cos'è casa mia?

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mercoledì 28 novembre 2012

Gingerbread, profumo di zenzero e cannella. Ed è già Natale! (+ ricetta della ghiaccia reale)



Vi avevo già postato la ricetta qui. Ai bambini piacciono talmente tanto che li rifacciamo anche quando non c'è più l'albero di Natale. 

Personalmente, la prima volta che li assaggiai me ne sono innamorata! 
La prima volta che li ho preparati a casa, la casa ha profumato di zenzero e cannella per tutto il tempo che sono rimasti in giro come decorazioni natalizie. 

Mi scuso in anticipo per le foto che posterò. Ma erano fatte solo "per ricordo". E il "ricordo" è diventata storia, perchè oggi posso vedere come si sono evolute le mie decorazioni. 

La prima volta che li ho fatti è stato a Novembre del 2009. Riccardo 4 anni, Alessandro 2 anni e mezzo. Ho deciso quell'anno di preparare i biscotti allo zenzero al posto del solito calendario dell'avvento. 

2009
Un lavoro pazzesco! Le palline di zucchero sono messe ad una ad una sull'impasto prima di essere infornato, scelti colore per colore in mezzo alla mischia! Stessa cosa vale per i biscotti decorati a destra. Sia gli omini che la maggior parte del resto dei biscotti sono stati cotti inserendo uno stuzzicandenti nell'impasto per creare il buchino che avrebbe permesso di appenderli. 
Gli omini-calendario li avevamo appesi alle finestre!!!

Non nutrivo grandi speranze: immaginavo che al primo assaggio i bambini li sputassero e per questo ne avevo fatto solo uno. Invece con mia grande sorpresa ho dovuto mettere i giorni in cui mangiava il biscotto Riccardo e quello che mangiava Alessandro. Si svegliavano con il pensiero di mangiare il proprio biscotto e avevano anche imparato a rispettare il turno dell'altro. 

Poi l'hanno successivo mi sono attrezzata meglio e ho decorato più velocemente con la ghiaccia! 

2010
Devo dire che è andata molto meglio ed ero molto soddisfatta del risultato. Molti di questi sono diventati decorazioni per l'albero, segna posto per il giorno di Natale, chiudi pacco, regali per i compagnetti di scuola e per le maestre.... peccato non averli fotografati tutti! 


2010
Non abbiamo rifatto il calendario. In compenso i biscotti appesi a portata di mano di bambino li trovavo spesso addentati... come fosse passato un topolino!!! Avevamo anche fatto le casette per il presepe... anche quelle ogni tanto venivano morse sul tetto, o staccata la porta....o diminuivano proprio!  

Poi lo scorso anno sono andata sul "delicato". Mi scuso ulteriormente per le foto, fatte di fretta perchè le avevo portate, appena finite, in un locale qui ad Albano - Le Bioalchimie - per un evento. 






2011
Mi sono anche avventurata nella costruzione di una casetta, avendo finalmente scoperto quale deve essere la giusta consistenza della glassa. A parte alberelli e stelline, tutte le altre formine, dagli omini, alla casetta in 3D alle casette decorate sono tutte fatte a mano da me. 


Questo mi permette di inventare qualsiasi forma, compresi questi dolcetti che avevo ripreso da un lavoretto a punto croce fatto alcuni anni fa. 


2003
2011

Tutti gli anni quelli più belli si fa fatica ad addentarli. E rimangono lì. E spesso mi è capitato di metterli in un sacchetto e lasciati insieme alle decorazioni di Natale. Vi dico.... pensavo di trovarli ammuffiti, invece apri il sacchetto l'anno dopo e sono intatti, profumano di zenzero e cannella e puoi anche riappenderli. 


Importante: per fare le decorazioni e per le casette vi consiglio di mettere solo un pizzico di lievito o anche nulla, così rimangono piatti e non si deformano lievitando. Per farli da mangiare è meglio usare cannella in stecca e zenzero secco da tritare. Sono più profumati. Mentre per fare i biscotti come decorazioni va bene anche in polvere - stessa quantità. Più che altro perchè è più economico. 

Vi lascio qui anche la ricetta della ghiaccia.

Ingredienti: 
250 gr di zucchero a velo
20 gr di albume
10 gr di succo di limone

La preparo col Bimby. Preparate lo zucchero a velo, meglio se 100 gr per volta: 20' vel. 10. 

Aggiungere l'albume e il limone. 20 minuti vel. 2-3. 
Si, non avete capito male, 20 minuti. 
La ghiaccia deve essere lavorata a lungo e la consistenza che deve avere alla fine è come quella del dentifricio. 
Quindi coloratela a piacere secondo necessità, preferibilmente con coloranti in gel. 

Lavori in corso per quelli di quest'anno!:-) 

Alla prossima!
Maria Luisa:-) 

martedì 27 novembre 2012

Simil soldini



E oggi vi lascio una nuova merendina che potete utilizzare 
per personalizzare il calendario dell'avvento dei vostri bimbi!:-)

Ve li ricordate i soldini del Mulino Bianco? 
Io ricordo che li mangiavo i primi anni delle scuole superiori.
Poi mi sembra siano spariti. 

