cos'è casa mia?

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giovedì 30 maggio 2013

I biscotti della signora Pina


E dopo questi giretti in Puglia con la taieddhra torno ad una ricetta della signora Pina di Filicudi. Questi biscotti, che ci ha offerto un giorno che siamo passati a trovarla durante i giorni trascorsi nell'isola per il ponte del 25 Aprile, mi sono piaciuti tantissimo. Sono quei biscotti che puoi inzuppare nel latte la mattina, ma anche servire col caffè o col tè per quanto sono delicati, friabili. I classici biscotti della nonna. In fondo al Sud il burro le nostre nonne non lo usavano. Quindi che ho fatto? Ho chiesto la ricetta con la promessa di inserirla nel blog e condividerla con tutti voi:-) 
Prendo la ricetta e provo a farla appena rientro a Roma. Nada, non mi sono piaciuti. La richiamo e mi dice: "no, io faccio prima così e poi così!" ahhhh, ma allora non dovevo fare come se stessi impastando la frolla normale... vabbè, vi lascio subito alla ricetta, perchè poi naturalmente sono venuti benissimo! E li ho assaporati con il caffè freddo macchiato con la panna - che vizi vero? - in un giorno che ha fatto caldo... quand'è stato, non me lo ricordo più??? Sono di nuovo con le cose pesanti e sento anche freddo... 


Senza burro sono deliziosi e durano anche diversi giorni... 
se non li spazzolate uno dopo l'altro!!! 

Ingredienti: 
500 gr di farina 00
2 uova
180 gr di zucchero
mezzo bicchiere di olio evo (io Novellara Etnea della Soc. Agr. Doria
qualche scorzetta di limone
qualche goccia di vaniglia
1 pizzico di bicarbonato
8 gr di lievito per dolci

Io procedo col Bimby: mettere nel boccale lo zucchero e la scorza di limone e polverizzare: 20'' vel. 9. Aggiungere le uova e sbattere a crema: 4' vel. 3-4. Quindi aggiungere l'olio, la farina, la vaniglia, il lievito, il bicarbonato: amalgamare 20'' vel. 5. 
Lasciare riposare l'impasto anche tutta la notte. In alternativa almeno 1 ora. 
Quindi prendere l'impasto poco per volta, fare dei rotolini e formare dei biscotti. 


Posizionarli su una teglia rivestita da carta da forno, spennellare con l'uovo precedentemente sbattuto insieme ad un pizzico di sale, e infornare a 190° per 15-20' circa. Sono pronti appena i biscotti avranno preso un bel colorito. 
Sfornate, lasciate raffreddare e conservate in un contenitore di vetro o di latta. 
Gustateli a colazione o con il caffè. Ottimi anche per la merenda dei bambini. 

Alla prossima!
Maria Luisa:-) 


mercoledì 29 maggio 2013

Taieddhra con influenze sicule... ma anche no!


E che credete che questo piatto fantastico mi sarei limitata a farlo solo una volta? Se si, vi siete sbagliati:-) 
Perchè adesso che l'ho assaggiata penso e ripenso a come rifarla. Lo so' che quella originale è favolosa e non ha nessun bisogno di far lavorare la fantasia, ma non trovo niente di male a provare a rivisitarla... 
E così sapete che cosa è successo? Che domenica che ero a Roma per andare a riprendere Alessandro che aveva dormito a casa di un amichetto, l'ho messo in auto e l'ho portato da... nooooooooooo, ancora una volta non è uno di quei famosi fast food! Nooooo.... 
L'ho portato a Eataly! Abbiamo preso un gelato, abbiamo fatto le scale mobili su e giù... e portato a casa il pesce, le melanzane, i pomodorini pachino igp, le patate del Fucino, e il riso presidio Slow food. Rimaneva solo da mettere a frutto la mia idea.... preparare un taieddhra con evidenti influenze di cucina sicula! Ma chi l'ha detto che non potrebbe essere anche pugliese? A voi l'ardua sentenza:-) 


L'ho preparata così:
Ingredienti:

