cos'è casa mia?

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venerdì 12 aprile 2013

"Pasta squadata" di Filicudi e un giro per le Isole Eolie


Tutte le volte che rifaccio la "pasta squadata" provo a tornare indietro nel tempo con la mente, a una decina di anni fa. E mi ritrovo a Filicudi, al ritorno dal mare, affamata e trovo una cugina di mia mamma in veranda, indaffarata a preparare queste delizie e poi subito a friggerle, ripassarle nello zucchero con la cannella e poi, finalmente... potevamo azzannarle! 
Mamma mia, quanto sono buone! 
Nel frattempo il marito mi racconta che quelle frittelle le preparava la mamma quando loro erano bambini. Io me ne ero già innamorata e trascrissi la ricetta! 


Il marito, "filicutaro" appunto, partì negli anni '50, ancora ragazzino, alla volta dell'Australia. Tempi tristi, in cui la miseria era talmente diffusa, soprattutto alle isole, che era più forte del coraggio necessario per imbarcarsi a 15 anni su una nave e attraversare l'oceano in un viaggio che durava 30gg e arrivare dove non sapevi cosa avresti trovato. Lasciare la famiglia, gli affetti e tornare dopo 15 anni! 
Negli ultimi 20 anni sono tornati un po' più spesso, soprattutto da quando sono in pensione. E questa è stata per me l'occasione per trascorrere con loro delle giornate serene a Filicudi e scoprire quest'isola "magica"! Ogni tanto ne sentiamo la mancanza e ci andiamo qualche giorno anche quando loro non ci sono:-) 




Mio cugino mi ha raccontato della miseria che c'era a Filicudi a causa della quale decise, come tanti altri, di partire. Sull'isola viveva molta più gente e non c'era un pezzetto di terreno che non veniva curato. Si prendeva dalla natura tutto quello che era possibile: le olive, l'uva, i capperi, le more, i fichi, i fichi d'India. E si faceva l'orto, e si pescava. Non era neanche necessario andare troppo lontano: i pesci erano anche in riva al mare. 





Mentre lo ascolto provo ad immaginare che natura lussureggiante doveva avere quell'isola 50 anni fa. E la povertà della gente, che andava lungo i sentieri a piedi scalzi o con un pezzetto di stoffa legato sotto al piede. 









Ma immagino anche la genuinità dei rapporti umani - "tutto si faceva insieme" - perchè gli affetti erano le cose che sì, tutti possono permettersi, senza "pagare"! 
Oggi non è più così. A Filicudi ci vivono qualche centinaio di persone, per lo più d'estate. La terra non è più coltivata come un tempo, e a parte alcuni prodotti tipici, come i capperi, si tende ad acquistare tutto. 

Ma l'isola in sé non se ne cura, e mantiene inalterato il suo fascino!






A visitare le isole in gita per un giorno, magari con le barche turistiche che ti lasciano giusto il tempo di mangiare un gelato, fare il bagno e comprare qualche souvenir o una cartolina, si finisce per osservarle solo in maniera superficiale. 
Ma se avete la fortuna di fermarvi qualche giorno ne assaporerete i profumi, di terra selvaggia, di salsedine nell'aria, che vi porterete a lungo sulla pelle. Sentirete solo il rumore del mare - meglio anche abbandonare il "trillo" dei cellulari - le chiacchiere per strada; e nel buio della notte scoprirete un cielo punteggiato da migliaia di stelle, difficile da osservare dalla finestra di un condominio in città. E poi le passeggiate lungo gli antichi sentieri: ad ogni angolo un panorama diverso: verso sud la costa siciliana, verso est l'isola di Salina, verso ovest l'isola di Alicudi. 
Si scopre una vita semplice, dove l'arrivo dell'aliscafo o della nave, unico contatto con l'esterno, diventa una "festa" sul molo: c'è sempre qualcuno da andare a salutare, perchè arriva, o perchè parte; o un pacco da ritirare. 




E qualche volta ti sembra di essere approdato "all'isola dei famosi"


E, prima di passare alla ricetta, vi lascio alcune foto dei porti che toccherete, partendo da Milazzo in aliscafo, prima di arrivare a Filicudi: 








Se invece procedete verso le isole a est... 











Peccato non avere foto in digitale dell'isola di Alicudi. Ma, anticipandovi che si tratta di un'isola deliziosa, dove si va solo a piedi - che meraviglia! - e i pesi si trasportano a dorso d'asino,  prometto di recuperare prima possibile, magari la prossima estate!:-)

E adesso, finalmente, si mangia!:-) 


Le isole offrono in genere una gastronomia molte semplice, fatta di profumi locali e di pesce. Ma questa antica ricetta, semplicissima, non avrete modo di assaporarla nei ristoranti. Tuttavia vale assolutamente la pena di prepararla come merenda per i vostri bambini che siate al mare in vacanza o in città! Ogni tanto anche il fritto fa bene!:-)