Allora ho provato a riprodurli per conto mio ma, vista la finalità,  mettendo al posto del "soldino" un cioccolatino con soggetto natalizio. 

Mangiare questa merendina e finire con un golosissimo cioccolatino... 
soddisfa la golosità di molti bambini - e anche degli adulti!:-) 


Pochi ingredienti per 32 soldini:

Pan di spagna con 2 uova come qui;
per gli intolleranti al glutine vedete qui
1/2 dose di crema bianca come qui
doppia dose di cioccolata + cioccolatini come qui
marmellata di albicocche senza pezzi di frutta

Preparate il pan di spagna in una teglia rettangolare. 
Io ne ho utilizzata una 20x20.
Preparate i cioccolatini. In alternativa potete acquistarli. 
Preparate la crema e lasciatela raffreddare. 
Quando il pan di spagna si sarà raffreddato, 
tagliatelo orizzontalmente a metà, e poi ancora le due parti a metà. 
Le due metà vanno tagliate ulteriormente in orizzontale, sempre a metà e spalmate con un filo di crema. Per facilitare il lavoro e ottenere dei quadrotti più o meno uguali, ricomponete il pan di spagna, ricavate delle strisce da 4-5 cm. Regolatevi in base alla grandezza in modo da ottenere dei quadrotti più o meno della stessa misura. 
 Avvolgete le strisce di pan di spagna in pellicola e ponete in freezer almeno 1 ora. 
Quindi fondete il cioccolato. Prelevate un pacchetto per volta dal freezer in modo che le altre rimangono ben fredde. Tagliate in modo da ottenere cubetti quadrati, coprite ogni singolo cubetto (fatto da due parti di pan di spagna con crema all'interno) con marmellata  e quindi con la cioccolata fusa. 
Essendo i cubetti molto freddi la cioccolata solidifica in fretta, quindi bisogna spalmarla piuttosto velocemente. E appena finito adagiate sopra un "soldino". 


Si mantengono anche fuori dal frigo... se durano! 
Per il calendario dell'Avvento e non solo! 

Con questo post partecipo al contest "Dolcissimi Assaggi" ideato da Assunta di "La cuoca dentro" in collaborazione con Lékué.



Vi lascio qui un particolare di una cosina che sto preparando.... 



Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 




lunedì 26 novembre 2012

Cioccolatini per il calendario dell'avvento



E alla fine il Natale diventò un lavoro! 
Vi state già preparando? Personalmente, quando posso, cerco di avere tutto pronto per il 1° Dicembre, in modo da dedicarmi alle ultime cose con calma. 
Così ieri, visto che eravamo a casa con i bambini - e il 1° Dicembre è sabato prossimo! - ci siamo anticipati! 
Abbiamo preparato l'albero di Natale e appeso il Calendario dell'Avvento. 
Non so' cosa ne pensate voi, ma il calendario, a parte il gioco in se, mi sembra un modo per dare il senso del tempo ai bambini. Appena fatto l'albero cominciano a pensare a quando arriveranno i regali. Quando, quando, quando???? Ecco, il calendario è bello perchè loro sanno che tutti i giorni dovranno aprire una finestra e altro e questo è un modo carino per far aspettare il giorno di Natale. Capita anche a voi che più si avvicina il 24 e più sono buoni e ascoltano quello che dite loro? 

I primi anni, quando avevano 2-3 anni, andavo sempre in cerca di un calendario con i cioccolatini dentro per far aprire loro le finestrelle tutte le mattine. Che pensiero tutte le mattine appena svegli! 

Poi qualche anno, per un motivo o per un altro non riuscivo a fare in tempo a prenderlo... allora ci siamo attrezzati diversamente. 
Lo facciamo da noi. 

Questo calendario l'ho comprato qualche anno fa e riempiamo noi le taschine! E' una sorpresa tutte le mattine! L'omino procede di tasca in tasca tutti i giorni, così quando andrà a dormire nella tasca del 24.... proprio quella sera arriva Babbo Natale! 



Tutti gli anni possiamo pensare a cosa mettere dentro: cioccolatini, biscotti e perchè no, anche qualche giochino... 




Eccoci intenti a preparare i biscotti. Questa foto è di Novembre 2009, Riccardo aveva 4 anni, ma per mettere le mani in pasta, si sa, non c'è età che tenga... troppo divertente! 

Quest'anno, tra le cose che ho già preparato, ci sono questi cioccolatini, preparati nel contenitore trovato dentro ai calendari che acquistavo appunto fino a qualche anno fa. 



Ho pensato bene di conservarli e utilizzarli per riprodurne altri per conto mio e e così li preparo tutti gli anni, anche da regalare. 




