cos'è casa mia?

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giovedì 31 gennaio 2013

Tiramisù all'arancia e tanti auguri... a me!


Come vola il tempo... o forse no! 
365 gg dall'ultimo compleanno e.... sembra che le cose non cambiano mai! Invece no, i bambini crescono, noi invecchiamo!:-) e in un anno di cose ne abbiamo fatte. 
Fare resoconti spesso porta a rimuginare su occasioni perse, chance che non hai avuto, sogni che non si sono realizzati... poi metti il punto e ricominci a sognare nuovi sogni, a sperare in nuove occasioni. Ecco, in fondo questa sono io!:-) 

Sempre molto ottimista, anche quando accade qualcosa di negativo. Perchè la vita non si ferma in un attimo, e quando ci si sofferma a fissare troppo un singolo punto, non ci accorgiamo che c'è un mondo che gira intorno. E se quel punto che brillava comincia ad oscurarsi allora è il momento di alzare la testa e guardarsi intorno, vedere che c'è tanto altro. E forse quel punto si è oscurato proprio per darci l'opportunità di scoprire ciò che altrimenti ci saremmo persi. 




E questo dolce l'ho pensato così. 
Volevo fare qualcosa che mi rappresentasse, che mi assomigliasse. 
Per questo ho fatto un tiramisù. 
Perché? Perchè è un dolce che preparo da quando avevo 15 anni, sempre con mia grande soddisfazione, nonchè di chiunque l'abbia assaggiato. 
Di tiramisù ne ho assaggiati tanti: ma questa ricetta, fornitami da una signora di Messina appunto moltissimi anni fa, non la cambio... e se la provate anche voi mi darete ragione, ne sono certa!:-) 

Stavolta però ho messo del mio. 

Mi era venuta voglia di fare il tiramisù all'arancia. Ho vagato qualche giorno su internet, ma non ho trovato nulla che mi convincesse. Però qualcuno l'ha fatto quindi come idea non era male. Quindi procedo!:-)





Ingredienti come qui, ma vi riporto per comodità:


5 uova freschissime

130 gr di zucchero
500 gr di mascarpone
la scorza di 1 arancia
50 gr di acqua
1 confezione di pavesini

cacao amaro 
cioccolata fondente


per la bagna

300 gr di spremuta fresca di arance (io Contadini per passione)
5 cucchiai di Passito Liquoroso di Pantelleria

per le decorazioni


pasta frolla come qui

coloranti per alimenti


Procedo, in parte col Bimby.

Mettere nel boccale del Bimby lo zucchero e la scorza dell'arancia, lavata e asciugata. Polverizzare 10'' vel. 8-9. Trasferire lo zucchero aromatizzato all'arancia in un pentolino, aggiungere l'acqua e portare ad ebollizione. 
Nel frattempo dividere i tuorli dagli albumi. Mettere i tuorli nel boccale del Bimby dove avrete inserito anche la farfalla e gli albumi in un contenitore che possa poi contenere anche il resto degli ingredienti. Montare i tuorli per un paio di minuti a vel. 2-3. 
Nel frattempo lo zucchero avrà cominciato a schiumare. Lasciate cuocere qualche minuto e con le lame in movimento aggiungete ai tuorli versando a filo dal foro del coperchio. Continuate a montare finchè i tuorli non diventano bianchi e schiumosi. 
A questo punto mettete il mascarpone in un contenitore, lavoratelo brevemente con una forchetta, quindi aggiungetelo ai tuorli e amalgamate a vel. 4. 
Montate a parte gli albumi con un pizzico di sale. Quando saranno ben montati - cioè girando sotto sopra il contenitore gli albumi non scivolano giù - come per magia resistono alla forza di gravità!:-) - riprendete i rossi con il mascarpone e versando lateralmente, un po' per volta, amalgamate delicatamente per evitare di smontare gli albumi, aiutandovi con un cucchiaio di legno con movimenti dal basso verso l'alto. 
Quando la crema risulterà liscia e senza grumi è pronta. Ponetela in frigo almeno 15'. 
Preparate adesso la bagna. Fate la spremuta di due o tre arance - dipende da quanto sono grandi e da quanto sono succose. 
Mettete la spremuta in una ciotolina adatta a mettere dentro i pavesini per inzupparli. Aggiungete il passito e mescolate. 
Prendete il contenitore in cui preparete il dolce. 
Mettete i pavesini dentro la spremuta per qualche secondo e formate uno uno strato di biscotti. Coprite con uno strato di crema al mascarpone, spolverate con cacao e ricoprite con cioccolato fondente - io l'ho grattugiato nel Bimby.
Procedete così fino a fare un massimo di 3 strati. 
Ho tenuto il dolce in frigo a riposare - dopo qualche giorno è più buono. Ho preparato i biscotti come qui, ma qualche settimana fa, per caso, mi era venuta voglia di sperimentare la frolla colorata. 
Allora ho voluto riprovare meglio qui e altre cose vi posterò nei prossimi giorni. 
Ho creato il disegno su carta da forno e ritagliata sulla pasta frolla. Colorata una parte della pasta frolla con coloranti alimentari in polvere e creati i disegnini sopra, quindi infornati. 