300 gr di riso Grumolo delle Abbadesse (Presidio Slow Food)  
2 sogliole piccole
2 pesciolini da zuppa
1 melanzana viola
5 pomodorini Pachino IGP
mezzo peperone rosso
30 gr di parmigiano reggiano
20 gr di pecorino romano
1 pezzetto di porro
olio extra vergine d'oliva (io Nocellara Etnea della Soc. Agr. Doria
olio per friggere (io olio di semi di girasole bio coop)
pangrattato aromatizzato, qualche cucchiaio 
scorza di limone
foglie di menta 

Preparare prima il brodo di pesce. Io lo preparo col Bimby. Mettere 750 gr di acqua nel boccale, insieme al sale, qualche pomodorino e una scorzetta di limone. Nel cestello mettere il pesce da zuppa. Nel contenitore del varoma posizionare le sogliole. Cuocere per 15', temperatura Varoma, vel. 1. Tenere da parte. 
Nel frattempo tagliare a tocchetti le melanzane e metterle in un contenitore con una spolverata di sale grosso. Lasciare a perdere l'acqua per 30', poi lavarle e strizzarle delicatamente, quindi friggerle. Tenere da parte. 
Tagliare le patate con la mandolina e creare uno strato su una teglia unta con olio evo. Quindi mettere metà delle melanzane e dei peperoni (quest'ultimi a crudo) e del porro a fettine. Aggiungere qualche foglia di menta fresca tritata.  
Lavare sotto l'acqua il riso e fare uno strato sopra le verdure. 


Spinare le sogliole e fare uno strato sopra il riso. Spolverare con metà del formaggio e una scorzetta di limone tritato. 
Quindi ricoprire con altre patate, peperoni e melanzane fritte. 
Coprire il tutto con il brodo di pesce il, spolverare con il rimanente formaggio e la menta. Io ho finito anche con un spolverata di pane grattugiato aromatizzato.


Infornare per 1ora e mezza in forno a 160°. Servite appena tiepido. 
Buono, delicato. Mi piace il profumo del limone in questa preparazione. Dovevate sentire che profumo appena aperto il forno!!!!

Qualche informazione sul riso: 
Ho avuto modo di assaporare la bontà del riso utilizzato in questa preparazione in un ristorante del modenese, I Laghi, a Campogalliano, di cui vi avevo già parlato quidove appunto utilizzano prodotti dei Presidi Slow Food. Il cuoco me ne aveva regalato poi un pacchetto e avevo avuto modo così di riprovarlo anche a casa con risultati eccellenti, sia nella preparazione di insalate che di risotti soprattutto se accompagnati da verdure e da pesce. 
Grumolo delle Abbadesse è una località tra Vicenza e Padova dove la coltivazione del riso è stata introdotta nel Cinquecento dalle badesse che avevano provveduto alla bonifica della zona. 
Oggi intorno a questa zona si continua a coltivare il Vialone nano, una delle più antiche varietà coltivate in Italia, e rimane la coltivazione veneta di riso per eccellenza. Ha una resa molto bassa: tuttavia molti produttori sono riusciti a superare i vari momenti di crisi e a mantenere questo tipo di coltivazione senza cedere a produzioni più redditizie. La salvaguardia della biodiversità si deve soprattutto a produttori con questa sensibilità. 
A Roma lo trovate a Eataly, negli scaffali di fronte al reparto ortofrutta. 

E anche con questa variante, e sul filo di lana, partecipo all'MTChallange di Maggio: 


Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 




sabato 25 maggio 2013

Thieddra: falla come vuoi, sempre buona è!


Altro giro, altra sfida per l'MTChallange!:-)
Non mi vorrei ripetere, ma quanto mi diverte partecipare a questa carrellata di rivisitazioni di ricette classiche. E, mi dico, quanto siamo fortunati a vivere in un paese che ci offre così tanti sapori, profumi e una tradizione gastronomica meravigliosa, che ha radici nel passato, e che non è fatta solo da grandi chef delle cucine dei ricchi, ma soprattutto dalle cucine di donne che si ingegnavano a mettere in tavola piatti poveri, ma ricchi di amore, perchè solo un sentimento così grandi poteva creare con pochi ingredienti piatti indimenticabili e che continuano ad essere amati ancora oggi! Se ne riscopre, in tutte le varianti, la bontà. 
Non ho mai assaggiato questo piatto, ma mi ha ispirato da subito. Non amo particolarmente le cozze, quindi l'ho rifatto con altro tipo di pesce. E questa è la mia versione, in nero Thailandese! 


