cos'è casa mia?

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domenica 26 gennaio 2014

Cornetti profumatissimi e .... Mika!


Me lo sono imposta: 
quest'anno la parola d'ordine deve essere POSITIVITA'! 
Eh lo so', ci vuole coraggio ad esprimere questo pensiero... 
e soprattutto ce ne vorrà per mantenerlo! 
... ci sono talmente tante cose che non vanno che personalmente quest'anno, 
per esempio, ho sentito quasi la necessità di fare l'albero di Natale con molto anticipo (il 27 Novembre dava già bella mostra di se in salotto) e l'ho smontato solo qualche giorno fa! 
L'aspetto pagano è ciò che apprezzo di più del Natale: 
illuminare il buio dell'inverno. 
Quelle luci che illuminano delicatamente l'ambiente, che rimangono accese anche quando spegniamo l'ultima luce della sera e ti fanno strada quando ti alzi la mattina ed è ancora buio fuori...
Buio che sembra avvolgere il mondo, compreso il nostro paese,
 sicuramente tra i meno illuminati in questo particolare periodo storico: 
culturalmente, economicamente, eticamente, politicamente. 
La storia dell'uomo ha sempre avuto alti e bassi... 
ma ho come l'impressione che ci siamo avvitati su noi stessi, avvitati da uno sviluppo che ci da l'illusione di essere superiori alla natura di cui facciamo parte e di essere immortali, ora più che mai, ma che ne siamo solo vittime. 
Sarà difficile, ma necessario fare un passo indietro 
e provare a dare ad ogni cosa il giusto valore. 
L'argomento si presta a riflessioni che spaziano in diversissime direzioni, e magari questo non è il luogo più opportuno per andare oltre... 

E allora... pensiamo a come mantenere la positività, di cui sopra... 
Per esempio questi cornetti, un buon cappuccino (o un buon te) sono per es. un buon motivo per essere positivi e far cominciare bene le giornate!
Se poi mi capita di sentire alla radio Mika mi torna davanti il suo viso fresco, il suo sorriso, la sua allegria contagiosa e la sua eleganza. 

foto dal web
L'intelligenza, la professionalità, la competenza espressa in tante interviste ne fanno un personaggio di una bellezza quasi impensabile in questi tempi bui! 
 In più il suo fare outing qualche tempo fa sulla sua relazione con un uomo da diversi anni, la sua dislessia, il suo essere uno dei 5 figli di genitori di diversissime nazionalità - madre libanese e padre statunitense - nato in Libano, scappati a Parigi per via della guerra e poi in Inghilterra, cacciato a 10 anni dalla scuola che frequentava per indisciplina... Insomma, sulla carta tante buone ragioni per ottenere un adulto traumatizzato... invece eccolo... parla il francese e l'inglese e da quando è in Italia come giudice di X-Factor, anche l'italiano.  
Ad averne ragazzi così!  
E se non vi è mai capitato di sentirlo o di vederlo, cliccate qui per ascoltare una delle sue tante canzoni famose.  


Ma torniamo ai nostri cornetti. 
Una premessa è d'obbligo: non mi sono mai cimentata nella preparazione della pasta sfoglia. Mi è sempre sembrata una preparazione troppo elaborata, troppo lunga e... non amo così tanto la sfoglia per dedicargli così tanta attenzione, ma... quando finalmente ho deciso che era arrivato il momento, almeno una volta, di provare a farla, ho scoperto che forse non ho mai amato particolarmente la sfoglia perchè l'ho sempre comprata e... non è la stessa cosa! 

Mi è venuta voglia di rifarli proprio per "festeggiare" il ritorno a casa delle mie piccole pesti la prima domenica che siamo stati a colazione tutti insieme. Ebbene si, per la prima volta hanno trascorso parte delle vacanze scolastiche dagli zii e nonna in Sicilia, noi a casa col marito con la bronchite! La quiete che ha regnato in casa in quei giorni era surreale e ho cercato di celare il mio "smarrimento" rimettendo a posto un cassetto dopo l'altro (ma quanto mi è tornato utile!!!). 
Il loro ritorno a casa è stato per me come rivivere. 
Evvai di nuovo baldoria, casino, porta a scuola, prendi da scuola, pranzo, piscina, scherma, cena, merenda, fai i compiti, e non litigate...!!!! Ma tutto questo, quando arriva la sera, e finalmente dormono, mi lascia accesa una fiamma di vita! 
Quella fiammella che mi risveglia carica di nuovo il giorno dopo e mi fa tornare la voglia di ripartire... 

Questi cornetti ve li consiglio vivamente: prendetevi qualche ora se lavorate, e tornate a casa prima durante la settimana. Preparateli, congelateli, teneteli lì... 
le vostre colazioni del sabato e la domenica non saranno più le stesse!  