Ingredienti:

100 gr di cioccolata al latte
100 gr di cioccolata fondente
20 gr di burro

Sciogliete a bagnomaria e distribuite nelle formine appena bagnata. Lasciate rapprendere in frigo per circa 30' e scartate i vostri cioccolatini. 

Se utilizzate il Bimby, tritate prima la cioccolata a vel. 8 per qualche secondo. Aggiungete il burro e cuocete 6', 60°, vel. 2. 

Il Calendario è di SIA Home; il piatto Terre Solari.
Buon inizio di settimana e buone preparazioni natalie! 

Alla prossima! 
Maria Luisa:-) 

mercoledì 21 novembre 2012

Farfalle con broccoli selvatici e la guerra che non giustifico!

Questo è un blog dedicato alla cucina, mi sembra evidente!:-) 
Ma oltre ad essere una food blogger sono anche una mamma. 
E questa è la settimana dedicata ai Diritti per l'Infanzia. 
E proprio ai bambini di tutti il mondo rivolgo il mio pensiero. 
Da genitore mi sento sempre piccola piccola. Perchè? Perchè mi sento di vivere in un mondo dove nessuno discerne tra diritti e doveri. E se non li conosci non li difendi. Se non li conosci non sai soprattutto di averli. E se non conosciamo i nostri non sappiamo neanche che i bambini hanno i loro di diritti. 
Viviamo in un periodo faticoso, sia da un punto di vista storico che sociale. Lascio fuori la questione economica, che in fondo è solo la normale conseguenza delle prime due. E' difficile fare i genitori oggi, ma deve essere altrettanto difficile essere anche bambini oggi. O forse lo è sempre stato, per un motivo o per l'altro. 
Non voglio qui elencare i diritti sanciti dalla Convenzione internazionale. Ma è chiaro che i bambini sono quelli che subiscono più degli altri, sono la categoria debole della società, sono quelli che ne pagano più degli altri le conseguenze, sempre! 
Sono per la società come gli alberi, come la terra, come l'acqua. Sono la vita che rinasce, sono il futuro. Dovremmo trattarli bene! Dovrebbero essere al centro della nostra attenzione, focalizzarci sul loro futuro tutte le volte che facciamo azioni che possono avere conseguenze sulla loro vita. 

Eppure proprio in questi giorni ci sono bambini che stanno morendo sotto bombardamenti! E non si può rimanere indifferenti.  
La TV la guardo poco; e soprattutto la TV rimane spenta quando andiamo a tavola. 
Abitudine che portiamo avanti ormai da una decina di anni. La questione non è isolarsi dal mondo per godersi il pasto. E neanche - o non solo - il fatto che la TV attira la tua attenzione che tutti intorno al tavolo, invece che stare a chiacchierare, ci facciamo attrarre da quel rettangolo luminoso, a dire "shhhh" perchè non sentiamo.... 
Lo "stop" è arrivato quando, una domenica a pranzo, ospiti a casa di una zia, TV accesa sul telegiornale, scena se non ricordo male della guerra in Iraq, un padre cerca di proteggere col proprio corpo il figlio durante una sparatoria in strada, ma il ragazzino viene colpito a morte. 
Dopo questa scena iniziava il pranzo della domenica!

Mi sono chiesta in quel momento, visto che mi era passata la fame, se guardare quelle scene e pasteggiare ha come conseguenza un abbassamento del livello di sensibilità nei confronti di chi vive quelle situazioni. Ma non solo quelle! 
Poi finita la cena, finito il TG, si rassetta la cucina e ci guardiamo un bel film! Come un bel bicchiere di vino per brindare alla salute. E se sopra di noi abbiamo un tetto, e la casa è calda o fresca a seconda delle stagioni, la pancia è piena, tutto quello che passa come informazione rimane lì, dentro quella scatola che è la TV, come fosse un film, come fosse qualcosa di irreale. Salvo poi essere noi stessi parte di quel film quando arriva qualche soldato morto da queste "missioni di pace" che andiamo a fare con i carri armati e caccia bombardieri. Perchè sempre figli nostri sono, cresciuti si, ma per lo più morti in giovanissima età.  

E allora perchè l'informazione non deve essere fatta quando la gente è in grado di meditare su quello che sta vedendo e sentendo?  Perchè devo mettere il boccone in bocca mentre guardo i bombardamenti su Gaza e bambini che vengono estratti morti da sotto le macerie di una casa, e genitori che piangono disperati? 
O mi va tutto di traverso o mi abituo e continuo a mangiare guardando senza vedere, sentendo ma senza ascoltare! 
Da bambina, probabilmente come la maggior parte dei bambini,  sognavo di vivere in una società dove ognuno svolgeva il proprio mestiere al fine di contribuire al benessere della propria comunità... 
Nei miei sogni di bambina non avevo incluso la guerra come difesa di diritti di non so' cosa, nè come difesa di una religione, o di "esportazione di democrazia". Non credo che la guerra sia mai contemplata dai bambini. Perchè i bambini giocano insieme e non selezionano i compagni di gioco dal credo, dalla casa in cui abitano, dai vestiti che portano addosso, dall'auto con cui vanno in giro. Neanche dalla lingua che parlano. I bambini si capiscono perfettamente tra loro. Hanno le medesime finalità: giocare insieme, divertendosi! 