Così in questo dolce e in questa decorazione ci sono io, almeno per come mi sento di essere arrivata all'età indicata nell'angolino in alto a destra!:-) 
Se fossi un dolce sarei un tiramisù: normalmente ottimista e sempre pronta ad aiutare chi ha bisogno di una mano; bisogna che sia sempre convinta di quello che faccio, per questo come la crema del tiramisù le uova devono essere freschissime, meglio del contadino e devono essere montate bene. Se sbagli un passaggio, se non mi convinco, di risultati buoni no ne vengono fuori! 
E poi la cioccolata - in tavolette o in cacao - che meglio mi riconosce in quella fondente. Quella più vicina al sapore della bacca originale, quella più vera. Non sempre questa parte del mio carattere è apprezzata... ma in fondo una cioccolata fondente difficilmente può essere una barretta di cioccolata al latte!:-) O la apprezzi o nada! 
E bisogna avere molta pazienza a trattare con me... non cedo ai compromessi... avete presente quando sbagliate la cottura per fondere la cioccolata? Ecco, così io sono!:-) 
Poi possiamo decidere se dentro la cioccolata ci vogliamo la cannella o la scorza dell'aranzia, lo zenzero o il peperoncino... sono pronta sempre per qualsiasi avventura mi stuzzichi, purché sia pensata, ci sia una passione dietro che porti a nuove scoperte, a nuovi orizzonti, a nuove emozioni! 
La presenza dell'arancia manco a dirlo, rappresenta il mio lato "siculo", ma rispetto al caffè da a questo dolce un sapore molto delicato e si presta anche per essere consumato dai bambini - almeno i miei hanno apprezzato. 

Ultimo e non ultimo: questo dolce così composto sa di Fiesta, unica merendina industriale per cui ogni tanto trovo giusto farsi male:-)

Anche con questo dolce partecipo al contest "Dolci agrumati" ideato da "Una fetta di Paradiso


nonché al contest "se io fossi..." ideato da Annarita di "Il bosco di alici" in collaborazione con Toni Brancatisano


Alla prossima!
Maria Luisa:-) 





lunedì 28 gennaio 2013

Pici al ragù bianco di palamita, borragine e pomodorini confit

Piatto Terre Solari

Ed eccoci alla nuova sfida di MTChallange! 
Da quando ho iniziato a partecipare non riesco proprio a rinunciarci. Così quando ho visto i pici di Patty mi sono detta: assolutamente devo provarli! 
Per quanto non sia mia abitudine fare la pasta fatta in casa, ma quando il risultato sembra allettante, mi entra in testa il pensiero fisso, aspetto il momento giusto e lo faccio. 
Ho pensato molto al condimento da preparare per questi pici. Un condimento povero, legato al territorio. Per quanto povero, i pici con la carne dovevano essere un piatto per i giorni di festa. 


Così nel mio ultimo ordine fatto a Rosa, dell'Az. Agr. Biologica di Rosa Pacioni di Aprilia (Roma) - per info scrivete qui - che mi fornisce frutta e verdura a domicilio tutte le settimane, butto l'occhio sulla borragine e le chiedo di portarmene 300 gr. Non di più. Vivo nel Lazio da più di 10 anni e la borragine, così diffusa da queste parti, non l'ho mai assaggiata. Si tratta di erba di campo, raccolta insieme alla cicoria e altre erbe spontanee. 
Quando arriva Rosa le chiedo consigli su come cucinarla e mi suggerisce di friggerla in pastella o di prepararci il sugo con il pesce, tipo aricciola. Detto fatto! L'idea mi sembra quella giusta. 
Così finalmente stamattina metto mano alla preparazione dell'impasto dei pici - ho seguito alla lettera le indicazioni di Patty - alla preparazione del sugo con palamita e.... ecco cosa ho preparato!

Ingredienti per 4 persone:

per i pici:

200 gr di farina 00 
100 gr di farina di semola 
2 cucchiai abbondanti di olio evo
pizzico di sale
acqua q.b. (circa 1 bicchiere e mezzo)

per il sugo:

300 gr di palamita (2 fettine)
300 gr di borragine
10-12 pomodorini pachino
una manciata di capperi (io quelli di Filicudi)
100 ml di vino bianco
2 spicchi d'aglio
1 limone non trattato
pangrattato
origano
menta
zucchero
olio evo
sale q.b.

Preparate i pici. Nel post di Patty le indicazioni dettagliatissime. Grazie Patty. Per me che non sono così brava sono state utilissime. 
Unite le due farine e disponetele a fontana. Aggiungete quindi l'olio e un pizzico di sale. Cominciate ad amalgamare aiutandovi con una forchetta aggiungendo poco per volta l'acqua, quanto basta per avere un impasto elastico e continuate poi a lavorarlo con le mani per circa 10 minuti. Lasciate riposare. 

Nel frattempo preparate il sugo.
  • Accendete il forno a 120°. Lavate e dividete a metà i pomodorini. Disponeteli in una teglia da forno. Distribuite sopra 1 spicchio d'aglio tritato, origano, menta fresca tritata, una spolverata di zucchero, sale q.b., un filo di olio evo e mettere in forno 1 ora, o almeno fino a che non vi serviranno. Nel caso preparateli prima. 
  • Pulite la borragine togliendo i pochi filamenti partendo dal gambo. Lavate, tenete da parte qualche foglia più grande per decorare il piatto da portata e tagliate a listarelle il resto delle foglie. Prendete una padella che potrà contenere il ragù e poi anche i pici. Mettete una quantità di acqua sufficiente appena a coprire il fondo e a fuoco medio mettete dentro le listarelle ricavate dalle foglie della borragine. Tenete da parte quelle intere. Fate appassire con coperchio chiuso per circa 10'. Tenete da parte. 
  • Nel frattempo riducete in tocchetti piuttosto piccoli le due fette di palamita. Nella stessa padella, mettete l'olio evo q.b., l'altro spicchio d'aglio intero e una scorzetta di limone. Lasciate insaporire senza far bruciare l'aglio, quindi aggiungete la palamita. Insaporite per circa 5', aggiustate di sale, evaporate quindi con il vino. Aggiungete i capperi e qualche mestolo di acqua e continuate la cottura per circa 10', con coperchio. 
  • Aggiungete quindi la borragine tenuta da parte e insaporite per altri 5'.