I cornetti non sono riusciti perfettamente al primo tentativo: 
il burro non ha aiutato e forse anche la fretta di volere arrivare al risultato. 
Tuttavia il sapore era talmente vero, talmente buono, che non mi sono arresa e li ho rifatti, con burro bavarese. 
E stavolta è andato tutto piuttosto liscio. 
Dopo tutto il lavoro finalmente arriva il momento di infornarli. 
Alla terza volta decido che è ora di seguire il consiglio di Fort - supporto tecnico nel gruppo FB di Anice e Cannella - cioè: "..se li hai congelati l'ultima volta che li hai fatti, scongela alle 19, tenere in forno luce accesa, ma sportello aperto, fino alle 23. Quindi accendere il forno e infornare". 
Mio marito quella sera era già sdraiato a letto da un po', pensavo dormisse... 
invece me lo ritrovo in salotto che esclama:
"ma questo profumo fa resuscitare i morti!" 
e considerando che apprezza, ma non è particolarmente goloso ... è tutto dire! Non parliamo poi quando i cornetti sono sul tavolo della colazione: quell'orsetto golosone di Riccardo non vede l'ora di catapultarsi sul cornetto più grande e magari anche su quello che avanza. 
Bisogna però anticipare che tra la preparazione e l'arrivo in tavola del cornetto ce ne vuole... ci vogliono i prodotti giusti, la voglia, la pazienza, la perseveranza. Soprattutto l'ultima qualità, che non mi appartiene quasi per niente... 
ma scopro di averla nascosta da qualche parte perchè viene fuori, ma solo quando mi appassiono a qualcosa. 

E quando mangi un cornetto così ti chiedi che cos'è quello che mangi nella maggior parte dei bar? E perché sembrano tutti uguali? O meglio, di rado, ma veramente ormai molto di rado, puoi dire che vai in un bar piuttosto che in un altro perchè i cornetti sono particolarmente buoni.... sono... mediamente uguali, mediamente al ribasso, diciamolo pure! Quindi, se anche voi come me volete superare questa crisi del "gusto", preparate questi cornetti a casa! :-) 
E non dimenticate di mettere su il cd di Mika mentre fate colazione: la giornata prenderà da subito la giusta piega! :-) 


La ricetta è quella di Paoletta, di Anice e Cannella, riadattata solo al Bimby - e qualche correzione per la cottura per adeguarli al mio forno... 

Ingredienti: 
275 gr di manitoba (io Lo Conte)
275 gr di farina 00 (io Bio Coop)
15 gr di lievito di birra fresco
10 gr di sale
90 gr di zucchero
1 tuorlo
170 gr di acqua
115-125 gr di latte
30 gr di burro

Aromi
la scorza di un'arancia (o limone) non trattati
1 cucchiaio di rhum
vaniglia

Inoltre
290 gr di burro bavarese (io Meggle)
1 uovo per spennellare

Procedo col Bimby: 
Pesare la farina e tenere da parte. 
Mettere nel boccale lo zucchero, la scorza dell'arancia e un cucchiaio di farina presa dal totale: polverizzare 15'' vel. 8-9. Tenere da parte. 
Mettere nel boccale l'acqua e portare a temperatura ambiente: 1', 37°, vel. soft. Aggiungere il lievito e farlo sciogliere: qualche sec. a vel. 2. Quindi aggiungere 150 gr di farina presa dal totale e amalgamare: 1' vel. spiga. Con la paletta raccogliere l'impasto rimasto sulle pareti e unirlo al resto. 
Posizionare il misurino e lasciar lievitare per circa 1h. 
A questo punto programmare 12', aggiungere 2-3 cucchiai di farina e far lavorare il Bimby a Spiga. 
Aggiungere dall'alto il tuorlo, far assorbire, quindi unire metà dello zucchero. 
Quindi aggiungere qualche cucchiaio di farina e ancora l'altra metà dello zucchero: lasciare impastare bene qualche minuto. 
Continuare versando dal foro il latte poco per volta alternando a cucchiai di farina e proseguire quando vedete che gli ingredienti aggiunti sono stati assorbiti. Fate in modo di finire con la farina. 
Aggiungere gli aromi, il burro poco per volta e incordare. Vi ricordo che l'impasto è "incordato" solo quando si stacca dalle pareti e lo vedete bello liscio e lucido. 