Ingredienti per 7/8 "bocche":
500 gr di farina 00
acqua
4 cucchiai di zucchero + quello per ripassare le frittelle dopo averle fritte
la scorza di mezzo limone
cannella in stecche
un pizzico di sale

olio per friggere

Utilizzate un contenitore in cui potete pesare 500 gr di farina. 
Tenete da parte. Riempite il medesimo contenitore allo stesso livello a cui arrivava la farina. Mettete l'acqua a bollire insieme allo zucchero, il sale, la scorsa di limone e mezza stecca di cannella sbriciolata finemente. 
Quando bolle buttate la farina tutta d'un colpo, mescolate velocemente finchè non assorbe tutta l'acqua. Versare ancora caldo l'impasto su di una spianatoia, e aiutandovi con un cucchiaio di legno continuate a mescolare finchè non è abbastanza freddo per impastarlo a mano. Quando avrete ottenuto un'impasto omogeneo, fate dei bastoncini non troppo sottili e formate le frittelle. 



Se la pasta risultasse troppo appiccicosa, inumidite le mani per stenderla. 
Friggete in abbondante olio e passarle nello zucchero aromatizzato con la cannella. 

Se avete il Bimby procedete così: mettete nel boccale una stecca di cannella e tritate: 10'' vel. 8-9. Tenete da parte per aggiungerla allo zucchero in cui ripasserete la pasta squadata fritta. Mettete nel boccale i 4 cucchiai di zucchero, la scorza di limone e la mezza stecca di cannella: polverizzare grossolanamente 10'' vel. 9. 
Utilizzate lo stesso metodo per misurare acqua e farina. Aggiungete allo zucchero l'acqua e un pizzico di sale e portate a bollore: 5' (circa), 100°, vel. 1. Aggiungete la farina e mescolate a vel. 5-6 finchè non si amalgama la farina con l'acqua. Mettete l'impasto su una spianatoia e procedete come sopra. 

Queste frittelle, senza uova, fatte solo di acqua, farina e poco zucchero, ci permettono di preparare una merenda sfiziosa con poco, come imponevano le risorse della gente povera di pochi decenni fa. Una volta preparate, le ripreparerete ancora e ancora!:-)

Con questo post partecipo al contest "Le ricette della carestia" ideato da Luna dei "I Pasticci di Luna" e sponsorizzato da "Fotoregali

                                                            

e al contest "Viaggio nel Gusto" ideato da Laura di "Squisito

                                                           Il mio nuovo contest: VIAGGIO NEL GUSTO...VINCI UN VIAGGIO!

Alla prossima!
Maria Luisa:-) 


12 commenti:

  1. Maria Luisa che post!!!! mi hai fatto sognare!!! nel blu del mare, nel vento delle isole, nei tramonti, nei colori meravigliosi che ci hai regalato con i tuoi scatti!
    mi è sembrato di arrivare dal mare e sentire in veranda il profumo delle deliziose frittelle
    grazieeee di cuore!!!

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  2. Maria Luisa, avevo dimenticato la ricetta, ero totalmente immersa!!!! Complimenti per le foto stupende e per la descrizione passo passo che ha accompagnato il mio viaggio virtuale in quest'isola meravigliosa! Anche le frittelle saranno buonissime! Un abbraccio

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  3. tesoro ma quanto sono belli i nostri posti??? Che belle foto!
    Le frittelle non le ho mai fatte così, ho una ricetta simile che è di mia nonna ma non proprio come la tua.
    Grazie di partecipare al mio contest, in bocca al lupo. Baci

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  4. Ma tu mi vuoi far morire???
    Con tutto cavolo!
    Ti prego andiamoci insieme e soprattutto prepariamo insieme le frittelle?!

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  5. Ma che bella ricetta e che meraviglia di posti!!!

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  6. Che meraviglioso post-posto Certo che la Sicilia e le isole sono veramente belle,bellissime meravigliose.........porto ancora nel cuore il mio primo viaggio nel lontano 2003 ,dove ho soggiornato anche a Lipari,visitato Panarea e Stromboli ,oltre naturalmente alla Sicilia tutta,ad eccezione di Catania,che meraviglia il sole caldo di Scicli,Ragusa,Ragusa Ibla,Palermo,.............che nostalgia

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  7. Ricetta inserita...grazie per la partecipazione cara!
    Ti aspetto con le prossime ricette...hai tempo fino al 30 di aprile...più ricette inserite...più possibilità di vincere uno splendido soggiorno a Budapest!
    Un bacio!

    RispondiElimina
  8. Ricetta inserita...grazie per la partecipazione cara!
    Ti aspetto con le prossime ricette...hai tempo fino al 30 di aprile...più ricette inserite...più possibilità di vincere uno splendido soggiorno a Budapest!
    Un bacio!

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  9. il panorama è bellissimo
    le frittelle spettacolari
    ma le 2 pesti......!?!?

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  10. mammamia che posti fantastici..!! assolutamente da visitare!
    e complimenti anche per questi dolcetti devono essere fantastici!

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  11. ho riletto tutto d'un fiato il post ... è stupendo!
    complimenti per il contest!
    a presto

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  12. ricetta deliziosa, me la sono segnata...e complimenti per la vittoria del contest!

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