In fondo è questa la vita, se ci allontaniamo dal nostro piccolo punto di vista e allarghiamo la visuale. In fondo la vita è una vacanza sulla terra, una chance di stare qui e lasciare un segnale del nostro passaggio. E che segnale vogliamo lasciare se pensiamo ancora nel 2012 a fare le guerre per un pezzo di terra, perchè non ci  si mette d'accordo perchè abbiamo Dii diversi? 
Adulti stupidi che si sottomettono a comandi di gente stupida che risponde solo agli interessi di chi, con la guerra, si arricchisce. Di chi non conosce nè patria nè amore per i propri figli; perchè i bambini che continuano a morire nelle guerre a Gaza, ma anche in tutte le altre guerre che non fanno notizia, sono tutti figli nostri, siamo tutti responsabili di quelle morti. 
La guerra non è per me giustificata da nessun motivo
Quelle di oggi sono meno giustificate di quelle dei secoli scorsi. 
E lo sono soprattutto perché oggi anche i soldati che vanno in guerra non sono analfabeti come quelli di 70-80 anni fa e potrebbero pur prendere una posizione.... E non lo giustifico soprattutto perpetrato da un popolo che ha subito tanto e che pretende che il loro massacro sia conosciuto e riconosciuto da tutti. E lo faccio! Io non riesco ancora oggi a capire come sia scoppiata la pazzia, perchè solo con la pazzia scoppiata come epidemia, posso giustificare quello che hanno subito gli Ebrei. Ma oggi, cosa stanno facendo loro sotto gli occhi di tutto il mondo? E cosa c'entrano i civili, i bambini in tutto questo? O i bambini di Gaza sono di altre categorie?   

Il piatto che associo a questa meditazione è un piatto semplice - come solo i bambini sanno essere - che vuole però dare un significato a tutto questo, che vuole fare un riferimento esplicito al concetto di "libertà". Dal formato della pasta alla provenienza del condimento. 
Farfalle con foglie di broccoli selvatici. 


E proprio perchè selvatici e non legati ad un orto e possono crescere dovunque. 
Per non sentirsi cittadini di un paese, ma cittadini del mondo. 
E mi torna in mente un passaggio di "Imagine" di John Lennon e piace anche a me immaginare che "non esista il paradiso, nè l'inferno sotto di noi. Sopra di noi solo il cielo". 
Il sole splende per tutti. 


Ingredienti per 2 persone: 

180 gr di pasta tipo farfalle
500 gr di foglie di broccoli selvatici
qualche pomodorino secco sott'olio 
un acciuga sott'olio
1 spicchio d'aglio
sale q.b. 
una spolverata di pecorino (io Maiorchino) - facoltativo

Pulire le foglie dei broccoli, lavarli e mettere a sgocciolare. Mettere a bollire l'acqua per la pasta. Quindi prendere una padella capiente, mettere l'aglio e quando la padella comincia a scaldare aggiungere l'olio, mantenendo il fuoco medio. 
Aggiungere quindi l'acciuga e farla sciogliere. 
Quindi tagliare grossolanamente le foglie di broccoli, metterli nell'olio aromatizzato, coprire con un coperchio e lasciar cuocere alcuni minuti, il tempo che appassiscono. Aggiungere i pomodorini secchi. Quindi continuare a far cuocere aggiungendo qualche cucchiaio d'acqua calda. Nel frattempo cuocere la pasta per metà cottura e il resto della cottura finirla insieme ai broccoli aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura, coprendo la padella con un coperchio. 


Sono ottime anche senza formaggio! 
Un buon olio rende il piatto unico! 

Alla prossima!
Maria Luisa:-) 






venerdì 16 novembre 2012

Torta al profumo di limoncello per un portiere


Domenica pomeriggio ricevo una richiesta per preparare una torta per una festa di Laurea. Riccardo si è laureato in Scienze Motorie. Ma lui il "moto" non lo studia solo! Appassionato di calcio, gioca come portiere e fa anche l'allenatore in una squadra di bambini. 
La richiesta è arrivata dalla mamma e ve lo dico qui... mi sono un po' emozionata a sentire la sua richiesta. Ho incontrato solo qualche volta Riccardo, quindi era lei, da mamma orgogliosa, a raccontarmi tutte queste cose. Perchè poi quando devi personalizzare una torta, se non conosci bene la persona bisogna che qualcuno te la racconti. E chi meglio della mamma? 



