cos'è casa mia?

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martedì 9 ottobre 2012

Nuova collaborazione, bruschetta e ... frasi fatte!


Il titolo di questo post è tutto un programma lo so'. 
Ma è venuto così e così ve lo racconto!:-)
In quell'eden di sapori che è il Salone del Gustodi cui vi ho parlato nel post precedente, gli stand erano suddivisi per regione di provenienza e per paesi del resto del mondo: 
bastava poco per scoprire il meglio, il particolare, da "Trieste in giù".  
Mentre girovagavo per la regione Sicilia, leggo "Furnari" - il mio comune di residenza fino ad alcuni anni fa, avendo vissuto dall'età di 8 anni e mezzo nella frazione sulla costa, Tonnarella. 
Furnari? Un produttore e addirittura un presidio?! 
Grande il mio stupore di avere sempre avuto queste meraviglie così a portata di mano, ma non essendo per me zona di passaggio, mai notato, mai saputo! 


Ed eccoci qui, dopo il Salone, tutte le volte che torno in Sicilia, almeno una volta - dipende da quanto tempo ci rimango - vado a trovare Domenico, il padre e i suoi aiutanti. 
Scopro così che l'Azienda Agricola Isgrò svolge da generazioni l'attività della pastorizia. 
Gli allevamenti sono prettamente estensivi. Gli animali pascolano liberamente durante il giorno in campi di proprietà o presi in affitto.  
Al Salone del Gusto l'azienda partecipava tra i presidi Slow Food con il Maiorchino, formaggio a pasta compatta pressata, prodotto con latte crudo misto: bovino, ovino, caprino. 
La stagionatura avviene in costruzioni in pietra, interrate, fresche e può protarsi fino a 24 mesi. Il metodo antico di tecnica di lavorazione, unica nel suo genere in Sicilia, permette di conservare i profumi e gli aromi dei pascoli dei monti peloritani. 
Il gusto è deciso e piccante, soprattutto se stagionato. 

No, non mi sono innamorata di questo formaggio al Salone del Gusto. 
Il Maiorchino è un formaggio che mi capitava spesso di mangiare da piccola perchè i miei lo acquistavano da chi lo faceva in casa nelle zone di Fondachelli e Novara di Sicilia. Il sapore di questo formaggio mi saziava subito. E quel sapore, quel profumo inebriante ti si fissa nel cervello e lì rimane. Ti provoca quasi dipendenza!:-)  

Era da tanto che non risentivo quel sapore, quel profumo. 
Per questo il maiorchino è tornato nella mia dispensa tutto l'anno. 
Non si ammuffisce ed è ottimo sia da aperitivo, antipasto che da grattugiare. 
L'ho già citato in alcune ricette: qui, qui e qui, e altre ne posterò. 



Fantastica anche la ricotta. Sono passata a prenderla anche durante l'estate. La produzione segue i ritmi stagionali di produzione del latte. Quindi in estate se ne produce una quantità limitatissima - quel giorno circa 4 kg! Ne rimaneva solo una "cannatedda" da 1 kg. Ero titubante, poi ho commentato a voce alta: "Va bene, la prendo, magari la divido con mia sorella". E la voce saggia (il padre) mi rispose: "Non conviene! Questa una volta che l'assaggia va giù come acqua. E' ricotta di capra, leggerissima!" 
Gli volevo credere, ma mi sembrava sempre troppa... 
Invece aveva ragione! Era eccezionale! E mia sorella non ha fatto in tempo ad assaggiarla....  

Così sono tornata a prenderla per preparare il simil tiramisù con le fragole. 
E prima di partire ho fatto scorta di maiorchino e ricotta infornata. 

Dalla stima reciproca, tra una chiacchiera e l'altra, nasce la nostra collaborazione. 

Domenico mi chiede di provare questo formaggio caprino e le marmellate che prepara la moglie Sandra, giovanissima, ma molto in gamba! 


Quando si parla di caprino penso sempre ad un sapore forte e acido. Tuttavia le produzioni artigianali sono un'altra storia. 
Nello specifico, questo formaggio è prodotto da latte crudo di capra prodotto in azienda. La razza prevalente nell'allevamento dell'Az. Agr. Isgrò è la razza Maltese, particolarmente produttiva in termini di quantità di latte quanto prolifica - fanno parti plurigemellari. 
Il latte viene munto la sera e la mattina portato a 37°, quindi aggiunto il caglio - sempre prodotto in azienda. Viene creata la forma e rivoltata 2-3 volte nell'arco delle 12 ore successive, salato a secco e messo a riposare per qualche giorno al fresco. 

