie strette - io lo faccio con il "colino" che vedete in foto, per rendere l'idea. 
La ricotta diventerà un crema liscia, senza alcuna presenza di grumi. 

Quindi aggiungete lo zucchero con il limone e la cannella tenuto da parte più il restante quantitativo di zucchero previsto, amalgamando gli ingredienti poco per volta. Quando la ricotta si sarà perfettamente amalgamata con lo zucchero aggiungete le uova, 1 per volta, e i tuorli. 
Quindi gli aromi: la vanillina e i fiori d'arancio. 
Stendete la pasta frolla nelle teglie che avete deciso di utilizzare, tenendone da parte un po' per fare le decorazioni sopra.  
Questa volta ho deciso di preparare 12 mini pastiere nella teglia per muffin + due pastiere più grandi fatte in teglie di 22 e 24 cm. di diametro. 

Mini pastiere
A questo punto il grano sarà freddo e potrà essere aggiunto alla ricotta. Riempite gli stampi che avete preparato con la pasta frolla, in modo da avere un ripieno massimo di 3-4 cm. 
Preparate le strisce e decorate la pastiera.
Cuocere a 170 gr per circa 1h, o fino a quando le striscette di pasta frolla non avranno preso un bel colore dorato.

A fine cottura lasciate la pastiera dentro al forno spento per 5' e poi altri 5' con il forno aperto a fessura. Quindi lasciate intiepidire prima di toglierla dalla teglia. Spolverizzate con zucchero a velo e .... buona pastiera a tutti! 

L'interno
Importante: utilizzando due accortezze, la pastiera si manterrà anche per 10 giorni: la prima è che la ricotta deve essere asciutta e il ripieno deve quindi risultare denso come una crema; la seconda è che bisogna far raffreddare la pastiera su una griglia e metterla in un vassoio solo dopo alcune ore. 
Eviterete così che si crei umidità sulla base che potrebbe diventare muffa. 

Con questa ricetta partecipo al contest "Geografia in tavola: ricette d'Italia", ideato da Danita di "Le leccornie di Danita"


e al contest "I dolci e ... la ricotta" ideato da Laura di "Pane e Olio"







sabato 31 marzo 2012

Biscotti di Pasqua... nome originario: Cunnura cu l'ova

Sono stata un po' latitante negli ultimi giorni. Troppi impegni, mi devo ridimensionare! 
Nel frattempo ho visto con grande piacere - quanto con reale incredulità! - che non sono ancora passati 3 mesi da quando ho iniziato questa bella avventura e ho superato alla grande le 10000 visualizzazioni! 
Sono veramente contenta! 
E ringrazio tutti quelli che fino a qui mi hanno seguita e spero di non deludere anche in futuro. 
Ribadisco la mia promessa di pubblicare la ricetta della Fiesta non appena arrivo a 100 iscritti! 
Siamo a 50, quindi a metà strada.... 




Oggi vi regalo una ricetta legata alle tradizioni della Pasqua tipica della Sicilia, almeno quella orientale: la ricetta delle cosiddette "cunnura cu l'ova". 
Il termine "cunnura" può essere tradotto in italiano in ciambella, perché quando si parla di biscottini rotondi con il buco al centro si chiamano dalle mie parti "cunnuredde". 
I cunnura cu l'ova non hanno buchi in mezzo, 
ma probabilmente il nome deriva dal fatto che si utilizzava lo stesso impasto. 
I cunnura si regalavano per Pasqua quando non esistevano le uova di cioccolata. 



Si cominciava a prepararle due settimane prima, mettendo da parte uova su uova per giorni. Alcune si facevano bollire, alcune si coloravano - solitamente di rosso - e altre utilizzate per l'impasto. 
Ognuno aveva la propria ricetta della frolla. 
Ognuno si faceva le proprie forme sui cartoncini e poi li "ricamava" a piacere. Le forme sono quelle tipiche legate alla primavera: la colomba, il cestino, il coniglio, la gallina, la paperella, il pesce. 
Non mancavano quelle fatte a forma di cuore. 



Le uova erano segno di abbondanza e quindi di buon augurio: 
più uova c'erano sulle cunnure che regalavi e più era importante la persona che la riceveva. 
Le uova dovevano essere sempre in numero dispari. 
I fidanzati si potevano scambiare anche cuori enormi con 5 uova sopra!!! 
Ma poi c'erano le comari, i padrini e le madrine, il medico e il prete.... insomma, era un modo per ringraziare qualcuno o per dimostrare il proprio rispetto o semplicemente il proprio affetto! 

Naturalmente fatte nel forno a legna erano un altra cosa. E poi forse avevano un altro sapore perchè gli zuccherini che si mettevano sopra li mangiavamo solo in quella occasione. 

Ho deciso di proporle al corso di cucina col Bimby fatto insieme alle mie colleghe mercoledì scorso e sono state molto apprezzate. Non ho fatto in tempo a fare delle foto "decenti" a casa quindi quella che allego è l'unica foto fatta al corso.
Siccome ne farò altre, prometto di fare foto migliori e di riaggiornare questo post, magari con un passo passo.  Volevo intanto accontentare tutti quelli che mi hanno chiesto la ricetta, in modo che abbiano tempo di provare prima di Pasqua.

Ingredienti per 7/8 cunnura:

500 gr di farina 00
180 di strutto 
(io ho usato quello regalatomi dal mio amico Antonio)
200 gr di zucchero
2 uova
2 cucchiaini di ammoniaca per dolci
la scorza di 1 arancia 
qualche goccia di vaniglia

1 uovo per spennellare
7-8 uova sode
caramelline per guarnire

Per chi ha il Bimby: mettere nel boccale la scorza dell'arancia, lo zucchero e 50 gr di farina del totale. Polverizzare: 20'' vel. 9-10. Aggiungere lo strutto, le uova, la vaniglia, il resto della farina e l'ammonica: 30'' vel. 5. 
Per chi non ha il Bimby procedere come una qualsiasi pasta frolla, grattuggiando la scorza dell'arancia. 




Tenere in frigo almeno 30'. 
Stendere una sfoglia alta 1,5 cm e ritagliare le forme desiderate, meglio se precedentemente disegnate su un cartoncino. 

Appoggiate sopra un uovo sodo, guarnite con ritagli di pasta frolla, spennellate con l'uovo sbattuto e ricoprite con le caramelline colorate. 













Infornate a 170° ventilato (o a 180 statico) per 10-15', finché non sono ben dorati. Se volete regalarli confezionateli sui cartoncini rigidi per dolci - eviterete che si rompano - e chiudetele ben strette con carta trasparente. 







Da noi si regalano per Pasqua, 
ma si mangiano a Pasquetta con le uova di Pasqua. 


Con questa ricetta partecipo al contest "La Pasqua in tavola" ideato da Therese Caruana di "Fornelli Profumati", nella sezione ricette dolci, 




nonchè al contest "Le ricette della carestia" ideato da Luna di "I Pasticci di Luna" per le ricette antiche,



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