1- impastino dopo la lievitazione; 2 - impasto finito. 
Mettere in una ciotola, coprire con pellicola e riporre in frigo almento 1h. Il frigo deve essere molto freddo. 
Circa 10' prima di tirare fuori l'impasto, prendete il burro e stendetelo in un rettangolo di circa 26x22. Io lo stendo tra due fogli di carta forno.  
E' fondamentale che il burro mantenga la consistenza del pongo durante la lavorazione. 
Quindi stendete il panetto dell'impasto in un rettangolo di circa 40 x 24. Posizionare il burro nella parte bassa, avendo cura di lasciare 1 cm dal bordo. Prendete la parte non coperta dal burro (dovrebbe essere 1/3) e piegatela verso il centro. Finite di piegare a libro. Porre in frigo ben freddo il panetto per circa 10'. 
Quindi riprenderlo dal frigo, posizionando la parte aperta a destra. Picchiettare col mattarello il panetto in modo da distribuire il burro in maniera uniforme, cercando di formare un rettangolo dello spessore di 7-8 mm. 
Piegare di nuovo in tre, coprire con pellicola e riporre in frigo per almeno 40'. 
Abbiamo fatto la 1° piega. Ne mancano ancora 2, con riposo in frigo sempre di almeno 40'. 
Quindi tirare fuori il pacchetto, stenderlo in un rettangolo lungo e stretto, alto 7 mm, solo sul lato della lunghezza. La larghezza del rettangolo deve essere di circa 15-20 cm. 
Tagliare in triangoli isosceli, con una base di circa 9 cm. Praticare un taglio sulla base, formare il croissant tirando leggermente e delicatamente con le mani, più giri si riescono a far fare, più bello sarà esteticamente. La punta si fa in modo che capiti sempre sotto, altrimenti in lievitazione e in cottura si solleva. Posizionare i croissant su una teglia coperta da carta forno, coprirli con pellicola e lasciare che raddoppino: saranno necessarie circa 3h. 
Pennellare quindi delicatamente con uovo sbattuto e spolverare con lo zucchero. 
Infornare in forno statico a 220° per 10'. Quando cominciano a colorarsi abbassare la temperatura a 190° e proseguire finché non avranno assunto un bel colore dorato in maniera uniforme. 



Consigli: 
L'ultima volta che li ho preparati, cioè qualche giorno fa, ho proceduto così, per motivi legati ai miei impegni, ma il risultato è stato perfetto. Ho iniziato alle 14.30: 

- impastino (1 h)
- impasto 
riposo in frigo (mezzora)
1° piega, riposo in frigo (3 ore) 
2° piega, riposo in frigo (1 ora)
3° piega, riposo in frigo (tutta la notte)

La mattina ho steso e formati i cornetti, e messi in freezer su un vassoio. Dopo un paio d'ore erano già congelati e li ho sistemati in un sacchetto. Ieri sera li ho tirati fuori alle 20.30, messi in forno con luce accesa e fessura aperta al primo scatto, spennellati e infornati al ritorno dalla cena fuori (intorno alle 2 di notte)
Stamattina erano perfetti! Se preferite scaldateli leggermente e aggiungete a piacere crema al cioccolato, crema bianca,  marmellata o miele. A me piacciono anche così, o con cioccolata fusa sopra! Come vedete da queste foto ho provato anche la versione con la cioccolata dentro, la stessa dei tuppi che trovate qui, ma ne risente la sfogliatura, quindi non ve la consiglio come alternativa. E' preferibile riempirli separatamente.

Un ulteriore consiglio che mi sento di darvi: infornate solo quelli che mangereste razionalmente a colazione. Se li infornate tutti rischiate di non fermarvi e mangiarli uno dopo l'altro :-) 
Alla prossima!
Maria Luisa:-) 






martedì 14 gennaio 2014

PIZZA: quanti modi per farla... ogni volta una scoperta!



Bentrovati! Ogni tanto torno... 

Ho testato e testato ultimamente... e i lievitati si prestano molto bene per fare test su test, finché la ricetta arriva vicino alla perfezione! Finché no ne conosci tutti i dettagli, tempi, risultati, errori da non fare! Finché non ci prendi la mano! Finché non diventa la ricetta che desideri! 
I lievitati sono un po' come la vita che nasce, che cresce, che si trasforma... un po' ci somigliano. 
Ci vuole cura, tempo, amore, impegno; ma anche essere rilassati e sereni, aiuta molto, soprattutto nella prima fase. Fatta bene quella tutto il resto viene da se.  
Un po' come crescere i figli... se non li accudisci al meglio durante l'infanzia, difficilmente recupererai in fase di "cottura" ... cioè da grandi. Oppure puoi metterci tutto l'impegno e vengono male uguale... troppo variabili: il tuo umore, l'umore del tempo, il tempo che ci dedichi, il forno... 
Si può quindi affermare che i lievitati sono come i figli? si, no, ni... a metterci impegno possono diventare grandi soddisfazioni! Basta non dimenticare che i figli hanno una loro personalità e la cottura la devono far da se.... a noi non rimane altro che osservare se abbiamo impastato bene, o accorgerci che abbiamo sbagliato qualche passaggio, più o meno recuperabile. Poi li diamo in pasto al mondo! 