Nel frattempo date forma ai pici. Confesso: mi è piaciuto tantissimo "piciare"! Oso dire che è quasi rilassante preparare i pici. Non richiedono nessuna perfezione, se non il fatto di prepararli piuttosto sottili, perchè durante la cottura crescono. 
Consiglio di non superare la lunghezza di un classico spaghetto. Tenerli da parte. 
Mettere a bollire l'acqua per la pasta e ponete nel forno ancora acceso (con i pomodorini) o ancora caldo, un po' di pangrattato in modo che si abbrustolisca un po'. 
Quando bolle buttate dentro le foglie intere di borragine tenute da parte e farle cuocere per qualche minuto. Tirarle fuori aiutandosi con una schiumaiola e tenere da parte. L'acqua prenderà un colore viola. 
Buttate i pici, aggiungete il sale all'acqua e fate cuocere per 5'. Assaggiate e sempre aiutandosi con una schiumaiola aggiungere i pici al ragù preparato. Insaporire per qualche minuto. 

Disponete le foglie intere bollite su un piatto da portata. Versate sopra i pici conditi, decorate con qualche altra fogliolina di borragine, i pomodorini confit caldi, una spolverata di mollica abbrustolita e scorzetta di limone grattugiata fresca.   


A tavola silenzio assoluto!!! Quel silenzio che scende quando tutti tacitamente concordano sulla bontà di ciò che stanno degustando. Un'esperienza da rifare presto, magari riprovando la versione originale di Patty, ma anche molte versioni postate che mi fanno gola.  A posteriori penso che il risultato di questo piatto sia in primis caratterizzato dalla voglia continua di sperimentare sapori e preparazioni - la pasta fatta in casa che non è mia abitudine preparare e le erbe nuove da assaggiare; ma l'influenza, penso inevitabile per tutti, di mantenere il legame alla terra d'origine, di sapori e profumi con cui siamo cresciuti - la palamita, i capperi delle Isole Eolie, i pomodorini confit, il profumo di limone. 
Meravigliosa esperienza degna di un pranzo domenicale coi fiocchi! 

Se non fosse ancora chiaro, con questo post partecipo al contest di MTChallange, che per il mese di Gennaio è dedicato ai "Pici di Patty" di Andante con gusto


Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 

venerdì 25 gennaio 2013

Risotto al nero di seppia


Finalmente anch'io sono approdata a Eataly. Giusto domenica scorsa. Pioveva che pioveva. 
Ho mollato tutti e mi sono avviata, da sola, volevo proprio andare a zonzo e osservare tutto. 
Al banco del pesce mi si avvicinano per un intervista con microfono e telecamera, prendendomi in contropiede visto che ero intenta a vedere che pesce c'era e da dove arrivava, e mi dicono che Coldiretti comunica che gli italiani per  via della crisi rinunciano al pesce al venerdì come da tradizione. 
Non è una bella notizia. La crisi c'è, si vede, si sente. Ma com'è che l'Italia è un paese circondata da 3 mari e siamo costretti a rinunciare al pesce!??? 

Rispondo, senza pensarci molto, che forse sarebbe meglio comprare un po' di pesce fresco spendendo gli stessi soldi che spendi per i bastoncini di pesce confezionati, che in proporzione al pesce che trovi dentro paghi in realtà troppo! E che per pesce non si deve intendere sempre pesce spada, tonno, aricciola, totani e calamari, e aragoste o gamberi (che hanno poche spine) ma che ci sono moltissimi pesci azzurri, che non costano tanto e ci fai un pranzo o una cena spendendo il giusto!

Ok, vado via, non mi preoccupo di verificare chi sono, per che canale trasmettono. Magari fermano altri e figurati se pensano a mandare in onda, su un qualsiasi canale, giusto l'intervista a me!!! 

Il giorno dopo la mia vicina di casa mi suona al campanello per chiedermi un'informazione e poi mi dice:"Ma senti un po', ma ti hanno intervistata in un grande supermercato che parlavi del pesce, che dicevi che ci sono tanti pesci buoni a poco prezzo etc? Mi sembravi tu, non mi ricordo su che canale." Ecco, e io che non l'avevo detto a nessuno di accompagnarmi che volevo andarci da sola, e invece chi ha visto non so' quale trasmissione, mi hanno scoperta subito!!! 


Di Eataly Roma vi parlerò un'altra volta. Vi anticipo che non ho un'idea del tutto positiva. Ma ve ne spiegherò anche i motivi. 

Oggi, voglio sono motivarvi a preparare ancora il pesce fresco, a comprare solo pesce di "stagione", poco ma buono. 
Ve ne avevo già parlato qui
Date anche un'occhiata a questo sito.
Questo è l'unico modo per affrontare la crisi senza rinunciare a tutto!:-) 

Ingredienti per 4 persone: 

una seppia fresca - 300/400 gr 
il sacchetto di nero tenuto a parte 
350 riso arborio
250 gr di passata di pomodoro (io quella autoprodotta) 
40 gr di olio (io 1315 della Soc. Agr. Doria
50 gr di vino bianco 
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
dado vegetale (o sale q.b.)
600 gr di acqua calda