Le dosi sono come da ricetta della Taieddhra riso patate e cozze proposta da Christian, ma la riporto qui di seguito con le varianti che ho apportato:

400 gr di patate
1 cipolla 
1 mazzetto di asparagi
200 gr di riso nero Thai 
5 pomodorini
30 gr di pecorino romano
20 gr di parmigiano reggiano
300 gr di acciughe 
rana pescatrice, la testa
sale per il brodo di pesce

Ho proceduto così: ho grattugiato il formaggio nel Bimby e messo da parte. Ho quindi cotto la testa di rana pescatrice a vapore (io nel Bimby), ponendo il pesce tagliato a pezzi nel vassoio del varoma, e mettendo nel boccale 1lt di acqua con sale q.b. e una scorza di limone: 20', temperatura Varoma, vel. 1. 
Nel frattempo ho tagliato le patate con la mandolina e lasciate in acqua a perdere l'amido; puliti gli asparagi e lavati; affettata la cipolla; lavato il riso; lavati i pomodorini. Le acciughe le avevo fatte diliscare in pescheria!:-) 
Appena pronto il pesce, tenete il brodo da parte e recuperato la parte di polpa del pesce - non tantissima per la verità! 


In una teglia fare una base con le patate, distribuire una parte degli asparagi e la metà della cipolla. Coprire in maniera uniforme con uno strato di riso, quindi coprire con le acciughe e la polpa di rana pescatrice, i pomodorini tagliati in spicchi e metà del formaggio. 
Ricoprire quindi con la cipolla, le patate e gli asparagi. Al centro ho fatto un "nido" di pomodorini e spolverato con il rimanente formaggio. Coprire con il brodo di pesce. Il brodo deve coprire  tutto il contenuto. Cuocere 1 ora e mezza in forno già caldo, a 160°. 
Non avevo assolutamente previsto che si colorassero anche le patate, e anche gli asparagi sono stati "inglobati" nel coloro intenso del riso. Posso garantire però sulla bontà del prodotto finito! 

A parte la comodità di mettere tutto a crudo, la cosa bella di questo piatto è che è veramente eccezionale anche per il fatto che può essere preparato per tempo. Anzi è più buono se lasciato riposare una mezzoretta. 

Qualche accenno al proprietà del riso thai nero. 
Deve il suo nome al colore del suo pericarpo. E' in grado di crescere anche in terreni semiaridi e con pochissima acqua. E' molto ricco di ferro e vitamine e per questo motivo viene selezionato dalle donne thailandesi come alimento fondamentale per gli anziani, i bambini, i malati. Da sempre considerato un riso pregiato, in passato il consumo era riservato ai soli imperatori, in quanto era considerato "elisir di lunga vita". Durante la sbramatura viene eliminato solo lo strato superiore della pellicola che lo ricopre, lasciandone così inalterate le proprietà nutritive: per questo può essere considerato un riso "integrale". Ottimo per accompagnare piatti di pesce e frutti di mare, può essere assaporato anche "liscio" o condito con qualche spezia. 

Con questa versione di Taieddhra partecipo all'MTChallange di Maggio



Alla prossima!
Maria Luisa:-) 





martedì 21 maggio 2013

Bambolina per Prima Comunione - I. 22.00 - F. 4.00


Che emozione postare la mia prima bambolina in pasta di zucchero! 
Volevo prepararla per la Prima Comunione di Ilaria, ma le mie basi, su cui magari ho sempre lavorato il giusto, non erano così solide. Mi è bastato invece un corso con Molly al momento giusto per farmi venire voglia di provare.  


In questa foto sono "sconvolta" da un giorno intero passato ad acquisire informazioni, nozioni, fotografare mentalmente quello che vedevo fare a Molly. Ma è stato molto bello! 
Questa ragazza, così dolce, con cui condivido l'anno di nascita di entrambi i nostri bambini!:-) - ha il potere di trasformare la pasta di zucchero in oggetti e bamboline meravigliose che prendono forma quasi per magia! Ma come fa? A vedere lei tutto sembra facile, poi ci provi e non è così.... Ma sappiamo anche che, così com'è stato anche per lei, così come in tutte le cose, bisogna lavorare e lavorare per raggiungere certi livelli di sicurezza e di bravura. 
Ce ne sono tante, e tutte bravissime! Ma lei è la mia preferita da sempre!:-) 