Mi sono emozionata soprattutto perchè mi sono un po' immedesimata. Perchè quest'anno come tutti gli anni ho cercato di convincere i miei due marmocchi a fare qualche tipo di sport. Nada de nada, non volevano saperne. Poi la mamma di un compagnetto di classe di Riccardo mi ha detto che il figlio aveva cominciato a fare calcio e che c'era ancora posto, quindi se volevano potevano provare! 

Alessandro era entusiasta! Quattro tiri ad un pallone al parco col padre... e ce lo siamo giocato! 
Li accompagno il primo giorno convinta che l'allenamento gli facesse passare la voglia di andare. Cioè: non potevano pensare di arrivare e giocare una partita! Invece il Mister sa come prenderli!:-) Un po' allenamento e due tiri al pallone, un po' allenamento e tiri in porta e partitina nell'ultima mezzora... e chi li schioda più! Pronti a partire ad ogni istante. Fanno i compiti velocissimi che poi si devono preparare. Ma non solo gli allenamenti, anche le partite nel week end. Alessandro vuole giocare in porta, e lì vuole stare fin dal primo allenamento. E la divisa da portiere ha avuto, con sua grande soddisfazione!:-) 


Ecco perchè mi sentivo particolarmente coinvolta in questa preparazione!:-) 
Ma torniamo al nostro dottore. 
Ultimi dettagli: maglia da portiere n. 12, colore della maglia etc etc. 


Cosa non mi è successo in questi 3 giorni - pochi - che avevo per preparare la torta... vabbè, non importa! Ma eccola! 

Peccato non avere qualche foto dell'interno, ma gli ingredienti ve li giro tutti. 


Pan di Spagna da 7 uova, ricetta come qui

Per la farcia:


4 uova

180 gr di zucchero
90 gr di farina 00
90 gr di limoncello
900 gr di latte intero
500 gr di panna + 4 cucchiaini da te di zucchero a velo

 
per la bagna


150 gr di crema di limoncello diluita in 300 gr di acqua


 
per la decorazione:


briciole di pan di spagna colorato

pistacchi
pasta di zucchero
panna


Preparare come al solito il pan di spagna 1 giorno prima. 

Per la farcia. Ho montato prima la panna. Mettere nel boccale del Bimby lo zucchero a velo e con le lame in movimento a vel. 2 cominciare a far cadare a filo la panna. Man mano aumentare la velocità fino a 3-4, per qualche minuto, senza tappo. 
Togliete dal boccale e tenete da parte. 
Senza lavare il boccale ho proceduto alla preparazione della crema, mettendo tutti gli ingredienti insieme: 10', 90°, vel. 4. Lasciate raffreddare completamente e aggiungete la panna alla crema. Tagliare in tre strati il pan di spagna. 
Bagnarlo con il mix di acqua e crema di limoncello, quindi farcire con uno strato di crema. Continuare così anche per il secondo strato. Ricoprire la tornta con un velo di crema e spolverare con pistacchi tritati. 

Alessandro era estasiato davanti a questa torta in cui si riconosceva e ha voluto una foto ricordo!:-) 

E tanti auguri ancora al nostro Mister-portiere,  
dal 24 Ottobre anche "dottore"! 

Alla prossima!:-) 
Maria Luisa





mercoledì 14 novembre 2012

Arancine palermitane - fantasmagoriche!!!!!


Paese che vai, profumi che trovi! 
E chi è stato in Sicilia si ricorderà sicuramente il profumo degli arancini.... 

Il nostro cervello percepisce bene i profumi, li associa ad emozioni, situazioni, sentimenti. Rimangono impressi lì per sempre e quando meno ce l'aspettiamo ecco che ti torna in mente tutto! 
L'olfatto è importante per noi quanto per gli animali che fiutano il cibo, le prede, i pericoli. Eppure non gli diamo più tanta importanza, catapultati ormai in un mondo che mette la "vista" al centro delle nostre attenzioni: tutto è apparenza, colpo d'occhio, guardare e spesso non vedere. 

Tra voi che state leggendo adesso questo post, mi piacerebbe sapere se c'è qualcuno che potrebbe dire che solo con l'olfatto, anche ad occhi chiusi, non riconoscerebbe certi ambienti o posti familiari. L'odore delle chiese, l'odore del gesso a scuola, dell'alcool e medicine in ospedale, il profumo che ti investe quando entri dal fornaio, in pasticceria, in un ristorante cinese, in un fast food o in una pizzeria. Poi ci sono odori che ci riportano alla mente la casa della nonna, di mamma, dell'amica, della soffitta o della cantina. 
I profumi sono quindi legati ad un evento, a ricordi, emozioni, sentimenti piacevoli o meno piacevoli! 

I profumi rimangono nella nostra mente più di qualsiasi figura, scena, che normalmente svaniscono col tempo. 



Così, quando ho visto le arancine di Roberta - mi scusino i miei conterranei, ma la ricetta è di una palermitana e da loro sono femmine, ma per me rimangono "maschi"!:-) - ne ho risentito il profumo, mi sono ritrovata nel bar dove da ragazzina si concludevano le nostre domeniche con un arancino o un pezzo di focaccia. 
Che profumo appena entravi. Appena sfornati, lo sapevano che arrivavamo!!! 