Lavate la seppia e tagliatela a tocchetti non molto piccoli. 
Procedo col Bimby. 
Lavare e asciugare il prezzemolo. Con le lame avviate a vel. 7, far cadere il prezzemolo dal foro. Pochi secondi - 3,4 - il prezzemolo è tritato. Tenete da parte. 
Mettere nel boccale 40 gr di olio evo insieme all'aglio: 4', 100°, vel. soft antiorario. 
Aggiungere la seppia: 5', 100°, vel. 1, antiorario. 
Sfumare con il vino: 2', varoma, vel. 1, antiorario. 
Aggiungere la passata e far cuocere: 15', 100°, vel. 1, antiorario. 
Nel frattempo portate a bollore l'acqua in un pentolino o bollitore.
Passato il tempo, aggiungete il sacchetto con il nero e procedete ancora qualche minuto finchè non si sarà amalgamato. Non importa che diventi subito nero. Continuerà a sciogliersi e a colorare il sugo durante la cottura del riso. 
Aggiungete il riso. Insaporite: 2', 100°, vel. 1, antiorario. Quindi aggiungere l'acqua calda e il dado. 
Cuocere il tempo necessario indicato sul pacchetto del riso (meno i due minuti di tostatura). Se necessario, controllate qualche minuto prima della fine della cottura, e aggiungete ancora qualche mestolo di acqua. Può dipendere dalla densità della passata utilizzata. 
Servite il riso, spolverando con il prezzemolo tritato. 

In alternativa, preparate il sugo e condite gli spaghetti.

Utilizzando le indicazioni sopra, potete procedere allo stesso modo in una pentola in cui potrete poi aggiungere anche il riso. 


Quand'ero piccola mi piaceva un sacco mangiare la pasta con il nero di seppia - normalmente spaghetti o linguine - perchè si faceva a gara a chi diventava la bocca più nera. La prima volta che ho proposto questo piatto ai miei figli, vedendo questo contenuto tutto nero nel piatto.... vi lascio immaginare la reazione! 
Gli ho spiegato cosa succedeva a mangiarne un po' e per lo sfizio di vedersi bocca, denti e lingua neri, avanti e indietro per guardarsi allo specchio, hanno spazzolato tutto e adesso mi chiedono "quando la riprepari?" 

Alla prossima!
Maria Luisa:-) 





mercoledì 23 gennaio 2013

Bastoncini di pollo o meglio... di gallina bollita!


Immagino che il freddo che ci accompagna da qualche settimana in tutti Italia, vi avrà di certo fatto propendere almeno un giorno di preparare un bel brodo di pollo - o di gallina vecchia, chi ha la possibilità di averne un pezzetto, magari ruspante. Era da un po' che volevo postarvi questa ricetta, perchè il brodo io l'avevo preparato per Natale. Approfittando di un pezzetto di gallina da brodo e di qualche zampa che insaporisce - mi sento sadica quando faccio queste descrizioni, ma così è - ho preparato il brodo per cuocere dentro i cappelletti di cui mia suocera ci aveva omaggiati. 


Consumati i cappelletti in brodo, della carne e delle verdure bollite che si fa? Buttarli, giammai! Normalmente ci piace mangiarla anche con poco limone spremuto sopra. Ma stavolta ho fatto la "moltiplicazione dei beni"! 
No, no, nessun miracolo! Mi sono sentita proiettata indietro nel tempo, a quei racconti di contadini che facevano il sugo con due polpette e molte patate. 
Per fortuna non siamo a quei livelli, ma trovo una particolare soddisfazione quando con poco, pochissimo, riesco a tirar su una cenetta niente male! Come posso chiamarli... bastoncini di pollo, cibo di strada... chiamateli voi, e provateli se vi va, ne vale la pena!:-)


Per il brodo:

1/4 di gallina da brodo
1 patata media
1/2 cipolla rossa
2 carote
chiodi di garofano
2 cucchiaini di dado vegetale

per i bastoncini

200 gr di carne (cioè la polpa della gallina bollita)
120 tra carote e patate bollite nel brodo
80 gr pane raffermo
40 gr di parmigiano
20 gr pecorino (io maiorchino)
1 scorza di limone
prezzemolo ( o basilico)
1 foglia di salvia

uovo
pan grattato
olio per friggere


Preparate il brodo mettendo la carne, le verdure e il dado contemporaneamente in acqua. Fissate sulla cipolla i chiodi di garofano. Cuocere per un paio d'ore. Lasciare quindi raffreddare. 


Disossare e tenere da parte la carne insieme alle verdure - tranne la cipolla. 
Nel caso ne aveste bisogno, preparate prima il pan grattato che vi servirà per impanare i bastoncini. Io lo preparo col Bimby: pochi secondi a vel. 8-9. Tenere da parte.  
Mettere quindi nel boccale il pane raffermo, i formaggi, una scorzetta di limone, prezzemolo e/o basilico, qualche foglia di salvia. Tritare, pochi secondi, vel. 8-9. 
Aggiungere quindi la carne e le verdure bollite. Aggiustare di sale e pepe se preferite, quindi tritare: pochi secondi a vel. 5, fino a che tutti gli ingredienti non saranno amalgamati. 

L'impasto risulterà consistente, tipo polpettone. 
Fate dei filoncini, provate a renderli squadrati e tagliateli della misura che preferite. Passate i bastoncini nell'uovo e nel pangrattato e quando saranno tutti pronti, friggeteli a fuoco moderato finché non saranno dorati. 
Serviti con una insalatina mista. 

Con questa post partecipo al contest "La cucina del riciclo" ideato da Dauly di "Cucchiaio e Pentolone"



Alla prossima!
Maria Luisa:-) 




martedì 22 gennaio 2013

Baci di pasta frolla montata


Avevo già pubblicato questi biscotti - qui e poi qui
A memoria non mi sembra di averli più rifatti da allora, ma il mio piccolo monello, che ama mangiare pochissime cose, aveva scoperto che questi gli piacevano molto! 
E se gli passavano quelle foto davanti mi chiedeva sempre di rifarli.
E così, sperimenta sperimenta, ma poi si torna ai vecchi amori.  
Ho ceduto e li ho preparati sotto Natale, per regalarli.
 Li avevate visti qui. E vi avevo lasciati con la promessa di tornare a lasciare la ricetta. 