Ecco, da vicino, su cosa abbiamo lavorato al corso:





Per niente facile lavorare su una bambolina che si regge sulle braccia e gambe in su, ma che soddisfazione vederla finita!:-) 
E dopo questa, tanta voglia di riprovare!  
Ed ecco la bambolina preparata per Ilaria. Dopo aver cercato invano qualche ora di tranquillità per tutta la settimana, alla fine ho deciso di cominciare alle 10 di sera, nel silenzio assoluto della casa e, quando ho alzato gli occhi per vedere che ore fossero... l'orologio segnava le 3.00! A quel punto era ora di passare alle rifiniture. A letto alle 4.00! Ecco svelate le sigle nel titolo del post!:-) 
Al risveglio ero soddisfatta di questo lavoro notturno e non vedevo l'ora di consegnarla! Ma prima le foto ricordo!




Ilaria è stata felicissima! E quindi anch'io:-) 

Alla prossima!
Maria Luisa:-) 



sabato 18 maggio 2013

Brioche alla panna con fragole


Se non ci fosse un calendario, se la nostra vita non fosse scadenzata da tempi scolastici e bollette da pagare, a guardare il tempo... potremmo dire che è Marzo. Di buono c'è che queste temperature sono ancora ideali per accendere il forno!:-) 
Malgrado gli acquazzoni, le temperature tornate miti, Riccardo chiede insistentemente la granita... per lui è già estate!
E' bastato il cielo sereno di oggi perchè la chiedesse anche mio marito. Con la mia amica Roberta avevamo organizzato una merenda di brioche con gelato... saltata un giorno per un motivo, un altro per un altro... ma io le brioche le avevo comunque preparate e sono state spazzolate tra una colazione e una merenda e l'altra! 
Mi piace prepararle più o meno tutte della medesima misura e quando sono arrivata all'ultima mi sembrava troppo piccola per ricavarne una brioche. 
Allora ho deciso di dargli la forma tipo maritozzo. E quando l'ho visto così soffice e dorato ho abbandonato ancora una volta la mia "sfida" per la prova costume e l'ho farcito con la panna! 
E quelle fragoline in frigo, non ci starebbero bene? Certo che sì! 
Ho condiviso questa goduria con Riccardo all'ora del caffè (quello solo per me!:-)), mentre Alessandro l'ha proprio ignorato! Lui si che la prova costume la supera alla grande... 


Se volete preparare anche voi questa goduria, seguite la ricetta pubblicata già qui. Al momento di dare la forma, formate degli ovali del peso di circa 70 gr. Dopo averli sfornati, lasciate raffreddare, incideteli con un coltello affilato, riempite con la panna fino a "strabordare", decorate con la frutta e servite! 


Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 

mercoledì 15 maggio 2013

Maionese, siiiii! Ma senza uova!


Ieri in auto, io e i bambini. Mi fermo in un autogrill fuori Anzio con annesso un famoso fast food. Alessandro mi chiede quand'è che li porto a mangiare al... bip...???? Risposta: "Mai!" "Perchè?" "Perchè sono soldi buttati". 
Poi da lì fino a casa - circa 40' - hanno voluto sapere il perchè e il per come sono arrivata a questa conclusione. 
Non sto' qui a dirvi tutto quello che ho raccontato, ma basti sapere che anch'io mi ero fatta coinvolgere dalla moda del "paninazzo" con hamburger durante la mia adolescenza. Le salse, a cui non ero minimamente abituata - noi abbiamo l'olio, l'aceto, il limone - non le amavo particolarmente. Ho realizzato che no ne potevo più quando mi sono trasferita a Bologna all'Università. I primi tempi a pranzo mangiavo fuori e sceglievo un fast food piuttosto che un altro anche perchè 25 anni fa a Bologna un panino poteva costarti anche 5000Lire, mentre nel fast food prendevi con la stessa cifra il panino, la coca e non so' cos'altro. Ma non mi saziavo mai. Avevo sempre bisogno di mangiare altro. 
Ho capito che era proprio l'assenza di gusto, di bontà di quel pasto che mi lasciava a pancia vuota. 
Alla fine ho smesso e definitivamente. O meglio, forse ogni tanto ci sono andata, ma non era il mio posto preferito. Ultima volta in cui sono entrata in un fast food è stato a Rimini, gennaio del 2000, su insistenza dei miei nipoti - allora di 5 e 11 anni. Ho digerito le patatine 2 gg dopo e questo mi è bastato per non entrarci più. Piuttosto digiuno. Stessa cosa vale per i panini dell'autogrill. 
Non solo sto male e digerisco il giorno dopo, ma mi mettono addosso una tristezza oltre al fatto di dover pagare "tutta questa fantasia" - uguali da Bolzano ad Agrigento - come fosse oro colato. 