Le avevo provate fino a questo momento, ma non sono mai stata soddisfatta di quello che mi ero "inventata"! Non male, ma neanche benissimo. 
Questa ricetta invece è semplicemente fantastica. Grazie Roberta! Hai reso la mia famiglia felice, perchè adesso non ci fermeremo più!!! Speriamo quindi di rendere felici amici e parenti - se ci aiutano a prepararli!!! Perchè va bene tutto, ma ci vuole tempo, come nella migliore tradizione meridionale.... 
Ma alla fine... che soddisfazione! 

Riporto qui la ricetta di Roberta per comodità e aggiungo qualche dettaglio che ho variato durante la mia preparazione. Per questa giro ho fatto solo quelle al ragù. 


Per il riso 
1 kg di riso originario (alcuni usano il Roma) - io Riso originario Coop
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano) - io ho aggiunto il dado vegetale fatto in casa
una bustina di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.

Per il ripieno "alla carne" con ragù e piselli (per circa 9 arancine)
100 g di macinato di vitello (2° taglio) - io 150 gr
100 g di macinato di maiale - io 150 gr
100 g piselli freschi o surgelati, ma al netto delle bucce - io 150 gr
180 g di polpa di pomodoro
un cucchiaio scarso di concentrato di pomodoro + tre dita d'acqua in un bicchiere - io 60 gr di passata di pomodoro.
una cipolla piccola, una carota, un gambetto di sedano, una foglia d'alloro
1/2 bicchiere circa di vino bianco per sfumare
olio evo q.b.
sale q.b.

io aggiungo anche la scamorza 


Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale

Per la panatura (ne resterà molto anche qui) 
700-800 g di pangrattato

Per la frittura 
3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)

Per i dettagli di consigli e raccomandazioni vi rimando al post originario di Roberta. 
Io mi limiterò a dirvi come ho proceduto personalmente, seguendo i suoi consigli, naturalmente. 
Ho preparato il riso. 
Far bollire l'acqua.
Ho tritato finemente la cipolla e fatta appassire in un tegame abbastanza grande da poter contenere 1 kg di riso cotto. 
Quindi ho aggiunto il riso, tostato per qualche minuto e aggiunto gran parte dell'acqua calda, un cucchiaino abbondante di dado vegetale e la bustina di zafferano.
Far cuocere circa 10' e aggiungere l'acqua a bisogna. Io ne ho utilizzato circa 2 lt. Il riso deve rimanere al dente perchè finisce di cuocersi con il calore, e non deve essere troppo asciutto, perchè continua ad assorbire liquido raffreddandosi. 
Quindi ho versato il riso in una teglia dai bordi alti, aggiunto burro e  parmigiano e lasciato a raffreddare, sgranandolo di tanto in tanto. 


Il riso impiega circa 1 ora per raffreddarsi. Se fa freddo, mettetelo fuori dalla finestra per accelerare i tempi!:-) 


Nel frattempo ho preparato col Bimby il pangrattato, grattugiando pane secco tenuto da parte (qui non si butta via niente!:-): 10'' vel. 8-9. Se non bastasse continuate ancora qualche secondo fino ad avere un pangrattato piuttosto fine. 


Pulire velocemente il boccale con un tovagliolo di carta e procedere  alla preparazione dei piselli. 

Mettere un pezzetto di cipolla nel boccale - circa 1/4 di una cipolla piccola. Tritare: 5'' vel. 5. Aggiungere 10 gr di olio evo. Soffriggere: 2', 100°, vel. soft. Aggiungere i piselli, aggiustare di sale e cuocere 10', 100°, vel. 1, antiorario. Tenere da parte. 


Senza lavare il boccale procedere alla preparazione del ragù. 

Mettere cipolla, carota e sedano e tritare: 5 sec. vel. 5. 
Raccogliere sul fondo gli odori tritati, aggiungere 30 gr di olio evo: 4', 100°, vel. soft. Quindi aggiungere la carne tritata e la foglia d'alloro. Insaporire: 2', Varoma, vel. 1. Aggiungere il vino e farlo sfumare: 2', Varoma, vel. 1. Aggiungere la polpa di pomodoro e 50 gr di passata di pomodoro. Aggiustare di sale. Cuocere: 30', 100° vel. 1. 
Il ragù risulterà alla fine completamente sgranato. 

Farlo raffreddare, quindi aggiungere i piselli. 


Quando il riso è freddo, preparate delle pallette di riso da 100 gr - io le ho pesate!:-). Con 1kg di riso ne ho fatti 24. Riporre in frigo ancora per qualche ora, anche due, coperte con carta alluminio.