Alla fine ne ho regalati pochi, perchè Alessandro spazzolava tutte le mattine, e dovevo sbrigarmi ad accoppiarli perchè li mangiava appena sfornati. 
Vederli così, bianchi e neri, li ho associati alle pedine della scacchiera... giochi e mangi le pedine! Niente di più facile!:-) 
Un tazza di tè, caffè, orzo, cioccolata calda con o senza panna e il gioco è fatto! 

E sono tornata perchè nel mio continuo sperimentare, anche stavolta ho provato una piccola variante, che mi è piaciuta molto: sostituire una parte della farina 00 con farina di kamut. Non solo rende l'impasto più facile da lavorare, ma il biscotto è più friabile e più bello visto che prende quel colore biscotto che lo rende così bello anche da vedere. 


Ingredienti:

Scorza di mezza arancia non trattata (io Contadini per Passione
175 gr di burro morbidissimo
90 gr di zucchero
200 150 gr di farina 00
50 gr di farina kamut 
1 uovo
vaniglia
1 cucchiaino di lievito
1 pizzico di sale
per guarnire:
cioccolata fondente
marmellata (io di prugne)
zucchero a velo 
Procedimento col Bimby: inserire nel boccale la scorza dell'arancia asciutta  insieme allo zucchero: 20" vel. 8-9. 
Aggiungere il burro: 1' vel. 3-4, antiorario. 
Aggiungere l'uovo: 1', vel. 3-4, antiorario.
Aggiungere quindi le farine, il lievito, la vaniglia e il pizzico di sale: 30", vel. 4. 
Mettere l'impasto in una sac a poche con bocchetta a stella di media grandezza e dare forma ai biscotti direttamente su una teglia rivestita da carta da forno. I biscotti non devono essere molto grandi, anche perchè un po' crescono. 
Infornare 15', a 170° ventilato, al ripiano medio del forno. 

Sfornare e lasciare raffreddare completamente. 
I biscotti saranno naturalmente tutti diversi, ma di certo le coppie riuscirete a trovarle. In questo caso ho voluto farcirne metà con cioccolata fusa a bagnomaria, e il resto con marmellata di susine  fatta in casa. Quindi spolverate di zucchero a velo o decorate con cioccolata fusa. 



Il profumo di scorza d'arancia che invade casa delicatamente mi riporta col cuore nel mio Sud! E sapere che piacciono anche a bambini così poco golosi come la mia piccola peste... fa si che questi biscotti siano adorabili, troppo buoni per non amarli e da adesso li faremo più spesso! 


Con questo post partecipo al contest "La cucina del cuore" ideato da Agostina di "Pane, Burro e Marmellata"



nonché al contest "Dolci agrumati" ideato da "Una fetta di Paradiso





Alla prossima! 
Maria Luisa:-)


domenica 20 gennaio 2013

Sartù, il timballo di riso che adoro.


E non solo io, ma tutta la famiglia!
Anche Alessandro ha apprezzato, 
lui che "vorrei andare a vivere in un posto dove non si mangia" ! 
beato lui che resiste a tutte le tentazioni... salvo che non sia pizza, patatine, e poco altro... ma al Sartù neanche lui è riuscito a resistere. Si è seduto a tavola minacciando che ne avrebbe mangiato solo metà - per accontentarci - e alla fine l'ha mangiato tutto! 


Vabbè, non vi dico neanche la reazione di Riccardo alla vista di questo timballo di riso! 
Lui, il golosone di casa... 


A me piacciono molto i primi piatti al forno. 
Il timballo di anellini, la pasta 'ncasciata, le lasagne... si, in questo sono proprio sicula! 
E tutto quello che me li ricorda ha una corsia preferenziale 
nel mio cuore e nella mia cucina.
Grande stimolo a preparare la prima volta questo piatto è stato  l'incontro con napoletani buongustai, con cui lavoravo fino a pochi anni fa, con cui non mancava occasione di scambiarci ricette, segreti di ricette di famiglia, piatti della tradizione.... 
Perchè normalmente ci si scambiano ricette fatte in casa che sono impregnate di ricordi, profumi, affetti... 
Non saranno piatti da chef, ma hanno un fascino particolare, irresistibile....    


E così, in queste giornate fredde, in attesa della neve prevista, ma mai arrivata, 
ci consoliamo con un piatto caldo, che può essere preparato per tempo! 
Adatto anche a chi è intollerante al glutine. 

Ecco come l'ho preparato:

Ingredienti 

400 gr di riso carnaroli
500 gr di passata di pomodoro 
100 gr di piselli surgelati
300 gr di salsiccia (io quella sicula, come qui)
200 gr di macinato misto (maiale-vitello)
40 gr di pane raffermo
poco latte tiepido
150 gr di parmigiano
150 gr di scamorza
1 uovo
un ciuffo di prezzemolo
sedano, carota, cipolla
100 ml di vino
dado vegetale (la ricetta qui)
una noce di burro
olio evo
sale q.b. 
1 lt di acqua calda

Procedimento col Bimby: 
Scaldare il latte e mettere a bagno il pane raffermo;
grattugiare il parmigiano: pochi secondi vel.8-9 e tenere da parte;
lavare e asciugare il prezzemolo;
avviare il Bimby a vel. 7 e far cadere dal foro il prezzemolo per tritarlo; 
quando il pane sarà abbastanza morbido, strizzarlo e metterlo nel boccale e tritare grossolanamente: pochi secondi, vel. 5-6. 
Aggiungere quindi la carne tritata, l'uovo, 50 gr di parmigiano e un pizzico di sale. 
Amalgamare per qualche secondo, antiorario, vel. 3-4.
Tenere da parte questo impasto che servirà per le polpettine. 