E' finita che siamo arrivati a casa e scendendo dall'auto Riccardo ha detto:"Ti prego non mi portare mai al fast food!" Alessandro, che manco mi ha ascoltata.... "Io ci voglio andare! quando ci andiamo? Lunedì?" E vabbé sono tutti e due figli miei, e dello stesso padre, ma i figli non si fanno con lo stampino... per fortuna!!!! 


Per chi è intollerante alle uova e anche per chi no, provate questa maionese: squisita, leggera, delicata. Usatela per l'insalata di riso, per i panini, per le uova sode. E' veramente deliziosa. 

Ingredienti:
300 gr di olio di girasole (io quello bio Coop)
10 gr di erbe aromatiche (rosmarino, timo, salvia, menta, maggiorana) 
150 gr di latte
1 cucchiaio di aceto di vino bianco o di mele
1/2 cucchiaino di curcuma
un pizzico di sale

Preparazione col Bimby. 
Lavare le erbe, asciugarle delicatamente in uno strofinaccio pulito. 
Avviare il Bimby a vel. 7 e far cadere dal foro le erbette. Quando saranno tritate, togliere e mettere da parte. 
La quantità di olio è pari a due bicchieri colmi monouso. 
Versare nel boccale il latte, la curcuma, l'aceto e il sale. Posizionare il misurino sottosopra - con il contenitore verso l'alto. Avviare a vel. 7 e versare sul coperchio l'olio che andrà così giù a filo: 1 minuto e la vostra maionese senza uova è pronta! Aggiungere le erbette e conservare in frigo. 

Vi ricordo anche la ricetta del Ketchup, che tanto è piaciuta a Ghunter di Papille Vagabonde.

Alla prossima!
Maria Luisa:-)



venerdì 10 maggio 2013

Frittelle di fiori di sambuco e una passeggiata con vista sul Lago di Albano L.


Stamattina, dopo ormai quasi 6 anni che vivo ai Castelli Romani, e avendo solo girovagato per i paesi, mi sono ritrovata lungo un sentiero che da Albano porta fino a Nemi, con vista sul Lago di Albano e Castel Gandolfo. 
In compagnia di un amica che, al contrario di me, conosce bene questi sentieri, abbiamo fatto una passeggiata di due ore, andata e ritorno. La giornata è nuvolosa e per niente calda, ma il lago di Albano - su cui si affaccia anche Castel Gandolfo - è veramente uno spettacolo in qualsiasi condizione meteorologica. 
Purtroppo non mi ero accorta che la batteria della macchina fotografica era quasi del tutto finita e mi ha lasciata sul più bello... Nel frattempo vi lascio un assaggio di quel che si può godere lungo il sentiero che abbiamo fatto, dopo aver lasciato l'auto vicino alla fraschetta "Le fratte ignoranti" e proseguito fino al Convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Ho intenzione di tornarci presto e di godere più spesso delle bellezze di questo ambiente meraviglioso, percorrendo tutti i sentieri in tutte le direzioni. Rimanete collegati!:-) 






Lungo il percorso piante di Sambuco fiorite ci invitavano a raccoglierle e fare frittelle a pranzo. Ne abbiamo raccolti una decina e li ho preparati subito. E condivido subito con voi!:-) 

piatto "Terre Solari"

Ingredienti
Fiori di sambuco 
farina
acqua
sale
olio per friggere

Lavate i fiori velocemente ed asciugateli delicatamente con uno strofinaccio pulito. Preparate la pastella con acqua, sale q.b. e farina, mescolando fino ad ottenere la consistenza di una crema morbida. Utilizzate una parte del gambo per intingere i fiori nella pastella, fare ricadere la pastella in eccesso e friggete in olio già caldo. Servite caldi o freddi. 