Preparate quindi tutti i vostri ingredienti su un piano da lavoro, compresa la lega, sbattendo brevemente, ma fino a farla amalgamare completamente l'acqua e la farina. Io ne ho preparata 400 gr di farina e il doppio di acqua, ma è veramente tanta. Si può prevedere anche 250 gr di farina e il doppio di acqua, l'importante è metterla in un contenitore profondo che permetta di far "sprofondare" l'arancina dentro. 

La mia versione delle arancine ha una variante, prevede anche della scamorza. 

Riprendere le pallette di riso, creare un buco al centro, spingendo sia lateralmente che verso il basso. Bisogna che sia un abbastanza grande da riuscire a mettere un cucchiaio di ragù e avere modo anche di richiudere l'arancina. Mettere anche qualche pezzetto di scamorza. Procedere facendo prima i buchi in tutte le pallette, poi riempiendole tutte e poi chiuderle. 


La foto sopra dimostra l'errore fatto e che vi consiglio di evitare, di non aver fatto riposare abbastanza il riso. Questo mi ha impedito di creare un buco con "pareti" più sottili e quindi avere più spazio per il condimento. Ne ho fatte metà e le altre le ho fatte riposare più a lungo e finite di fare successivamente. Di quelle non ho le foto, ma sono venute sicuramente meglio, anche per lavorarle. 
Fatte tutte le arancine, sbattere di nuovo la lega, passarle nella lega, quindi nel pangrattato. 



Friggere in olio caldo, poche per volta, finchè non saranno completamente dorati. 

Teneteli in caldo e assaporateli tiepidi. 

Non ve ne dimenticherete! 


Naturalmente non li abbiamo mangiati tutti. La metà sono in freezer che ci aspettano per il prossimo giro di arancine. 


Grazie ancora a Roberta per la fantastica ricetta e al contest meraviglioso a cui l'ha proposto, l'MTChallange di Novembre




Alla prossima!:-)  
Maria Luisa














sabato 10 novembre 2012

Anellini siciliani al forno


Anticonformista per natura si! Dipenderà dal segno zodiacale? Non so'!
Seguire sempre l'istinto e le passioni, anche quello, si! E guardare avanti, proiettarmi nel futuro, non per progettare, ma solo per capire come un'azione di oggi possa ripercuotersi positivamente o negativamente tra 20 anni sulle generazioni future, dei miei figli e di chi verrà dopo di loro, anche questo: SI! 

Spirito libero quindi! Si. Da una parte. Dall'altra sento la necessità di vivere in un paese dove esistono delle regole. Un po' come l'artista che ha bisogno di conoscere le basi del suo lavoro - i colori  primari e come miscelarli per ottenere le varie sfumature, conoscere la prospettiva dei soggetti. E poi sviluppare la propria tecnica. Acquerello, acrilici, matita e via dicendo. 
E, come l'artista, non mi adeguo alla prassi, all'abitudine, alla tradizione, soprattutto a tutte quelle cose che nel tempo si sono svuotate di significato, di contenuti. Non riesco ad adeguarmi solo per stare nel gruppo. Ho bisogno di dare un senso attuale e futuro alle cose, mantenendo quello che si può del passato. 

Questo raccoglie il pranzo della domenica. 
Fino a 30-40 anni fa la domenica si faceva il pasto importante; oggi tutto sommato si mangia bene tutti i giorni e la domenica sembra un giorno come un altro. 
Tuttavia, è pur sempre un giorno di festa, di "pausa" dal lavoro. E mi piace sempre preparare qualcosa di buono, perchè così come è stato per me, mi piace pensare che i miei figli un giorno si ricorderanno del "pranzo della domenica". 
Quindi normalmente preparo la pasta al forno. Qui e qui trovate qualche esempio di piatto della domenica.

Oggi vi voglio lasciare una ricetta molto più leggera ma sempre molto gradita. L'ho preparata qualche mese fa, con le ultime melanzane trovate dal contadino. Se fate come me, che preparate le melanzane fritte e le congelate per ogni evenienza... allora è il momento giusto di tirarle fuori! 


Ingredienti per 4 persone:

350 gr di pasta tipo anellini siciliani (io utilizzo quelli di Libera Terra) 
1/2 cipolla
1 carota
1 pezzetto di costola di sedano
150 gr di piselli 
500 gr di passata di pomodoro  
olio evo
basilico

2-3 melanzane (in base alla grandezza) 
olio per friggere 

mozzarella di bufala
parmigiano
pangrattato (meglio se aromatizzato, come qui)

Tagliate a tocchetti le melanzane e mettetele in uno scolapasta insieme ad un po' di sale per circa 1h. 
Passato questo tempo, sciacquatele un paio di volte, strizzatele bene, friggetele e tenete da parte. 
Quindi preparare il sugo. Tritate finemente la cipolla, la carota e il sedano e mettere a soffriggere delicatamente nell'olio. Dopo qualche minuto aggiungete i piselli, mettete il coperchio e lasciate cuocere per una decina di minuti a fiamma delicata, facendo attenzione che non si brucino o che si asciughi troppo. 
Aggiungere quindi il pomodoro, aggiustate di sale e cuocete ancora 15'. Quindi aggiungete le melanzane fritte e fate insaporire qualche minuto nel pomodoro.
Nel frattempo mettete l'acqua a bollire per cuocere la pasta. 
Cuocete la pasta per 5 minuti e finite di cuocerla quindi direttamente nel sugo, allungando con acqua di cottura se necessario. Lasciate che la pasta rimanga al dente: finirà di cuocersi in forno. Solo alla fine aggiungete il basilico tritato e qualche cucchiaio di parmigiano. 