Mettere nel boccale la cipolla, la carota e il sedano, tritare: 5'' vel. 5. 
Aggiungere 40 gr di olio. Soffriggere: 4', 100°, vel. soft. 
Aggiungere la salsiccia tagliata a tocchetti di 5-6 cm. Insaporire: 5', 100°, vel. 1, antiorario. Quindi sfumare col vino: 2', varoma, vel. 1, antiorario. Aggiungere la passata di pomodoro e un cucchiaino abbondante di dado. Cuocere 40', 100°, vel. 1, antiorario. 

Nel frattempo mettete in un padellino non molto grande i piselli, poco olio e sale q.b. e cuocete con coperchio per una decina di minuti. Preparate le polpettine della grandezza di una biglia. Quando i piselli saranno pronti tenete da parte e nel medesimo padellino mettete un po' di olio evo, fino a coprire il fondo. Lasciate scaldare e friggete a fuoco moderato le polpettine. 
Tenete da parte. 

Quando il sugo ha finito di cuocere, tirate fuori le salsiccette che sono rimaste integre e tenete da parte. Aggiungete al sugo il riso e fate insaporire: 3', 100°, vel. 1 antiorario. 
Aggiungere 800 gr di acqua calda e continuate la cottura a 100°, vel. 1, antiorario. Fate in modo che il riso cuocia 4' meno rispetto al tempo previsto, considerando anche i 3 minuti utilizzati per insaporire. 
A fine cottura aggiungere i piselli tenuti da parte, il burro e il parmigiano rimasto: 1', vel. 1. 

Per chi procede senza Bimby:
preparate in una pentola che possa poi contenere anche il riso, il ragù con gli ingredienti come sopra. Procedere alla cottura del riso.

Finite di amalgamare bene a mano. Preparate una teglia da sartù o utilizzate uno stampo da ciambella. Imburrate e ricoprite con pan grattato. Versate metà del riso, ricoprite con metà della scamorza tagliata a tocchetti. Coprite con il resto del riso, ancora scamorza. 
Versate 100 gr di brodo caldo - acqua e dado -, spolverate con pan grattato e mettete in forno caldo a 220° per circa 30' - può dipendere dal forno. Il riso è pronto quando avrà fatto la crosticina sopra. Spegnete, lasciate intiepidire in forno. Mettete nel forno spento ma caldo anche le polpettine e le salsicce tenute a parte in modo che abbiano il tempo di intiepidirsi. 
Sformate quindi il sartù su un piatto da portata, riempite il foro centrale con le polpettine e con le rimanenti decorate a piacere. 


Comunque vada sarà un successo! Nessuno saprà resistere. E se pensate di prepararlo solo per le feste, solo per il pranzo della domenica.... vi suggerisco di prepararlo quando avete tempo, per un qualsiasi giorno della settimana: quando si mangia il sartù è sempre festa! 

Con questo timballo faccio un mondo di auguri a Marcella e partecipo al suo contest "Il tempo della festa" dedicato ai timballi senza glutine. 


Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 



mercoledì 16 gennaio 2013

Filoncini di pane con lievito madre: che bontà! E il 4° Art. della Costituzione Italiana.


Piove da ieri sera, finalmente! 
Mi dispiace per chi non ama la pioggia, ma bisogna anche essere realisti: 
cosa faremmo se non piovesse? 
Ascoltatene il rumore: è la musica più rilassante che si possa sentire. 
Infatti stamattina non ho acceso neanche la radio!:-) 

Si lo so, quando esce il sole cantano gli uccellini... ma se non piove, chi da da bere alle piante? Vi immaginate un mondo senza pioggia? 
Quindi troviamo il lato positivo... 
Si sta al calduccio, anche dopo il lavoro si ha voglia di tornare a casa, 
mangiare qualcosa di buono, di caldo e rilassarsi davanti al camino - che non ho!:-( - 
o tutti sul divano sotto il plaid a leggere una storia ai bambini! 


E se proprio non vi va di uscire neanche per andare a comprare il pane, se avete il lievito madre che aspetta di essere utilizzato, avete la farina, il gioco è fatto! Impastate e gustatevi il pane appena sfornato. Io ho appena impastato. 
Tutto l'inverno scorso ho fatto esperimenti su esperimenti, appuntandomi su un agenda gli ingredienti utilizzati e i tempi di lievitazione e cottura. Poi tornavo per il giudizio finale. 
Giudicate da voi! 

Non sapete che soddisfazione quando ho tirato fuori questo pane!
 E soprattutto quando l'ho tagliato. Una meraviglia! Ecco, questo è stato il commento che ho appuntato su questo esperimento. 
Continuo a sperimentare, ma questo è quello che al momento mi soddisfa di più. 
Sarà anche il forno, che non gioca a mio favore, ma io ci provo sempre e primo poi lo mollo e ne compro un altro!!!:-) 


Non credo di essermi inventata nulla, ma vi lascio qui le porzioni utilizzate per questo pane. E se vi va di provare..... fatemi poi sapere. Per chi mi conosce e vive nei dintorni... io spaccio lievito madre, quindi se volete averne un po' contattatemi!:-) 

Ingredienti

400 gr di farina 0 (io uso Coop)
150 gr di farina di semola (Az. Agr. Poggi
150 gr di lievito madre
350 gr di acqua tiepida
15 gr di olio evo
1 pizzico i zucchero
10 gr di sale

Per l'impasto procedo col Bimby. 
Mettere nel boccale lievito madre, acqua, olio, zucchero, le farine e infine il sale. Impastare a Spiga per 5'. 