La presenza dell'acido caproico presente nel latte di capra da al formaggio un sapore appena acidulo, saporito e pungente. 
Per questo, essendo ancora il formaggio molto fresco, l'ho voluto abbinare ai pomodorini confit, ottenendo una bruschetta DIVINA!

Di seguito la preparazione dei pomodorini. 
Tagliare a metà i pomodorini, meglio del tipo carnosi. 
Disporli su una teglia coperta da carta da forno. 



Coprirli con una spolverata di zucchero e erbe aromatiche miste tritate (menta, basilico, salvia, origano, rosmarino), aglio tritato e un filo d'olio. Infornare 30' a 160°. In questo modo i pomodorini si insaporiscono e si ammorbidiscono e sono pronti da essere gustati con la bruschetta insieme al caprino dell'Az. Agr. Isgrò. 

E concludo con il terzo punto... 
Frasi fatte: "che Dio ti benedica!"
Quanto volte abbiamo sentito questa frase? 
Mi viene da pensarci spesso quando la sento. 
Quando per es. ci sono i preti che girano per le case per "benedirle". Una volta, almeno in Sicilia, c'era chi si faceva benedire la casa nuova, la macchina nuova. Così come si da la benedizione a chi prende i sacramenti. E fin qui niente di strano. 
Ma cosa passa nella mente di ciascuno rispetto a questo gesto?
Farsi benedire vuol dire avere l'approvazione di un Dio? 
Oppure si chiede a quel Dio di essere protetti? 
Di guidarci sulla retta via? E quale sarebbe la retta via? 
Che ci benedica qualsiasi cosa facciamo nella vita? 
E se le cose non vanno bene è perchè quel Dio si è distratto?
 Oppure non siamo stati "benedetti"?
Lascio a chi mi legge commenti e considerazioni. 
Vi ho solo dato il "la" per chi vuole pensarci su!:-) 
A me piace molto riconsiderare cose che sono entrate di diritto nella nostra vita come consuetudini, anche se si tratta solo di frasi fatte.
Tuttavia, se essere benedetti vuol dire "proteggere" qualcuno-qualcosa affinché possano dare il meglio nella loro vita, allora vorrei che fossero "benedette" le persone che si dedicano al proprio lavoro con passione, tramandandoci tradizioni che la globalizzazione sta risucchiando e facendo scomparire. Perchè non si perda nel tempo la tangibile necessità di un rapporto rispettoso tra uomo, animali e natura, che porta poi ad avere del buon cibo sulle nostre tavole. Perchè facciamo parte dello stesso mondo e, mentre il mondo senza l'uomo sopravviverebbe benissimo in un equilibrio perfetto, noi senza il resto del mondo spariremmo immediatamente!

Alla prossima!:-) 
Maria Luisa 

   





6 commenti:

  1. Quante belle cose ci hai raccontato.. e che prodotti davvero di alta gamma! Chissà che sapore! Quei pomodorini sono qualcosa di speciale! :D Mi hai fatto sorridere per le frasi fatte.. e si, credo che la 'benedizione' sia solo un modo ulteriore per 'augurare protezione', per ricercare il bene di qualcuno e sottolinearlo in particolar modo. Un modo per augurare di agire sempre 'sotto una buona stella d'amore'! :) Un abbraccio!

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  2. Grazie Ely. I prodotti sono speciali!:-) è vero, la tua è una bella versione per interpretare la "benedizione"!:-) un abbraccio.

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  3. Grazie Maria Luisa per essere passata da me! E'piacevole leggere quello che scrivi e le cose buone che consigli! Io sono di Grottaferrata, ma da molti anni vivo a Roma. Ti seguirò con piacere! Un bacio

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  4. Davvero un bellissimo post, i ricordi e i prodotti genuini sono il segno che tu ami le cose buone! le belle sensazioni che un profumo, un ingrediente, una frase ti fanno sussultare sono segno di una donna dal grande animo!

    Anche la frase finale fa riflettere, sai che non ci ho mai pensato in effetti??

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  5. Beautiful and tempting! Now, I’m hungry…

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  6. ...quando gli ingredienti sono ottimi e di primissima qualità...beh, il risultato non può che essere strepitoso. Come queste bruschette, of course!
    Buon fine settimana!

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