Ungete una teglia con poco olio, e ricoprite con pangrattato. Versate metà della pasta, spolverate con parmigiano e mozzarella tagliata a tocchetti. Versate il resto della pasta, facendo una nuovo giro di parmigiano e mozzarella, spolverate con pangrattato e irrorate con un filo d'olio. 

Infornate una mezzoretta a 200°, finchè il pan grattato non si è abbrustolito o la pasta comincia ad essere incrostata. Io ho scelto di preparala in uno stampo a ciambella che poi ha rovesciato su un piatto da portata. 
Questa preparazione si presta bene anche per pasti in piedi. Si possono infatti preparare anche monoporzioni usando dei coppa pasta. 


Buon pranzo della domenica! 

Alla prossima!
Maria Luisa!:-) 







lunedì 5 novembre 2012

Zuppa di carote e mandorle



E' l'arancio il colore dell'autunno. 
Arancio è il colore della zucca, dei caki, delle foglie che passano dal rosso al giallo. E le arance, i mandarini sono prossimi a maturarsi. 
Ed è quasi arrivato il freddo. Dico "quasi" perchè qui a Roma continua il contrasto d'aria tra quella fredda che arriva da nord e quella calda che arriva da sud... ecco, questo derby continuo in questi giorni a cui assistiamo modificando la pesantezza degli indumenti da indossare da un giorno all'altro... Capricci della natura, così non ci annoiamo!:-) 

I giorni passano ugualmente e dopo Halloween è arrivato il giorno dei Santi e i dolcetti dalla Sicilia consegnati direttamente da zia Marcella a casa nostra. 


Eh si, perchè continuiamo a mangiare i fruttini di marzapane e ossa di morto solo per i due giorni per cui la tradizione li ha sempre previsti. Così la mattina del 1° Novembre i bambini trovano sotto al proprio letto il cosiddetto "cannistru", cioè cestino, con frutta di marzapane e ossa di morto. 
In più, l'evoluzione della tradizione permette anche qualche cioccolatino, caramelle e cose di questo genere. 

In tutto ciò, visto il freddino della settimana scorsa, il giorno dei Santi, dopo esserci rimpinzati di queste delizie, ho preparato questa zuppa semplice per cena. Era proprio necessaria! 

Vi lascio qui la ricetta, facile facile e ottima da degustare durante i prossimi mesi invernali. 


Ingredienti per 6 persone:

800 gr di carote
1 scalogno
1 peperoncino piccolo
30 gr di olio evo (io ho usato Sud della Soc. Agr. Doria
1 foglia di alloro
2 rametti di timo (io ho utilizzato quello secco)
100 gr di mandorle tostate
1 bustina di zafferano (in alternativa potete utilizzare la curcuma)
900 gr di acqua
1 ciuffo di prezzemolo
crostini di pane tostato

Preparazione col Bimby.
Lavare e asciugare il prezzemolo. Mandare le lame a vel. 7 e far cadere dal foro del coperchio il prezzemolo. Continuare per 4-5'' fino a che il prezzemolo non sarà tritato. Tenere da parte. 
Pelare e lavare le carote. Tagliare a tocchi e mettere nel boccale: tritare 10'' vel. 5. Tenere da parte. 
Tritare lo scalogno e il peperoncino: 3'' vel. 7. 
(Io il peperoncino l'ho aggiunto solo alla fine direttamente nel piatto per via dei bambini. Ma se non avete questo tipo di problema proseguite come sopra). 
Aggiungere l'olio, l'alloro e il timo e soffriggere: 3', 100° vel. 2. 
Unire il trito di carote, le mandorle tostate, lo zafferano, l'acqua e il sale. Cuocere 30', 100°, vel. 1. 
Nel frattempo preparate i crostini di pane. 

A fine cottura lasciar raffreddare un po' la zuppa, quindi frullare 1' vel. 8. 
Unire il prezzemolo e servire con i crostini di pane tostato. 

Io vi ho postato una versione "visual food"! Occhi di prezzemolo con pupille di pepe rosa, sopracciglia di timo, picciolo di peperoncino per naso e mezzo peperoncino per la bocca. 
Buona zuppa!:-) 

Con questa zuppa partecipo al contest Con questa ricetta partecipo al contest Colors&Food di Novembre: Bright orange ideato da Essenza in Cucina e da My Taste for Food



Alla prossima!:-) 
Maria Luisa 







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