Colgo l'occasione per ringraziare Sara di Idee del Gusto e Drilli di I pi@ttini di Drilli per avermi donato il medesimo premio, che ho gradito tantissimo e che giro a tutte voi che mi leggete... 



Con questo post partecipo al contest di Luna, de "I pasticci di Luna", "Le ricette della carestia



Alla prossima!
Maria Luisa:-) 

martedì 7 maggio 2013

Mini timballi di orzo con polpo e funghi champignon


Va bene, abbiamo scherzato, il cambio di stagione è ancora a metà ma faccio rewind, "riavvolgo" il tempo e torno indietro! Rimettiamo le cose estive via che è arrivato l'autunno. E l'estate... vedremo, forse dopo l'autunno.... 
Ehiiiiiii, ma vi sembrano scherzi da fare questi? 
Qui a Roma e dintorni piove che piove; qualche giorno fa ha anche grandinato bei sassoni di ghiaccio... non solo le lucertole, anche le mamme addette al cambio di stagione non sanno che fare... esco non esco, cambio o non cambio? 
Io cambio... e tengo qualche felpa di scorta... l'estate prima o poi arriva!:-) 


E visto che accendere il forno è ancora permesso ho ripreparato questi grissini - la ricetta l'avevo già postata qui - ottimi per accompagnare questi mini timballi di orzo. 

Ingredienti per 4 timballi

300 gr di orzo (io Az. Agr. Poggi
400 gr di polpo, preparato come qui
10 pomodorini pachino
un pugnetto di capperi
500 gr di funghi champingnon 
prezzemolo
olio evo (io Nocellara Etnea di Soc. Agr. Doria
sale q.b. 

Lessate l'orzo in acqua salata, scolatelo, condite con un filo d'olio e tenete da parte. 
Nel frattempo cuocete il polpo come da ricetta indicata qui - per la parte della bollitura del polpo. 
Pelate i funghi, tagliate non troppo sottili e mettete in una padella antiaderente a fuoco medio-alto a perdere l'acqua. Quando si sarà quasi del tutto asciugata aggiungete l'olio, salate a piacere e profumate con prezzemolo fresco tritato. Fate insaporire qualche minuto, spegnete e tenete da parte. 
Quando il polpo sarà pronto mettetelo in un contenitore insieme alla sua acqua di cottura e lasciate intiepidire. Quindi tagliatelo a tocchetti. Aggiungete il polpo all'orzo, unite anche i capperi e i pomodorini. Amalgamate, assaggiate e, se necessario, aggiustate di sale e di olio. Utilizzate dei coppa pasta per creare i vostri timballetti. Coprite il fondo con i funghi e versate sopra l'orzo condito. Fatene 4 o fino esaurimento degli ingredienti. 
Capovolgete sul piatto e servire con prezzemolo tritato e grissini al kamut e olive nere. 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 





sabato 4 maggio 2013

Rotolo soffice alla nutella e perchè ogni tanto "sparisco"!


Allontanarsi dalla quotidianità, dal posto in cui vivi, dal solito tran tran, soliti "problemi", solite chiacchiere... anche solo per un week end, meglio se anche per due settimane, per me vuol dire sempre "staccare"! Nel senso reale del termine: interrompere per quelle due settimane o per quei due giorni tutti i rapporti che mi riportano alla "quotidianità"! Fino ad alcuni anni fa non esisteva il cellulare ed era più facile; ancora più semplice quando non c'era internet. Perchè "non vuoi dire che sei arrivata, che fate, dove siete?". No, voglio "staccare, resettare"! Soprattutto se si va in posti dove ho desiderato tanto andare sono completamente concentrata su cosa fare, cosa vedere, cosa scoprire! Dimentico la mia vita fino al giorno prima e mi tuffo tutte le volte in una nuova avventura, una nuova parentesi. Mi "immergo" come fa un sub nelle profondità del mare, e vivo il posto dove sono: sono curiosa di conoscere abitudini, modi di fare, cosa mangiano, le tradizioni.  
Pagine bianche, tutte da scrivere, che rimangono personalissime "guide turistiche"! Posti dove tornerei anche subito ed altri in cui non trovi nessun motivo per tornarci - per quanto in vacanza si stia bene più o meno dovunque. E non importa neanche che sia bello o se piove e fa freddo: va tutto bene! 