Fare una palletta e lasciarla lievitare in un contenitore - io di ceramica - dentro al forno. 
Ho lasciato lievitare 15h, poi l'ho ripreso e ho proceduto a fare le pieghe, che avevo spiegato già qui
Lascio nuovamente a riposare 2-3h, poi faccio i filoncini evitando di schiacciare l'impasto e quindi di sgonfiarlo. Fate i tagli preferibilmente con un bisturi o un coltello a lama affilata e lasciate a lievitare ancora qualche ora, coperto con uno strofinaccio. 
Accendete il forno a 250° ventilato. Mettete dentro anche la teglia in cui cuocerete il pane. Quando il forno raggiunge la temperatura tirate fuori la teglia, poggiate sopra il pane - se preferite mettete la carta da forno - e infornate avendo l'accortezza di mettere dentro anche un pentolino con l'acqua. Fate cuocere 10'. 
Quindi togliete il pentolino e abbassate la temperatura a 220° statico. Cuocete altri 10' e abbassate ancora a 190°. Cuocete ancora per 15'. Il pane a questo punto sarà dorato, ma siccome può dipendere dal forno, prevedete qualche minuto in più o in meno. Spegnete, mettete il pane in verticale e lasciate raffreddare dentro al forno lasciando aperto lo sportello di poco. 

Vedrete che soddisfazione!:-)))) 

Il pane era nella società contadina la base dell'alimentazione. Pane e companatico. In tempi di carestia il companatico non esisteva o se ne sentiva solo l'odore. Ho sentito tante volte persone nate prima della guerra dire che mangiavano pane e profumo di salame o mortadella. Con l'arrivo degli americani, anche la cioccolata!:-)  Il pane quotidiano è legato alla possibilità di poterlo avere - già fatto o di comprare la farina per farlo. Ed è quindi inequivocabilmente legato al fatto di avere un lavoro. Così colgo l'occasione per ricordare il 4° Art. della nostra Costituzione

"La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. 

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità, e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società." 

Trovo questo articolo bellissimo, dove tutti, chi produce reddito e chi produce progresso spirituale - come la cultura - concorrono parimenti. Non so' se ancora oggi ci si attiene a questo articolo... lo scrivo, in modo che noi, singoli cittadini, ce ne ricordiamo e lo difendiamo. 

Alla prossima!
Maria Luisa:-)




lunedì 14 gennaio 2013

Girandola di baci di dama


Ebbene si, ho mancato l'ultimo appuntamento con "Quanti modi di fare e rifare" con la ricetta dei Baci di dama di La Tavola di Artù. Ma avevo promesso di partecipare.

Sì, perchè quando ho visto quei baci di dama, che forse avrò fatto in tutto 1 o 2 volte nella vita, che non mi hanno entusiasmata, che qualche volta ho acquistato, ma forse non nel posto giusto... quando ho visto quelli di Michela mi sono incuriosita e mi sono detta che questa era la volta buona per rifarli. 


Così al rientro di queste vacanze, con ancora in dispensa le nocciole che avevo acquistato per prepararli, ho deciso di ricominciare da qui, dai baci di dama! 
Ammetto: lavoro laborioso, quasi certosino. 
Ma che bella soddisfazione vedere quelle palline che dentro al forno prendono la loro caratteristica forma arrotondata. Perfette! 
E alla fine mi sono divertita a farne di grandezze diverse. A farli piccoli capite bene che ci vuole veramente tanto tempo, ma realmente sono quelli più buoni da gustare! 


Vi lascio qui la ricetta di Michela che non mi sono permessa di variare, mi fidavo ciecamente del risultato e bene ho fatto!:-) 

Ingredienti:

250 gr di nocciole del Piemonte (io Giffoni, Fior Fiore Coop)
300 gr di farina 00
250 gr di zucchero semolato
200 di burro

150 gr di cioccolato fondente nero

Procedimento. 
Tostare le nocciole e pelarle. Io non le ho pelate completamente per farle completamente bianche per cui hanno assunto questo colore "abbronzato"! 
Mettere metà delle nocciole in un mixer - io nel Bimby - e polverizzare. Tenere da parte e polverizzare l'altra metà: pochi secondi vel. 9-10.
Aggiungere l'altra metà delle nocciole, il burro, lo zucchero e ultima la farina e lavorare l'impasto: 1' vel. spiga e 30' vel. 7.
Finire di lavorare l'impasto velocemente su una spianatoia e riporlo almeno 1 ora in frigo. 
Quindi fare delle palline della grandezza preferita e riporle su una teglia coperta da carta da forno un po' distanti perchè durante la cottura si gonfiano un po'. 
Per darvi un'idea i biscotti più grandi erano a crudo grandi più o meno come una biglia; quindi per farli molto piccoli dovete fare delle palline piuttosto piccole. 
Come al solito vi consiglio di fare teglie con biscotti della medesima grandezza che necessitano dello stesso tempo di cottura. 

Infornate a 170-180° per 15' - ma regolatevi con il vostro forno. 
Sfornate e lasciate raffreddare nella teglia: toccandoli ancora caldi tendono a rompersi, sbriciolandosi. 

Una volta freddi, fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente e trovate le coppie. Io ho ingaggiato due piccoli aiutanti, che erano concentratissimi, e soprattutto si sono divertiti a trovare le coppie "perfette"! 




Ed eccoli, pronti da assaporare, col tè o con il caffè. 
Con questa dose ne vengono veramente tanti! 
Grazie Michela, ho finalmente scoperto questa bontà piemontese. 


 Con questa ricetta partecipo al contest "Un dolce al mese
ideato da Morena di "Morena in cucina
che per Gennaio 2013 prevedel'utilizzo del Cioccolato Fondente. 


nonché al contest "Voglia di...cioccolato" di Sonia di "Oggi pane e salame, domani..." 