E tra gestire figli e impastare lievitati... non potrei più fare a meno di nessuna delle due... 

Questa pizza è semplicemente strepitosa e l'impietosa attesa di vederla cotta, e poi la gara a chi ne mangiava di più ... Insomma, mi ha dato grande soddisfazione, come sempre, ma stavolta anche di più!!! 
L'impasto per questa pizza, semplicissimo, l'ho presa dal blog di Adriano Contisio, Profumo di lievito. A lui vi rimando per dettagli più tecnici - lui è il maestro! 
Qui mi limiterò a raccontarvi come l'ho preparata io, utilizzando la sua ricetta, ma impastando col Bimby.  


Ingredienti:


600 gr di farina 0 (io Coop) 

480 di acqua
3 gr di lievito di birra fresco
30 gr di olio evo
12 gr di sale
semola rimacinata

condimento a piacere, ma consiglio di buona qualità :-) 

Procedo col Bimby. 

Mettere nel boccale 240 gr di acqua e portarla a temperatura ambiente: 1'30'' vel. 1, 37°. 
Aggiungere il lievito: qualche secondo a vel. 2, finchè non si scioglie. 
Aggiungere 240 gr di farina: 1' vel. spiga. Lasciare nel boccale a lievitare per circa 3h. 
Apriamo il boccale e versiamo il resto dell'acqua, facendola scivolare lungo le pareti. Chiudere e avviare 7' vel. Spiga.
Aggiungere la farina a cucchiai dal foro del coperchio. Quando si sarà assorbita tutta, aggiungere il sale e lasciamo incordare. Vi accorgerete che l'impasto è incordato dal fatto che si stacca dalle pareti. 
A quel punto aggiungere l'olio, poco per volta, e aspettare tutte le volte che venga completamente assorbito prima di aggiungerne dell'altro per non perdere l'incordatura. I 7' dovrebbero bastare per fare tutta questa operazione, altrimenti aumentate il tempo. 
Mettere l'impasto in un contenitore e sistemare in forno spento per circa 3-4 h. 
Trascorso questo tempo riprendere l'impasto e versarlo su una spianatoia infarinata con semola rimacinata. L'impasto risulterà piuttosto "morbido", ma se spolverate anche sopra con poca semola, riuscirete a maneggiarlo tranquillamente. Dividete l'impasto in 2 parti, quindi piegate a libro in tre, come qui, senza premere troppo.  
Ungiamo bene con dell'olio due teglie grandi da forno e disponiamo sopra l'impasto, con l'ultima piega sulla base. Rimettere nel forno spento per una mezzoretta, quindi riprendere le teglie e sempre aiutandosi spolverando leggermente con la semola stendete più uniformemente possibile la pizza nella teglia con le mani, evitando di schiacchiare troppo, ma utilizzando soprattutto i polpastrelli per allargare l'impasto. Anche l'olio sulla base vi aiuterà. Se notate che torna indietro o non si stende bene, lasciate riposare ancora una mezzoretta e ripetete l'operazione. 

A questo punto accendiamo il forno a 250° e mentre aspettiamo che scaldi imporporiamo la nostra pizza. Questa volta ho usato passata di pomodoro già pronta e siccome è più densa di quella fatta in casa o aggiunto qualche cucchiaio d'acqua sparso altrimenti ho notato che secca troppo. Inforniamo quindi nella parte bassa - io al secondo livello - per 10' - quindi aggiungiamo la mozzarella, condiamo con un filo d'olio e poniamo al penultimo ripiano del forno badando a non far bruciare la mozzarella. 
Naturalmente regolatevi col vostro forno. Io ho aggiunto la mozzarella solo quando la base era cotta quindi ho fatto finire di cuocere sopra. Può essere necessario aumentare o diminuire i suddetti tempi.  A questa punto la pizza è pronta. Se avete unto bene le vostre teglie si staccherà velocemente, pronta per essere tagliata e servita. Sulla mia non manca mai l'origano, quello selvatico, siciliano. 

Questa pizza è semplicemente favolosa! 
Adriano propone lo stesso impasto, ma con un procedimento diverso in fase di lievitazione - cioè, non direttamente in teglia - per cui la pizza verrebbe più croccante. Friabile se si ungono le teglie. A me piace moltissimo così sofficiosa e croccante sui bordi... Ma l'altra la proverò di certo.... e vi farò sapere!:-) 


Alla prossima! 
Maria Luisa :-) 

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