Poi torni a casa e si ricomincia tutto da capo! Svuoti le valigie, normalmente piene solo di biancheria sporca; fai spazio per i souvenir che ti sei portata a casa - anche fosse solo una calamita da attaccare al frigo, esci e ritrovi facilmente la strada per andare dal fornaio, a comprare il latte... e torni alla realtà! 
Ma con una nuova energia. 

Ecco perchè sono sparita da qualche settimana:-) 

Torno e trovo: 
....sul balcone due fragole rosse che attendono di essere assaggiate - e che avevamo lasciato ancora verdi! Che soddisfazione! 


.... che Cinzia di Pazza per il dolce mi ha omaggiato di un graditissimo premio: Very Inspiring Blogger Award che per motivi di tempo e per non far torto a nessuno giro a tutti i blog che seguo e da cui traggo sempre ispirazione.

Nel frattempo sono tornata a Filicudi - ve ne avevo già parlato qui.




 In primavera c'è una natura meravigliosa che si risveglia. 


E' stato piacevole trascorrere sull'isola qualche giorno e fare passeggiate lungo i sentieri - peccato aver cancellato per sbaglio diverse foto!!! I bambini hanno anche approfittato per fare il primo bagno al mare: l'acqua per loro non è mai abbastanza fredda!:-) e per trovare nuovi amici e un po' di "libertà di movimento" che qui a casa non hanno: uscivano dopo la colazione  e tornavano a pranzo... 


Potete immaginare con quanta voglia sono ripartiti dalla Sicilia!:-( Ma stanno già contando i giorni che li separano dalla fine dell'anno scolastico e il ritorno al mare per l'estate... 
Per consolarci ... un dolcetto semplice quanto gradito... 


Ingredienti:
3 uova
3 cucchiai di acqua bollente
120 gr di zucchero
una scorzetta di limone 
75 gr di farina 00
50 gr di Frumina o Amido di frumento 
8 gr di lievito per dolci
un pizzico di sale. 

nutella - o marmellata a piacere
zucchero a velo

Preparazione col Bimby (in parte)
Polverizzare 80 gr di zucchero con la scorza di limone: (io col Bimby), 10'' vel. 9. Tenere da parte. 
Separare i rossi dai bianchi delle uova. Mettere nel boccale del Bimby i rossi, mentre i bianchi metteteli in una ciotola in cui potete successivamente montarli. Aggiungere ai rossi l'acqua bollente: sbattare a schiuma 4', vel. 4-5. Aggiungere lo zucchero con il limone e il sale: montare ancora: 3' vel. 4-5. Pesare e miscelare le farine con il lievito. Quindi con le lame in movimento - vel. 3-4 - aggiungere dal foro le farine a cucchiaiate. Amalgamare per qualche minuto. 
Montare a neve gli albumi, aggiungere lo zucchero rimanente e amalgamare. Quindi aggiungere ai bianchi i rossi, avendo cura di versarli lateralmente e poco per volta e amalgamare delicatamente, utilizzando un cucchiaio di legno, con movimenti dal basso verso l'alto. Finite di amalgamere il tutto. L'impasto deve risultare soffice. Bagnate e strizzate un foglio di carta da forno grande abbastanza per coprire una teglia da pizza rettangolare. Versate e livellate il composto. Infornate a 190° in forno già caldo, per 12-15 minuti. E' pronto quando è appena dorato sopra - tipo savoiardi. Nel frattempo preparate uno strofinaccio pulito e spolverate con zucchero semolato. Quando la base del rotolo sarà pronta, sfornate e aiutandovi con la carta forno sollevate il dolce e capovolgetelo sullo strofinaccio. Togliete la carta da forno e arrotolatelo ancora caldo. Lasciatelo raffreddare completamente. Quindi sdrotolatelo delicatamente, spalmate sopra la nutella o la marmellata a piacere e arrotolatelo nuovamente. Meglio togliere la parte più esterna che normalmente rimane più "croccante", spolverate con zucchero a velo e create l'occasione giusta per degustarlo... a colazione, a merenda, per un té con le amiche... 



PS: non amo particolarmente la nutella nei dolci... anzi, la trovo piuttosto stucchevole. Mi piace più che altro sul pane. Se anche per voi è così basta spalmarne pochissima! Se invece vi "piace da impazzire", abbondate "a piacere"! 

Alla prossima!
Maria Luisa:-)




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