Ultimo e non ultimo, volevo pubblicamente complimentarmi con Francesco Gerbino, giovane fioraio con negozio sito a Spadafora (ME), che ha preparato dei deliziosi centrotavola a forma di pacco regalo per il 18° compleanno della mia nipotina che potete vedere nella terza foto di questo post, scattata ieri. Regge ancora dopo 10 gg e un viaggio in auto di 700 km! 
Qui un'altra composizione preparata sempre per l'occasione in dono alla festeggiata. 
Non sei un fioraio, sei un artista dei fiori! 


Alla prossima!
Maria Luisa:-) 

venerdì 11 gennaio 2013

Topolino mangia pedine, cioè broccoli e salsicce per i più piccoli.


Ma siamo proprio sicuri che le verdure ai bambini non piacciono? O sono figli del loro tempo? 

Io mi sono fatta questa idea. 
La carne può essere considerato comfort food. Perchè ha un sapore che non cambia molto, piuttosto anonimo. Quindi da sicurezza. Va bene però accompagnarla facendoci il sugo, con le verdure etc. E si fa molto uso della carne nella nostra alimentazione, è un'abitudine. Perchè mette d'accordo tutti. 

Le verdure e il pesce invece sono un'altra storia. 
Ogni verdura un sapore. Ogni pesce una nuova storia: con o senza spine, delicato, stoppaccioso, buono fritto o al cartoccio... insomma ci vuole più pazienza. Quella che non abbiamo. Allora via con bastoncini di pesce, anche quelli piuttosto anonimi, ma che si fissano nella mente dei bambini come associazione al "pesce". 

Allora come risolviamo la questione se le verdure fanno bene e i bambini non le vogliono. 
Non esistono bacchette magiche, ma di nuovo tanta pazienza e perseveranza. 
I bambini come molti adulti sono abitudinari. Preferiscono cibo che conoscono a quello che devono scoprire. Dura per chi ha troppa fantasia in cucina. 

E allora io mi adeguo, e mi abituo. Come?
Seguo semplicemente le stagioni. 
Cedo sulla carne un paio di volte alla settimana, ma le verdure e la frutta sono rigorosamente di stagione. 
Se preparo broccoli, cavolfiore, verza etc per 3-4 mesi di seguito, li preparo in tutte le salse alla fine se li mangiano. E gli piacciono pure! Stessa cosa vale per zucca, zucchine, melanzane, asparagi e carciofi. A casa mia non ci sono alternative: non è un ristorante à la carte, è menù fisso. Tosta eh???? 

Nell'incoscienza della prima infanzia mangiavano tutto. Ora che hanno 6 e 7 anni dicono non mi piace di cose che spazzolavano a due anni e volevano anche la seconda porzione.
Certo è che la mensa scolastica un po' di scombussolamento l'ha dato. Perchè tutti sappiamo che lo stesso piatto, anche fosse pasta al pomodoro, può variare non solo in base a chi la prepara, ma soprattutto in base agli ingredienti di base. 

Ecco, io sono così. Cerco di far capire ai miei bambini che le verdure danno molto di più di una fetta di carne, che offrono sapori diversi tutte le volte e loro, che ancora non li apprezzano tutte possono comportarsi come i grandi esploratori del passato, che partivano e non sapevano cosa avrebbero scoperto. Qualche volta andava male, ma spesso andava bene. Evito di dare la mia opinione sul rovescio della medaglia, ma fino alla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo cos'era la vita senza pomodoro, patate, cioccolata e caffè? 

E allora via, usa i mezzi che vuoi, ma sii sempre pronto a nuove scoperte! 
A noi adulti la responsabilità di scegliere sempre verdure fresche, meglio se acquistate direttamente da chi le coltiva e avere la pazienza di aspettare che arrivino a maturazione naturale. In questo modo offrirete verdure saporite ai vostri bimbi, che prima o poi apprezzeranno. 


Questa è stata una di quelle cene da compromesso. Preparo la salsiccia con i broccoli. Potete immaginare che la prima è molto apprezzata, la seconda meno. Allora all'ultimo secondo mi studio questa simpatica soluzione!:-)   

Ingredienti

salsiccia - io quella sicula, con carne tagliata a pezzi e aromatizzata con semi di finocchio
1 broccolo verde - comunemente chiamato siciliano
olio - io Nocellara Etnea della Società Agr. Doria
1 spicchio d'aglio
sale q.b. 

per decorare: qualche rametto di menta, pepe nero in grani e chiodi di garofano.

La salsiccia la faccio cuocere in poca acqua in una padella col coperchio. Quando è cotta da una parte la giro dall'altra e continuo la cottura bucherellandola di tanto in tanto. Quando l'acqua è quasi evaporata del tutto sfumo con poco vino. Fate colorire e servite. 
Nel frattempo ho tagliato a cimette il broccolo e lavato. 
Metto nel boccale del Bimby l'aglio e 40 gr di olio e faccio insaporire: 4' 100° vel. soft. 
Aggiungo i broccoli, salare a piacere, e cuocere: 10' 100° vel. 1. 
A fine cottura omogeneizzo: 30'' vel. 9.
Se necessario aggiungete un po' d'olio. Aiutandovi con due cucchiai formate il "topolino". Utilizzate due foglie di menta per le orecchie, chiodi di garofano per gli occhi e il rametto di menta senza foglie per fare la codina e il pepe nero per il musetto.

Insomma, come dire: se i vostri bambini vi fanno vedere i sorci verdi per mangiare le verdure... è il caso di servirgliene qualcuno da assaggiare!!!:-) 

Alla prossima!
Maria Luisa:-)   

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